Yo estaba opinando sobre la nota, no de sus comen...        
Yo estaba opinando sobre la nota, no de sus comentarios, le recomiendo que termine la primaria, yo también soy de tepa y usted no puede hablar por todos yo quiero una ciudad en la que haya respeto hacia los derechos de las personas sin importar su preferencia o identidad sexual
          1994        

From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Mon, 14 Feb 1994 12:09:05
Subject: Eccomi

Mannaggia a te! Che c'era di male nelle lettere cartacee? Signornò. "Dai, mandami un'e-mail! E' facile, divertente, vedrai!". - Intanto ho dovuto iscrivermi al laboratorio d'informatica di questa cavolo di università, dove bisogna fare domanda in carta bollata anche per un caffè al bar. Poi, io il computer manco lo so usare. A quest'ora dovrei essere in sala studio a preparare l'esame di diritto privato comparato (capirai); invece sto qua ad arrovellarmi con tastiera e mouse.

Va beh. Ti scrivo per questo: devi assolutamente registrarmi un po' di cassette di musica rock. Hai presente? Quella che tu hai sempre detto che io la snobbo. Specialmente, quanto più progressive anni '70 riesci a procurarmi. Non so, gli Yes, i Genesis, i King Crimson, quella roba là. E poi il grunge. Non i Nirvana, ché onestamente non li reggo: Smashing Pumpkins, Pearl Jam, Soundgarden. E magari della musica da discoteca, però di un certo livello. E ci sarebbe un pezzo di un gruppo inglese che mi ossessiona, si chiama... ce l'ho sulla punta della lingua. Basta, appena mi ricordo il titolo te lo dico.

No, non sono impazzito. E' che ho conosciuto una ragazza molto simpatica che ha questi gusti musicali. Anche molto bella, a dire la verità. Anzi, la sola cosa che le vorrei dire è proprio questa: che la trovo bellissima. Ma, tu mi conosci; non c'è verso; se provo ad affrontare l'argomento, ammutolisco senza rimedio. Così mi servono urgentemente altri argomenti di conversazione. Lei studia inglese, e fin qui posso arrangiarmi. L'ho anche accompagnata a lezione, ho studiato i suoi appunti. Sai? Sto diventando, credo, il massimo esperto di T. S. Eliot di tutto il basso Ionio reggino. Quest'estate, se non altro, potrò esibirmi nei locali sul lungomare recitando The Waste Land a memoria.

Ma tutto questo non basta. Prima o poi dovrò trovare il coraggio di invitarla a uscire una sera, che so, ad un concerto, o addirittura (non ridere) a ballare. Perché ho capito che alle matinée in Conservatorio lei non ci viene. Ebbene, è qui che subentri tu. Devi aiutarmi ad andare oltre Beethoven. Ripeto, procurami del rock, perché mi serve come il pane!

Attendo tue notizie, stammi bene.

P.S. Mi sono ricordato il titolo di quella canzone: Creep, dei Radiohead.


From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Mon, 21 Mar 1994 15:31:22
Subject: Re: Re: Eccomi

Grandi novità! Abbiamo occupato. Ora la nostra casa dello studente è Pensionato Universitario Occupato Autogestito. L'abbiamo deciso venerdì sera, al termine di un'agitata assemblea sugli ultimi aumenti delle rette e della mensa. Io mi sono aggiudicato la gran parte dei turni di notte in portineria: sia per evitare i turni di pulizia, sia perché mi piace fare le ore piccole e perché durante l'occupazione c'è un bel clima. Si parla, si beve, si fuma tabacco e non solo: effettivamente, non sto studiando granché. Però mi diverto.

Ieri, per esempio, verso la mezzanotte la situazione comprendeva una bottiglia di mirto, uno stereo, sei-sette persone fra cui Alice (la ragazza di cui ti ho parlato nella mia ultima lettera) e me. Il guaio è che dopo un'oretta loro sono usciti, per andare credo in discoteca, mentre io dovevo rimanere per continuare il turno; ma mi hanno lasciato la bottiglia, d'altronde semivuota, e lo stereo. O forse due bottiglie e due sterei, a quel punto non capivo più bene. Sono riuscito, in qualche modo, a togliere la cassetta dei Rage Against The Machine e a mettere su il Lamento d'Arianna di Monteverdi, che in quel momento era anche più adatto.

A proposito: mi hai registrato le cassette che ti ho chiesto? Se scendi anche tu in Calabria per le elezioni, tra una settimana me le puoi dare. Ma l'hai visto quel pagliaccio miliardario? E pensa che magari qualcuno lo voterà anche. Viviamo in un paese meraviglioso.


From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Fri, 15 Apr 1994, 16:05:30
Subject: buona notte al secchio

La sai una cosa? Tre anni fa, dopo il diploma, commisi un solo errore.

Allo sportello della stazione chiesi un biglietto per Milano. Sbagliai: avrei dovuto comprare un sola andata per Londra, o per Parigi, o per Berlino.

L'occupazione è finita. L'Ente per il Diritto allo Studio ha promesso che, col nuovo bilancio, ben il 3,75% delle risorse aggiuntive sarà stanziato per porre rimedio ai recenti rincari delle tariffe, compatibilmente con il principio del pareggio contabile.

Insomma: non abbiamo ottenuto un bel niente.

Ho saputo che Alice si è fidanzata. Con uno studente d'ingegneria, milanese da varie generazioni e di ottima famiglia, buon giocatore dilettante di basket. Ha una macchina svedese con doppia alimentazione, benzina verde e gas, perché bisogna proteggere l'ambiente. Un bravissimo ragazzo.

Tutto è perduto. Mentre questa ridicola nazione, consegnatasi ancora volontaria nelle mani di un tirannello squilibrato, si avvia verso il suo triste destino, io ti comunico la mia irrevocabile decisione.

Pongo rimedio al mio errore.

Espatrio.

E basta, con queste e-mail del piffero! Ti farò avere prossimamente il mio nuovo recapito estero.

La sai un'altra cosa? Siamese Dream degli Smashing Pumpkins è molto più noioso della più tediosa sinfonia di Bruckner.


From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Tue, 26 Apr 1994 16:28:43
Subject: scherzavo

E niente: all'estero non sono andato.

Ti spiego cos'è successo.

Sai che mi è sempre piaciuto stare sveglio fino a tardi; ultimamente sto esagerando; mi succede spesso di fare l'alba. Da un po' non scendo neanche più in sala studio, per non rischiare d'incontrare Alice. La sera me ne sto tappato in camera, ascoltando Brahms.

Un mio consiglio per i giovani: se abitate in una casa dello studente, cercate di non innamorarvi mai di un'altra persona ospite del pensionato. Soprattutto se non corrisposti.

Bene: domenica notte, mentre studiavo, ho messo su il Tristano. Così, tanto per cambiare. Ma, poco dopo il preludio, ho dovuto spegnere.

Frisch weht der Wind
Der Heimat zu
Mein Irisch Kind,
Wo weilest du?


Mi si è annebbiata la vista, e ho scoperto che avevo finito i kleenex. Ho chiuso il libro. Mi sono alzato dalla sedia e sono andato a lavarmi il viso con l'acqua fredda. Poi sono tornato alla scrivania.

Ho acceso il quinto canale della radio (quello che trasmette solo classica). C'era un brano di avanguardia; una cosa che non conoscevo, una specie di collage sonoro sul tipo di Revolution 9 dei Beatles, hai presente? Folle in tumulto, suoni strani, rumori ambientali, nastri in loop, voci umane che declamano sillabe incomprensibili. Un delirio.

Roba forte! Ho attaccato lo spinotto delle cuffie alla radio e mi sono sparato il brano nelle orecchie, chiudendo gli occhi e reclinando indietro la testa. A un certo punto, dal tappeto sonoro ha cominciato a emergere una voce femminile, che sembrava pronunciare un testo coerente. Dapprima si sentiva sullo sfondo, e non si capiva bene cosa dicesse; qualcosa sul Vietnam. Man mano, la voce diventava sempre più forte, più netta, e veniva sempre più in primo piano. Alla fine, con una presenza sonora impressionante, la voce scandiva, anzi no scolpiva, queste parole: "Rimanete qui, e combattete per la vostra dignità di uomini".

"Avete ascoltato: Luigi Nono, Contrappunto dialettico alla mente", ha detto l'annunciatore.

Ho staccato lo spinotto, ho tolto le cuffie e ho spento la radio.

Ho riconsiderato la mia intenzione di espatriare. Ho pensato: ma non l'ho già fatto? Sono già emigrato. E prima di me mio padre, proprio negli anni in cui Nono componeva quel pezzo.

Quante volte ancora voglio fare le valigie?

Possibile che l'unica soluzione sia quella di scappare sempre più lontano?

L'indomani, 25 aprile, sono andato alla manifestazione. Il concentramento era alle due del pomeriggio; ma mi sono svegliato così tardi che non ho potuto neanche fare colazione. Ho preso un caffè al distributore automatico giù in atrio e sono uscito, in direzione porta Venezia.

Era previsto un corteo molto grande. E' stato immenso. Mai vista tanta gente tutta insieme! E che varietà, quanti colori, che musiche, che allegria! Quanta pioggia, anche: veniva giù a secchiate, per tutta la durata della manifestazione.



Io ero in fondo al corteo, e pensa che non sono neppure riuscito a entrare in piazza Duomo, tanto era gremita! Ho svoltato per piazza Fontana, poi per via Larga. Ho vagato per un pezzo; non so chi o cosa mi aspettassi di trovare, a parte qualcosa da mettere sotto i denti, dato che avevo una fame da lupo.

Mi sono ritrovato, non so come, in piazza Sant'Alessandro, vicino alla facoltà di lingue, che naturalmente era chiusa; c'era però un bar-tavola calda miracolosamente aperto; mi ci sono fiondato dentro.

Ero seduto sul mio sgabello, dando le spalle all'ingresso, e divoravo la mia pizzetta, ovviamente pessima come solo a Milano la sanno fare, quando mi è parso di vedere una sorta di variazione nella luce. Come se avesse improvvisamente smesso di piovere e fosse uscito un sole splendente.

Mi giro, e vedo Alice entrare nel locale e raggiungermi.

Era in tenuta da manifestazione: jeans sdruciti, camicia grunge, niente make-up (lei che di solito è così curata). I lunghi capelli biondi inumiditi dalla pioggia, che intanto continuava a scrosciare.

"Ciao", le dico. "Dov'è il tuo fidanzato?"

"Sciocco", mi ha risposto. "Oggi ci sono cose più importanti", ha detto. "C'è mezza casa dello studente qui fuori: abbiamo fatto uno striscione molto figo, lo andiamo ad attaccare al portone dell'I.S.U. Cosa fai qua, solo come un gufo? Vieni anche tu!"

Non me lo sono fatto dire due volte.

E dunque. Fra un mese ho l'esame di diritto sindacale. Materia interessante, sai? Credo che chiederò la tesi.

Per ora rimango qui.

(Racconto già pubblicato su Evulon. Ogni riferimento a fatti, persone, città, eventi, uomini politici, bar e pizzette della realtà è puramente casuale).
          Sulla critica del diritto nel giovane Gramsci        
E' successo che, preparando un commento all'ultima sortita di Saviano a proposito di storia della sinistra italiana, ho ripreso in mano, dopo anni, il vecchio volume dell'Einaudi (Torino, 1960) che raccoglie i corsivi pubblicati da Gramsci sull'"Avanti!" nella rubrica Sotto la Mole (1916-1920). Qui mi è capitato sotto gli occhi il commento di Gramsci alla sentenza sui "fatti di Torino", cioè (annotano i curatori dell'edizione) "lo sciopero generale per il pane e contro la guerra, che sfociò nella sommossa del 23-26 agosto 1917". [1]

Il commento di Gramsci fu pubblicato sull'"Avanti!" il 20 ottobre 1918: il testo, come di frequente, uscì con vistosi "vuoti" dovuti all'azione della censura. Eccolo qui di seguito [2].

BELLU SCHESC' E DOTTORI!

Il giudice Emanuele Pili non è senza storia, come gli uomini e i popoli felici. Ma la storia del giudice Emanuele Pili ha una lacuna; iniziatasi col protagonista autore drammatico, riprende ora col protagonista «ragionatore» di sentenze, e riprende con una gloriosa e strenua pugna: il «ragionamento» della sentenza per i fatti di Torino, che nell'ultimo numero della «Gazzetta dei tribunali» il misuratore di crani prof. Vitige Tirelli qualifica «dotta».
Benedetto Croce ha scritto: «Chi ha pratica dei tribunali sa che molto spesso un magistrato, presa la decisione e stabilita la sentenza, incarica un suo piú gio [dodici righe e mezzo censurate]. E il giudice giovane ha fatto sfoggio di dottrina; e il giudice giovane — poiché nella prima gíoventú aspirava alla gloria di Talia e dedicava le sue fresche energie intellettuali a scrivere commedie nei vari dialetti di Sardegna e non poté studiare tutti i risultati delle ultime ricerche sulla natura del diritto e delle costituzioni — ha ragionato [una riga censurata] nella sentenza dei fatti di Torino, rovistando nei vecchi cassettoni, rimettendo alla luce tutti gli imparaticci scolastici del primo anno universitario, quando ancora si frequentano le lezioni e si prendono gli appunti.
[Venticinque righe censurate].
Gli sono estranee le correnti del pensiero moderno che hanno ringiovanito tutta la dottrina dello Stato e del Giure — superando le concezioni puerilmente metafisiche della dottrina tradizionale, degli imparaticci da scoletta universitaria — colla riduzione dello Stato e del Giure a pura attività pratica, svolta come dialettica della volontà di potenza e non piú pietistico richiamo alle leggi naturali, ai sacrari inconoscibili dell'istinto avito, alla banale retorica dei compilatori delle storiette per la scuola elementare. Il «ragionamento» del giudice Pili è solo una filastroccola di banalità retoriche, di gonfiezze presuntuose: esso è il ridicolo parto di un fossile intellettuale, il quale non riesce a concepire che lo Stato italiano almeno giuridicamente (e come giudice questa apparenza della realtà doveva solo importare al «giovane» da tribunale) è costituzionale, ed è parlamentare per tradizione (l'on. Sonnino è gran parte dello Stato attuale, ma crediamo che il suo articolo Torniamo allo Statuto! non sia ancora diventato legge fondamentale del popolo italiano): [cinque righe censurate]. La «dottrina» del giovane da tribunale infatti si consolida (!) in esclamazioni enfatiche contro chi ha «resistito» o è accusato di aver resistito: non cerca (come era suo compito) di dimostrare, alla stregua delle prove concrete e sicure, un delitto per passare l'esatta commisurazione alla sua entità di una pena contemplata nel codice. No, il «giovane» vuole sfoggiare, come una contadina ricca del Campidano di Cagliari le vesti multicolori che hanno servito alle sue antenate per le nozze e per decine e decine di anni sono rimaste seppellite in un vecchio cassettone a fregi bestiali e floreali tra lo spigo e una dozzina di limoni: e sfoggia tutti i vecchiumi, tutti gli scolaticci dei vespasiani giuridici chiusi per misura d'igiene pubblica.
Il giudice Emanuele Pili ha scritto una commedia dialettale: Bellu schesc' e dottori! (che bel pezzo di... dottore!) L'esclamazione potrebbe essere la conclusione critica della lettura di una sentenza, cosí com'è il titolo di una commedia.

La prima lacuna è stata integrata facilmente dai curatori del testo gramsciano. Si tratta di una citazione dalla Logica di Croce, riportata come segue:

«Chi ha pratica dei tribunali sa che molto spesso un magistrato, presa la decisione e stabilita la sentenza, incarica un suo piú giovane collega di "ragionarla", ossia di apporre una parvenza di ragionamento a ciò che non è intrinsecamente e puramente prodotto di logica, ma è voluntas di un determinato provvedimento. Questo procedere, se ha il suo uso nella cerchia pratica o giuridica, è affatto escluso da quella della logica e della scienza» (B. CROCE, Logica come scienza del concetto puro, Bari 1917, pp. 87-88).

Quando Gramsci nel suo corsivo parla delle "correnti del pensiero moderno che hanno ringiovanito tutta la dottrina dello Stato e del Giure", si riferisce appunto alla filosofia del diritto di Benedetto Croce. Croce aveva infatti affermato l'assoluta separazione tra morale e diritto, e aveva sottoposto il diritto alle categorie dell'utile e della forza. Nella concezione di Croce, il diritto è forza, che viene applicata per il raggiungimento di uno scopo ritenuto (da chi agisce questa forza) utile; il diritto è inoltre amorale, in quanto prescinde dal giusto e dall'ingiusto.

E' interessante notare che qui Gramsci si serve della teoria del diritto di Croce per porre un'istanza di garantismo giuridico. Infatti, ciò che Gramsci rimprovera al giudice Pili, estensore della sentenza sui fatti di Torino, è di aver confuso il diritto con la morale. Il giudice avrebbe dovuto limitarsi a vagliare le prove, accertare se fosse stato commesso un reato, e, in caso affermativo, determinarne la pena secondo le norme del codice. Invece, questa sentenza (scrive Gramsci) pretende di condannare gli imputati non sulla base della legge, bensì sulla scorta di considerazioni di ordine moralistico, la cui infondatezza giuridica è mascherata dal ricorso all'enfasi e alla retorica.

La linea del ragionamento gramsciano è abbastanza riconoscibile, nonostante i buchi lasciati dalla censura, e nonostante un probabile refuso tipografico [3]. Comunque, in un poscritto all'articolo del giorno successivo (Le vie della divina provvidenza, 21 ottobre 1918), Gramsci scrive:

P.S. Nell'articolo pubblicato ieri sul giudice Emanuele Pili la censura ha lasciato solo la parte «floreale» che può far supporre aver noi scritto un puro pamphlet per insolentire un magistrato. La censura ha imbiancato le giustificazioni delle insolenze: la giustificazione filosofica trovata nella Logica del senatore Benedetto Croce; la giustificazione storica trovata in una notizia pubblicata dal «Journal des Débats» l'8 novembre 1817 (milleottocentodiciassette!), la giustificazione costituzionale trovata nello Statuto albertino. Un'insolenza giustificata da «pezze» di tal genere crediamo non sia piú insolenza, ma espressione plastica della imparziale giustizia. La censura pertanto ci ha solo diffamati, senza che le leggi ci diano il modo di dar querela.

La "giustificazione filosofica" delle critiche che Gramsci rivolge al magistrato corrisponde, lo abbiamo visto, ad una citazione da Croce. Rimane la curiosità di sapere quali potessero essere le altre due "giustificazioni"  imbiancate dalla censura.

La "giustificazione costituzionale", che corrisponde alla lacuna di cinque righe, si trova, dice Gramsci, nello Statuto albertino; e potrebbe forse trattarsi di uno degli articoli che, in quel testo costituzionale, tutelavano i diritti civili: per esempio l'art. 26, secondo comma, "niuno può essere arrestato e tradotto in giudizio, se non nei casi previsti dalla legge, e nelle forme che essa prescrive".

Naturalmente, non è da pensare che Gramsci si facesse particolari illusioni circa l'effettività delle garanzie prescritte dallo Statuto. Sappiamo, invece, che Gramsci sempre ritenne la borghesia italiana incapace di creare un vero Stato di diritto che tutelasse le libertà individuali [4]. Un articolo di Gramsci di qualche anno successivo a quello che stiamo ora esaminando (Lo Stato italiano, in "L'Ordine Nuovo", 7 febbraio 1920) contiene una puntuale critica, da questo punto di vista, allo Statuto albertino:

Lo Stato italiano [...] non ha mai neppure tentato di mascherare la dittatura spietata della classe proprietaria. Si può dire che lo Statuto albertino sia servito a un solo fine preciso: a legare fortemente le sorti della Corona alle sorti della proprietà privata. I soli freni infatti che funzionano nella macchina statale per limitare gli arbitrî del governo dei ministri del re sono quelli che interessano la proprietà privata del capitale. La Costituzione non ha creato nessun istituto che presidî almeno formalmente le grandi libertà dei cittadini: la libertà individuale, la libertà di parola e di stampa, la libertà di associazione e di riunione. Negli Stati capitalistici, che si chiamano liberali democratici, l'istituto massimo di presidio delle libertà popolari è il potere giudiziario: nello Stato italiano la giustizia non è un potere, è un ordine, è uno strumento della Corona e della classe proprietaria. 

Gramsci sottintendeva questo tipo di considerazioni anche all'articolo qui in commento, laddove scriveva che lo Stato italiano "almeno giuridicamente" (cioè solo formalmente) era costituzionale, ed era "parlamentare per tradizione", nel senso che lo Statuto albertino non istituiva una vera e propria democrazia parlamentare, bensì l'ordinamento parlamentare dello Stato derivava da una semplice consuetudine che poteva essere in ogni momento abrogata: così come aveva proposto di fare Sidney Sonnino nel suo articolo del 1897, appropriatamente richiamato da Gramsci, Torniamo allo Statuto!,  e come poi farà il fascismo.

Tuttavia, il fatto che la monarchia sabauda fosse uno Stato di diritto carente e imperfetto non avrebbe dovuto esimere il magistrato dall'applicare comunque quelle garanzie (pur se insufficienti) che la legge disponeva a favore degli imputati: "come giudice questa apparenza della realtà doveva solo importare" al giudice Pili, osserva giustamente Gramsci.

La "giustificazione storica", che corrisponde alla lacuna di venticinque righe, è data (scrive Gramsci) da una notizia pubblicata sul numero dell'8 novembre 1817 del "Journal des Débats". Internet consente oggi di consultare facilmente quel numero di giornale per cercare quale potesse essere la notizia che costituiva la "giustificazione storica" invocata da Gramsci.

Una delle notizie ivi contenute, che possono essere state utilizzate da Gramsci ai fini del suo commento, è una corrispondenza dalla Gran Bretagna datata 3 novembre, che riporto qui di seguito in una mia traduzione (il testo originale è in nota):

Quattro individui di nome Booth, Brown, Jackson e King, prima delle ultime assisi di Derby, erano stati condannati a morte per crimine di ribellione. Condotti sul patibolo, al momento stesso della morte hanno avuto l'audacia empia di arringare la folla, affinché li venisse a liberare. Questa folla era composta da loro vecchi amici che li avevano frequentemente visitati in carcere; ma il luogo dell'esecuzione era sorvegliato da folti distaccamenti di cavalleria e di fanteria, e la legge ha avuto esecuzione [5].

Inizialmente ho pensato che questa notizia potesse aver attratto l'attenzione di Gramsci (per analogia con i fatti di Torino) perché riferita a un episodio di ribellione delle classi subalterne conclusosi con una condanna penale. Episodio che forse è leggibile nel quadro della fase di irrequietezza sociale che fu caratterizzata, in Gran Bretagna, dalle proteste contro la legge sul grano del 1815, fase che sfociò nel massacro di Peterloo.

Tuttavia, non ho trovato alcun elemento che potesse suffragare questa ipotesi. Non è chiaro neanche se i quattro uomini giustiziati a Derby nel 1817 siano stati effettivamente condannati a morte per reati politici, o non piuttosto per reati comuni; in un elenco dei giustiziati nel carcere di Derby, compilato da Celia Renshaw, una storica locale, questi Booth, Brown, Jackson e King risultano essere stati condannati per aver appiccato il fuoco a dei covoni di paglia [6]. Inoltre è noto che Gramsci non amava gli atteggiamenti tribunizi e teatrali, né apprezzava particolarmente i gesti individuali di ribellione: lo si evince dal suo stesso comportamento di imputato durante il "processone" del 1928 [7], nonché dal suo commento, contenuto nei Quaderni del carcere, ad un libro che raccoglieva i resoconti di una serie di processi contro anarchici libertari [8]. Perciò mi sembra improbabile che, nel suo corsivo del 1918 che stiamo ora commentando, Gramsci possa aver preso ad esempio il comportamento di quattro condannati a morte per reati contro il patrimonio che, dal patibolo, incitano la folla alla rivolta.

C'è però un'altra notiziola, sempre nella prima pagina  del "Journal des Débats" dell'8 novembre 1817, che potrebbe aver attirato l'attenzione di Gramsci. Si tratta di una corrispondenza da Losanna datata primo novembre:

Il Cantone Esterno di Appenzell ha da poco emesso una singolare sentenza contro un ragazzino accusato di alcuni piccoli furti. Lo hanno condannato a 50 fl. di ammenda e a trenta colpi di verga. Gli sarà inoltre assegnato un posto particolare in chiesa per un periodo di due anni: dovrà trovarsi colà per due volte ogni domenica, e sarà punito severamente in caso d'inosservanza [9].

In questa notizia di cronaca (un ragazzino condannato con sentenza penale ad andare a messa due volte la settimana) troviamo un esempio estremo e grottesco di quella perniciosa, pre-moderna confusione tra diritto e morale, che Gramsci stigmatizza nella sua polemica col giudice relatore della sentenza sui fatti di Torino. Perciò ritengo che sia stata questa la pezza giustificativa di quella parte dell'argomentazione gramsciana, che la censura ha cancellato lasciando nell'articolo un buco di venticinque righe.

Note

[1] Sempre secondo l'apparato critico dell'edizione citata, la sentenza fu emessa dal Tribunale militare di Torino il 2 agosto 1918; il testo della sentenza è reperibile in "Rivista storica del socialismo", n. 2, 1960.

[2] A. Gramsci, Sotto la Mole, ed. cit., pp. 447-48. L'articolo è stato poi raccolto nella più recente edizione degli scritti gramsciani precarcerari: A. Gramsci, Il nostro Marx 1918-1919, a cura di Sergio Caprioglio, Einaudi, Torino 1984, pp. 360-2. In Internet si trova qui: http://www.liberliber.it/mediateca/libri/g/gramsci/sotto_la_mole/pdf/sotto__p.pdf, p. 269.

[3] "Passare l'esatta commisurazione alla sua entità di una pena contemplata nel codice" è frase di cui si capisce il senso, ma che sembra guasta anche grammaticalmente. Penso che Gramsci abbia invece scritto "fissare l'esatta commisurazione della sua entità ad una pena contemplata nel codice".

[4] Cfr. Leonardo Rapone, Cinque anni che paiono secoli. Antonio Gramsci dal socialismo al comunismo (1914-1919), Carocci, Roma 2011, pp. 162-6.

[5] Quatre individus nommés Booth, Brown, Jackson et King, antérieurement aux dernières assises de Derby, avoient été condamnés à mort pour crime de rebellion. Amenés sur l'échafaud, ils ont eu, même au moment de la mort, l'audace impie de haranguer la multitude, et de l'engager à venir les délivrer. Cette multitude étoit composée de leurs anciens amis qui les avoient fréquemment visités dans leur prison; mais le lieu de l'exécution étoit gardé par de forts détachements de cavalerie et d'infanterie, et la loi reçut son exécution.

[6] Fonte: http://archiver.rootsweb.ancestry.com/th/read/DERBYSGEN/2009-08/1250276359

[7] Cfr. Giuseppe Fiori (a cura di), Antonio Gramsci: cronaca di un verdetto annunciato, I Libri de "l'Unità", supplemento al numero del 4 aprile, Roma 1994. 

[8] Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, edizione critica a cura di Valentino Gerratana, Einaudi, Torino 1975, pp. 6-7 e 1896-7.

[9] Les Rhodes extérieurs d'Appenzell viennent de rendre une singulière sentence contre un enfant accusé de quelques petits vols. Ils l'ont condamné à 50 fl. d'amende et à trente coups de bâtons. Il lui sera d'ailleurs assigné une place particulière à l'église pendant deux ans; il devra s'y trouver deux fois chaque dimanche sous des peines séveres.

          La Quinta sinfonia di Brahms        
Vogliamo oggi parlare della meno eseguita fra le sinfonie di Brahms: la Sinfonia n. 5 in do maggiore, op. 123.

Questa sinfonia è il "canto del cigno" del grande musicista, che la terminò nel 1898, pochi mesi prima del suo definitivo crollo psichico.

Brahms visse ancora una decina d'anni chiuso nel manicomio di Amburgo, dove, secondo le relazioni cliniche e le testimonianze del personale ospedaliero, condusse una vita vegetativa, completamente immemore, punteggiata da intervalli di coscienza (ma non di lucidità), durante i quali il povero Brahms sosteneva di essere una taverniera; in tale sua immaginaria qualità di ostessa di una bettola di infimo ordine, Brahms interloquiva coi medici e gli infermieri, scambiandoli per avventori del suo locale. Lo si poteva allora udire in tutto il manicomio mentre, con voce stridula, urlava frasi del tipo: "Quante birre al tavolo sei?" - Tale scena penosa, su cui i biografi di Brahms hanno mantenuto, fino a tempi recenti, un imbarazzato silenzio, si ripeteva una o due volte la settimana.

Si direbbe che l'incombente follia abbia proiettato la sua oscura ombra anche sulla ricezione di quest'ultima opera brahmsiana, che già al suo apparire lasciò perplessi ascoltatori e critici, innanzitutto per la sua durata stranamente breve: la sinfonia dura circa venti o venticinque minuti, a seconda delle interpretazioni (diciotto minuti nella lettura di Toscanini, ventisette in quella di Klemperer; un'incisione dal vivo di Celibidache, con l'orchestra sinfonica della RAI di Napoli, arriva ai quaranta minuti, ma solo perché il direttore allunga fino all'inverosimile gli intervalli fra un movimento e l'altro). Decisamente poco per il pubblico dell'epoca, abituato al gigantismo formale.

Un altro motivo di stupore derivò poi dalla strumentazione, che comprende, oltre al solito organico orchestrale, anche una fisarmonica, un mandolino e un sassofono. Inoltre nell'ultimo movimento è introdotta una voce di basso.

Il primo movimento, Allegro amabile, in forma sonata, inizia con il primo tema, esposto dai soli archi. E' una melodia languida, per non dire sensuale, costruita sulle note Do - La - La - Mi bemolle - Do- Si. In tedesco, queste note si scrivono C - A- A- Es - C - H; si tratta perciò di un chiaro riferimento al nome di Clara Schumann, la musicista per la quale, com'è noto, Brahms nutrì a lungo una segreta e infelice passione. Dopo un ponte modulante, si passa al secondo tema, che è costituito, abbastanza sorprendentemente, dalla ben nota canzone goliardica italiana detta "delle osterie". Il tema viene ripetuto varie volte, con un crescendo rossiniano inconsueto in Brahms, passando da una sezione all'altra dell'orchestra, in modo sempre più insistente. Lo sviluppo è costituito da una ingegnosa combinazione contrappuntistica fra il primo tema e le ultime battute del secondo tema (quelle che, nel testo della canzone, corrispondono alle parole "Dammela a me, biondina, dammela a me, biondà"). La ripresa è assai regolare, ed è seguita da una coda in cui Brahms cita la melodia di un'altra canzone goliardica, Gaudeamus igitur, già da lui utilizzata nella sua Ouverture accademica, op. 80.

Il secondo movimento, Andante comodo, è in forma tripartita. Qui, dopo le stravaganze del primo tempo, ritroviamo con piacere il consueto Brahms di tanti suoi andanti sinfonici: nobile, compassato, un tantino soporifero. La parte centrale dell'Andante si distingue per il finissimo dialogo strumentale fra il sassofono e il mandolino, su una melodia che presenta sottili analogie strutturali con il tema dell'Andante del Trio op. 17 di Clara Schumann.

Non si discosta dal sostanziale classicismo dell'Andante il Minuetto con trio che costituisce il terzo movimento della sinfonia: anzi, questo Minuetto è così ostentatamente haydniano, così settecentesco in modo quasi iperrealistico, che nell'ascoltatore inizia a farsi strada il dubbio se Brahms stia facendo sul serio, e se, a questo punto, ci stia ancora con la testa.

Ogni dubbio viene meno con l'inizio del famigerato quarto movimento. Dapprima entra la fisarmonica solista, proponendo un Recitativo strumentale di sedici battute che non si sa veramente come definire. Dopodiché il basso, senza alcun accompagnamento strumentale, intona alcuni frammenti di Saffo, ordinati dallo stesso Brahms in una sequenza, di cui si ricorderà quarant'anni dopo il nostro Quasimodo nella sua traduzione dei lirici greci:

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l'anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.


E' difficile ascoltare questo recitativo senza provare disagio: il basso, infatti, inizia nel proprio registro centrale, ma poi sale gradualmente, terminando su delle note che si trovano talmente oltre il limite della sua estensione, che finora nessun cantante è riuscito ad intonarle se non in falsetto. Ebbene sì: qui al compositore ha decisamente dato di volta il cervello.

A questo punto entra l'orchestra, attaccando l'Allegretto, in forma di rondò, su cui il basso canta un testo, elaborato dallo stesso Brahms, tratto dal Cantico di Re Salomone. La singolare difficoltà di questa parte vocale, caratterizzata da repentini salti di registro, costituisce certamente uno dei motivi per i quali la Sinfonia n. 5 di Brahms viene eseguita così raramente, ma non è l'unico. Soprattutto è sconcertante la disinvoltura con cui Brahms si appropria di intere sequenze tratte dalla Traviata, dalla Carmen, dal Tristano di Wagner e dalla Manon Lescaut di Puccini, senza neppure sottoporle al lavorìo dell'elaborazione tematica e contrappuntistica di cui è maestro. No, qui Brahms prende interi brani di queste opere e li schiaffa pari pari nel suo rondò, che si trasforma così in una sorta di pot-pourri da operetta.

La Sinfonia n. 5 termina con un altro sberleffo musicale, questa volta affidato alla melodia della canzone napoletana "Oi Marì, oi Marì / quanto suonno aggio perso pe' tte!", eseguita all'unisono dall'intera orchestra e dal basso, per chiudere con un accordo violentemente dissonante che usa tutte e dodici le note della scala cromatica, più alcuni quarti di tono.

Mentre, come si è detto, i contemporanei di Brahms non nascosero l'inquietudine e l'imbarazzo di fronte a questa sinfonia, la critica novecentesca appare molto divisa. Il critico Giorgio Lukács, in una delle sue rare incursioni in ambito musicale, definisce la Quinta Sinfonia di Brahms "uno dei documenti più impressionanti della decadenza artistica e morale della borghesia capitalistica nella sua fase imperialista"; giudizio sostanzialmente riecheggiato da Teodoro Adorno, il quale ebbe a parlare, a proposito di questa sinfonia, di "evidente involuzione reazionaria, basata sulla negazione astorica della funzione sociale della relazione armonica, nella misura in cui il contrappunto, materialisticamente e dialetticamente inteso, cede il passo al costrutto timbrico falsamente progressivo, di carattere apoditticamente neoclassico, orientato a destra, prematurato e antani". La sinfonia fu invece molto lodata da Stravinsky e, ai nostri giorni, da Pierre Boulez, che ne ha dato l'interpretazione forse più vibrante.

Significativa, a suo modo, fu la reazione di Glenn Gould, il quale, durante un'intervista radiofonica col fido Bruno Monsaingeon, da questi interrogato su cosa ne pensasse della Quinta sinfonia di Brahms, per tutta risposta cominciò a ridere, dapprima sommessamente e poi in modo sempre più convulso e irrefrenabile, al punto che l'intervista dovette essere interrotta.

Ma è tempo di passare alla conoscenza diretta di questa composizione così controversa. Ecco il link, con l'avvertenza che, su alcuni browser e con sistemi operativi non aggiornati, la pagina potrebbe anche non aprirsi. Comunque, buon ascolto.

(Già pubblicato su Evulon).
          La stanza della duchessa        
Quello che segue è un racconto che ho scritto per partecipare a un concorso letterario. Le regole sono: un racconto dal titolo "La Stanza della Duchessa", della lunghezza massima di 3.600 caratteri, che contenga un riferimento alle scarpe (lo sponsor è il Museo della Calzatura di Vigevano). Il racconto dev'essere inedito, ma ne è ammessa la pubblicazione sul proprio blog. E allora, eccolo qua. La versione seguente è un po' più lunga di quella che invierò per il concorso (ho dovuto ridurre il testo per rientrare nel limite delle 3.600 battute).
Aggiornamento (25 febbraio 2012): pubblico qui di seguito la versione che ha partecipato al concorso (e che non ha vinto). La versione lunga, invece, la potete leggere su Evulon.


La notte del 7 gennaio 1463, a Parigi, dopo l'ora del coprifuoco, un uomo percorreva a grandi passi la rue Saint-Jacques deserta, diretto verso la Senna.
Era magro e allampanato, piuttosto malmesso. Portava una voluminosa borsa e, in più, teneva sotto il braccio un fardello malamente avvolto in un panno. Faceva molto freddo.
Giunto nei pressi del Petit Pont, l'uomo si fermò sotto una finestra, raccolse della ghiaia e la gettò contro i battenti. Poi chiamò con voce smorzata: "Margot! Aprimi!"
All'interno una candela si accese. L'uscio si aprì e una voce femminile mormorò: "Villon? Sei tu?"
"No, sono il re d'Inghilterra. Sei sola?"
"Sì. Stanotte non ho clienti".
"Allora dai, fammi entrare, o domattina uscendo mi troverai qui stecchito come un'aringa!"
"Grazie al cielo! Allora ti hanno scarcerato", disse Margot, guidando il suo amico su per la scala del modesto alloggio.
"Già" rispose lui, "la Suprema Corte ha accolto il mio appello. Per stavolta non finirò sulla forca. Però..."
Si interruppe, osservando con aria incerta Margot la quale, nel frattempo, si era seduta sul bordo del letto a due piazze che occupava quasi interamente la stanza.
"Come, per stavolta?" disse la ragazza. "In che altri guai ti vorresti cacciare? Siediti invece, e fammi vedere cosa c'è nel fagotto che hai portato. Un regalo per me, vero?"
François si accomodò accanto a Margot e srotolò il panno, che conteneva un paio di eleganti sandali di pelle dal tacco alto.
"Dove li hai comprati?" disse lei, sorridendo deliziata.
"Sono scarpe italiane" disse lui. "Erano sulla bancarella di un mercante lombardo, alle Halles. Non è che le ho proprio comprate. Mi sono detto: queste sono per la mia Margot! Allora mi sono avvicinato di soppiatto e..."
La donna lo zittì con un bacio. Poi spense la candela.
Intanto, fuori, iniziava a nevicare.

Quando François si svegliò (era mattina inoltrata), per prima cosa vide Margot che stava disegnando con un carboncino sul retro di un manoscritto.
"Scusa", disse Margot, "mi serviva un foglio e ho visto che la tua borsa ne era piena. E' il tuo ritratto", disse porgendo il foglio a François. "C'era scritto qualcosa di importante?"
"No", disse lui. "E' una stanza della ballata che scrissi cinque anni fa per la duchessa d'Orléans. Ma era una brutta poesia. Il tuo disegno, invece, è molto bello. Conservalo, te ne prego".
"Allora è deciso! Io la duchessa, tu il duca, e questo sarà il nostro castello!"
"Margot, ti devo dire una cosa. I giudici hanno annullato la mia condanna a morte, è vero. Però mi hanno bandito da Parigi".
La donna si avvicinò alla finestra e guardò fuori. Era tutto ricoperto di neve. "Per quanto tempo?", disse.
"Dieci anni. Devo lasciare la città entro oggi".
Margot si volse e, guardando François dritto negli occhi, disse: "Vengo con te".
Lui scese dal letto. Raggiunse Margot, che era in piedi davanti alla finestra. C'era il sole, e il riverbero illuminava i capelli di lei. Sempre guardandola negli occhi, François prese fra le sue le mani di Margot.
"Andremo in Italia", disse François. "Laggiù ci sono città accoglienti e ben governate, rette da leggi giuste. L'arte e la poesia sono onorate e apprezzate. Quello è il posto per noi! Potremmo andare a Firenze da Cosimo de' Medici, o anche a Napoli, da re Ferdinando. Oppure nel Ducato di Milano, da Francesco Sforza: mi hanno detto che lì si vive bene. Partiamo adesso!"
"Sì. E quando questa neve si sarà sciolta, noi saremo già lontano", disse Margot.


           The IRS and Church Tax Exemptions        

The debate over religion and politicking has pitted clergy against clergy in the key battleground state of Ohio. In a highly unusual move, over 60 members of the clergy of a variety of Christian and Jewish denominations filed a complaint with the IRS accusing Pastor Russell Johnson and another pastor of improperly using their churches in political activities. More

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           Canon Andrew White Extended Interview        

Read more of Kim Lawton’s February 1, 2006 interview with Canon Andrew White, president and CEO of the Foundation for Relief and Reconciliation in the Middle East. More

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           Anthony Shadid Extended Interview        

Read Bob Abernethy’s extended interview with WASHINGTON POST correspondent Anthony Shadid:
Q: You write at one point about the failure of the occupation in Iraq. What happened? What went wrong?
A: I guess at one level I think we never appreciated … More

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           Iraq Elections        

As Iraqis get ready to elect a new parliament and write a new constitution, we discuss the role of religion in Iraq with Fawaz Gerges, a professor of international affairs and Middle Eastern studies at Sarah Lawrence College in New York. More

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           Unholy Bedfellows: Political-Religious Boundaries        

What is the proper place for religion in a politcal campaign? The question is a volatile issue with unclear boundaries, not just for candidates, but for organizations too. More

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          E-KTP KAB. PASURUAN        


e-KTP atau KTP Elektronik adalah dokumen kependudukan yang memuat sistem keamanan / pengendalian baik dari sisi administrasi ataupun teknologi informasi dengan berbasis pada database kependudukan nasional.

Penduduk hanya diperbolehkan memiliki 1 (satu) KTP yang tercantum Nomor Induk Kependudukan (NIK). NIK merupakan identitas tunggal setiap penduduk dan berlaku seumur hidup

Nomor NIK yang ada di e-KTP nantinya akan dijadikan dasar dalam penerbitan Paspor, Surat Izin Mengemudi (SIM), Nomor Pokok Wajib Pajak (NPWP), Polis Asuransi, Sertifikat atas Hak Tanah dan penerbitan dokumen identitas lainnya (Pasal 13 UU No. 23 Tahun 2006 tentang Adminduk).
Tata Cara Penerbitan KTP Elektronik Bagi WNI Secara Massal. Semoga Bermanfaat:
Kepala Dinas Kependudukan dan Pencatatan Sipil Kabupaten/Kota membuat dan menyerahkan daftar Penduduk WNI wajib KTP kepada Camat atau nama lain
Camat atau nama lain menandatangani surat panggilan penduduk berdasarkan daftar penduduk WNI wajib KTP
Petugas di kecamatan atau nama lain melalui kepala desa/lurah atau nama lain menyampaikan surat panggilan kepada Penduduk WNI wajib KTP
Penduduk yang telah menerima surat panggilan, mendatangi tempat pelayanan KTP Elektronik dengan membawa surat panggilan, Fc. KK dan KTP lama bagi yang sudah memiliki KTP
Petugas di tempat pelayanan KTP Elektronik melakukan verifikasi data penduduk secara langsung di tempat pelayanan KTP Elektronik
Petugas operator melakukan pengambilan dan perekaman pas photo, tanda tangan, dan sidik jari penduduk
Petugas di tempat pelayanan KTP Elektronik membubuhkan tanda tangan dan stempel tempat pelayanan KTP Elektronik pada surat panggilan penduduk
Surat panggilan Penduduk dimaksud sebagai bukti telah dilakukan verifikasi, pengambilan dan perekaman pas photo, tanda tangan dan sidik jari penduduk
Petugas operator melakukan penyimpanan data dan biodata penduduk ke dalam database di tempat pelayanan KTP Elektronik
Data yang disimpan dalam database dikirim melalui jaringan komunikasi data ke server Automated Fingerprint Identification System di data center Kemendagri
Data penduduk disimpan dan dilakukan proses identifikasi ketunggalan jatidiri seseorang
Hasil identifikasi sidik jari sebagaimana dimaksud pada huruf k, apabila :
1. identitas tunggal, data dikembalikan ke tempat pelayanan KTP Elektronik
2. identitas ganda, dilakukan klarifikasi dengan tempat pelayanan KTP Elektronik
Kementerian Dalam Negeri melalui Direktorat Jenderal Kependudukan dan Pencatatan Sipil melakukan personalisasi data yang sudah diidentifikasi ke dalam blangko KTP Elektronik
Setelah dilakukan personalisasi, Kementerian Dalam Negeri melalui Direktorat Jenderal Kependudukan dan Pencatatan Sipil mendistribusikan KTP Elektronik ke Dinas Kependudukan dan Pencatatan Sipil Kabupaten/Kota untuk diteruskan ke tempat pelayanan KTP Elektronik
Petugas di tempat pelayanan KTP Elektronik, menerima KTP Elektronik dan melakukan verifikasi melalui pemadanan sidik jari penduduk 1 : 1
Hasil verifikasi sidik jari penduduk dapat terjadi :
1. Apabila data sidik jari penduduk sama maka KTP Elektronik diberikan kepada penduduk
2. Apabila data sidik jari penduduk tidak sama maka KTP Elektronik tidak dapat diberikan kepada penduduk, dan selanjutnya penduduk yang bersangkutan mengurus kembali ke Dinas Kependudukan dan Pencatatan Sipil Kab./ Kota .
KTP yang tidak sesuai dgn sidik jari penduduk tersebut, dikembalikan oleh Petugas di tempat pelayanan KTP Elektronik ke Kementerian Dalam Negeri dalam hal ini Direktorat Jenderal Kependudukan dan Pencatatan Sipil melalui Dinas Kependudukan dan Pencatatan Sipil Kabupaten/Kota untuk dimusnahkan
Penduduk dapat mengambil KTP Elektronik dgn membawa surat panggilan.
(sumber: dispencapil.pasuruankab.go.id)

          Gick emot stormen – lät döpa sig i havet        
Glädjetårar blandades med svallvågor när 18 personer döptes på LP:s konferens på Gullbrannagården i söndags. – Jag har aldrig varit med om något liknande. Det var i princip storm, säger Henrik Karlsson, som var en av dopförrättarna..
          Alonso urged to extend McLaren stay        
Fernando Alonso would be "foolish" not to consider staying at McLaren-Honda when his current Formula 1 deal expires in 2017, according to McLaren racing director Eric Boullier
          â€œLa primera infancia es uno de los objetivos fundamentales de nuestro gobierno”        
El presidente del Consejo de Ministros, Fernando Zavala, fue el encargado de cerrar el reciente 4to Encuentro Nacional por la Primera Infancia, que organizó el Grupo Impulsor Inversión en la Infancia. En diálogo con este blog, el primer ministro da sus impresiones de este Encuentro, en el que se abordaron temas como anemia, desnutrición, educación inicial y violencia contra la infancia, y responde sobre las políticas del gobierno para la primera infancia y las principales metas que el gobierno se ha propuesto.
          COLABORADORES        



Mitzin Cuéllar García nació el 29 de noviembre de 1985, niña precoz con intereses en la lectura y los colores, siempre inventiva y traviesa demostró predilección por las imágenes a muy corta edad. En 1996 participó en la convocatoria “Vida y Obra de Carlos Pellicer”(lanzada por el museo de Tepoztlán, Morelos ) donde obtuvo el segundo lugar en la categoría de dibujo.
En 2004 tomó talleres de pintura y expresión plástica, con el pintor Eduardo Robles (Profesor de dibujo en “La Esmeralda”).

Sus raíces Jalicienses, la cercanía con el Distrito Federal y el marcado ambiente cosmopolita de Tepoztlán, Morelos, (donde vivió la mayor parte del tiempo) le proporcionaron destreza inventiva y una tendencia rebelde y original, tanto para el dibujo como para el diseño.
Del 2001 al 2003 participa en el grupo de poesía “La oveja negra” donde se ejercían tertulias literarias y lecturas de grandes escritores como Augusto Monterroso (de donde el grupo obtiene el nombre), y redacciones y poemas escritos por los integrantes, bajo la tutela de Malena.
A mediados del 2003 y hasta el año 2004 labora para López Orfebres, de manera permanente en el área de ventas y eventualmente tanto en el taller de fabricación de las joyas como en el montaje de exhibiciones y desfiles donde coordinaba los eventos y de ser necesario participaba como modelo. Aquí adquiere conocimiento sobre relaciones públicas, y en el ámbito estético se relaciona por primera vez con la pedrería y la plata, así como en el diseño de bolsas y chalinas.
En el 2004 inicia la carrera de diseño industrial, y a la par se crea un proyecto propio llamado “Aerografílicos”, también en Tepoztlán, donde se realizaban playeras de diseños propios y del artista plástico y diseñador Ian Attie Sánchez, principalmente en las técnicas de aerografía y serigrafía. El proyecto le proporciona a Mitzin conocimiento de las técnicas y experimentación de su creatividad.
En 2006, colaboró como asistente del fotógrafo Víctor Benítez, en el Estudio G130, ahí se capturan reproducciones de artistas plásticos como el célebre escultor Javier Marín y el finado Juan Soriano; y obras arquitectónicas de reconocidos creadores como Nogal y Artigas, entre otros.

A mediados del 2007 inicia la colaboración creativa en el diseño de producción para Facto Teatro en el proyecto "Panteón de Fiesta" de donde surgen distintas propuestas para la marca Mexiqueño, culminando en la línea de productos “Mictlancito”.

En 2008 , gracias al diseño del marco principal se otorga al proyecto una beca por parte de Jim Henson Foundation de N.Y. EUA, como apoyo para la producción.
La obra se estrena en “The Music Center of Los Angeles Country”.

En Marzo del 2009 la obra se presenta en el festival “Titerías de la Ciudad de México”.
En Mayo del 2009 participa en el “Festival de Títeres de Paris” y en Junio del mismo año se presentan en “La Puntual”, en Barcelona, España.

En Septiembre del 2008 culmina la carrera de Diseño Industrial.

En Febrero del 2009 comienza a participar con la fabricación de títeres para TV Educativa de la Universidad Autónoma Metropolitana, diseñando y fabricando la mascota oficial de rectoría general y a Chiko, personajes creados para la “Coordinación de Vinculación” de la Institución.

Actualmente labora en Mexiqueño como creadora y directora general de la marca, y trabaja en colaboración con el Departamento de Métodos y Sistemas de la División de Ciencias y Artes para el Diseño, en la UAM-X, investigando, experimentando y proponiendo diseño con fibras, pigmentos y aglutinantes naturales.

          Carla Perez recebe 10º troféu Dodô & Osmar        

Nilzete Santana Fotografias

No ano em que completou 20 anos, o Trofeu Dodô & Osmar resgatou os melhores momentos do carnaval de Salvador nas últimas duas décadas, proporcionando aos artistas e convidados uma verdadeira viagem no tempo. A cerimônia de entrega dos troféus foi comandada por ninguém menos que a diva Ivete Sangalo e o ator Luis Miranda, no Teatro Castro Alves, em Salvador.

Na categoria de Melhor Bloco Infantil, Carla Perez comemorou a décima vitória do seu bloco Algodão Doce.

Nilzete Santana Fotografias
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Nilzete Santana Fotografias
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          Thập nhị nhân duyên        
LỜI PHẬT DẠY:

“Này Anandà, đừng nói thế! Ðừng nói thế! Giáo lý duyên khởi này sâu xa, và có vẻ sâu xa hơn. Chính vì không hiểu rõ, không thâm nhập giáo lý này, mà nhân loại trở nên như cuộn chỉ rối rắm, như ổ kiến rối, như cỏ babaja, không thể thoát ly khỏi khổ xứ, ác thú, địa ngục và sanh tử”. (Tương Ưng Bộ, tập 2, kinh Nhân (S.ii, 92): Chớ có nói vậy, này Ananda! Chớ có nói vậy, này Ananda! Sâu xa thay, này Ananda là định lý Duyên khởi này, và sâu xa thật là định nghĩa này. Này Ananda, chính vì không hiểu rõ pháp này, không giác ngộ, không chứng nhập pháp này mà chúng sanh nay bị rối ren như cuộn chỉ, bị phủ đầy bởi bệnh cằn cỗi, như cỏ munjà, như cây lau, không thoát khỏi sự luân hồi trong cõi dữ, ác thú, đọa xứ.)

CHÚ GIẢI:

Con người trên hành tinh này khổ đau vì không thông hiểu sự kết hợp thành hình của vũ trụ, nên thường sống trong “tưởng tri”. Tưởng rằng: “Thế giới này là do một Ðấng Sáng Tạo hay một ông Ngọc Hoàng Thượng Ðế tạo ra vũ trụ và vạn vật”. Họ cho rằng: Thế giới này là thế giới hữu hình, đang bị sự điều khiển, cai trị và xử phạt, hoặc ban thưởng do một thế giới vô hình khác.

Ðó là một sự giàu tưởng tượng của con người, chứ kỳ thực không phải như vậy. Trên đầu của loài người không có thế giới siêu hình nào cai trị cả, mà chỉ có con người cai trị con người. Chỉ vì con người sống không có đạo đức, nên thường làm khổ mình, khổ người gây ra bao sự đau khổ và tang thương cho nhau, và làm bất an cho cuộc sống chung nhau, v.v... Vì thế, nên con người phải tự đặt ra pháp luật, để ngăn chặn những điều gây đau thương và tổn hại cho con người.

Thế giới quan của Phật giáo, không phải là một thế giới tưởng tri, như mọi người đã tưởng và đang sống trong tưởng tri đó. Thực tế, thế giới quan của Phật giáo là một thế giới duyên hợp do 12 duyên kết hợp mà thành. Sáu căn tiếp xúc sáu trần lập thành sáu thức, đó là nơi nhân sinh quan và vũ trụ quan xúc chạm tạo ra môi trường sống của vạn vật.

Cái nhìn vũ trụ quan của Phật giáo là cái nhìn vạn pháp vô thường, chẳng có một pháp nào là chân thật, thường hằng bất biến, thường thay đổi từng sát na. Ðối với Phật giáo, vũ trụ quan không phải là một thế giới vật lí mênh mông vô tận ở bên ngoài, như mọi người đang cảm nhận và tư duy. Vì Phật giáo có khả năng nghe thấy và hiểu biết không có không gian và thời gian, cho nên vũ trụ quan của Phật giáo chỉ ở trên một tụ điểm của không gian và thời gian, từ đó nhìn thấy vạn pháp do 12 nhân duyên hợp lại mà thành. Còn ngược lại không có cái nhìn như Phật giáo nên tưởng nghĩ vũ trụ mênh mông, vô tận, vì thế loài người đang cố công tìm kiếm và nghiên cứu để biết nó cho rõ ràng. Nhưng sức con người có hạn, còn vũ trụ vật lí là vô hạn. Cho nên, sự tìm tòi nghiên cứu để hiểu biết về vũ trụ thì phải có một thời gian dài vô tận. Mà với trí thức hữu hạn, chúng tôi tin rằng sự nghiên cứu tìm hiểu về vũ trụ thì cái hiểu biết đó như hạt cát giữa sa mạc.

Nghiên cứu tìm hiểu mà không biết điểm khởi đầu cho sự tìm hiểu thì không bao giờ hiểu được nó.

Từ khi có mặt loài người xuất hiện trên hành tinh này cho đến ngày nay, thường con người không ngừng tìm hiểu vũ trụ, nhưng cuối cùng cũng chẳng ai hiểu gì nhiều về vũ trụ cả. Chỉ toàn là tưởng tri, họ còn đang ở trong màn vô minh, đen tối.

Xưa có những người cho rằng quả đất vuông, nhưng ngày nay quả đất tròn; xưa có những người cho rằng mặt trời đi chung quanh trái đất, nhưng ngày nay quả đất đi chung quanh mặt trời. Do thế, những điều con người hiểu biết chưa chính xác, sự hiểu biết ấy còn nhỏ nhoi, cái sai thì nhiều, cái đúng thì ít. Còn vô lượng cái mà con người chưa biết đến. Vũ trụ mênh mông, vạn vật vô cùng. Muốn biết nó thì phải vượt ra ngoài nó.

Riêng thế giới quan của Phật giáo là một thế giới quan rất thực tế trong cuộc sống của loài người. Qua cái nhìn thực tế ấy của Phật giáo thì thế giới quan của Phật giáo có 12 nhân duyên. Khi 12 nhân duyên này hợp lại thì thế giới thành hình. Thế giới thành hình thì sự khổ đau của muôn loài cũng theo đó mà có. Sự khổ đau này chính vì con người không hiểu rõ 12 nhân duyên. Do không hiểu rõ 12 nhân duyên này, nên cho thế giới này là thật có. Có cả hữu hình và siêu hình.

Muốn thoát ra mọi sự khổ đau này thì người ta chỉ cần phải thấy và hiểu biết 12 nhân duyên này đúng như thật. Vì có thấy như thật người ta mới không còn sống trong điên đảo tưởng, điên đảo tâm, điên đảo kiến, điên đảo tình, v.v... Khi đã hiểu biết rõ 12 nhân duyên này thì đời sống không còn rối rắm như cuộn chỉ, như cỏ babaja, v.v... Như lời đức Phật dạy ông Anandà: “Này Anandà, đừng nói thế! Ðừng nói thế! Giáo lý duyên khởi này sâu xa và có vẻ sâu xa hơn. Chính vì không hiểu rõ, không thâm nhập giáo lý này, mà nhân loại trở nên như cuộn chỉ rối rắm, như ổ kiến rối, như cỏ babaja, không thể thoát ly khỏi khổ xứ, ác thú, địa ngục và sanh tử”.

Ðúng vậy, chỉ vì con người không hiểu sự duyên hợp của 12 nhân duyên tạo thành thế giới này, nên sinh ra nhiều thứ điên đảo như:

1/ Ðiên đảo tưởng có thế giới siêu hình.

2/ Ðiên đảo tưởng các pháp thế gian là chân thật, là có thật.

3/ Ðiên đảo tưởng có cái ta, có cái của ta và bản ngã của ta... là chân thật có.

4/ Ðiên đảo tưởng tâm này có thật nên buồn vui, sầu khổ, giận hờn, thương ghét... là chân thật có.

5/ Ðiên đảo tưởng thân này là thật nên bệnh đau, tai nạn là chân thật có.

6/ Ðiên đảo tưởng cho vàng, bạc, ngọc, ngà, châu báu... là chân thật có.

Mọi vật trên thế gian này có được là do 12 duyên này hợp lại mà thành, khi 12 duyên này tan rã thì mọi vật trở về không. Nghĩa là trên thế gian này không có một vật thường còn, vĩnh viễn; không có một vật gì còn mãi mãi.

Nếu không có 12 duyên hợp thì thế gian này là trống không. Thế gian này trống không thì không thành là thế gian nữa. Cho nên, khi thấu rõ 12 nhân duyên này thì người ta biết mọi vật trên thế gian này không có vật gì thường hằng, bất di bất dịch cả. Vì thế, không có vật gì là ngã, là của ta và cũng không có vật gì là bản ngã của ta cả.

Khi hiểu được 12 nhân duyên như vậy, thì chúng ta không còn tham đắm và chấp trước một vật gì trên thế gian này nữa cả. Do không còn tham đắm và chấp trước một vật gì, thì tâm hồn chúng ta lúc nào cũng thanh thản, an lạc và vô sự. Tâm hồn thanh thản, an lạc và vô sự thì không còn tương ưng với dục và ác pháp thế gian nữa. Vì thế, con đường sinh tử luân hồi chấm dứt.

Thưa các bạn, lời dạy này có đúng chăng? Xin các bạn phải tư duy nhiều hơn nữa, để thấu triệt lời dạy này. Khi đã thấu triệt thì các bạn có cần gì tu tập nữa đâu. Thấu triệt, có nghĩa các bạn đã hiểu như thật. Do hiểu thế giới duyên hợp này như thật thì tâm tham, sân, si của các bạn không còn nữa. Khi hiểu như thật thì các bạn còn tham cho ai đây? Phải không các bạn? Khi hiểu như thật thì các bạn sân cho ai đây? Khi hiểu như thật thì các bạn si, mạn, nghi cho ai đây? Phải không các bạn?

Những người đang sống trên thế gian này, mà muốn con đường sinh tử luân hồi được chấm dứt, thì phải thông hiểu và thấu suốt 12 nhân duyên, tức là thấu suốt thế giới quan của Phật giáo. Thấu suốt được thế giới quan của Phật giáo thì tâm hồn không còn tham đắm và chấp trước mọi vật trên thế gian này nữa như đã nói ở trên. Những người thấu suốt được như vậy, thì lậu hoặc không còn, nên gọi là bậc A La Hán Duyên Giác.

Do sự thông hiểu, tường tận thế giới quan của Phật giáo như thật, nên tâm tham đắm, dính mắc không còn như trên đã nói. Tâm tham đắm dính mắc không còn, thì lậu hoặc sẽ được quét sạch. Lậu hoặc được quét sạch thì chứng quả A La Hán ngay liền.

Thưa các bạn! Tại sao chỉ cần thông suốt lý 12 nhân duyên như thật là chứng quả A La Hán mà không thấy tu tập gì cả? Thưa các bạn! Khi thông hiểu 12 nhân duyên như thật thì cuộc sống trong thế gian này không còn có nghĩa lý gì cả các bạn ạ! Chỉ thấy nó như là một cơn ác mộng mà thôi. Vì thế danh, lợi, sắc, thực, thùy không còn quan trọng với họ nữa, chỉ là những ảo giác, cám dỗ của nhân quả, để dẫn dụ lôi cuốn các bạn chìm đắm trong khổ đau và mãi mãi luân hồi muôn kiếp.

Mười hai nhân duyên này hợp tan tạo nên hình hài của vạn hữu giống như sóng biển, chẳng có gì là hạnh phúc, an lạc, là êm ấm, đẹp đẽ cả... Cho nên người nào hiểu rõ được 12 nhân duyên này như thật, thì họ buông bỏ vật chất tiền tài danh lợi trên thế gian này như ném bỏ một chiếc giày rách, một vật phế thải không còn dùng vào một việc gì được cả.

Do buông bỏ tất cả, không còn chút xíu nào tiếc rẻ, ngay cả thân tâm của họ mà họ cũng không còn tiếc. Có một câu chuyện buông bỏ tuyệt vời: “Trên núi cao thanh vắng vùng Hy Mã Lạp Sơn có một vị ẩn sĩ tu hành đã chứng quả A La Hán. Nhiều người được biết đến, dù ở cách xa muôn ngàn vạn dặm, người ta vẫn tìm đến Ngài và cầu xin làm đệ tử. Ngài vui vẻ chấp nhận, nhưng phải trèo lên mỏm đá cao cheo leo trên kia và dám nhảy xuống thì Ngài nhận làm đệ tử liền. Mãi đến nay chưa có người nào dám lao mình xuống vực thẳm”. Ðứng trên núi cao nhìn xuống vực thẳm, mà lao đầu xuống thì ai cũng ớn lạnh. Phải không các bạn?

Như vậy, rõ ràng người ta chưa dám buông bỏ. Chưa dám buông bỏ là người ta còn thấy thân tâm này chân thật. Còn thấy thân tâm này chân thật là còn thấy vạn vật trong thế gian này là chân thật. Do còn thấy như vậy, nên các bạn muốn tu giải thoát thì phải sống đúng giới luật và tu tập theo 37 phẩm trợ đạo.

Người tu tập như vậy thì không phải người giác ngộ 12 nhân duyên. Người giác ngộ 12 nhân duyên thì họ không tiếc rẻ một vật gì trên thế gian này, ngay cả thân mạng của họ như trên đã nói, thì tâm hồn họ như thế nào, các bạn? Thanh thản, an lạc và vô sự các bạn ạ!

La Hầu La con của đức Phật khi nghe nói thân này không phải là ta, là của ta, là bản ngã của ta thì Ngài trở về thất tu tập không đi khất thực nữa. Bởi vì Ngài nghĩ thân này không phải là ta, là của ta, là bản ngã của ta thì đi khất thực nuôi ai đây. Ðúng vậy, Ngài là bậc Duyên Giác A La Hán, là con Phật. Còn bây giờ chúng ta thì sao? Là con Phật (Phật tử) mà sao thích nói chuyện quá vậy? Nói chuyện có ích lợi gì các bạn?

Khi họ buông xả sạch, không còn tiếc rẻ một vật gì ngay cả bệnh tật khổ đau nhức nhối trong thân, họ cũng buông bỏ chẳng hề sợ hãi, ưu tư và lo lắng nữa. Người ta buông bỏ như vậy thì tâm hồn của họ bất động. Phải không các bạn?

Khi tâm hồn họ bất động trước các ác pháp và các cảm thọ thì có 7 năng lực Giác Chi xuất hiện. Dù chúng ta chưa tu tập Tứ Chánh cần, Ðịnh Niệm Hơi Thở, Ðịnh Vô Lậu, Ðịnh Chánh Niệm Tỉnh Giác, Tứ Niệm Xứ và Thân Hành Niệm, mà chỉ cần giác ngộ 12 nhân duyên thì tâm trạng của chúng ta cũng giống như tâm trạng tu tập Tứ Niệm Xứ vậy. Do viên mãn tu tập Tứ Niệm Xứ mà chúng ta nhập các định và thực hiện Tam Minh dễ dàng. Còn ở đây chúng ta chỉ giác ngộ 12 nhân duyên, buông xả sạch vật chất thế gian thì tâm trạng chúng ta cũng giống như người tu Tứ Niệm Xứ đã làm sung mãn Tứ Niệm Xứ, do đó chúng ta cũng nhập các định và thực hiện Tam Minh dễ dàng. Như vậy, người tu tập Tứ Niệm Xứ chứng quả vô lậu A La Hán, thì người giác ngộ 12 nhân duyên cũng chứng quả vô lậu A la Hán như nhau. Họ cũng đầy đủ Tứ Như Ý Túc và cũng chấm dứt tái sanh luân hồi.

Cho nên, đức Phật dạy: “Này Anandà, đừng nói thế ! Ðừng nói thế ! Giáo lý duyên khởi này sâu xa và có vẻ sâu xa hơn. Chính vì không hiểu rõ, không thâm nhập giáo lý này, mà nhân loại trở nên như cuộn chỉ rối rắm, như ổ kiến rối, như cỏ babaja, không thể thoát ly khỏi khổ xứ, ác thú, địa ngục và sanh tử”. Xem thế chúng ta mới thấy 12 nhân duyên là một pháp môn quan trọng vô cùng. Cho nên, bước đầu vào học và hiểu chân lý thứ nhất của Ðạo Phật, Ngài đã xác định “Ðời Là Khổ”.

Vì các pháp trên thế gian này là do các duyên hợp mà thành, có pháp nào chân thật đâu? Thế mà mọi người không chịu buông bỏ xuống. Ôi! Con người quá điên đảo, ngu si cứ lao đầu vào ảo ảnh mà cho rằng: các pháp như thật có. Chân thật có, sao lại nay còn, mai mất? Chân thật hạnh phúc, an lạc sao lại nay hạnh phúc, an lạc mà mai lại khổ đau, buồn rầu? Vì không hiểu biết các pháp do duyên hợp tạo thành, nên rối rắm như cuộn chỉ, lầm chấp cho các pháp là thật có, nên để rồi phải chịu khổ đau như loài thiêu thân thấy ánh sáng lao đến để tìm hạnh phúc.

Mười hai nhân duyên gồm có:

1- Duyên Vô Minh; 2- Duyên Hành; 3- Duyên Thức; 4- Duyên Danh sắc; 5- Duyên Lục nhập; 6- Duyên Xúc; 7- Duyên Thọ; 8-Duyên Ái; 9- Duyên Hữu; 10- Duyên Thủ; 11-Duyên Sanh; 12- Duyên ưu bi, sầu khổ, bệnh chết.

Trong 12 duyên này, hễ có duyên này có thì duyên kia có; hễ duyên này diệt thì duyên kia diệt.

Giáo lý Nguyên Thuỷ có hai ngõ vào phá vỡ 12 duyên này

- Ngõ thứ nhất, là vào duyên SANH đột phá bằng giới luật và 37 phẩm trợ đạo như những bậc Thinh Văn A La Hán.

- Ngõ thứ hai, là vào duyên THỌ đột phá bằng bất động tâm như những bậc Duyên Giác A La Hán, Ðộc Giác Phật.

Giáo lý Ðại Thừa có một ngõ vào, đó là vào duyên VÔ MINH đột phá bằng MINH như những bậc Bồ Tát. Ngõ này chỉ là ảo tưởng nên các vị Bồ Tát chưa nếm được mùi vị giải thoát.

Thưa các bạn! Sau khi nghiên cứu và quán xét 12 nhân duyên này xong thì các bạn thấy rõ con đường giải thoát của Phật giáo là đạo đức nhân bản - nhân quả.

Chánh pháp của Phật đây rồi! Thế mà có ai biết! Biết, sao các bạn không dám buông bỏ xuống? Có buông bỏ xuống thì các bạn mới thấy rõ: đâu là ảo ảnh của hạnh phúc và đâu là chân thật của hạnh phúc!

Trưởng lão THÍCH THÔNG LẠC

          XBox 360 | Consola mas vendida        
Con el cambio de política del NPD a la hora de hacer públicos los datos de ventas de hardware y software en Norteamérica, nos hemos quedado sin contar con un flujo de cifras habitual y mes a mes puesto que ahora éstas quedan en manos de las propias compañías. ¿Cómo viene funcionando la industria en […]
          ECO-IMPERIALISMO, HIDROELÉCTRICAS, MENTIRAS Y VERDADES        
Esta mañana me encontré este artículo en el muro de un amigo http://www.theecologist.org/News/news_analysis/2705631/el_quimbo_colombia_enelendesas_low_carbon_hydroelectric_racket.html. El artículo por un imperialismo ecológico critica el imperialismo económico, pero su crítica, aunque razonable en algunos puntos, no deja de tener el trasfondo errado de muchos ecologistas: ¡imponer condiciones a los países subdesarrollados para que los ecologistas de los desarrollados sigan contaminando en paz! Pero lo irónico es que The ecologist critica una de las fuentes de generación de energía renovable más bonitas, eficientes y que puede darle a la gente que vive en ese territorio que llaman Colombia fuentes de riqueza. Además, la crítica se hace de manera ligera pasando por alto las consideraciones del International Panel on Climate Change acerca de sus ventajas.  En el punto que acierta es precisamente en los abusos del estado sobre las comunidades, donde vale la pena resaltar que el aprovechamiento del potencial hidroeléctrico no da derecho a expropiar, en favor del que sea. 

Este escrito consta de varias partes. El primero es que hay una confusión entre inversión extranjera y concesión de monopolios extranjeros, donde los ecologistas aciertan. Y para la aclaración cito a un a un profesor de la Universidad de New York, a Murray Rothbard. Luego, muestro que tras el ecologismo hay también imperialismo, pero uno que suele gustarle a ciertas izquierdas, uno que impone condiciones insoportables a los países pobres, para que los ecologistas nórdicos no tengan cargos de conciencia por prender la calefacción, dado que en las zonas tropicales hay selvas que se beneficiarán de su cariño al planeta. En ella explico que hay una falacia en cuanto a la consideración que hace el artículo de las hidroeléctricas, incluso basándome en el IPCC. Posteriormente, se muestra que las hidroeléctricas además de ser tecnologías que producen energía eficiente sin emisiones de CO2 (no se discute acá el tema de si el cambio climático es originado o no por el hombre) es una oportunidad de ofrecer energía barata. El precio de la energía se relaciona con el crecimiento económico, inclusive una disminución de la demanda de energía puede ser un indicio previo a una crisis económica. La energía eléctrica es clave en la industria y una energía más barata puede disminuir costos. Finalmente, ante un planteamiento del artículo que menciona las pérdidas de energía en transmisión y distribución (o sea los cables que llevan la energía de la planta a su casa) que denuncian a que se deben ¿a las leyes de la física? ¿a viabilidad técnica pero no económica? ¿a ineficiencia? Esto porque consideraban que era más importante disminuir las pérdidas que construir hidroeléctricas. Hasta cierto punto, por física, las pérdidas en transmisión son inevitables, no sé cuál sea el punto. Pero eso no es una excusa para no mejorar la oferta. 

IMPERIALISMO ECONÓMICO Y MONOPOLIO ESTATAL
El imperialismo ecológico es una realidad. Sin embargo, muchos partidos de izquierda al ser ecologistas están convencidos de que no es imperialismo. Ya Hayek denunciaba que existía una imposición de países ricos y contaminados que obligaban a países pobres y selváticos a generar amplias áreas protegidas. Esto genera como dice don Alpiniano en El Tomismo Desdeñado unos beneficios a unas personas que no les corresponden, imponiendo cargas a otros que no las merecen. Sin embargo, luego de que en estos países -como Colombia- nadie puede hacer nada, ni tiene cómo adquirir recursos para explotar sus ventajas ahí sí llegan empresas extranjeras que, haciendo convenios con el gobierno, adquieren los beneficios que los nacionales no han tenido. 

Hace Murray Rothbard, citado por el instituto Mises Hispano una distinción importante entre la sana inversión extranjera y la alianza de empresas ricas con gobiernos ineptos pobres:

"Los conservadores norteamericanos insisten en particular en resaltar ante los países retrasados las grandes posibilidades y la importancia de las inversiones privadas procedentes de los países avanzados, y les incitan a crear un clima favorable a las mismas, de modo que no se vean sujetas al instigamiento de los gobernantes. Todo ello es muy cierto, pero, una vez más, a menudo es irreal, dada la situación de estos países. Estos conservadores caen persistentemente en el error de no saber distinguir entre las inversiones exteriores legítimas del mercado libre y las basadas en concesiones monopolistas y en donaciones de vastas extensiones de tierras otorgadas por los Estados subdesarrollados. En la medida en que las inversiones exteriores se basan en monopolios y en agresiones contra el campesinado, en esa misma medida adquiere el capitalismo extranjero las características de los señores feudales y debe ser combatido con los mismos medios"

En este sentido, estoy de acuerdo con el artículo -y en contra del imperialismo económico- en que el estado confunde inversión extranjera con monopolio extranjero. Y el monopolio es desagradable venga de donde venga, sea el monopolio estatal tan "nacional", como cualquier otro. Por eso, cuando Robledo, senador del Polo, defendía a los arroceros por la imposición ridícula de tener que comprar nuevas semillas estaba promoviendo algo anarcocapitalista y liberal, aunque con argumentos de izquierda. 

Lo mismo pasa en este caso, si se trata de una inversión privada ¿por qué el estado entra y desaloja campesinos? ¿Por qué expropia? Y por más que la ley diga que la expropiación requiere una indemnización al precio del avalúo comercial, ¿es el avalúo comercial el precio de venta? Hombre, no estoy en momento de calcular las rentas campesinas vs las rentas hidroeléctricas, pero sospecho que las rentas hidroeléctricas son más altas. Ahora, si el campesino no quiere vender al precio que dice el avaluador ¿por qué le quita el estado su tierra bajo la excusa del "bien común" para las rentas particulares? No creo que si la transacción se diera en condiciones de libre mercado los campesinos salieran a protestar. Hay alrededor de un millón de kilómetros de líneas de transmisión eléctrica, y si uno viaja por carretera suele ver vacas o sembrados alrededor. ¿Por qué esos campesinos no protestan? Porque 1. esos terrenos no son expropiados sino que cuentan con servidumbres de paso, 2. Se suelen hacer arreglos de mercado. Hombre, hay casos de casos, pero en general no se ve un descontento generalizado. 

Pero, no, la herramienta de la expropiación es el arma para el bien común, como en Venezuela que hay mucho "bien común", siendo tan paradisiado que prefieren venirse para Colombia. La expropiación existe pero tiene sus límites. En todo caso, sin estado Â¿quién expropiaría para que se hicieran las vías? 

IMPERIALISMO ECOLÓGICO

Sin embargo, las razones ecológicas que plantean para oponerse a las hidroeléctricas son más bien pobres. En primer lugar, las consideran también causa del calentamiento global. ¿Cómo? No quiero citar el artículo porque me da pereza pero la idea se resume en 1. cortan bosques tropicales que recogen el CO2, 2. son fuentes de Metano. Hombre ¿cómo un artículo que cita el Panel Intergubernamental sobre el Cambio Climático para defender a los campesinos y el agro sale a decir que son más contaminantes? En primer lugar, si uno revisa lo que dice el IPCC en materia de energía hidoeléctrica (sacaron un documento sobre energías alternativas) su resumen -de la IPCC- arranca así: "Hydropower offers significant potential for carbon emissions reductions" http://www.ipcc.ch/pdf/special-reports/srren/Chapter%205%20Hydropower.pdf. Creo que en ese punto "The ecologist" se equivoca. 

Por otro lado argumenta que las represas (reservoirs) son fuentes de Metano. La verdad, lo que dicen los científicos climáticos es que si bien el metano CH4 es un gas efecto invernadero, su absorción es más rápida que el CO2, una diferencia que va desde unas décadas en el metano, hasta miles de años para el dióxido de carbono. Además, de acuerdo con la siguiente imagen que proviene del último reporte del IPCC parte del CO2 proviene del uso de la tierra http://www.slideshare.net/fullscreen/IPCCGeneva/fifth-assessment-report-synthesis-report/11:
Francamente, si queremos disminuir TODAS las emisiones humanas de CO2 hay que empezar por dejar de respirar. ¿Y todas las artificiales? Dudo que la energía que utiliza "The ecologist" sea propiamente energía que no emita CO2 -bueno, puede ser nuclear que no les gusta tampoco- pero no es de las "terribles" hidroeléctricas. 

¿Qué otra razón puede tener "The ecologist"? ¿Proteger los bosques de los países subdesarrollados? ¿Para qué? ¿Para que haya bosques que puedan chuparse el CO2 que producen sus plantas a carbón, gas, petróleo, etc. a costa de energía más costosa, menor productividad, entre otras, en nuestros países? ¿Para que ellos puedan seguir subsidiando sus industrias a cambio de que las nuestras no puedan competir en sus mercados por el costo de la energía?

DEFENDIENDO LAS HIDROELÉCTRICAS

LAGO CALIMA
Lago Calima.
Uno de los embalses en Colombia.
En un apartado anterior cuestioné el manejo del monopolio estatal con la empresa. El estado es una asociación de políticos corruptos con empresarios ineficientes. Pero tanto la oportunidad a nivel de recursos hídricos que hay en Colombia, la eficiencia energética de las hidroeléctricas, su costo en comparación con las térmicas a base de carbón, gas, gasolina, su posibilidad de cambiar potencia (a diferencia de otras renovables de potencia inestable) y almacenar la energía, entre muchas otras, me hacen tenerle cariño a esta tecnología. Creo que en el punto anterior quedó desvirtuado que las hidroeléctricas tengan impactos a nivel global vía CO2 (lo que hacen es quitar el calmadero de conciencia de los ecologistas ricos que les permite seguir emitiendo CO2 bajo la tranquilidad que los bosques tropicales los recogerán). El metano no me preocupa realmente y creo que es una afirmación que no estaba fundamentada, al fin y al cabo, los embalses no son aguas estancadas. 

El potencial hidroeléctrico de ese territorio que llaman Colombia es una maravilla. Eso sin contar con el potencial energético de otras tecnologías renovables como las fotovoltaicas por su ubicación terrestre, las mareomotrices, entre otras. Que cualquiera venga y lo explote es necesario, aunque en condiciones de mercado, no monopólicas ni imperialistas. Adicionalmente, la energía hidroeléctrica es más barata. En el siguiente gráfico hay un promedio de los precios mensuales en comparación al porcentaje de generación térmica en Colombia:

Por puro azar puede observarse con claridad la correlación entre el porcentaje de generación térmica en Colombia y el precio constante (deflactado con IPC) de la energía. Como la gráfica de generación térmica de alguna manera encaja con la hidráulica (la cogeneración y la eólica representan porcentajes insignificantes) podría afirmarse que a mayor generación hidráulica en general menos precio. ¿Por qué se presentan esos baches en la generación? La razón es muy simple, el agua es renovable pero no predecible. Si uno mira las correlaciones de series de ingresos los caudales en dos o tres días tienen altas correlaciones, pero alrededor de dos meses -algo que corroboré con un ex empleado de ISA e ISAGEN- las correlaciones son nulas. 

Hay incertidumbre en el ingreso del agua. Adicionalmente, en unas ocasiones por década se presenta el fenómeno del niño. El fenómeno del niño genera lluvias en Perú -un país desértico- y trae sequía a un país lluvioso como Colombia. Como el agua escasea hay que producir la energía con un sustituto: las termoeléctricas. El costo de la energía se dispara. En este momento parece que están las condiciones para que se dé el fenómeno del Niño si es que no estamos ya en él. De ese fenómeno se ha venido especulando desde que empecé a investigar este tema en Junio del año pasado (o sea el 2014). Esa especulación posiblemente también influye en los precios, el aumento de la producción térmica y la disminución de la hidroeléctrica porque ante el riesgo de escasez se empieza a guardar el agua. El profesor John Jairo García y otros de EAFIT en un paper al respecto proponía medir las expectativas de aportes al sistema en relación con el precio: 

"Una variable importante sobre la determinación del precio en el mercado no regulado que debiera incluirse en estudios futuros son las expectativas climatológicas; en la medida en que se espere una disminución del recurso hídrico, generará expectativas de aumentos en el precio.". http://revistas.upb.edu.co/index.php/cienciasestrategicas/article/view/1093/1313

La intuición tras el análisis es muy buena, pero dudo que pueda encontrarse una variable de expectativas climatológicas. Aunque si algo me soprendió de John Jairo era esa capacidad de creatividad econométrica. El caso es que la ventaja de tener un sistema donde el "combustible"que es el agua es variable, permite inferir que, al menos en las condiciones geográficas de los Andes Colombianas, es más barato que el uso de otros combustibles.

Es así como la construcción de hidroeléctricas -aunque respetando los derechos de propiedad privada- es una necesidad para mantener bajos los precios de la energía. Hay muchos trabajos que buscan predecir el precio de la energía y lo hacen en función de variables hídricas. Pero nada mejor que leer los errores de las predicciones pasadas de los economistas. En este artículo participó mi amigo y profesor de econometría Mauricio Lopera y dice lo siguiente:

" La coherencia del resultado se corrobora en el mes de enero de 2014, donde se aprecia una caída grande en el precio producto de la entrada en operación de El Quimbo y Sogamoso, las cuales en conjunto aumentan la oferta de electricidad en 1220 MW" http://www.redalyc.org/pdf/1552/155226077004.pdf
Mauricio nos insistía mucho que verificáramos que el resultado econométrico coincidiera con la "intuición" económica.  El problema es que las predicciones se equivocan y fuertemente. En el artículo citado, se muestra que los precios caerían en enero de 2014, la razón sería lógica la entrada de hidrosogamoso y quimbo (que es la que menciona The ecologist). Los precios en 2014 en bolsa fueron altísimos, y apenas hoy 16/01/2015 leí que estaban inaugurando la planta de hidrosogamoso. Lo que es cierto es que esas plantas deberían influir en la disminución del precio por el aumento de la oferta, además, de un insumo mucho más barato como "combustible" que el carbón. En eso acertó el trabajo de Mauricio y otros. Pero el cómo o cuánto bajarán los precios no podemos calcularlo con exactitud. 

DEFICIENCIAS DEL SISTEMA
Los cables suelen dañar las fotos de paisajes.
Pero ¿no puede haber buenas fotos de cables de alta tensión?

El sistema de energía que nace con las leyes 142 y en concreto 143 de 1994 tiene muchas deficiencias. Aunque la L143/94 trataba de dar paso a un modelo más parecido al de un mercado, esa distinción del mercado regulado del consumidor de energía hace que nos saquen un ojo de la cara porque sus precios están muy por encima de los de bolsa; aunque relativamente influidos por ellos como lo mostraba el profesor John Jairo García. El modelo aunque avanza hacia tratar de liberar lo que considera de mercado y regular lo que considera "monopolio natural" se queda corto. Pero realmente si hay algo aburrido es la regulación del sistema de energía, como todas las regulaciones. Hablemos más bien de leyes bonitas, las del "fatum" o de la naturaleza... las humanas dan asco. 

Quiero enfocarme más en los problemas que mencionaba "The ecologist" y es las "pérdidas" de energía del sistema de transmisión y distribución. Una de las leyes de la física es la ley de la entropía. Básicamente consiste en que aunque la energía no se destruye, solamente se transforma, se degrada a formas de energía más "desordenadas". Básicamente la energía se transforma en "calor", o que es lo mismo que movimiento y vibración molecular. Utilizaremos el término "pérdida" de energía en un sentido amplio, o económico, pero entendiendo que solamente es una transformación no utilizable.  Esta es la razón por la cual no existe una máquina perfecta, sin desgaste y de movimiento absoluto. Por esta razón los relojes de péndulo necesitaban que les dieran "cuerda". 

De esta manera, por cada 1 KWh (3.600.000 Joules) que produce uno recibe una cantidad menor de energía porque esta se ha "pérdido" transformándose en calor. Esto se debe a que los transformadores -que no entiendo cómo funcionan pero cambian el voltaje- generan pérdidas, la transmisión de energía puede generar calor, en la costa el desgaste de los cables genera pérdidas. Todo esto, como me decía un ex trabajador del sector eso es parte del costo de la energía. Dice textualmente "The ecologist" que se pierde alrededor del 16% de la energía generada:

"Yet the Government is neglecting simple options to raise power supply - like reducing the high level of losses in transmission and distribution, which run at about 16% of power generation and amount to some 10,000 GWh per year - more than four times the energy production of El Quimbo."
Pero es que por las leyes de la física: ¡tiene que "perderse" parte de la energía generada! De la energía potencial del agua embalsada el 80%-90% se transmite por medio de la electricidad y el 10%-20% se "pierde" o sea se transforma en "calor". ¡Y es de las más bajas! Las térmicas pierden el 59% de la energía contenida en el combustible, las nucleares el 70%  (CARTA GONZÁLEZ, CALERO PÉREZ, COLMENAR SANTOS, CASTRO GIL, & COLLADO FERNÁNDEZ, 2013, pp. 113-114). Puede que pueda perderse menos bajo un mantenimiento mucho más costoso, o puede que efectivamente pueda perderse menos. El caso es que siempre se va a "perder" algo de la energía. 

Puede que The Ecologist tenga razón en que se aumente la eficiencia energética. Algo que puede ser inviable o física o económicamente. Pero eso no es razón para impedir que se produzcan plantas de producción de energía eléctrica, es bueno aumentar la oferta por todos los medios. 

Lo que no puede el gobierno es ordenar que se cree energía, ni que no se degrade una parte en otras formas. Gracias a Dios las leyes de la física son inderogables, imprescriptibles, inembargables, anteriores al ser humano mismo. ¿Puede imaginarse una ley que cree energía? El Congreso de Colombia Decreta "Créase energía a partir de la nada...". Gracias a Dios eso no es posible, no soy capaz de imaginarme la inflación energética lo que produciría, al menos la moneda de la naturaleza es absolutamente neutral. O una ley que diga "Derógase la gravedad", el totazo que se pegarían de cuenta de creer en su validez sería de lo lindo...

IN CONCLUSIÓN
En primer lugar pido perdón al lector por tratar la energía de una forma tan política. Es decir, es demasiado pobre, aunque no más pobre que el Ministro de Minas que confundió potencia con energía, pero ¿quién es uno para cuestionar a los "doctores" Ministros? ¡De pronto ignoro una ley que asimila energía con potencia! En segundo lugar, no es esta, ni más faltaba una defensa al régimen de energía eléctrica Colombiana, tan no lo es, que arranco dándole la razón a los ecologistas en que muchas de esas empresas grandes y concesionadas arrasan con las comunidades. El problema de esas empresas grandes, no es la falta de estado, por el contrario, su exceso, lo que falta es libertad. 

Lo que sí creo es que en sanas condiciones de mercado y con precios justos a los dueños de las tierras, la construcción de hidroeléctricas es una de las ventajas que tiene este territorio geográficamente llamado Colombia. Es vital empezar a utilizar en este territorio las ventajas que ofrece el desarrollo de miles de tecnologías de energía renovable, como la solar, la mareomotriz, la eólica y la más fuerte la hidroeléctrica. En esta región se podría utilizar un potencial enorme para producir energía barata, renovable y libre de elementos contaminantes. Esta energía se podría exportar. ¿Por qué no hay líneas de transmisión a Panamá y Centro América? ¿Por qué no hay líneas de transmisión al Perú? ¿Imposibilidad logística? ¿No serán más bien los elevados costos regulatorios -que agudizan las barreras de entrada- sumado al monopolio estatal? ¿O el monopolio de la transmisión es "natural"? 

 BIBLIOGRAFÍA
Casi todas las citas salen de internet así que si no refiero la fuente, está el link. Las formalidades APA o lo que sea me parecen demasiado engorrosas para escribir informalmente. Con el internet debería bastar con el link. El único libro que cito, con todas las normas mamonas para probar su existencia, es:

CARTA GONZÁLEZ, J. A., CALERO PÉREZ, R., COLMENAR SANTOS, A., CASTRO GIL, A., & COLLADO FERNÁNDEZ, E. (2013). Centrales de energías renovables. Generación eléctrica con energías renovables. (P. E. S.A. Ed. SEGUNDA ed.). Madrid, España.




          COLCIENCIAS ¿PROMOTORA O TRABA?: CIENCIA A LA COLOMBIANA...        
¿Ciencia a la Colombiana? Este es un artículo que va en contra de la corriente actual, de alguna manera podrán decir que estoy en contra de la "ciencia" lo que me parece en cierto sentido excelente. Hace pocos días se desató el escándalo de que le iban a quitar plata a Colciencias. Para mí fue motivo de decepción: ¡Deberían cerrarla! Si yo fuera presidente lo primero que cerraría sería Colciencias y eso que es complicado dado como se comporta la academia actual, deseo que eso pase, que cierren a Colciencias... no ser presidente.

¿Qué ha pasado? La verdad hay un exceso de noticias que impiden afirmar científicamente qué fue lo que pasó. Hay dos hechos que creo claros: 

1. "La directora de COLCIENCIAS dijo que iban a quitarles presupuesto"
2. "La directora de COLCIENCIAS dejó su cargo a los pocos días"

COL CIENCIA... RAZONAMIENTO INDUCTIVO A LA COLOMBIANA...
¿Qué pasó realmente? ¿Cómo se supo la "noticia" difundida como escándalo nacional? Lo primero que genera inquietud es ¿cómo sabía la directora que les iban a quitar presupuesto? ¿Le escribieron el ministro o el presidente? De acuerdo con un artículo de "El Tiempo" (al que hay que leer a favor de Colciencias por el sesgo a favor del presidente) http://www.eltiempo.com/estilo-de-vida/ciencia/colciencias-recibira-menos-presupuesto-en-el-2015/14203881 manifestó que recibió un correo de su director de planeación, es decir, un funcionario de ella. ¿Y ese funcionario de dónde la recibió? El confuso artículo del periódico El Tiempo menciona al Departamento Nacional de Planeación. Esa mención parece una "Colcienciada..." es decir una imprecisión de tipo periodístico como se da en Colombia. Pero ¿y si viniera del DNP? Si uno mira las funciones del DNP frente al presupuesto sus funciones son más de carácter burocrático y asesor que realmente quien elabora el presupuesto https://www.dnp.gov.co/Qui%C3%A9nesSomos/Funciones.aspx . Por su parte, quien realmente elabora y sigue el presupuesto, por tener la misión de la política fiscal y la definición del gasto público es el Ministerio de Hacienda http://www.minhacienda.gov.co/HomeMinhacienda/presupuestogeneraldelanacion. 

¿Entonces era información veraz con la que se basaba la directora de Colciencias? Es factible que la información fuera veraz. ¿Y cómo lo comprueba? Pero no es una información que uno pueda tomar como concluyente.  Lo sería si hubiera conocido el proyecto de ley del presupuesto presentado al congreso, ni siquiera un borrador permitiría una inferencia que "les quitaron el presupuesto". Solamente podría hablarse de una intención. Pero releamos las palabras: "Voy a dar la mala noticia que me acaba de llegar en un correo. Me dice mi jefe de Planeación: 'Directora, le mando la confirmación del presupuesto del año entrante, que es 289.000 millones de pesos. Estamos ya a 125.000 millones del presupuesto del año pasado". Pero bueno esa es la ciencia a la colombiana, una declaración no confirmada de una funcionaria -con autoridad de dirigir la "ciencia colombiana"- da para que toda una academia proteste porque "le van a bajar el presupuesto a Colciencias". 

Pero bueno ese es el ridículo argumento de autoridad -no verdaderamente científico- por el que la "academia" reconoce un hecho probado: le van a disminuir el presupuesto a "Colciencias". Ni el más formalista, ni el menos riguroso de los académicos validaría una información de ese calibre. Es más ni siquiera hace bien el único trabajo que ese el estado: ¡producir formularios y saber llenarlos! Es como si un científico dijera que en su laboratorio la presión atmosférica es de 900 HPa porque se lo dijo su "asistente". Uno como mínimo mira el barómetro. Pero es ciencia a la colombiana... una mentalidad que se cree pensadora porque sabe muchos chismes... Recuerdo que hablaba una vez con una niña que estudiaba periodismo y ella leía "las fuentes son... el ministro". Y yo le dije que eso no era real, que la fuente es el acto -que es como se comunica el ministro como ministro- no la opinión -política además-del ministro. Bueno, tal vez la directora de "ciencias a la colombiana" quería rebelarse contra la ¡producción de formularios! y ver que puede haber verdad confirmada más allá del formulario... en especial lo referente al futuro...

UNA INSTITUCIÓN PARA "FOMENTAR" LA "INVESTIGACIÓN"
"Deseo tener el país más educado: ¡todos tendrán un diploma!"
¿Qué es Colciencias? Uno podría quedarse por lo que dicen los decretos que la crean, que es el mismo copy paste de esos sueños que quedan en las leyes. Acá creemos que el tiempo y el reloj se mueven por decreto, sino pregúntele a Juan Manuel Santos su ridícula e improvisada propuesta que pasó a la historia como "la hora Gaviria" y que cancelaron casualmente en el momento en que astronómicamente era inconveniente... manifestando que "ya era económicamente viable". Así como creemos que por decreto va a salir la ciencia, la tecnología y la innovación, creemos que necesitamos gente "trabajando" para hacer magia el decreto. Y eso hace "Colciencias":

Colciencias es el Departamento Administrativo de Ciencia, Tecnología e Innovación.
Promueve las políticas públicas para fomentar la CT+I en Colombia. Las actividades alrededor del cumplimiento de su misión implican concertar políticas de fomento a la producción de conocimientos, construir capacidades para CT+I, y propiciar la circulación y usos de los mismos para el desarrollo integral del país y el bienestar de los colombianos.  http://www.colciencias.gov.co/sobre_colciencias?vdt=info_portal%7Cpage_1

¿Las cosas se conocen por el qué o por el cómo? Seguramente por el cómo. ¿Cómo promueve, fomenta, (y mil sinónimos de la burocracia para enfatizar sus objetivos) la Ciencia, la Tecnología y la Innovación? Contaré mi experiencia. ¿Qué hace Colciencias?

Siendo uno de los pocos privilegiados que pudo pasar por la universidad recuerdo varias cosas. Una de mis grandes amigas (que seguro estará en desacuerdo y podrá precisar este artículo) era la Directora del Centro de Investigaciones. También intentaba entrar al mundo de la investigación universitaria con un Semillero de Investigación. Y bueno he encontrado más cosas en las universidades. 

En aquellas épocas mi amiga trabajaba con otra amiga que se encargaba de arreglar todos los asuntos de la investigación. Bueno "investigación". Recuerdo que una de sus tareas era ayudar a los profesores a actualizar el CVLac ¿Qué es el CVLac? En Colciencias http://www.colciencias.gov.co/tutorialcvlac puede verse un tutorial especial para hacer el CVLac. Esto es básicamente la hoja de vida del investigador. ¿Por qué para investigar en las universidades se requiere una hoja de vida? El tutorial para hacer el CVLac tiene unas 66 páginas http://es.calameo.com/read/000051811450cdee35ceb cuya lectura muy posiblemente serán horas de investigación... perdidas... Y eso que luego de leerlo hay que llenarlo... Una labor que podrá ayudar a la paciencia, la templanza, la fortaleza pero no la investigación, mucho menos la innovación... Bueno, puede servir a crear el llenado automático de formularios, ¿se le ocurrirá eso a la brillantez colombiana? Espero que como un chiste bastante picante el programador del llenado automático de formularios sea colombiano...

Alguna vez renegaba del colegio del que salí diciendo "en este colegio no quieren científicos sino secretarias". Pero el colegio no era más que un mini-Colciencias. Creo que Colombia solamente necesita una profesión "elaboración y llenado de formularios", así que el colegio pensaba en mi bien cuando me hablaba de la importancia de no salirme de los márgenes. De paso no debía enseñar nada más, porque los que "estudiamos" comemos cuando llenamos formularios, y comemos mejor cuando llenamos formularios más elaborados. Pero entre llenar un CVLac para decir que investigo o una declaración de renta por plata prefiero llenar una declaración de renta.

Ahora bien, no bastaba con llenar la hoja de vida. También las universidades hacen grupos de investigación. Aunque la curiositas es amplia la investigación suele centrarse, no en el macrocosmos sino en el primer pelo de la segunda pata de la hormiga culona santandereana.Y allí tenemos los grupos de investigación. Esos grupos se mueven por proyectos. Por ejemplo "El crecimiento del primer pelo de la segunda pata de la hormiga culona santandereana en la disminución  del consumo de la misma en la dieta de los habitantes de San Gil, Santander". Esos grupos también tienen hoja de vida... efectivamente, más formularios. Pero bueno, eso no es lo que hace Colciencias, lo que hace es tomar esas hojas de vida y "pesarlas" y es básicamente comparar la investigación con la producción de bienes y servicios. La calidad de la investigación es "cantidad" http://www.colciencias.gov.co/sites/default/files/ckeditor_files/files/DOCUMENTO%20Modelo%20de%20Medici%C3%B3n%20Grupos%202013-VERSI%C3%93N%20II%20Definitiva%20DIC%2010%202013%20_protected.pdf.

Es así como los investigadores ya tienen un buen tiempo llenando formularios -e investigando cómo se llenan esos formularios-. Pero uno tal vez piensa "bueno, ese no es el día a día de la 'apasionante' investigación". Pero no es extraño encontrar a los profesores llenando esos formularios que tienen plazo para enviarlos. Eso sin contar con los miles de informes que deben mandar. Creo que Colciencias también financia proyectos o autoriza sumas pero eso por lo menos no lo vi. Bueno, vi los jóvenes investigadores de Colciencias ¿Un incentivo para destruir la investigación verdadera con dudosas vinculaciones a universidades?

EL PELIGROSO MIX DE CIENCIA Y ESTADO
¿Formularios o celdas? Difícil volar alto dentro de una jaula...
Supongamos que Colciencias sí financia los proyectos de investigación y supongamos que es una financiación eficiente: la burocracia es simple papeleo en comparación al apoyo a la investigación. Esto es un peligro porque queda centralizada a los intereses y compromisos del gobierno de turno. Supóngase que un grupo de investigación investiga las vías para la paz en Colombia y encuentra "peligroso negociar en la Habana por la inviabilidad y efectividad del acuerdo para generar un desarme efectivo". O supóngase que un grupo de investigación en "Energías renovables" investiga "la generación eléctrica mediante el uso de las olas" que afecta a los monopolios del carbón y de las energías en petróleo, carbón o gas que de paso son empresas "industriales y comerciales del estado" que le generan regalías o pueden subastar para mejorar su cash flow... O algo un poco más de frente "La necesaria liberalización de la investigación para asumir los retos del mundo moderno" o algo con un tono más marxista "el factor alienante del estado en sus 'oficinas de fomento' de ciencia y tecnología". 

La primera es una investigación que puede estar en el rigor legítimo y que está en todo su derecho a disentir de las políticas del gobierno. Pero como "la investigación debe realizarse dentro de los marcos, planes y programas" del estado posiblemente no se le acuse de frente, pero sí le exigirán hasta por un milímetro demás en los márgenes. Mejor dicho le dirán "claro que puedes abrir las alas... dentro de la jaula que hemos construido para ti". La segunda tampoco saldrá de plano, pero le exigirán todo y de paso se fomentarán investigaciones para demostrar "la inviabilidad del uso de las olas en la generación eléctrica". La tercera tampoco se aprobará. El estado  no es el garante, ni el promotor, ni la ciencia nace por decreto, ni llenando formularios. Bueno, sí salen libros sobre cómo llenar formularios, 66 páginas sobre cómo llenar la hoja de vida del investigador, algo que nos "facilita" la vida...   

El nacimiento de la innovación, la tecnología y la ciencia se da de una forma totalmente contraria al planteamiento burocrático y centralizado de Colciencias. Al respecto puede leerse "El Tomismo Desdeñado" donde explican con claridad cómo el descubrimiento, el aprendizaje y demás son cuestiones que se dan en el marco de cada persona en concreto. Esa novedad, eso que estaba 'under my very nose' para parafrasear a un autor judío-norteamericano citado en "El Tomismo Desdeñado", no es algo sujeto a la forma, la cantidad o la temporalidad. De esa misma forma investigo yo, abierto a la naturaleza, al mundo y a los hechos... En esa forma de investigar no tengo que llenar formularios, a veces ni dejar registro -aunque sea mejor hacerlo- sino una permanente observación. 

No niego que en el sistema de ciencia a la colombiana pueda haber buenos, incluso genios en la investigación y verdaderos aportes a la ciencia. Pero me parece que el sistema de "ciencia a la colombiana" o "investigación de llenado de formularios" anula, restringe o excluye a aquellos que son a mi juicio los mejores investigadores y restringe el alcance de los que lo logran. Los mejores investigadores son los niños sin lugar a dudas, su permanente contacto con la magia de la naturaleza y su capacidad de asombro los lleva a proponer las mejores soluciones y conclusiones sobre el mundo. La investigación necesita también del error, cosa que no se puede si está centrada en el llenado de formularios que considera el error como incorrecto... y de paso delito...

Y seamos sinceros ¿cómo se dio el aporte a la ciencia en la historia? ¿Por órganos centralizados que fomentaran la "innovación, la ciencia y la tecnología"? Entre algunos ejemplos Fermat era un matemático aficionado cuyo oficio era el de abogado, y tener un diploma en derecho hace 'necesariamente' que uno no sepa de matemáticas. Conclusión a la que los "col-científicos" han decretado como dogma. Fermat jugaba con los números y hacía continuos descubrimientos que sorprendieron a muchos matemáticos posteriores como Euler. Pitágoras necesitaba seguramente un proyecto de investigación -y financiación de "Crotociencias"- para probar que "en un triángulo rectángulo la suma de los cuadrados de los catetos es igual al cuadrado de la hipotenusa". Se dice que Pitágoras huyó de su ciudad natal a Crotonas entre otras porque no quería participar en cuestiones de política http://es.wikipedia.org/wiki/Pit%C3%A1goras. Eso sin contar con notables condenas y asesinatos a genios del calibre de Sócrates, asesinado entre otras porque pidió como condena que "Colciencias" lo financiara de por vida por sus aportes a la sociedad...

Acabo de citar a Wikipedia que en ciencias colombianas "no es una fuente de fiar porque lo modifica cualquiera", el problema creo no es que cualquiera pueda modificarlo sino que lo hace gente que no tiene "CVLac". Probablemente los que modifican Wikipedia sean unos mediocres que pasan todo el día de fuente en fuente y no se gradúen con honores como Newton http://es.wikipedia.org/wiki/Isaac_Newton que pasaba todo el día en la biblioteca y no iba a clase. Un artículo académico trae mil fuentes -CITADAS CON NORMAS APA- wikipedia trae ¡las fuentes! con link directo. O sino vea lo que trae la Wikipedia cuando uno busca a Newton: http://gravitee.tripod.com/booki1.htm ¡Su obra maestra!

IN CONCLUSIÓN...CIERRE, CIERRE!!
Espero que todos sean científicos e innovadores como yo.
Atte: Colciencias.
El conocimiento, la verdad y demás, es dialéctico y por eso no debería concluir un debate. Pero yo concluiría, cerraría, a Colciencias. Una tímida disminución de presupuesto es poco por la ciencia, la tecnología y la innovación... pero, si eso es cierto ¡hay que reconocerle la buena obra al gobierno! Los críticos -simplemente porque no es el gobierno que quieren- critican cualquier cosa que haga o digan que haga el gobierno, es un deporte, hasta bueno, el caso es que ver algo bueno en un gobierno es TAN difícil que hay que felicitarlo si estuviera haciendo las cosas bien... 

Sin embargo, así es la realidad de este alienante y desmoralizador país cuya única profesión es el llenado de formularios... Si alguien pregunta por Colombia y lo que hacen... ¿Qué hacen? las empresas "llenar formularios" y si les queda tiempo producir bienes y servicios, las universidades "llenar formularios" y si les queda tiempo dan clases pero ¿investigan? Y los abogados "llenan formularios" y ¿en su tiempo libre? Piensan cómo hacerlos más enredados ¿Y qué hace el gobierno? ¡Produce formularios!  

Y ¿qué son entonces El Tiempo, El Espacio, El Asombro o Espectador, El Colombiano, La República, Portafolio, El Nuevo Siglo, El País, El Universal? ¿Realidades? ¡Qué va! ¿Formularios? No, eso tiene su ciencia... ¡Periódicos! Pero los dueños de los periódicos son los mismos que hacen los formularios... Esa es la ciencia a la colombiana, basta leer un periódico, e improvisar su resumen como lo hacía un mediocre profesor del colegio que estaba allí porque sabía cómo ser un buen policía... ah y sabía verificar que el "desprendible" -formulario para niños- se llenara bien so pena de llamar "negligentes" a sus alumnos... Ese era mi "modelo" de "diligencia"... Clases improvisadas, formularios bien llenados... 

Esa es la ciencia a la colombiana: producción de formularios. Y su proceso o método:

- Justificación o discusión del formulario: periódicos
- Producción del formulario: gobierno/estado
- Control y auditoria para garantizar su incomprensión: abogados, lobbies, grupos de poder. Su objetivo es que entre más incomprensible, mejor...¡calidad!

¿Y Colciencias? Una tuerca sin aceite en medio del engranaje decadente... al que muchos encuentran por donde elogiar sus "grandezas"...

NOTA: Si quiere comentar este artículo escriba 1. para queja, 2. para ironía, 3. para felicitación y agradecimiento, 4. Para reclamo... ¡Qué! Si le da la gana de escribir hágalo como quiera... si quiere insúlteme, internamente me ofenderé y reiré de usted al mismo tiempo, pero bienvenido...

NOTA 2: O uno escribe o se dedica a recopilar fuentes, ahí están los links y un libro "El Tomismo Desdeñado" de paso le dejo el "CVLac" del autor http://190.216.132.131:8081/cvlac/visualizador/generarCurriculoCv.do?cod_rh=0000534471. Algunos me entenderán que ese CVLac es ridículo...De investigador junior no tiene ni un pelo...




          EDUCACIÓN, DIPLOMAS E INTERVENCIÓN ESTATAL        
(Imagen tomada de GRUBER, 2010, pág. 308)
Esta semana hablábamos mi hermano y yo acerca de una propuesta educativa, estudiar pero no por un diploma. Yo le añadiría ni por una nota. El tema de la educación me llama particularmente la atención por varias razones, en primer lugar, soy el que maneja los costos de transacción (impuestos, contratos, contabilidad, planeación financiera y tesorería) de una fundación cuyo mayor objetivo es resolver problemas sociales a través de la educación. Pero, ¿qué es la educación? ¿Cómo se vive la educación? 

La educación actualmente es vista como un programa que tienen que recibir todas las personas, desarrollar unos exámenes, a cambio de obtener un diploma. Claro que el diploma es un papel y como el rey de la foto lo puede dar cualquiera... y generar naciones "educadas". Se supone que el estado "controla" la educación de "garaje", pero en sí mismo él es el promotor de que los estudiantes se preocupen por una nota (y hagan lo que sea por ella) o un diploma más que por sacar provecho y aprender. Antes las instituciones de "garaje" "facilitan el objetivo" de la "educación", OBTENER FÁCILMENTE UN DIPLOMA. Por otro lado, el estado considera la educación como un "bien público" que genera "externalidades" positivas... y niños medicados, deprimidos y sintiéndose inútiles porque los hacen ver matemática avanzada cuando ellos quieren es bailar, correr, o lo contrario, otros queremos ver matemáticas y nos hacen correr en extenuantes jornadas más allá de nuestras fuerzas. ¡Vaya externalidad "positiva"!

¿Por qué el estado se debe preocupar por la "educación"? ¿Por qué gasta la mayor parte de su presupuesto en ella? Las razones de política económica que se leen en el libro Public Finance and Public Policy de Jhonatan Gruber son las que consideraremos a continuación.

¿POR QUÉ EL ESTADO SE METE EN LA EDUCACIÓN?

En primer lugar, consideran que la educación es un bien semi público (GRUBER, 2010, págs. 292, 293 y 294) y que con base en eso va a haber fallas de mercado y problemas de redistribución. ¿Realmente es así? Más adelante procederemos a esta objeción.

Por otro lado, consideran que la educación aumenta la productividad (GRUBER, 2010, pág. 292) eso de alguna manera es cierto. Pero hay que preguntarse ¿para quién? El experto en educación Sir Ken Robinson sostiene que esa es la razón por la cual reforman la educación (ROBINSON), pero precisamente ese modelo genera caos en la vida de muchas personas. ¿Todos somos para el conocimiento académico?  Dicen que mejorar la productividad genera una externalidad positiva, pero y ¿Qué pasa con aquellos que simplemente fueron excluidos porque no eran considerados por el modelo? ¿Eso no es una perversa externalidad negativa tener niños tristes y drogados para atender a cosas que no les interesan?

La tercera razón es la más perversa de todas. La educación genera “buenos ciudadanos” (GRUBER, 2010, pág. 293). Claro que con contenidos ideológicos y cátedras de lo que el estado que muchos nos quejamos es corrupto. Pero claro, se lanza un señor con una campaña de lápiz –como si el lápiz genera aprendizaje en sí mismo- y todo el mundo va a pensar ¡qué buen candidato! ¡Va a ideologizar a nuestros niños! 

¿CÓMO SE METE EL ESTADO EN LA EDUCACIÓN?

La forma cómo se mete el estado en la educación es en primer lugar ofreciéndola como servicio gratuito. Esto no parece tan perverso. Lo que genera es el problema de la sobredemanda del bien gratuito y por ende salones atiborrados "aptos para el aprendizaje".

 Sin embargo, la mentalidad intervencionista, hace que el estado ofrezca otra intervención y es la estandarización. Esta estandarización es la forma más perversa de intervención del estado en la educación, porque pone un prototipo de seres humanos que deben cumplir con ciertas habilidades que no necesariamente son las que el mercado laboral requiere. Refiriéndose a la perversa alienación de toda política intervencionista nos dice José Alpiniano García Muñoz lo siguiente no tanto de lo alienante sino de por qué falla este modelo:

"Al igual que el plan general de los bolcheviques, estos agregados estadístidos [que son el fundamento de la macroeconomía] no reconocen la singularidad humana que torna útiles las cosas.Entonces el mecanismo social deviene ajeno a la realidad. Sería necesario acudir a tantas cosas que resulta imposible que alguien particularmente pueda señalarlo.  La economía debe considerar multiplicidad de factores que además son variables." (GARCÍA-MUÑOZ, 2012, pág. 53)
¿Qué multiplicidad de factores debe considerar? Nada más y nada menos que la PARTICULARIDAD HUMANA. Particularidad humana que es única y exclusivamente cognosible por cada individuo. Así que el estado lo que hace con la educación es crear prototipos de personas y excluir a aquellos que no han sido considerados por el programa que es incapaz de considerarlos. Adicionalmente genera toda clase de efectos secundarios en la sociedad ¿Cuál es el más grave? No tanto que los profesores hagan trampa o sometan a los estudiantes a jornadas extenuantes para sacar un mejor puntaje en las pruebas "SABER". Es aquellos que la "educación" estandarizada excluye porque sus puntajes los hacen quedar como "inútiles". Si usted es un colegial o un universitario y está leyendo esto piense que lo que se requiere para las pruebas SABER es pensar lo que el estado quiere que usted le conteste. Por ejemplo, puede no creer en la democracia pero conteste que la democracia es el mejor sistema, ¡pero es una mentira!... Pues es una forma de burlarse de lo arbitrario que son las evaluaciones y simple una broma y ellos creerán que el sistema funciona... Conozco dos casos frente a estas pruebas que pensamos así, el mío y el de un cucuteño, se sorprendían de lo bien que nos fue en esas pruebas...

OBJECIONES ECONÓMICO-ANTROPOLÓGICAS A LAS RAZONES DE INTERVENCIÓN ESTATAL

Es falso que la educación sea un bien público, por el contrario se refiere a la parte más singular de la persona.
En primer lugar si el ser humano es particular y solamente él puede conocerse a sí mismo, la educación no bien público ni semi-público sino una actividad absolutamente privada. Lo que pertenece a la conciencia y la intimidad del sujeto no es cognoscible más que por el propio sujeto. ¿Qué vendría siendo la educación entonces? Una ayuda para que cada quien se conozca a sí mismo y un apoyo para que como la sentencia de Píndaro que alguna vez le leí a Alpiniano cada quien devenga lo que es en sus habilidades. Esto podría sonar como un ideal, como un imposible, pero por el contrario es NUESTRA PROPIA CONDICIÓN ANTROPOLÓGICA la que determina la privacidad de la educación. Los colegios hacen lo contrario obligan a los niños a aprender unos contenidos iguales, ahora dizque desarrollar unas competencias y la arbitrariedad del estado lo medirá.

Esto genera entonces varias preguntas ¿Cómo ayudar a que cada quien se conozca a sí mismo? ¿De quién es función? De los padres, por eso el movimiento del Homeschooling  no solamente es una salida para el excesivo bullying causado en parte por la estandarización, sino que es un movimiento que vuelve a la raíz verdadera de la educación: ¡ayudar a sus hijos al autoconocimiento!  A continuación unas razones que expuse en otro escrito para otro blog de cómo hacer esto:

"Por lo tanto, mi querido Alcibiades, los Estados (léase ciudades) para ser dichosos no tienen necesidad de murallas, ni de buques, ni de arsenales, ni de tropas, ni de grande aparato; la única cosa de que tienen necesidad para su felicidad es la virtud. Por consiguiente, mi querido Alcibiades, si quieres ser dichoso tú y que lo sea la república, no es preciso un grande imperio, sino la virtud." (2)

Pero ¿Cómo alcanzar la virtud? La tradición iniciada con Sócrates parte de iniciar la búsqueda del conocimiento del “sí mismo”. Al respecto algunos filósofos como Kierkegaard (3) le han dado un desarrollo tal que, quizás interpretándolo exageradamente, consisten en no imitar absolutamente nada, o el famoso “desnudarse” de Fernando González (4). Sócrates, en su reconocida tendencia aristocrática –pero de la verdadera- nos propone la imitación de la virtud “Y antes de adquirir esta virtud, lejos de mandar, es mejor obedecer, no digo a un niño, sino a un hombre, siempre que sea más virtuoso que él.” (2).

Hemos visto que el bien común nace del bien y la virtud de los seres humanos y que la virtud surge del auto-conocimiento. Pero ¿cómo promover que los hombres se conozcan? ¿Obedeciendo e imitando a la virtud? Es allí donde la educación juega un papel importante en esta idea. A pesar del pésimo modelo educativo actual que se basa en la repetición de ideas pre-establecidas o diseñadas o pensadas para la producción en cadena (5), como para empacar a todos en la misma caja útil a la sociedad [como la canción Little Boxes]. Pero ¿cumple la función de enseñar a conocernos a nosotros mismos? ¿Sirve para conocer? Al vivir de hábitos los seres humanos podremos repetir fácilmente las ideas aprendidas en el colegio y en muchos casos en la universidad pero ¿de qué servirán? Inclusive el aprendizaje por repetición puede considerarse, en términos lógicos, como una falacia conocida como Argumentum ad nauseam (6) y eso no genera virtud (2)." (TORO RESTREPO, 2011)

Una de las preguntas que pueden surgir es el uso del término obedecer. Los padres suelen haber desarrollado una serie de virtudes que el hijo puede imitar. Esa sería mi forma de entender el término de obedecer como como el subordinarse sino el aprendizaje de la virtud del virtuoso. 

La educación puede aumentar ingresos pero hacernos vivir en el hastío. Además, profesiones mejor pagadas no implican eficiencia.
La segunda razón es que la educación aumenta la productividad y genera efectos Spill over sobre toda la sociedad. Yo aprendo de los demás y los demás aprenden de mí. Eso es cierto. Pero las super correlaciones que indican que una "mejor educación" implica un mejor "ingreso" no significan que eso sea un mayor bienestar para la sociedad. Me explico, uno en la universidad ve muchos temas, pero a medida que se especializa separa los que le gustan de los que le disgustan. Y uno puede dedicarse a trabajos de mayores ingresos que no es lo que verdaderamente la persona vino a dar al mundo. A este lo llamaremos el efecto prostitución. En últimas el efecto prostitución no es más que la alienación de ganar ingresos por aquello que no nos gusta. Kafka es uno de los autores que mejor conoce la alienación de trabajar lo que no somos, en "El Proceso" muestra cómo la sociedad lo está persiguiendo permanentemente. Más que una novela sobre el debido proceso es una novela sobre el juicio que el estado y su expresión social masificada el sistema nos está exigiendo; que seamos lo que no somos. Por otra parte, en la metamorfosis se muestra cómo el "buen empleo" tal vez sea convertirnos en una cucaracha o bicho raros. No somos lo que somos porque la educación y las políticas nos desvían de nuestra realidad, de lo que somos realmente. 

Al respecto en versión hispanoamericana tenemos a Facundo Cabral con su canción "Bombero". La canción muestra exactamente las exigencias que hace la sociedad en el proceso de Kafka, un juicio que no comprende. Al final se vuelve abogado -y qué profesión más alienante eligió-. Posiblemente si comparamos a un bombero con un abogado, aquel gana más que éste: ¡retornos de la educación! ¿Eficientes? Su felicidad particular y el destino de muchos se pierden, a la sombra de la alienación. Es el razonamiento hipotético de lo que no fue, pero hay algo claro con más ingresos, no fue lo que era, asumiendo que siendo bombero no hubiera podido idear un proceso que salvara muchas vidas y lo hiciera rico.  Hay varias frases que son muy llamativas al respecto:

El reflejo que nos muestra la sociedad en la alienación
es supuestamente belleza, cuando realmente estamos
¡muertos!
  • “Desde su galaxia tendrá que aprender a ser como todos, y tirar la llave del eterno sueño de ser o no ser.”
  • "Al fin de los días sentado a la sombra de su realidad, y desde la infancia, como en un espejo, la casa paterna, juguetes y amigos y aquel despilfarro de la libertad."
  • <<El viejo se apaga y vuelve a su mente el niño soñando con ser o no ser, cerrando los ojos se va lentamente por última vez: “bombero, bombero, yo quiero ser bombero, que nadie se meta con mi identidad”>>.
Aparte de los problemas de alienación, que es una cuestión antropológica, la cuestión también es económica y de eficiencia. Se proveen servicios para los cuales no se es el más apto y se dejan de proveer servicios para los cuáles se es apto. La variedad de factores que influyen una vida humana cuando opta por el camino equivocado no pueden medirse. Pero es claro que la retroalimentación negativa de la ausencia de un bombero que se necesitaba puede tener unos efectos sociales mayores -especulando nada más- que él simple hastío que padece. La alienación de los seres humanos, en especial por la educación, tiene efectos que se dispersan a lo largo de la economía que podemos no conocer.

La educación planificada no genera necesariamente "buenos ciudadanos".
Veíamos previamente que el buen ciudadano es el que es virtuoso en aquello que es. Es decir, desarrolla habilidades para aquello que vino al mundo. Si la educación, el estado y el sistema lo que genera es un juicio permanente -como en "El Proceso" de Kafka- realmente no está generando "buenos ciudadanos" sino que está persiguiendo al buen ciudadano. Observándolo, juzgándolo por su vestimenta, ingresos, forma de pensar, cuerpo, carros, casas... ¡Alienación!

Por otra parte, la noción de "buen ciudadano" es la de aquel ciudadano maleable, fácil de someter y manipular a los designios del estado. En los colegios la figura de poder que se manifiesta en el profesor es un juego similar a la figura de poder que ejerce el estado sobre la vida de los individuos. Es así como esa educación delineada por personas que no conocen a quienes educan, que además no son unidades humanas sino seres singulares con sueños y expectativas -como ser bombero, aunque el estado lo diseñe como ingeniero-, que ni si quiera han pisado un aula, diseñan programas desde unos conocimientos y dizque competencias para el "individuo promedio".  Â¿Quién es un individuo promedio? ¡Nadie!

INCONCLUSIÓN...
La educación me enseñó a concluir todo lo que escribiera ¿por qué? Porque según la educación todo ensayo agota un tema. La verdad la educación se equivoca, lo que busca un ensayo es empujar, hacer pensar y dejar una reflexión abierta. Si yo tuviera la verdad revelada en mis manos pues concluiría, daría órdenes, pero que esos cuentos se los crea el estado... El estado, sin conocer ni siquiera a los niños, sin saber nada sobre cada uno entre otras porque le es imposible, pretende concluir lo mejor para ellos diseñándoles una vida... que realmente, ni quieren, ni vinieron a vivir...


          Soberanía: sus verdaderas implicaciones.        
La soberanía, un "constructo" que se come al individuo.
Luego de que ciertos personajes que rara vez han tenido el sol en el cenit, en oficinas oscuras en Europa, hayan determinado "quitar" una cierta porción de mar a Colombia al Norte de San Andrés, se revela ese "constructo" de nación, de estado y de soberanía. El tema está bastante de moda, y probablemente, en otras oficinas en la fría capital de Colombia, con pieles no bronceadas y que quizás ni conocen ese pedazo de mar, se discute el impacto que tiene sobre "la soberanía nacional". Toda clase de reacciones se escuchan al respecto, bueno en general el sentimiento es de rechazo, hasta para mí, supuestamente que no creo en esas cosas.

El problema para mí se resume básicamente en que las fronteras, Colombo-Nicaragüense en este caso, son "constructos" como dice Alias Aristóteles, que en últimas revelan ficciones. ¿El estado existe? Efectivamente, pero no es más que poder brutal organizado, sin más legitimidad que la que tendría una banda de ladrones, sicarios o terroristas. ¿Cómo comparas la bandera y la nación con ladrones? No sé si sean más buenos o más malos, eso a mí no me compete, lo que sí son es única e igualmente ilegítimos, más "visajosos", más usuales en mi vida y con una mentira mejor montada. Pero hay políticos de buena fe, sí, también hay ladrones, sicarios, terroristas de buena fe, ¿Qué tanto pesa la intención? Este poder brutal organizado es limitante.

La palabra frontera es sinónimo de límite y es bastante curioso que se llame igual la división entre Colombia y Venezuela, como la división del territorio de las bandas de sicarios de Medellín. Ambas fronteras. Dicen que las de los combos o bandas son "invisibles", pero ¿alguien ha visto el meridiano 82? ¿en qué parte del río Táchira entre Villa del Rosario y San Antonio del Táchira hay una línea que separe como en los mapas? La carrera 90 puede ser tan visible o tan invisible como frontera que el río Táchira. El que haya visto el meridiano 82 debe estar bastante trabado y confundir la tierra con el mapa de la misma. Algo así hacen los poderes, nos hacen confundir la tierra con el dibujo que hizo un poderoso de la misma.

Pero todo este dolor "patrio" por la pérdida de una franja de mar al norte de San Andrés, es un poco irónico la verdad. ¿Sentimos la misma "patria" en una vuelta en la DIAN? ¿Por qué las empresas han de dar el 33% de su renta líquida al estado? ¿Por la misma razón que nos duele la pérdida de "mar territorial" que la mayoría ni siquiera conocemos? ¿Cómo puede pertenecernos algo sobre el cuál ni remotamente ejercemos dominio? ¿Por qué alguien dibujó en un mapa, de forma más o menos arbitraria, que un lugar pertenecía a un país, lo hace suyo? ¿Dominio eminente? ¿Por qué? Si es así ¡qué buena forma de adquirir, dibujaré que la luna es mía y procederé a cobrar tributos cada que la miren!

El caso es que la "patria" no existe, es un concepto arbitrario. Nietzsche al respecto habla más bien de la "hijatria" o el lugar que vamos a dejarle a nuestros hijos, esto lo decía con sarcasmo, quizás para negar lo adsurdo del concepto. Ese concepto de "patria" únicamente sirve para legitimar abusos. ¿Qué clase de abusos? Un señor nace en Nicaragua y otro a pocas millas náuticas en San Andrés, ¿Por qué el San Andresano no puede pescar en aguas "nicaragüenses" y el Nicaragüense en aguas Colombianas? Por ese "bello" y anquilosado concepto de soberanía que cree en nosotros el prejuicio que esas "aguas" son "nuestras". Por esa idea que tenemos en la cabeza, que es parte del dominio intelectual que ejerce el estado en nosotros a través de la educación, es que un pescador tiene esa limitación. 

La naturaleza funciona de manera diferente un cardúmen de peces vive al vaivén de su alimento, alimento que un día estará más acá del meridiano 82 o más allá del mismo. La naturaleza de un buen pescador creería yo, no es la de portar una bandera en su bote, es la de seguir las mareas, corrientes marinas, los amaneceres y atardeceres y dirigirse allí para pescar con sus redes y sus estrategias. Sin embargo, la natural inclinación del trabajo del pescador, se ve truncada por "constructos" como el de soberanía. "Constructos" en la que creen una serie de burócratas en la Haya y se imaginan que con eso están salvando el mundo, mientras mantienen las ideas que limitan la pesca de unos seres humanos. Querido amigo pescador isleño, ¡pesque donde Haya, no donde le diga la Haya! Esto es un desafío, un día habrá en "Colombia" y otro día en "Nicaragua" y lo importante no es creer en la bandera, es hacer bien su trabajo.

Por más que haya rechazo a todo lo que signifique Nicaragua, y que me linchen, el mismo derecho a pescar donde le plazca lo tiene el "Nicaragüense" que el "Colombiano". Un derecho que le nace porque los peces libres no son de nadie, por eso el primero que los encuentre y los aproveche se hará su dueño. Los Nicaragüenses son mis amigos, como lo puede ser cualquier ser humano. Me disgusta el presidente de Nicaragua, pero no porque sea nicaragüense, como la mayoría de la gente que me cae mal es de Colombia pero no me cae mal por ser colombiana. 

La verdadera implicación de la soberanía es la frontera, frontera que limita, aliena e impone una serie de criterios arbitrarios que no son acordes con la naturaleza. Eso lo vemos claramente en los pescadores que de aquí o de allá deben pescar donde les plazca, no donde los "constructos" o imaginarios sobre cómo se divide la tierra. Ese "mar territorial" que nos duele, no es más que el dolor de que nos limiten en vez de limitar, pero es tan injusto limitar como que nos limiten. El prejuicio que nos crea la "patria" es lo que nos limita en negocios, amistades, acciones, nos limita a ser humanos más que ser un invento "colombianos". Invento que es bastante ridículo y teatral como reconocía el filósofo Fernando González, aun considerando la patria como una posibilidad. El "constructo" de Colombia ni si quiera es autóctono, es lo que decía Fernando González aún considerando esa posibilidad de patria. Finalmente, esos niños de la Haya creen que jugando con esos "constructos" e imaginarios limitantes, que nada tienen que ver con la verdadera naturaleza humana, evitan guerras, cuando la verdad es que sus ideas acerca del poder están más cercanas a la idea de clan, combo, masa ridícula, asociación de cazadores, no sé, esas ideas de películas con clanes y masas que con aquellas que van con la libertad, la justicia, el derecho natural y el desarrollo.

          Templo del sol y asombro agradecido        
Templo del sol by ElAlispruz

Templo del sol, a photo by ElAlispruz on Flickr.

El asombro es aquella capacidad que comparten niños, poetas y filósofos. Sin embargo, el asombro tiene un contenido que trasciende la poesía y la filosofía. ¿Qué es? La mística. ¿Acaso se requieren milagros extraordinarios para descubrir aquel ser magnífico detrás de cada obra? Cada movimiento del sol, que no sale ni se oculta nunca por el mismo lugar, la caída de la lluvia, la formación de un arco iris las formas siempre iguales y siempre diferentes de las nubes, son una muestra de la existencia de un ser que las trasciende. 

Ya nos decía Fernando González en Viaje a Pie:

"Subiendo a pie la vertiente del Arma tuvimos la impresión nítida de la dureza y pesadez que nos atrae hacia la tierra. ¡Qué dificultad para elevarse! Somos hijos de la tierra y sus parásitos; nos liga a ella, como un cordón umbilical, la ley de la gravedad. Por momentos la abandonamos, nos parece que existe otro ser que nos llama hacia las alturas aéreas; nos parece abandonar todo lo terrestre y después caemos más definitivamente abrazados a su seno materno; somos únicamente materia dura, materia grave. Cuando levantábamos las piernas para trepar hacia Aguadas tuvimos la impresión nítida de la atracción terrestre. Esta esfera dura es nuestra cuna y nuestro sepulcro. ¿Por qué deseamos abandonar esta madre? ¿Por qué los ímpetus de elevarse? ¿Por qué el Santo y el Héroe? Es un indicio, un leve indicio, de que hay en nosotros algo que no es terrestre. Ese leve indicio ha creado la metafísica y el misticismo." (González-Ochoa, Fernando. Viaje a Pie. Versión digital en http://www.otraparte.org/ideas/1929-viaje.html)

Esta foto nos muestra "el Templo del Sol". Este "templo" se encuentra en las ruinas de Macchu Picchu en el Perú. La parte frontal está alineada con la salida del sol en el solsticio de verano en el hemisferio sur (21 de Diciembre) y la lateral con el de invierno (21 de Junio) en dicho hemisferio. Aunque vivo en el trópico demasiado cerca al ecuador, he logrado observar esas diferencias por las posiciones solares. Adicionalmente, con un poco de lectura he relacionado esas diferencias a los periodos de sequía y de lluvía. ¿Por qué? La máxima evaporación se produce cuando el sol se encuentra perpendicular a la tierra, en ese momento la presión baja al extremo en esa latitud, asciende el aire y cuando llega a la tropopausa seco desciende hacia las latitudes circundantes disminuyendo la evaporación. De esa forma, en la medida en que el sol se encuentra más elevado en el cielo, más elevada es la evaporación en los países tropicales. 

Los incas lograron intuir esta interrelación entre la posición solar, que el templo del sol, les permitía seguir las temporadas de sequía (solsticio de invierno 21 de Junio) y las de lluvia (solsticio de Verano 21 de diciembre). Estos ciclos vitales denotan los flujos de la existencia humana, la esencia de la naturaleza que entre opuestos y contrarios genera profundas auto-semejanzas fractales. Esto, para cualquiera con una mínima capacidad de asombro, lo lleva al extremo del éxtasis, al misticismo si se quiere como nos decía Fernando González. Los primeros filósofos, cuando empezaron a razonar, utilizaron los elementos de la naturaleza como el sustrato del ser. Los libros modernos de meteorología y climatología hacen una referencia a esta primera aproximación intuitiva de la realidad.

El viento, el aire, el fuego, el agua y la tierra que producen vida y muerte, belleza, poesía. Los primeros filósofos se asombraron de una naturaleza maravillosa, que seguía ciclos semejantes pero inciertos. Lo mismo hoy me asombro de la belleza de un atardecer, del cielo azul, de las montañas y las nubes como algodón. Todas diferentes pero auto-semejantes, conocidas pero a la vez sometidas a un halo de incertidumbre propio de su permanente creatividad. 

Algo nos dicen estos ciclos, algo nos dicen los solsticios y equinoccios, algo nos dice la estética de los flujos auto-semejantes producidos por opuestos y contrarios. Algo nos dicen la noche y el día, la lluvia y la sequía, las nubes y el cielo, el calor y el frío, la poesía y la razón, el arte y la contemplación... Tanta belleza debe provenir de algo que, en sí mismo, sea bello, ordenado y artista, creativo y racional. Un creador capaz de regalarnos maravillas poéticas permanentes, milagros cotidianos que nos hagan vivir una vida de belleza y asombro agradecido.

          Â¿POR QUÉ SURGE EL DINERO?        

¿Por qué surge el dinero? ¿Para qué sirve? ¿Cuál es entonces su verdadera naturaleza? En  SOBRE EL DINERO iniciamos una serie de inquietudes acerca de la naturaleza del dinero. El dinero es algo bueno, muy bueno porque puede cambiarse por cualquier cosa útil, sin embargo, en la actualidad, desconocer su naturaleza genera muchos problemas, en especial la crisis económica que se cierne como una sombra sobre el mundo.

EL ORIGEN DEL MERCADO Y EL INTERCAMBIO

Es complicado cambiar hamburguesas por casas
o cosas que
 no le interesen a esta mujer.
El ser humano primero era nómada y hacía de todo menos vivir bueno. Cada persona, o cada familia más bien, debía protegerse, buscar alimento, refugio, sanarse, pasar la enfermedad, entre otras, solo. Esa situación en términos biológicos era una desventaja notoria. Una desventaja que impedía la supervivencia. ¿Entonces Rousseau se equivoca en lo del buen salvaje? ¡Efectivamente! El buen salvaje solo es incapaz de satisfacer por sí mismo todas sus necesidades lo que reduce notablemente su vida.

Un día, unas personas inteligentes, se dieron cuenta. Él es bueno para cazar, yo para arar la tierra (bueno realmente no existía el arado), aquel para hacer protectores para el frío. De esa manera si uno hacía una cosa más veloz que otro, y el otro a su vez más veloz que aquel, pues, en vez de que cada uno intente hacer todas sus labores al tiempo ¿no es mejor que el que las hace más rápido lo haga por mí y yo haga por él lo que él no es capaz de hacer más rápido que yo? Así si uno recogía 10 frutas por día y hacía 2 empaques para conservarla al día y el otro producía 10 empaques para conservar el alimento y recogía 2 frutas. ¿Por qué no se dedica uno a hacer empaques para conservación y el otro a recoger frutas? ¡Eso fue lo que hicieron! Ese fue el origen de la economía y de la ciudad y ya lo comprendía Sócrates desde tiempos inmemoriales:

SÓCRATES: Pues bien la ciudad nace, en mi opinión, por darse la circunstancia de que ninguno de nosotros se basta a sí mismo, sino que necesita de muchas cosas. ¿O crees otra la razón por la cual se fundan las ciudades?

ADIMANTO: Ninguna otra

SÓCRATES: Así, pues, cada uno va tomando consigo a tal hombre para satisfacer esta necesidad y a tal otro para aquella; de este modo, al necesitar todos de muchas cosas, vamos reuniendo en una sola vivienda a multitud de personas en calidad de asociados y auxiliares y a esta cohabitación le damos el nombre de ciudad. ¿No es así? (Platón, pág. 55: 369 B).
Sin embargo, surge un problema. Tenemos en la comunidad una persona que hace chorizos y otra que construye casas. Si el que hace chorizos ofrece un chorizo por la casa, quizás el constructor le conteste "para construir una casa necesito más alimento que un simple chorizo", entonces el que hace chorizos le contestará "me importa un chorizo...", bueno, no le contestará eso. El que hace chorizos seguramente le contestaría que podría darle 100, 1000, los que sean, pero mientras tanto el que construye requerirá comida (además de chorizo), vestidos para protegerse del frío, etc., y con chorizos no podrá intercambiar todas sus necesidades. De la misma manera si recibiera muchos chorizos, es probable que el zapatero sea vegetariano que su medio de pago sean casas o chorizos le importe "un chorizo".

De esa manera, la ciudad, comunidad, foro, plaza, constituye, de forma "consuetudinaria" un medio de cambio. Es así como originarse de una práctica consuetudinaria y ser medio de cambio son las dos características referentes al dinero.

CARACTERÍSTICAS DEL DINERO
¿Qué implica que sea medio de cambio? Esto quiere decir que es el estándar o lo que mide un determinado intercambio. Es decir, el dinero es algo que puede cambiarse por todas las cosas, por todos los bienes o servicios. Es así como uno vende, pero para tener la libertad de intercambiar lo que quiera, no se vende por dinero porque nos pasaría lo de la isla desierta: ¡no serviría para nada! Con acierto sostuvo Domingo de Soto que se vende para recibir dinero y comprar de lo que falta sin compromiso de tener que recibir del comprador aquello que no necesite: “vendido lo que le sobra de una cosa, compra lo que de otra le falta (…) la compra es el fin de la venta”  (DE SOTO, 1968, pág. 593). El profesor José Alpiniano García Muñoz, en una tesis doctoral recientemente defendida en la Universidad de Navarra, nos aclara esta frase en relación al tema del valor del dinero "En consecuencia, quien vende no tiene como fin el dinero, sino la compra o adquisición de otra cosa que le falta." (GARCÍA MUÑOZ, 2011, pág. 28). La razón de ser del dinero no es otra pues que facilitar los intercambios de cosas realmente necesarias para cada persona. En otro libro del mismo autor se explica con más claridad este punto: "Como se dijo antes, el papel moneda sólo tiene razón de ser en la medida en que, por decirlo gráficamente, represente una cantidad o servicios, esto es, su razón de ser es su valor de cambio objetivo; el dinero vale toda la cantidad de bienes o servicios que puede obtenerse a cambio de él." (GARCÍA-MUÑOZ, 2001, pág. 148).

Bolívar. Moneda Venezolana.
El gobierno ha intentado avaluarla mediante sellos,
pero es la mejor muestra que el valor del dinero
nace de la costumbre.
Adicionalmente el dinero se caracteriza por ser consuetudinario ¿Por qué consuetudinario? Porque es una costumbre, las personas se acostumbran a que esa cosa sea la medida que utilizan para intercambiar las cosas. Sin embargo, no faltan en la vida ciertos personajes que se dan el lujo de hacer dinero. Antes el oro y la plata eran los medios de cambio, en la actualidad, los estados se inventan el cuento que el dinero vale porque es hecho por ellos. Es así como surge el cuento del curso forzoso. Es así como si uno se encuentra del lado Colombiano de la frontera con Venezuela entre Villa del Rosario (Norte de Santander) y San Antonio del Táchira  y va a comprarle a un Venezolano tendría que hacerlo en pesos. Sin embargo, es precisamente en zona de frontera donde se observa lo ridícula que es su existencia. El Venezolano podría recibirle en pesos si quisiera, o únicamente recibirle en el tan "revaluado" Bolívar (moneda de Venezuela). Es que Chávez tiene el poder de producir un Bolívar "fuerte". En San Antonio del Táchira es usual que se reciban pesos como intercambio y en Cúcuta que se reciba el tan "revaluado" Bolívar. Adicionalmente, nada obstaría para que recibieran pesos, dólares, dólares canadienses, euros, yens, o tres vacas, un kilo de oro o una libra de sal. En todo caso, se acostumbra a recibir en una moneda determinada, en un "país" (en su sentido geográfico) determinado.

Un ejemplo de que el dinero se utiliza de forma consuetudinaria es el uso del dólar estadounidense en Ecuador. ¿Por qué si es un billete que únicamente tiene cambio  curso forzoso en los EEUU? Pues porque es una costumbre. Citado por el profesor José Alpiniano, Domingo de Soto, hace ya varios siglos nos decía:  “aunque la moneda no estuviera sellada, tendría el mismo valor en el precio de las cosas”. (DE SOTO, 1968, pág. 585). Es así que si un día en Colombia o en el mundo decidiéramos cambiar nuestro "medio de cambio" por cualquier otro medio de referencia, nadie podría impedirlo...

Es imposible en Colombia que nos inventemos un medio de cambio diferente al peso, dada nuestra mentalidad legalista y con nuestro arraigado culto al estado. Como diría Fernando González estamos sometidos al "espíritu" de Santander que consideraba que la ley era la causa de la libertad. Sin embargo, en la edad media, al resurgir del comercio, el medio de cambio era bastante escaso y el tránsito inseguro por lo que acudieron a diversas vías como el renacimiento del crédito o el contrato de cambio trayecticio (GARCÍA MUÑOZ, TÍTULOS-VALORES. RÉGIMEN GLOBAL, 2008, pág. 23 y siguientes).

CONCLUSIONES
El dinero -o medio de cambio- nace como una necesidad para facilitar los intercambios estandarizando los precios de las cosas. No proviene del estado su valor o legitimidad, sino que proviene de los individuos que utilizan cierta cosa o documento para hacer sus intercambios. Eso se denota incluso cómo los individuos en momentos de escasez de un determinado medio de cambio inventan o crean figuras para facilitar el intercambio a pesar de ello.

OTROS ARTÍCULOS


1. EL ALISPRUZ : SOBRE EL DINERO
2. EL ALISPRUZ : ¿LA POBREZA PROVIENE DE LA FALTA DE DINERO?



BIBLIOGRAFÍA

DE SOTO, D. (1968). De Iustitia et iure (Vol. III). Madrid: Instituto de Estudios Políticos.

GARCÍA MUÑOZ, J. A. (2011). Derecho y Economía según Tomás de Aquino, Tesis Doctoral. Pamplona, España: Universidad de Navarra. Facultad de Filosofía .

GARCÍA MUÑOZ, J. A. (2008). TÍTULOS-VALORES. RÉGIMEN GLOBAL. Bogotá D.C, Colombia: Temis S.A.

GARCÍA-MUÑOZ, J. A. (2001). Derecho Económico de los Contratos.Bogotá: Ediciones Librería del Profesional.

Platón. La República (Versión en PDF ed.). www.planetalibro.com.ar.





          LA INMENSA CANTIDAD DE LO POCO        
Ver el mundo en un grano de arena,
y el cielo en una flor silvestre;
tener el infinito en la palma de la mano
y la eternidad en una hora.
(William Blake en PAPPAS, 1996, pág. 50)

Los seres humanos nos preocupamos tanto por las grandes obras, que las pequeñas acaban destruyendo la posibilidad de llegar a la grandeza. Es una paradoja, pero una paradoja con fuertes fundamentos fácticos que denotan cómo descuidar lo poco, es el más grande de nuestros errores. El presente ensayo partirá de una reflexión metafísica pasando por una económica, pero la intención será trascender hasta, si es posible, una reflexión mística. Partiremos de ser centaveros, con imagen de ambiciosos, para llegar a la gloria infinita... simplemente por el valor de lo pequeño.


Una breve contemplación matemática.

NUBES FRACTALES
Nubes fractales.
El fractal denota la potencia de esta paradoja,
la parte se ve en el todo y el todo en la parte.
Un cálculo elemental para cualquier persona es la suma de 1 + 1. La unidad pareciese una figura simple y carente de todo significado estético y místico. ¿Qué importa el número uno? ¿Uno no más? Sin embargo, cuando se ve el elevado potencial del uno a nivel matemático, su aparente carencia de significado y su falta de estética, le dan a ese número insignificante, nada dentro del infinito, un valor tan elevado que nos lleva a una paradoja: el uno es nada en comparación con el infinito pero el infinito no es nada sin el uno. ¿Cómo puede surgir tal paradoja en una proporción que todos prácticamente consideramos evidente si sabemos un poco de cálculo y de matemáticas? Evidentemente el infinito ha sido un creador de paradojas como la de Zenón (si cada vez recorro la mitad de lo que me falta ¿cuándo llegaré a la meta?) (PAPPAS, 1996, pág. 50) Sin embargo, esta explicación nos la da Pappas en una cita al pie sobre por qué los números naturales son infinitos: "los números de contar o naturales, son potencialmente infinitos ya que a cualquiera de ellos se le puede sumar uno para llegar al siguiente, pero nunca se puede tener el conjunto completo" (PAPPAS, 1996, pág. 52).

Efectivamente todos los números son "una multitud compuesta de unidades" como decían los pitagóricos y por ello los consideraban la sustancia de todas las cosas (RECAMÁN SANTOS, 2007, pág. 30). Aunque los pitagóricos no consideraban a la unidad (1) como un número, de esta unidad procedían todos los demás que eran la sustancia del universo. "-¿Cuánto es uno y uno y uno y uno y uno y uno y uno? -No lo sé - dijo Alicia-, he perdido la cuenta. -No puedo hacer la suma - dijo la Reina Roja." (CARROL LEWIS [ALICIA EN EL PAÍS DE LAS MARAVILLAS] en RECAMÁN SANTOS, 2007, pág. 109). Efectivamente la suma constante de uno, uno, uno, cada vez va generando un número que ni la Reina Roja podía sumar, ni lo harán los sabios ancianos del rey en un caso que luego se expondrá. 

Los pitagóricos, aunque erraron en lo que es un número tuvieron otros aciertos pues nadie ha visto un uno volando a menos que -como decía un compañero mío del colegio- estuviera sentado en una hamaca bastante trabado. Esto quiere decir que los números no son el mundo sino simples son abstracciones de intuiciones que nos explican el mundo, los pitagóricos sí acertaron en la magnifica intuición que nos remite al poema del comienzo. Es de unidades que se forman las cosas y de unidades que se suman indefinidamente que crecen indefinidamente y van formando pieza por pieza, una por una, el mundo. ¿Qué es una estrella? ¿Qué es un grano de arena? ¿Pero qué es una estrella y otra, y otra, y otra...? ¡El firmamento! Y ¿qué es un grano de arena y otro, y otro, y otro,...? ¡Una playa! Lo mismo podemos decir de las gotas de agua que conforman el mar, de las hojas, de las células que forman nuestro cuerpo. ¿Qué es un átomo? ¡lo que compone el universo!

Deteniéndonos un poco en el tema de las células del cuerpo, nuestra vida comenzó con una célula, que se dividió en dos, en cuatro, en ocho, mórula, blástula, etc, especialización, hasta transformar una vida de una célula en millones de ellas. Podríamos entrar en miles de ejemplos místicos, poéticos que nos lleven a trascender en la contemplación pero eso haría que este escrito fuera infinito. Pues al fin y al cabo, así se comporta la naturaleza que los pitagóricos intuían, una sucesión de unidades que forman el todo, la unidad no es nada frente al todo pero el todo no es nada sin la unidad. Por tal motivo pasaremos de una breve contemplación matemática a un análisis económico.


Del misticismo a la economía.
El Banquero y Su esposa.
¡La diligencia en el cuidado de lo poco!
Últimamente tengo pegada la frase "cuide los centavos que los pesos se cuidan solos". Esta frase se la escuché a mi papá, que entiendo se la escuchó a un empresario antioqueño ya difunto. La sabiduría de esta frase no va en lo sonoro de la misma sino en que puede corroborarse en la práctica. Si las personas gastáramos al nivel que lo hacemos en cosas de pequeña cantidad, nos quedaríamos asombrados de lo pronto que nos quebraríamos. Pondré un ejemplo sencillo. Si una persona tiene un capital de $2.000 pesos colombianos (alrededor de un dólar estadounidense) es muy probable que si le ofrecen algo cuyo valor es de $2.000 se relaje y cambie su dinero por esa cosa ¡No son más que $2.000! Pero si todo su capital líquido es de $50.000 (alrededor de 25 USD) y le ofrecen algo de $50.000 es mucho más probable que se controle y diga ¡es que son $50.000! Pero únicamente bastaría hacer únicamente 25 veces el ejercicio con los $2.000 para haberse gastado los $50.000 en cosas de $2.000. Haga el ejercicio de ahorrar $500 diarios durante un año y obtendrá una suma de $182.500, hágalo con $1.000, $2.000, etc.

En un escrito anterior manifesté lo siguiente:

"De hecho los pobres saben más de finanzas que los ricos. Un rico no sabe cuánto vale un peso porque ese es su día a día, pero una persona pobre sabe verdaderamente cuál es el costo del dinero, el sudor que se requiere para ganar $18.000 (10 Us$ aprox) [Cfr ElAlispruz. En 2010 si se quiere profundizar en el costo del trabajo]. Esto es tan cierto que los modelos financieros exitosos surgieron precisamente de un elevado valor del dinero. Adicionalmente es la razón por la cuál los modelos tecnocráticos e intervencionistas fracasan. (TORO RESTREPO, 2011)"

¿Por qué surgen modelos exitosos con un elevado costo del dinero? El valor de una cosa está relacionado con su escasez, entre más escasa más valiosa, por lo tanto el dinero es mucho más valioso cuando hay poco. Mientras escribo esto recuerdo la gloriosa frase de nuestro presidente Juan Manuel Santos "En Colombia se puede vivir con $190.000 mensuales". Lo glorioso no es tanto que no sea posible (personalmente no lo creo) sino que venga de una persona que ni siquiera sabe cuánto cuesta la gasolina porque tiene choferes y no ha tenido la necesidad de montar en bus. Si a uno le entran $190.000 mensuales tiene que ser bastante inteligente para que con esa suma pueda comer, tener un techo, vestirse y transportarse y si alguien nunca ha tenido el reto de vivir con esa miserable suma... ¿lo hará bien? Mi abuelo materno decía que los mejores financieros son los mendigos porque de $100 en $100 no se asuste si se encuentra al mendigo que pide en el semáforo de la 10 en un vuelo a Santa Marta con usted. Es más complicado cuando la liquidez es mucha pero inconstante, creo yo.


Tributaristas, delincuentes financieros y el valor del dinero.

La vocazione di San Matteo
Caravaggio.
Recordemos que San Mateo
era un recaudador de impuestos y
él comprende el mensaje de la fidelidad en lo poco.
Los tributaristas son personas MUY INTELIGENTES que trabajan para el sector equivocado, el estado. El estado es una forma de robo menos violenta y menos inútil, pero forzada al fin y al cabo. Paréntesis, admiro a los delincuentes financieros, esos que roban un peso de cada cuenta de un banca, que forman pirámides, etc., porque son perversos, pero comprenden lo mismo que los pitagóricos acerca de la sustancia del mundo. Cualquiera se preguntará ¿por qué pongo a los delincuentes financieros con el sector tributario? Porque ambos piensan estrategias para sacar más de la manera más sutil.

Una de las formas más inteligentes que comprenden el trasfondo del valor del dinero es la invención del Gravamen a los Movimientos Financieros o Cuatro por mil. Si fuera un señor tomando un peso de cada cuenta, diferente del estado, se llamaría Hurto Calificado. El caso es que no estoy anarquista sino que quiero elogiar al creador del 4 X 1000, eh Ave María qué tan inteligente, el problema es ¡por qué te contrató el lado equivocado!

Mil pesos vienen siendo poco, pero cuatro pesos no son nada. Bueno 4 X 1000 no son nada y ¿qué tal 4000 por millón? ¿Duelen $40.000 al mover 10.000.000? ¿Qué tal $400.000 al mover $100.000.000? Si una empresa mueve al año $1.000 millones de pesos $4.000.000 pueden ser fácilmente la nómina de unos cuantos meses a salario mínimo. Miremos el 4 X 1000 desde otra perspectiva.

Si yo pago 1 millón de pesos a otra persona a su cuenta, y ésta a su vez mueve todo ese millón pero pagando el 4 X 1000 y así sucesivamente deduciendo el 4 x 1000, en 27 transacciones, totalmente viables en la velocidad de nuestro sistema financiero, ya se habrá perdido alrededor del 10% de ese valor. O sea si hay una cadena de 27 deudores donde cada uno sea acreedor y deudor de 1.000.000, el 27 avo deberá conseguirse alrededor de $100.000 si cada uno ha venido descontando el 4 x 1000. El cuatro por mil tiene el valor de pasar desapercibido, no se siente su impacto sino cuando se empieza a sumar cada uno de esos gravámenes. 

Si el PIB de 2010 fue de 548.273.000.000.000 (DANE - DEPARTAMENTO ADMINISTRATIVO NACIONAL DE ESTADÍSTICA, 2011) cifra que confieso no cabe en mi cabeza. Si moviéramos toda esa suma en una transacción serían $2.193,092 millones de pesos. Eso sin contar que son muchas las transacciones lo que implicaría que el recaudo estatal por este impuesto sería gigantesco. 


Granos de arroz, trigo y hambre en el mundo.

Hay algunos personajes que trabajan en la ONU que para discutir el problema del hambre en el mundo llegan llenitos luego de haber pagado los mejores hoteles 5 estrellas en New York. La comida debe ser de la mejor calidad y costosa. Ante esa situación cuando empiezan a discutir el tema con barrigas llenas, observan el problema y ven cómo comer un poquito menos sería bastante costoso y para no sufrir el dolor de ver la pobreza que su despilfarro ocasiona proponen matar a los pobres. Efectivamente, la solución es fácil: "seguimos comiendo igual y despilfarrando igual mientras matamos a aquellos que no pueden despilfarrar como nosotros.".

Sin embargo, el problema del hambre no es de "exceso de población" sino de "desperdicio de comida". Cualquiera dirá que lo hago porque soy pro-vida o porque no creo que el calentamiento global sea ocasionado por el ser humano o como mínimo por la población. Somos 7.000 millones de personas, pero resulta que el número de hormigas ocupa la misma biomasa (o sea pesando TODAS las hormigas de la tierra pesan lo mismo que TODOS los seres humanos) (Chadwick & Moffet, 2011, pág. 86). La fuente del peso de las hormigas, como puede observarse, es la revista National Geographic de mayo de 2011, fuente científica acreditada a nivel mundial.

Ahora bien, tomando en cuenta la misma revista pero del mes de julio tenemos un dato todavía más perverso y más triste sobre alimentación. Citemos la fuente textual. Refiriéndose frente a cómo alimentar un planeta creciente en su tercera solución plantea:
"3. Reducir el desperdicio. Aproximadamente la mitad de las cosechas mundiales desaparecen 'entre el campo y el plato', dice Stockholm International Water Institute. El desperdicio, la desviación para fabricar alimentos para animales y el comportamiento del consumidor son factores que llevan a esto.". (TOMANIO, KLEBER, CASSIDY, WELLS, & BUZBY, 2011)
Según el dato anterior no sería necesario aumentar las cosechas, bastaría que se acabara el desperdicio por el comportamiento desmedido del consumidor. La carencia proviene del derroche y la abundancia de la sobriedad. Cualquier persona pensadora a nivel actual, o sea lectora de periódicos, dirá: "pues que el estado impida el derroche". Sin embargo en ello también está la paradoja de lo poco, eso no lo hará el que tiene mucho poder, sino el pequeño poder de cada persona ante su plato. ¿Cómo entenderlo? Hagamos algunos análisis con gramos...

¿Cuánto pesa un gramo de arroz? De acuerdo con una fuente no tan fiable como Yahoo Answers pero en algo creíble, dice que un grano de arroz pesa 1.16 mg. Si cada persona del mundo desperdicia un grano de arroz, algo insignificante, el desperdicio acumulado sería de 8.12 toneladas. No soy nutricionista pero eso beneficiaría la dieta de miles de personas. El punto es ¿cuántos granos de arroz promedio desperdicia cada persona al día? 

Al respecto de granos y desperdicio partiendo de la unidad hay una sabia leyendo sobre el momento en el que se inventó el ajedrez. El inventor llega ante el rey con el ajedrez y el rey le dice ¿qué puedo darte por esto? El inventor al principio no pidió nada pero ante la insistencia del rey le pidió "ordena que me den un grano de trigo por la primera casilla, dos por la segunda, 4 por la tercera y así sucesivamente hasta completar las 64 casillas." (PERELMAN, 2002, pág. 52). Al rey esto le pareció un insulto al fin y al cabo, sentía que le pedía demasiado poco... unos granitos de trigo no más.

Pero hagamos el esquema matemático de lo que pedía el inventor del ajedrez:

1+2+4+8+16+32+...

Si organizamos la propuesta en una serie encontraremos que sigue la siguiente secuencia:

1+2^1+2^2+2^3

Concluyendo que la serie es 1+2^1+...+2^(n-1) por lo tanto por la última casilla recibirá 2^63 granos. 

Plantación de trigo.
No es la foto más hermosa pero se
observa el efecto infinito.
El caso es que sinteticemos la conclusión. Luego de un largo periodo de demora en el conteo de todos los matemáticos del rey veamos lo que pasó:

"-Antes de comenzar tu informe [dice el rey], quiero saber si se ha entregado por fin (...) la mísera recompensa que ha solicitado.
- Precisamente por eso me he atrevido a presentarme tan temprano -contestó el anciano [uno de los sabios del rey]. Hemos calculado escrupulosamente la cantidad total de granos que desea recibir... resulta una cifra tan enorme.
-Sea cual fuere la cifra -le interrumpió con altivez el rey- mis graneros no empobrecerán. He prometido darle esa recompensa, y por lo tanto, hay que entregársela.
-Soberano, o depende de tu voluntad cumplir semejante deseo. En todos tus graneros no existe la cantidad de trigo que exige. Tampoco existe en los graneros de todo el reino. Hasta los graneros del mundo entero son insuficientes. Si deseas entregar sin falta la recompensa prometida, ordena que todos los reinos de la Tierra se conviertan en labrantíos, manda desecar los mares y océanos, ordena fundir el hielo y la nieve que cubren los lejanos desiertos del norte. Que todo el espacio sea totalmente sembrado de trigo, y ordena que toda la cosecha obtenida en estos campos sea entregada [a él]. Sólo entonces recibirá su recompensa.
El rey escuchaba lleno de asombro las palabras del anciano sabio.
-Dime cuál es esa cifra tan monstruosa -dime reflexionando.
-¡Oh soberano! Dieciocho trillones cuatrocientos cuarenta y seis mil setecientos cuarenta y cuatro billones setenta y tres mil setecientos nueve millones quinientos cincuenta y un mil seiscientos quince." (PERELMAN, 2002, pág. 55)
Trascendiendo a lo místico: conclusión.
Desde la V inicial hasta el último paréntesis este escrito consta de unas 2602 palabras y 12559 letras o signos y faltan unas pocas más. El punto es que una por una en unas 3 horas he llegado a tocar el teclado más de 12.600 veces una por una, palabra por palabra, sumando lentamente, pero sumando. Como estamos en navidad no puedo dejar de hacer el comentario místico, porque es el Espíritu Santo el que me inspira a escribir (yo iba a hacer un ensayo sobre por qué hay que ser sobrio, moralista como siempre y acabé partiendo de lo místico a lo económico) y los errores son míos. Ese Neuma, hálito o soplo quizás trabaja con la inmensa cantidad de lo poco, la paradoja de lo pequeño, la simple paloma que se posa. ¿Acaso nadie ha podido comprender que los vientos y las corrientes de aire son el trasfondo de las tormentas, lluvias e inundaciones? Quizás así sea el Espíritu Santo, sea esa pequeña mariposa del océano índico que con su movimiento preciso y conociendo todas las causas que lo influyen genera un huracán en el Atlántico. 

Jesús es el ejemplo de esto. La multiplicación de los panes y los peces muestra cómo de unos pocos panes y peces se alimenta a una muchedumbre y lo que sobra se recoge. Aunque evidentemente es un milagro, no es lo milagroso lo que interesa, sino lo mucho que sale de lo poco su sentido o significado me parece más sorprendente, de la inmensa cantidad de lo poco, el infinito no es nada sin la unidad. Muchos son los ejemplos como el grano de mostaza (aunque lo discuten algunos tecnicistas pero al fin y al cabo de muchas semillas pequeñas salen cosas grandes). Todo el mensaje cristiano está en esa paradoja, un Dios que nace en lo poco pero que trae la más grande de las riquezas..., la salvación. hay que leer a Chesterton para mirar ese sentido cristiano como paradoja. 

En la parábola de los talentos Jesús muestra cómo se confían ciertos bienes a unos trabajadores y aquí sale la frase bíblica que resume el mensaje aquí contenido:

"Has sido fiel en lo poco, te confiaré lo mucho" (Mt. 25 vs 23)

Esa es la inmensa, gigantesca, infinita cantidad de lo poco, de la unidad, lo pequeño o cuasi insignificante. Como los pitagóricos el sustento son las unidades (no los números por lo que ya expliqué) pero cada ente, por más insignificante que sea forma el todo. La sumatoria de cosas insignificantes es lo que produce la grandeza, la sorpresa, aquello invaluable. Sospecho que quizás esa es la lógica del Dios de los ejércitos, la adecuada valoración de lo que a los ojos del mundo es insignificante...

TRIBUTO AL CIELO
El guayacán y sus flores.
Un árbol que da tributo al cielo y cae humildemente a la tierra para que persista el ciclo de la belleza

Bibliografía.
Chadwick, D. H., & Moffet, M. W. (Mayo de 2011). HERMANDAD DE TEJEDORAS. NATIONAL GEOGRAPHIC (En Español) , 82-95.

DANE - DEPARTAMENTO ADMINISTRATIVO NACIONAL DE ESTADÍSTICA. (25 de Noviembre de 2011). 'Producto Interno Bruto Departamental, a precios corrientes. '2000 - 2010pr. Miles de millones de pesos. Recuperado el 20 de Diciembre de 2011, de DANE: http://www.dane.gov.co/files/investigaciones/pib/departamentales/B_2005/PIB_Total_habitante_2010.xls

Holmes, N. (Mayo de 2011). Población. NATIONAL GEOGRAPHIC (En Español) .

PAPPAS, T. (1996). LA MAGIA DE LA MATEMÁTICA. El orden oculto tras la naturaleza y el arte. (M. Rosenberg, Trad.) Madrid, España: Zugarto Ediciones S.A.

PERELMAN, Y. (2002). Matemáticas recreativas. (F. Blanco, & C. Pérez, Trads.) Bogotá, Colombia: Planeta Colombiana S.A.

RECAMÁN SANTOS, B. (2007). LOS NÚMEROS, UNA HISTORIA PARA CONTAR. BOGOTÁ D.C, Colombia: Taurus.

TOMANIO, J., KLEBER, J., CASSIDY, M., WELLS, H., & BUZBY, J. (Julio de 2011). Cómo alimentar un planeta creciente. National Geographic , Sección Hoy (Inpaginado).

TORO RESTREPO, D. (16 de Febrero de 2011). FINANZAS Y CUESTIÓN SOCIAL. REFLEXIONES SOBRE EL SISTEMA FINANCIERO. Recuperado el 20 de Diciembre de 2011, de EL ALISPRUZ: http://elalispruz.blogspot.com/2011/02/finanzas-y-cuestion-social-reflexiones.html


          2011-04-07 18:00:00 / Grenander Award 2011        
PREISTRÄGER Kategorie Dienstleistung: KU64 - Die Zahnspezialisten Kategorie Gastronomie: Gourmetrestaurant "first floor" - Hotel Palace Berlin Kategorie Handel: KARSTADT am Kurfürstendamm Kategorie Hotellerie: Ellington Hotel Berlin   PRÄMIERUNG VON SOZIALPROJEKTEN: In diesem Jahr wurden folgende Sozialprojekte prämiert: Kindernachsorgeklinik Berlin-Brandenburg - ausgewählt durch die Berliner Wasserbetriebe Stiftung Jona ...

          TEROBOSAN AHOK PEMEGANG KJP BISA KULIAH GRATIS DI 56 PTN        

TEROBOSAN AHOK: PEMEGANG KJP BISA KULIAH GRATIS DI 56 PERGURUAN TINGGI NEGERI


Kerjasama Pemda DKI dengan PTN, Pemegang KJP bisa kuliah gratis di 56 Perguruan Tinggi Negeri. dari sini

KARTU JAKARTA MAHASISWA UNGGUL (KJMU) UNTUK PEMEGANG KARTU JAKARTA PINTAR (KJP)


Pemerintah Provinsi DKI Jakarta kembali mengadakan kerja sama dengan puluhan perguruan tinggi negeri (PTN) untuk menyukseskan program Kartu Jakarta Mahasiswa Unggul (KJMU).

Dalam acara penandatanganan perjanjian kerja sama program bantuan biaya pendidikan tinggi bagi mahasiswa dari keluarga tidak mampu asal Provinsi DKI Jakarta di Balai Kota, Jumat (21/10/2016) lalu, tercatat ada 30 PTN yang menyepakati kerja sama dengan Pemprov DKI.

Sebelumnya, pada sekitar awal September 2016, sudah ada 26 PTN yang menandatangani kesepakatan serupa.  Dengan adanya kerja sama itu, maka tercatat sudah ada 56 PTN yang menandatangani kerja sama dengan Pemprov DKI untuk menyukseskan program KJMU.

KJMU sendiri merupakan program bantuan dana pendidikan untuk membantu pelajar pemegang Kartu Jakarta Pintar (KJP) yang akan melanjutkan kuliah di PTN.

Dana bantuan pendidikan itu disalurkan untuk pelajar DKI Jakarta yang kini menjadi peserta KJP.
Program itu diadakan untuk membantu pelajar DKI dari keluarga miskin agar dapat meneruskan pendidikan ke tingkat perguruan tinggi.

Kepala Dinas Pendidikan DKI Jakarta, Sopan Adrianto, menyatakan Pemprov DKI menyiapkan anggaran Rp 2,7 triliun untuk penyelenggaraan KJMU. Setiap peserta KJMU akan menerima dana bantuan sebesar Rp 18 juta per tahun.

“Ini riil, Rp 18 juta bayangkan satu mahasiswa satu tahun nih. Belum pernah terjadi sebelumnya,” kata Sopan.


KEDEPAN AHOK INGIN PEMPROV DKI JAKARTA BEKERJASAMA DENGAN SELURUH PTN


Sementara itu, Gubernur Basuki Tjahaja Purnama alias Ahok menargetkan ke depan Pemprov DKI bisa bekerja sama dengan seluruh PTN yang ada di Indonesia.

“Jadi orang Jakarta bisa memilih kuliah di mana saja,”

“Jadi saya bilang enggak ada filantropi di dunia yang bisa menyamai pemerintah. Itu yang membuat saya ada suka cita. Bukan happy, bukan bahagia, tapi joy. Jadi konglomerat pun enggak bisa bagiin duit triliunan tiap tahun untuk menolong orang. Jadi gubernur bisa,” kata Ahok.

Ahok menilai anggaran bantuan dana pendidikan yang diberikan dalam program KJMU termasuk yang paling besar ketimbang bantuan dana pendidikan yang pernah ada, termasuk dari perusahaan-perusahaan besar. (Bruniq.com)


Citra Property Land



          2010-03-23 19:30:00 / Grenander Award 2010        
PREISTRÄGER: Kategorie Dienstleistung: City Stiftung Berlin Kategorie Gastronomie: Restaurant reinstoff Kategorie Handel: NIKETOWN Berlin Kategorie Hotellerie:THE MANDALA HOTEL   PRÄMIERUNG VON SOZIALPROJEKTEN: In diesem Jahr wurden folgende Sozialprojekte prämiert: Hospiz „Sonnenhof“ - Björn Schulz Stiftung - ausgewählt durch die Berliner Wasserbetriebe "Projekt Kinderküche" - Einhorn gGmbH  - ausgewählt ...

          2009-03-26 18:30:00 / Grenander Award 2009        
PREISTRÄGER: Kategorie Dienstleistung: K.I.T. Group Association & Conference Management Group & Co. KG Kategorie Gastronomie: Restaurant Ciao – Cucina dal 1968 Kategorie Handel: GALERIA Kaufhof am Alexanderplatz Kategorie Hotel: Hotel Concorde Berlin Kategorie Soziales Engagement: Estrel Hotel Berlin und Frank Zander  Erstmals wurden drei Sonderpreise in ...

          Ein Blick in den Werkzeugkasten von Bernd Geropp und mir        

Ich weiß ja nicht, wie es dir geht, doch ich liebe es zu sehen, wie andere Unternehmer organisiert sind.

Genau deshalb habe ich Bernd Geropp in diesem Doppelkick gebeten, seine besten Tools mit uns zu teilen. Natürlich zeige ich auch, wie ich organisiert bin.

Zwei Welten treffen hier aufeinander: Windows vs. Mac, Papier vs. papierlos. Viel Spaß damit!

Die Shownotes findest du unter https://ivanblatter.com/die-besten-tools/


          HAL HAL PENTING YANG WAJIB DIKETAHUI DALAM MEMILIH BAN MOBIL        

HAL HAL PENTING YANG WAJIB DIKETAHUI DALAM MEMILIH BAN MOBIL




Gambar ilustrasi ban mobil. sumber ini


KENAPA MEMILIH BAN MOBIL ITU PENTING


Ban Mobil merupakan komponen yang memegang peranan yang sangat vital bagi kendaraan, yang langsung bersentuhan dengan permukaan jalan. Memilih ban yang tepat akan sangat menentukan keamanan dan kenyamanan berkendara.

Meski terlihat mudah tetapi sejatinya diperlukan kejelian dan pengetahuan dalam memilih ban mobil kita.  Misalnya, setidaknya pemilik mobil harus mampu membaca kode bahasa yang tertera pada sebuah produk ban.  Pada banyak kasus, karena ketidak tahuannya pemilik mobil menentukan pilihan ban hanya berdasarkan merek, bukan karena kebutuhan.

Alasan kenapa penting memilih ban mobil adalah karena di pasaran ada berbagai merek dan tipe ban mobil yang masing-masing berbeda tergantung kebutuhan atau Tujuan Pemakaian Mobil.  Mobil yang dipakai untuk transportasi sehari-hari membutuhkan tipe ban yang berbeda dari mobil yang digunakan untuk mengangkut barang, atau mobil untuk balapan, atau untuk melintasi medan berat off-road.

HAL PENTING YANG HARUS DIPERHATIKAN SAAT MEMILIH BAN MOBIL



Ketika kita masuk ke toko ban, akan ada banyak merek dan tipe ban yang ditawarkan, hal ini seringkali membuat bingung konsumen. Konsumen lebih sering memilih ban berdasarkan harga dan merek ban, padahal sejatinya kedua faktor tersebut bukanlah faktor pertama untuk menentukan bagaimana kualitas sebuah produk ban.  Ada faktor penting yang seharusnya diutamakan dalam memilih ban mobil.

Hal penting apa saja yang harus diperhatikan saat kita memilih ban mobil ?


PERHATIKAN TIPE DAN UKURAN BAN YANG DIREKOMENDASIKAN


Untuk mengetahui tipe dan ukuran ban yang direkomendasikan oleh manufaktur kendaraan, cek di buku panduan pemilik kendaraan, atau trkadang juga tercantum pada plakat yang ada di pintu atau laci mobil, atau di balik penutup tangki bahan bakar.


Perhatikan Kode pada Ban Mobil

 Gambar Kode yang terdapat pada Ban Mobil.  sumber ini



Ban mobil yang ada di pasaran memiliki kode yang tercantum di bagian sisi nya.  Kode pada ban mobil tersebut, menginformasikan beberapa hal berikut :

  • Kode ban terkait perutukan atau Tujuan Pemakaian mobil
  • Kode ban terkait kecepatan maksimum yang diperbolehkan
  • Kode ban terkait lingkar diameter ban
  • Kode ban terkait lebar tapak

Sebagai contoh mengambil ukuran P215/65/R15 89H

Huruf "P" pada P215/ pada gambar di atas merupakan kode atau simbol untuk "Passenger" ini berarti ban tersebut diperuntukan bagi mobil penumpang.
Jika yang tertera adalah "LT" itu artinya Lite Truck, ban untuk digunakan pada truk yang beratnya sedang.  
Jika yeng tertera adalah "ST" itu artinya (Special Trailer), jenis ban untuk mobil trailer, dan "T" (Temporary) adalah untuk ban cadangan.

Penjelasan Kode Huruf dan Angka pada Ban Mobil Anda


Gambar Ban GT RADIAL CHAMPIRO HPY 235/45 ZR17 94Y. sumber ini

“GT RADIAL CHAMPIRO HPY” = Mewakili merek dari produsen ban beserta modelnya
“235” = menunjukkan lebar ban dalam satuan millimeter
“45” = menunjukkan rasio tinggi ban terhadap lebarnya dengan rumus rasio x lebar ban
“Z” = symbol speed rating Z pada kelas yang dapat dipacu hingga kecepatan 240km/jam
“R” = menunjukkan jenis ban radial
“17” = menunjukkan diameter velg yang sesuai untuk jenis ban ini dalam satuan inchi“94” = menunjukkan indeks beban maksimal yang bisa ditopang oleh ban ini berdasarkan tabel konversi load index.
“Y” = menunjukkan batas kecepatan maksimum yang dapat diatasi oleh ban symbol Y memiliki kemampuan dapat dipacu hingga 300km/jam.


Kode Huruf dan Angka pada Ban Mobil di atas penjelasannya adalah sebagai berikut :


  1. Ukuran lebar ban (mm)
  2. Rasio tinggi terhadap lebar ban (%)
  3. Simbol yang menandakan ban ini adalah ban Ultra High Performance yang bisa dipacu dengan kecepatan tinggi.
  4. Konstruksi ban (radial/ biasa)
  5. Diameter velg (inch)
  6. Indeks beban
  7. Simbol Kecepatan

Tabel Kode Ban 

 Tabel Kode Batas Kecepatan Maksimum
KodeKecepatan (Km/Jam)
P150
Q160
R170
S180
T190
H210
V240
W270
Y>300


Tabel Kode indeks Beban
Kode Indeks BebanBeban Maksimum Ban (Kg)
62265
63272
64280
66300
68315
70335
73365
75387
80-89450-580
90-100600-800


Perhatikan Kode WaktuProduksi Ban

Apakah ketika kita membeli ban baru, otomatis ban yang kita peroleh benar-benar baru ?
Jawabannya adalah "belum tentu".
Padahal Ban Mobil yang masih layak dipakai adalah yang mumurnya tak lebih dari 3 tahun sejak tanggal produksi nya.  Maka kita harus jeli jangan sampai kita membeli ban baru tapi sebenarnya sudah lama dan tak layak pakai secara umur produksi.

Supaya tidak rugi, kita harus tahu cara membaca Kode Waktu Produksi Ban Mobil.


gambar Kode Produksi Ban Mobil. sumber di sini

Kode Waktu Produksi Ban tertulis pada dinding ban dalam 4 digit angka, misalnya "1012" seperti gambar di atas.  Cara membaca Kode Waktu Produksi Ban adalah sebagai berikut :
  • 2 digit pertama adalah minggu dan 
  • 2 digit terakhir adalah tahun, 
 Maka angka Kode Produksi Ban "1012" di atas adalah Ban Mobil tersebut diproduksi pada minggu ke 10 tahun 2012, sekitar pertengahan bulan Maret tahun 2012.


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          PROSES MEMBELI RUMAH DARI DEVELOPER YANG WAJIB DIKETAHUI        

PROSES MEMBELI RUMAH DARI DEVELOPER YANG WAJIB DIKETAHUI


 Ilustrasi Membeli Rumah dari Developer.  Sumber : ini

CALON PEMBELI WAJIB TAHU PROSES MEMBELI RUMAH DARI DEVELOPER  

Membeli rumah dari developer / pengembang merupakan salah satu cara yang banyak digunakan orang untuk memiliki rumah.  Cara ini banyak ditempuh, terutama oleh emreka yang tinggal di kawasan perkotaan,  sebab harga tanah di perkotaan sudah sangat tinggi, sehingga menjadi tidak mudah jika membangun rumah sendiri.

Membeli rumah melalui developer akan memberikan banyak kemudahan, diantaranya :

  • Kawasan yang sudah jadi, artinya developer menyediakan lokasi perumahan yang tertata dan dilengkapi fasilitas umum serta khusus.
  • Tidak perlu repot mengurusi proses pembangunan rumah, dari membuat desain, menyusun RAB, hingga mengawasi pembangunan rumah.
  • Tersedianya fasilitas kerjasama KPR (Kredit Pemilikan Rumah) dengan bank.


Namun calon pembeli rumah wajib tahu mengenai Tahapan Proses Membeli Rumah dari Developer.  

Beli Rumah Kok Cuma Dikasih Gambar !!

Pernah mendengar istilah “beli rumah dari developer itu beli gambar” ?  Istilah itu maksudnya adalah: saat kita membeli rumah di developer, rumahnya secara fisik belum ada.  Kita hanya tahu seperti apa rumah dan perumahan itu nantinya kalau sudah jadi, melalui gambar dan maket yang dibuat oleh developer.  Kenapa begitu ?  Sebab developer membutuhkan dana kucuran dari KPR untuk membangun rumah yang kita pesan.


Dan berikut ini proses yang lazim dilalui jika kita membeli rumah dari developer.

9 TAHAPAN PROSES MEMBELI RUMAH DARI DEVELOPER

Secara umum, proses pembelian rumah dari developer menggunakan skema KPR atergambar dari flowchart berikut ini:

 Flowchart Proses Membeli Rumah dari Developer

PENJELASAN SINGKAT MENGENAI PROSES MEMBELI RUMAH DARI DEVELOPER

Penjelasan singkat mengenai flowchart di atas adalah sebagai berikut :
Tahapan 1Memilih Rumah dari Developer Terpercaya

Tahapan 2 Membayar Booking Fee untuk memesan rumah.

Tahapan 3 Mengajukan KPR dan mendapatkan persetujuan kredit dari bank. Tanpa KPR (Kredit Pemilikan Rumah), rumah tidak bisa mulai dibangun oleh developer. Jika pembelian dilakukan secara tunai, proses ini tidak diperlukan.

Tahapan 4 Menandatangani Perjanjian Jual Beli (PPJB) dengan developer. PPJB ini penting untuk dibaca karena didalamnya termuat klausul mengenai janji developer soal kapan rumah jadi, proses balik nama sertifikat dan lain- lain. Sampai disini status rumah masih PPJB.

Tahapan 5 Rumah selesai. Biasanya setelah 6 bulan s/d 1 tahun, tapi ada juga yang lebih dari 1 tahun, misalnya jika perumahan yang dikerjakan skala besar, dan unit yang dibangun banyak.  Setelah proses pembangunan rumah rampung, rumah siap ditempati.

Tahapan 6 Proses pemecahan sertifikat HGB developer yang dilakukan setelah rumah jadi. Pemecahan harus dilakukan terlebih dahulu supaya sertifikat bisa dibalik nama ke pembeli

Tahapan 7 Dilakukan Akta Jual Beli (AJB) dengan notaris.

Tahapan 8 Balik nama sertifikat HGB developer ke pembeli.

Tahapan 9 Meningkatkan  status menjadi Sertfikat Hak Milik (SHM)


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Langsun hubungi Citra Property Land


          #080: Wie die Wahrnehmung der Zeit mit deinem Selbstwert zusammenhängt        

Du kennst das kostbarste Gut, das du in deinem Leben anzubieten hast. Ein Guthaben, das in Fülle da zu sein scheint und dir doch jeden Tag stückweise genommen wird. Es ist die Zeit. Und sie hat einen unendlich großen Wert, den du selbst bestimmst.

Hier ist etwas, was die meisten nicht wissen: Selbstwert und Zeit sind untrennbar miteinander verbunden.

Wie kann das sein?

Sebstian Thalhammer erklärt es.


          #061: So werden Sie zum Frühaufsteher        

 

Unter den Produktivitätstrainern scheint es klar zu sein: Erfolgreiche, produktive Menschen stehen früher auf. Auch Untersuchungen zeigen, dass Frühaufsteher

  • mehr verdienen;
  • produktiver sind;
  • gesünder und länger leben;
  • glücklicher und zufriedener im Leben sind.

Ob das stimmt? Ich weiß es nicht.

Besonders sollte man nicht den Umkehrschluss ziehen und denken, dass Nachtmenschen zur Erfolglosigkeit verdammt sind.

Ich glaube, dass jeder Mensch erfolgreich sein kann – sowohl die Morgenlerchen wie auch die Nachteulen. Wir sollten uns durch Studien nicht durcheinander bringen lassen (deshalb verlinke ich hier auch nicht auf sie).

Falls Sie aber tatsächlich früher aufstehen möchten – was ich schon für eine gute Idee halte :-) -, dann finden Sie hier 12 Tipps, wie Ihnen das tatsächlich gelingt.


So werden Sie zum Frühaufsteher

So werden Sie zum Frühaufsteher

Hier sind die 12 Tipps als Übersicht:

  1. Es beginnt im Kopf.
  2. Probieren Sie es 21-30 Tage aus.
  3. Sorgen Sie für einen guten Grund, früher aufzustehen.
  4. Gehen Sie Schritt für Schritt vor.
  5. Gehen Sie unbedingt rechtzeitig in Bett.
  6. Legen Sie alles bereit für den Morgen.
  7. Drücken Sie nie auf den Snooze-Knopf und bleiben Sie nicht liegen.
  8. Nutzen Sie intelligente Wecker.
  9. Sorgen Sie für viel Licht nach dem Aufstehen.
  10. Zu zweit geht’s besser.
  11. Schlafen Sie am Wochenende nicht viel länger als sonst.
  12. Machen Sie während der ersten Wochen keine Nickerchen tagsüber.

Die Links aus der Folge


          #017: Schnell lernen wie Tim Ferriss: DiSSS und CaFE        

Timothy Ferriss ist einer der großen und bekannten Namen im Bereich der Persönlichkeitsentwicklung. Wie sich das für die Großen gehört, ist er nicht unumstritten.

Macht nichts, man kann trotzdem sehr viel von ihm lernen. Zum Beispiel wie man lernt.

### Von Tim Ferriss lernen: DiSSS und CaFE

Im Podcast erkläre ich die beiden Prinzipien DiSSS und CaFE. Hier die Kurzversion davon:

- D wie Deconstruction (Dekonstruktion): Was sind die Einzelteilchen? Woraus besteht etwas genau?

- S wie Selection (Selektion/Auswahl): Welche 20% der Einzelteilchen ergeben 80% der Wirkung oder des Resultates?

- S wie Sequencing (Sequenz/Reihenfolge): In welcher Reihenfolge lernt man die Einzelteile? In welcher Reihenfolge setzt man alles am besten zusammen oder um?

- S wie Stakes (wörtlich: Pfahl/Einsatz): Welches sind die Spitzen, die ich setzen muss, wenn ich nicht dabei bleibe, und die mir weh tun?

Das "i" in DiSSS braucht es nur, damit man das Akronym aussprechen kann.

Das zweite Prinzip ist CaFE. Auch hier braucht es das "a" nur, damit man das Akronym aussprechen kann:

- C wie Compression (Kompression): Wie kann ich die wichtigsten 20% von oben auf eine DIN A4-Seite zusammenfassen?

- F wie Frequency (Häufigkeit): Wie häufig muss ich üben? Was ist die minimal effektive Dosi)?

- E wie Encoding (Verankern): Wie kann ich das neue Material mit bisherigem verknüpfen?

 

Mit diesen beiden Prinzipien können Sie alles, was Sie neu lernen wollen, auseinander nehmen und optimal für das Lernen vorbereiten.

Das gilt natürlich auch für alle Methoden und Prinzipien des Zeitmanagements. Man muss DiSSS und CaFE natürlich etwas einüben, hat aber damit ein mächtiges Instrument in der Hand.

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          Manual Práctico de cuidados especiales para tu piel y rostro ¡Síguelo!        
La piel, por ser el órgano más grande y visible del cuerpo, se encuentra con mayor exposición a los cambios ambientales y climáticos. Ahora, ¿la estás cuidando como se merece? Posiblemente pienses que lo estás haciendo o, por el contrario, no le dedicas tiempo porque no es importante o relevante para tu vida. No obstante, verte bien es sentirte mucho mejor.

En Elena del Mar creemos que es necesario fortalecer el equilibrio entre el cuerpo y la mente para que alcances las metas de tu proyecto de vida. Por esta razón, te hablamos de la importancia de cuidar tu piel, cuerpo y mantener una armonía con tu mente en espacios apropiados como nuestros centros de estética en Chicó y otras zonas de la ciudad para que alcances objetivos de autocuidado.


Tu piel: parte importante de tu cuerpo ¡No la descuides!


Piénsalo de esta manera. Tu piel está protegiendo el 100% de tu cuerpo y por esta simple razón no puede pasar desapercibida. Merece cuidados especiales y en un centro de estética facial en Cafam Floresta como el que dispone Elena del Mar, encuentras las mejores promociones para que siempre la puedas mantener en buenas condiciones y la puedas cuidar para cada época del año.

A continuación el manual que estás esperando, sin importar la edad que tengas hoy podrás guiarte y entregar a tu piel los cuidados que necesita para que luzcas radiante.

Limpia tu rostro diariamente, al menos 2 veces al día (en la mañana y tarde), con una espuma limpiadora o jabón especial para tu cara, utiliza una crema para el contorno de los ojos y no olvides la hidratante.

- Cuando apliques productos en tu rostro, hazlo de manera circular y ascendente. De esta manera, se renuevan las células y remueves aquellas que ya están muertas y le restan vitalidad a tu piel.

Utiliza bloqueador solar todos los días. Cuando te expongas al sol, hazlo cada hora para que disminuyas las quemaduras o manchas futuras.

Toma bastante agua, así mantendrás hidratada tu piel.

Procura acudir a centros de estética y spas en el centro de Bogotá o donde te encuentres, en estos lugares te ofrecen procedimientos especiales para que protejas y brindes a tu piel lo que necesita. Elena del Mar te brinda un tratamiento facial efecto flash y rejuvenecimiento a un precio de ensueño. Adquiérelo aquí.

Es recomendable evitar la exposición al sol durante las horas de 10am a 4pm ya que crea daños en tu piel. Pues durante este tiempo en ella se está ocasionando envejecimiento, manchas, arrugas y quemaduras.

A partir de los 12 años es correcto que se dé inicio a una rutina de limpieza de rostro y piel debido que es una etapa donde se empieza a ingresar en la adolescencia y con ello, comienzan a aparecer los primeros rastros de impurezas en la piel.

Descansa adecuadamente, así evitarás signos de cansancio y resequedad en tu piel y rostro.

En Elena del Mar queremos verte radiante y que sobresalgas en todo momento y en cualquier situación. Hoy no solo te hemos dado prácticos consejos para que luzcas una piel de ensueño sino, también, son oportunos para que mejores tu salud física y mental ya que equilibras tu cuerpo con tu mente.

Somos un centro deportivo que se ha preocupado por el cuidado corporal poniendo a tu disposición planes de gimnasio, tratamientos post parto y estéticos para que cuentes con diferentes opciones al tiempo que tonificas y recuperas tu Figura Total. Es momento de cuidar tu piel y rostro de la mano de expertos en el sector.

Sigue este manual y visita nuestras instalaciones para que completes perfectamente tu rutina de cuidados corporales. Agenda tu cita escribiendo al 316 833 6478. Además puedes consultar nuestros horarios aquí Â¡Te esperamos!

Artículo tomado de Elena del Mar.

          Â¡Cuida tu piel! Elena del Mar te dice cómo lograrlo        
Te ayudamos a cuidar tu rostro con nuestros tratamientos | Elena del Mar
Tu piel es una de las partes más sensibles de tu cuerpo, ¿la estás cuidando correctamente? Elena del Mar te da algunos consejos y pone a tu disposición centros de estética en Chicó y otras zonas de la ciudad, para que accedas a tratamientos altamente oportunos y bajo estándares de calidad correctos para que cuides tu piel y rostro Â¡Te esperamos!

Tu piel es única y merece cuidados especiales

No hay alguien con tu misma piel y, por supuesto, mereces cuidados auténticos que te permitan lucir un rostro de ensueño. Por eso te aconsejamos recurrir a profesionales que te asesoren de manera oportuna y te permitan deshacerte de un sinnúmero de mitos que rondan la piel y sus cuidados. Elena del Mar empezará mencionando que el cutis es la primera imagen que evidencia el estado de salubridad de las personas.

Por tanto, lo más oportuno es que mantengas tus poros limpios, contrarrestes los tiempos de exposición a la radiación solar, prevengas el acné, extraigas los puntos negros, los prevengas y evites las irritaciones, ¿cómo poder lograrlo? Muy sencillo.

Examina qué tipo de cremas hidratantes, nutritivas estás utilizando, además presta atención al exfoliante o gel que estás aplicando en tu rostro.

Apóyate en profesionales que reconozcan tu tipo de piel y guíen tus procesos de limpieza y tratamientos cosméticos o estéticos.

Opta por los tratamientos realizados en los spas en el centro de Bogotá y otras zonas de la ciudad. Estos procedimientos son llevados a cabo por expertos profesionales que reconocen tu tipo de piel y ponen a tu disposición promociones que te permiten olvidarte de las impurezas, como lo es esta Â¡Adquiérelo hoy!

La piel no distingue géneros: tanto hombres como mujeres deberían cuidar su piel y someterse a tratamientos estéticos que les permitan limpiar su rostro y piel de las diferentes impurezas a las cuales se enfrentan en todos y en cada uno de los momentos de sus días. Elena del Mar ofrece paquetes y promociones 2x1 para que disfrutes junto a él o ella de tiempos tranquilos y saludables, ¿qué estás esperando?

¿Qué te ofrece Elena del Mar?


Con más de 52 años en el sector, Elena del Mar ofrece experiencia y una larga trayectoria en el cuidado corporal gracias a planes de gimnasio y procedimientos en diferentes sectores de la ciudad como lo es el centro de estética de Hacienda Santa Bárbara. Además, pone a tu disposición productos para la belleza que hacen de nuestro servicio un complemento inigualable para que logres y fortalezcas el equilibrio en tu cuerpo y mente.

De este modo cumplimos con nuestro objetivo principal de promover un estilo de vida orientado al bienestar y la armonía gracias a una grandiosa idea de gimnasio spa que cuenta con diferentes sedes ubicadas en Bogotá norte, una zona estratégica de fácil acceso y salida debido a la gran oferta de transporte público y vías de grandioso desplazamiento.

¡Te esperamos! Preparamos nuestras instalaciones, equipos y profesionales para que cada procedimiento facial que decidas practicarte te entregue los resultados que esperas obtener. Adicionalmente, te ofrecemos tratamientos corporales como los de post parto para que recuperes tu figura y tu tiempo de ser madre sea disfrutado desde cualquiera de las aristas. ¡Ya sabes! En Elena del Mar cuidas tu rostro y cuerpo; hoy es el momento perfecto de empezar.

Ponte en contacto con nosotros por nuestro whatsapp al 312 557 4247 y adquiere tus tratamientos de manera fácil por medio de nuestra plataforma online. A continuación te ofrecemos planes de gimnasio, estética y spa para que le cumplas a tu cuerpo y disfrutes con amigos o con tu pareja, conócelos.

Artículo tomado de Elena del Mar.
          Interesting forum on self-publishing at 2017 Outwrite LGBT Book Festival in Washington DC        

Today I visited the 2017 Outwrite LGBT Book Festival in the DC Center office space and surrounding atrium at 14th and U Streets in Washington DC.

This year I did not have my own table;  I’ll get into this elsewhere.

The most interesting part of the visit was a presentation in DC Center’s largest room (on 14th Street ground level) from LGBT book publishers and literary agents.

There was a discussion of what an author goes through if he/she wants to control the process.  It’s usually necessary to hire a copyeditor and a typesetter (who is often the same).  It’s necessary to find a book manufacturer, and prices can vary a lot (many companies exist in the Shenandoah Valley and down in the North Carolina Piedmont).  It seems that Milo Yianopoulos has controlled the production of his book “Dangerous” after Simon and Schuster dropped him after a controversy.

There was discussion of “guerrilla marketing”, and of the tendency recently for trade publishers not to offer advances, which typically have to be recovered from book sales. 

There was mention of the use of pseudonyms and pen names, and that in a real world some authors really need to keep their identities secret, usually for reasons other than just being  LGBT, like workplace conflicts or possible security concerns for themselves or others around them.  This is rather alarming.


There was discussion of “sea turtle authors”, often introverts, who do not like to be pressed to sell aggressively, and are perfectly content to let their “eggs” lie dormant.
  

I asked about print-on-demand publishers, like Author Solutions.  The group did not think well of this business model, and referred to it as a “shadow industry”  They felt money should go to authors directly,, but that only works if the author owns the publishing entity.  I did refer to the fact that POD companies have been pressing authors harder to buy copies of books and build their own stores and credit card operations, rather than depend on Amazon and Barnes and Noble. 

I did mention the SESPA bill from the Senate and the implicit threat to web speech, including eventually author websites. 

          Trik Menandai Wanita yang Pandai Menyimpan Rahasia        
Bisa jadi, wanita kurang bisa menyimpan rahasia karena nalurinya yang senang mengumbar kata-kata. Kalau Anda merasa si dia pandai menyembunyikan rahasia, kenali tanda-tandanya.

BACA KELANJUTAN»»
          Ovi Maps 3.03 com navegação gratuita e funcionando no N97!        
Hoje a Nokia anunciou que a navegação por voz no seu programa Ovi Maps passará a ser gratuita. Anteriormente o usuário precisave comprar o pacote de navegação para um período determinado de tempo (1 semana ou 1 mês) para poder ter a orientação por voz.
Esta oferta está disponível apenas para a nova versão 3.03 do Ovi Maps, disponibilizada para download a partir de hoje.
Entretanto, observando a lista de aparelhos compatíveis, notei a falta do N97 clássico, apenas o N97 mini estava listado. De acordo com o site All About Syumbian, o motivo seria a falta de memória livre paar efetuar a instalação do programa, já que ele necessita de pelo menos 20mb no disco C: do aparelho para instalar.
Bem... fazem dois dias eu formatei o meu N97 inteiramente para tentar resolver o bug do travamento na inicialização (e acho que consegui) e assim estava com 26mb livres no meu disco C:. Baixei o instalador e... funcionou direitinho!!!
Ou seja, agora estou com meu N97 com navegação gratuita!!!
Eu já estava acostumado com a nova interface do Ovi Maps pois estava usando a versão beta faz tempo, mas notei as seguintes mudanças:
1. Não é mais possivel acessar suas licenças, já que agora tudo é de graça;
2. Apareceu uma opção "Compartilhamento" que deve ser algo como o Latitude do Google;
3. Finalmente é possível procurar pontos de interesse por categorias, algo que havia sido retirado do beta do Ovi Maps 3.03.
Para baixar o programa, acesse http://www.nokia.com/maps.
Fontes: Rodrigo Toledo, N Possibilidades, All About Symbian.
          Roda de Leitura para Bebes         

Bebês já compreendem o que está sendo lido. Não é porque os olhos buscam outra coisa que eles nãoestão juntos nesse momento. A criança precisa muito do movimento, e o movimento a ajuda a pensar. Ela pode estar longe, mas ao ouvir uma frase diferente ou um verso que se repete, perceber algo. Nessa roda propomos um encontro de relaxamento onde a contadora vai narrando enquanto mãe e crianças se conectam. Nessa roda semanal pensamos em ter alguns convidados realizando a leitura e também girar a função de contador entre os participantes, tornando esse um momento de desenvolvimento pessoal. Podem participar gestantes e bebes de todas as idades, ideal até 3 anos.
Inicia 02 de Setembro as 16-30 H

          Encontro Grupo Orion - Educação Ativa        














Dias 14 e 15 de agosto - 19 as 21 h - Contribuição consciente - Quintal da Ninho
Com Margarita Valencia, Esperanza Chacon e Edgar Espinosa (Equador)

É hoje comprovado que uma pessoa amada e respeitada, nas suas verdadeiras necessidades em cada uma de suas etapas de desenvolvimento, se tornará um adulto que convive em paz e respeito consigo mesmo, com seus iguais e com a natureza, se tornando co-construtor de um planeta com as mesmas características.
Estes sãos os parâmetros que norteiam a educação ativa, uma perspectiva sobre a educação que nos permite construir uma vida em harmonia com as nossas crianças e adolescentes. Esta vertente se baseia em etapas sobre o desenvolvimento do ser humano realizadas por Jeanne Piaget e no conceito de “autopoyesis” do Humberto Maturama, dentre outros, que ressalta que na vida/natureza jamais existem relações instrutivas.
Esta palestra apresentará um conteúdo sobre a Educação Ativa como Alternativa de Convivência no Amor e Respeito entre Adultos e Crianças, , como uma oportunidade de aprofundar estes e outros elementos básicos de respeito aos processos de vida e acompanhamento adequado ao crescimento da criança e o adolescente, incorporando também insumos da vivencia de uma escola referencia mundial na área, em Equador: a escola Pestalozzi.

Serão também apresentados elementos importantes para resolver os inúmeros desafios no lar e na escola, como os de criar ambientes que satisfaçam as necessidades individuais de acordo com a idade e permitir a autonomia necessária para que a aprendizagem se faça de dentro para fora.

           A conexão e o silêncio ou Desconectar para Conectar         


Conferencia de Prensa: 

*Es una periodista famosa aquí en España. Ella escribe para revistas como Vogue y GQ ;)*
#Dior y #RobertPattinson que combinación para esta noche...

Tiempo para él
Estamos listos amantes del tumblr, el anuncio de #Dior con #RobertPattinson es muy sexy
#RobertPattinson está delante de mí hablando, es agradable, lindo, dulce y dice que le encanta el olor de Londres

"Como un actor tu estas por tu cuenta" #RobertPattinson

Lo siento no permiten tomar Fotos de él
Fiesta de Dior Homme en Soho House

Tweets



_analeia 

Rob?

tommyraffa

Sí, Rob esta aquí

*Este chico se encuentra en la fiesta y efectivamente ha confirmado que Rob ya se encuentra en Soho House :)*
Cenando con #RobertPattinson. Realmente genial
*Natalie Portman también se encuentra allí, recuerden que ella es imagen de Miss Dior*

Artículos

• De Women's Wear Daily:

PARIS - Christian Dior Perfumes ha confirmado que el actor Robert Pattinson es la nueva cara de la fragancia de Dior Homme.
La estrella de "Crepúsculo" se une a una lista de embajadores famosos iluestres para las fragancias de Dior, que incluyen a Jude Law, Alain Delon, Natalie Portman y Charlize Theron.
El fotógrafo americano Nan Goldin y el director francés Romain Gavrais grabaron las campañas que protagoniza Pattinson, dijo Dior, haciendo notar que serán difundidas en Europa excluyendo UK, y Asia, excluyendo China y Japón.

• Comunicado Oficial de Dior - De Marie Claire UK

Después de meses de especulación sobre la colaboración de la estrella con la marca, la casa de Dior ha lanzado un comunicado oficial hoy confirmando la campaña.
Ellos han dicho: 'La Casa de Dior está encantada de anunciar que el actor Robert Pattinson va a ser la nueva cara de la fragancia Dior Homme'.
El comunicado después alaba la exitosa carrera de Robert en un gran número de películas de alto-perfil, diciendo: 'Desde su primer papel relevante en 2005 en la 4º secuela de Harry Potter, la estrella de cine Robert Pattinson ha sido más conocido recientemente por su papel en el éxito de taquilla, The Twilight Saga.
'Desde entonces él ha probado el alacance de sus talentos actorales eligiendo películas tan variadas como Remember Me de Allen Coulter, Water for Elephants de Francia Lawrence, en la que fue protagonista junto a Reese Witherspoon, o con su papel como Bel-Ami, el famoso personaje de Maupassant.
En el último tributo a su talento, David Cronenberg le escogió para protagonizar su última película, Cosmopolis, adaptada de la novela de Don De Lillo. Un papel sorprendente como el chico de oro que se estrenó en el Festival de Cine de Cannes de 2012.
Recientemente ha terminado de grabar The Rover, de David Michod, en Australia con Guy Pearce y pronto estará en el set en la próxima película de David Cronenberg, Maps To The Stars. Después, protagonizará Hold On To Me, dirigida por James Marsh y co-protagonizada por Carey Mulligan'.
(...)
Dior Homme añade: 'Hoy estamos emocionados de anunciar que se unirá al privilegiado círculo de caras de Dior. Fotografiado por el artista americano Nan Goldin y grabado por el director francés Romain Gavras, esta nueva campaña publicitaria de Dior Homme será distribuida ahora exclusivamente en Europa (excepto UK) y Asia (excepto China y Japón).

• Glamour.es

[...]

Y es que acabamos de saber que la maison le ha nombrado imagen de la nueva fragancia masculina de Dior Homme. El 'estreno' de esta nueva faceta lo podremos ver en septiembre, cuando se presentarán el perfume y la campaña con Robert como protagonista.

Además, Glamour será la primera de las revistas femeninas en tener una entrevista exclusiva con el actor. Será en el número de septiembre, y en ella nos contará todos los detalles de su nueva faceta como embajador de una firma de lujo. No es la primera vez que Robert Pattinson trabaja como modelo (recordemos que los inicios de su carrera fueron posando) pero sí lo es como imagen de una casa como Dior.

Fuentes 1 2 3 4 5 6
Traducción: LaSagaRobsten

Todo Twilight Saga
          Inspire-se: Como entrar em Golf        
Inspire-se: Como entrar em Golf O golfe é um esporte quase único, combinando sportingbet períodos de intensa concentração e habilidade com períodos muito mais longos de caminhada em torno de belas paisagens. Não há melhor esporte para unir as pessoas e, com sua combinação vencedora de exercício, desafios pessoais, competição e interação social, o golfe […]
          photoshooting shopper magazine        
Nos dimos cita en el Teatro Romea para empezar con todos los preparativos, uno de mis diseños era para Lola Talavera... y casualidad!!! a la primera que ví fue a ella. Estuvimos hablando un rato hasta que entramos a la zona habilitada para los azicales y demás... ;) Unos estaban liados con la ropa, otros estaban en proceso de maquillaje con Daniel Martin y peinandose con Kela y Colás. Hasta finalmente llegar a esta foto tan bonita realizada por 4Catorce Photography.

Estuvimos en la sala de los espejos, lugar precioso para este photoshooting. Pena que no pude quedarme hasta el final, pero el poquito rato que estuve lo disfrute mucho.


Felix Juan García, Lola Talavera, Eva Abril, Pedro Martinez, Carmen Ramil, Nieves Cremades y Sita Abellán

Total Look Lola Talavera por Carmen Navarro

Pedro Martinez (Abarca),  Natalia (Shopper Magazine) y Eva Abril

Pedro Martinez (Abarca), Natalia (Shopper Magazine) y Juanfra (Presintown Lorca).

Carmen Ramil (Proyectomania) y 4Catorce Photography

Lola Talavera y Felix Juan García (Ocio)

Lola Talavera

Lola Talavera y Carmen Navarro

También Nacho, Paco y Fernando profesionales de la comunicación nos deleitarón con un video de algunos de los momentos del making of.


  
Descubre música distinta... Priscilla Hernández, Kokia o Joanna Newsom pueden transportarte muy muy lejos ;)

Si vivieras en el Bosque no harías todo lo que pudieras tú misma? Aprenderías a tejer y harías este otoño tu propia bufanda?
 
 
APRENDE A TEJER FÁCILMENTE AQUÍ!

O harías tus propias conservas?


APRENDE A HACER TUS PROPIAS CONSERVAS AQUÍ!


Las Mujeres del Bosque se sienten de maravilla en las tiendas de decoración y de menaje, entre hermosas tazas, teteras, manteles y cortinas...

 
También en las tiendas vintage y de antigüedades...
busca en su bolsillo seguro que encuentras un pequeño reloj...
 
Y sobretodo disfruta la vida y de este maravilloso planeta en que vivimos, está lleno de maravillas ocultas, disfruta de cada pequeño momento: qué bien huele el café! como te estremeces bajo la ducha cuando el agua corre por tu espalda!! que bien saben los tomates!

Nuestro mundo está lleno de maravillas....

 
COMO ES LA "MODA" EN EL BOSQUE
 
EL CABELLO
 
El cabello natural, corto, largo, liso o rizado pero natural, adornado con un lazo o una diadema...arreglos de mariposas, fresas o cerezasquedarán maravillosos también... los flequillos cortitos quedan muy de cuento, y te hacen sentir protagonista de una maravillosa historia...
Aquí teneis unas fotografías con tutoriales para peinaros como auténticas Hadas del Bosque




  

LA ROPA Y EL MAQUILLAJE  

 
 
 
Lo importante es que sea todo natural y mágico a la vez...
Maquillaje natural, o ausencia de él, pero quedan tan de cuento las mejillas sonrosadas ^:^ tal vez algo de colorete rosa?



Las uñas , mejor cortitas que largas, cómo puedes recoger setas y flores con las uñas largas?
 

Las faldas y vestidos son la ropa de cada día...


Vestir en los preciosos colores de la tierra, ocres, marrones, blancos,  verdes...y el precioso burdeos, hacen sentir y sientan tan bien!!


Las Mujeres del Bosque llevan sin duda capitas, caperuzas y ponchos.


Guardan sus pertenencias en bolsos de piel (yo usaré imitación ^:^)

Como buena mujer de los bosques, ama los animales y por tanto también los motivos de animales en la ropa: erizos, ciervos, mapaches, osos....

Lo mismo que los motivos de dulces y pasteles, ya que la Mujer del Bosque se refugia en su cabaña al caer la tarde para cocinar sus maravillosas tartas!!!


AQUÍ teneis 50 patrones de delantales!!!


Los motivos de flores tanto retro como liberty nos bendicen con las virtudes y la energía de la esencia de los bosques.

La Mujer del Bosque como huele? a flores? a Bayas? a cerezas? Como hueles?

Los leotardos y leggings son superconfortables y divertidos
 
Teneis muchas más ideas ojeando la revista Spoon

Descargadla gratis AQUI (ABRIL 2011)
AQUÍ (FEBRERO 2011)

Ojalá os haya gustado ^:^yo he aprendido mucho mientras buscaba la información y escribía... muchas cosas se me han quedado en el tintero... pero ya se estaba alargando mucho ^:^
En mi  nuevo blog: Oh! My Windy Woods! teneis cositas para Mujeres del Bosque, hace poco que la abrí así que está un poco vacía, pero poco a poco espero llenarla de musgo magia, erizos y luciérnagas .... De momento teneis algunas cositas nuevas que he hecho estos días, como las Mariposas para Orejas...



Y pequeñas criaturas mágicas...



Estais invitadas a tomar un te!!


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Como siempre me teneis aquí : tiendapattyrain@gmail.com
  
 


          Un poquito de todo        
Queridísimas:

De verdad de verdad que no tengo ni idea de cómo comenzar esta entrada, llevo tantos días viviendo en el mundo de ahí fuera que me cuesta un poco concentrarme en todo lo que ha ido pasando aquí dentro.

Venga Pat
uno
dos
dentro
fuera...
afú
afú
yes, you can

ESTOY FELICÍSISISIMA DE VOLVER!!
 y aaaaaauuu aunque me duela decirlo este año estoy feliz de que ya hayan acabado las fiestas!!

Porque aunque antes de que empezaran estaba exultante de emoción de merrychristmas ha habido tanto tanto trabajo que no he podido disfrutar nada, y la verdad es que solo quería despachurrarme y refunfuñar, por no tener ni ganas de hacer una miserable galleta...

Tan agotada estaba que al final me he puesto mala y aquí me teneis medio zombi aun combaleciente pero sin poder esperar un segundo más por volver a estar en contacto con vosotras!! ^:^

Por supuesto ha habido momentos fantásticos estos días,

Nos hemos reunido todos, todos a los que quiero.

El árbol encendido me esperaraba cálido al llegar del trabajo.

Hicimos un pavo de 8 kilos para el día de navidad y quedó bueno !!!(solo tardamos un día y medio en cocinarlo!!!!!!!!!!!!)

Mi amigo Xavi que vive en La France vino a visitarme , y tras años sin verle fue para mí otro regalo de navidad, y me trajo una botella de sidra de Rennes, que espera su día.

 Santa Claus y los Reyes han sido muy generosos conmigo, y bueno la verdad es que no solo ellos!!

No he engordado ni un gramo! Y eso que he iba a tableta de suchard cada 3 días (yo sola!!)


Ha habido regalos esperados e inesperados: un chándal nuevo para mis vagabundeos por la casa y las playitas vecinas, un estuche de maquillaje, dos juegos de sábanas para mi nueva habitación ( cambiamos el cuarto de dormir hace un mes y nos faltaban las sabanas), un farolillo, el wii party, figuras de haditas, trapos de cocina, dos libros de la saga "oscuros" y, lo más inesperado de todo,

Para ser sincera:TOTALMENTE INESPERADO:

un jamón de bellota

Pero no creais que es un jamón normal, creo que está hecho con el rey de los cerditos por lo que me han dicho, vale medio reino.

Y es que sí, adoro comer, pero no sabía que se notaba tantoooo :___D

Ni que deciros que del pobre queda la mitad y que yo que no estoy acostumbrada a las exquisiteces me dieron ganitas de hacerle un lugar en la cama :)


Y la señora cartera ha ido sorprendiéndome también con regalos que han iluminado estos días... y no tengo suficiente baba para besaros y daros de lametones a las señoritas que me habeis mandado estos regalos y sabeis lo que os quiero y que os mataré a achuchones a la que tenga ocasión !!!

 y no es para menos:

ANGY  de mi alma ni que decirte que tu ya lo sabes la ilusión que me hizo tu paquete!

Fíjate ya quien se ha agenciado al Monsieur Cunillette que me enviaste! no hay forma de separarlos!!




Lo mismo que yo no me separo de las maravillosas joyitas del otro mundo que lo acompañaban!! Fijaros Casitas Setas, haditas,un broche de crochet, todo acompañado de caramelos en su preciosa caja!



Muchisimas gracias de verdad, no solo por los regalos sino por compartir tu maravilloso mundo en tus blogs, por la dulzura de tus amigurumis, por ser tan sol, tan generosa, tan guapa tan ayysss

Supercursi de mis amores tu sabes lo que te admiro y lo que te amo. Y sabías lo que quería una de tus hadas homónimas mías, y por sorpresa llegó y no me la quito de mi abrigo, bueno ahora la he quitado para sacarle una foto ¿no es sencillamente  DELICIOSA?


y por si fuera poco unos pendientes copo de nieve porque me encanta sentirme la reina del invierno y una muñeca metálica para mi árbol de navidad, y una nota que tocó mi corazón (me pusiste tonta)


Y que decirte que tu ya no sepas, que me siento super feliz de que estés en mi vida, al otro lado de la pantalla, con tus cosas, tus recetas, tus decoraciones, tus ideas y bueno ya tu sabes. !!!


Violeta, Violeta . Violeta y pequeña hadita a las dos ya sabeis lo importantes que os sois ahora par mí, que sin conoceros en persona os quiero. Que la ilusión que pusisteis en este paquete lo hacía brillar, con sus notitas que he desperdigado por la casa...para que me alegren cada vez que las veo con sus letras rosas y brillantes. muchisimas gracias.

Fijaros, la agenda que quería pero ellas no lo sabía, colonia de bebé, velitas, una caja preciosa... había más cosas en el paquete, un pequeño árbol-piña adhesivo que no lo he sacado porque lo tengo colgado en la nevera (junto con una de las notas) y no lo he querido sacar por miedo a que luego ya no se pegue...


Hablando ahora más intimamente y reflexionando a medida que escribo, veo lo mucho que tengo que agradecerle a este años 2010, agradecerle el ánimo para dar a luz a Patty Rain, porque gracias a ello he conocido (aunque no sea en persona ) a muchas de vosotras.... o he podido profundizar más en las relaciones con vosotras... es curioso lo fuertes que pueden ser los lazos que nos unen a tarvés de la red... Siento haber estado desconectada estos días, mis vecinos se fueron de vacaciones y no podía conectarme a internet en casa ... así que tengo mucho que leer en vuestros blogs.

Feliz año nuevo de todo corazón a todas.
          Tapas til sjøss...        

Guttetur er ikke hva det en gang var...

Kassevis med øl, tåkete erindringer av bygdedans og kalde joikaboller? For det var vel sånn det en gang var?!? Alkoholforgiftning, sjanseløs damemysing og elendig mat har liksom alltid vært grunnpilarene innenfor den superhemmelige Guttetur-bevegelsen? Det går jo fremdeles gjetord om de legendariske gutteturene til Jesus, Bartolomeus og Judas... Og selv i oldtiden fikk tydeligvis kalde joikaboller bein å gå på, ikke minst da Kheops, Sneferu og Tuthmose en sjelden gang fikk fri fra husets plikter!

Joda. Jentene har ogsÃ¥ hatt sine turer, de ikke fullt sÃ¥ myteomspunnede "Jenteturene"... Sant nok er det vel ingen mann i hele verden som ærlig talt vet hva som foregÃ¥r der? Men vi har likevel vÃ¥re tanker... Vi liker ihvertfall Ã¥ innbille oss at disse jenteturene ogsÃ¥ er bygget pÃ¥ 3 grunnpilarer.. Formodentlig: symaskin, spinnerokk og tupperware? Muligens spritet opp av et kvart glass med utvannet rødvin? Og at det litt ut pÃ¥ kvelden, nÃ¥r glasset nærmer seg halv-tomt, i enkelte tilfeller kan dukke opp noen fnisete historier om han halv-kjekke treningsinstruktøren som muligens har blunket diskrete til en av jentetur-deltagerne?


Selvfølgelig snurrer de opp et mangfold av innbydende hjemmelagde paier og ostesmørbrød, et bugnende ost & kjeks bord, reke-cocktail og konfekt. Og nÃ¥r klokken runder 22 blank er hytten ryddet og strøken. Samtlige jenteturdeltagere ligger og sover sin søteste søvn i yndige nystrøkne blomstrete nattkjoler og rent undertøy.


PÃ¥ guttetur blir det nødvendigvis litt annerledes... Utfordringen har vel alltid vært at punkt 1 (alkoholkonsumet) som oftest fører til at punkt 2 (damemysingen) heldigvis faller helt i dass. Det hører nemlig til sjeldenhetene at guttetur-deltagere faktisk makter Ã¥ holde øyelokkene oppe sÃ¥pass lenge at de klarer Ã¥ skimte konturene av disse frammande spanande kvinnfolkene man ved neste guttetur ideelt sett skulle preike i det vide og det brede om?

Og enda verre er det med punkt 3 (ukulinert mat)! For når gutter drar på tur skal man bruke minimalt med tid på matlaging! Man skal jo ikke kaste bort den dyrebare tiden man heller kunne brukt til å fortære enda en 6-pack!?! Dessuten hører ikke ekte mannfolk hjemme på kjøkkenet... De hører hjemme i stresslessen! Resultatet blir en handlevogn stappet til randen med fuktige brunevarer og helt på toppen en ørliten hermetikkboks med Joikaboller, Trøndersodd eller Whiskas! Om det er plass...


Men litt ut på kvelden (fra 16:23 og utover) går det på høgg og belegg. En saus av hungersultne mannfolk lengter etter konemødre der de raver rundt på kjøkkenet på håpløs jakt etter boksåpneren... Selvsagt en umulig oppgave! Mannfolk har jo ikke den villeste idé om hvor konemødrene gjemmer slike redkaper!?! Og heller ikke hvordan man bruker dem. Så da er det heller frem med slakteknivene som henger på veggen.

Etter et raskt knivslagsmål der 2-3 av gutteturdeltagerne segner om klarer endelig sistemann å treffe hermetikkboksen. Ut strømmer det en uimotståelig velduft av innbydende Trøndersodd. Boksen flerres opp på tvers og innholdet slurpes uoppvarmet rett fra hermetikkboksen... Neste morgen våkner man opp på kjøkkengulvet med skjorten på snei i et hav av resirkulert sodd, kroppsavfall og legemsdeler.

Men DET var i gamledager... I 2012 har tydeligvis verden gÃ¥tt videre, med stormskritt?


Blomsterstjernen og hans barndomskompis, ja hvorfor ikke bare kalle ham for Anti-Blomsterstjernen, hadde nemlig lenge snakket om Ã¥ ta seg en velfortjent frihelg i sistnevntes 80-talls cabincruiser-ikon: Draco 3000. Men utfordringen er jo som alltid, at med lekne smÃ¥barn, mannskjære koner og unaturlig travle liv blir det dessverre sjelden tid til Ã¥ realisere den slags planer...


Men for tretten dager siden, da solen plutselig tittet frem igjen etter den Ã¥rlige bergenske "syv-Ã¥rs-monsunen", klarte utrolig nok de 2 kompisene Ã¥ presse inn den forjettede gutteturen! Ikke en fullblods langhelg, men noen dyrebare timer mellom kl 16 lørdag ettermiddag og klokken 12 søndag formiddag... Men en mini-guttetur er heller ikke Ã¥ forakte? Her kombinerer man jo det beste fra to verdener: Familiekos & Haraball... Kan det bli bedre? (Sikkert...)

Det skulle vise seg Ã¥ bli en kamp mot klokken og solen... I lynende fart (81 km/t i 80-sonen) suste de norske kopiene av Sonny Crockett & Rico Tubbs ut av bergensk politidistrikt og over Nordhordalandsbroen i blendende ettermiddagssol. I det fjerne blinket en av 80-tallets mest undervurderte cabincruisere... Men først mÃ¥tte det jo handles!


Et brÃ¥brems utenfor landhandleren var selvsagt pÃ¥krevd. Ingen guttetur uten mat & drikke! Handlevognen ble ubønnhørlig stappet av øl i alle Tuborgs farger! (Kremt... da snakker vi altsÃ¥ om en sÃ¥nn barne-handlevogn...) Men sÃ¥... Plutselig var det som om verden sto stille for et lite sekund... Anti-Blomsterstjernen stilte det uunngÃ¥elige spørsmÃ¥let: "Hva skal vi lage til middag?"... SpørsmÃ¥let dirret i løse luften. Blomsterstjernens tanker løp løpsk... Mat? Guttetur? BÃ¥tkjøkken (byssen)? Anti-Blomsterstjernen..?

Selv om Blomsterstjernen formelig elsker delikatesser og gourmetmat fikk han ikke opp annet svar enn et nølende "Joikaboller"..? Anti-Blomsterstjernen svarte uanfektet: "Jeg kunne heller tenkt meg Tapas"...

Tapas? Tapas? Tapas? Tapas? Tapas?!? Til sjøss? På guttetur?!?



Selv om dette kom som et gigantisk sjokk på undertegnede var han selvsagt hel-giret på idéen! Ikke i sin villeste fantasi hadde han sett for seg at dette kunne være et aktuelt middagstema på guttetur i en 80-talls cabincruiser... Men verden vil bedras.

Landhandleren var i sjokk! Aldri før hadde han opplevd kunder som spurte etter Tapas-rÃ¥varer... Men innimellom butikkhyllene for potetkaker, kÃ¥lrabi, svineknoker og brun saus fant man likevel de ingrediensene man trengte for Ã¥ diske opp et helaftens Tapas-bord, til sjøss...

Solen lå allerede lavt i horisonten! Her var ingen tid å miste!!! Brennkvikt (61 km/t i 60-sonen) brølte vi videre mot Cabincruiserdrømmen. Klokken ble godt og vel 18 før vi endelig kunne stige ombord i det flytende totalrenoverte klenodiet! Draftet ble saumfart etter nærmeste gjestehavn for egnet "gutteturing"...

"Kjelstraumen" pekte seg raskt ut som et yndet motiv! Visstnok et yrende feststed! (ihvertfall sommerstid...) En rask telefon senere var beslutningen tatt! Joda Kjelstraumen (eller rettere sagt "Tjiiiedljjschtræææuumæn" som de lokale uttalte det) hadde både gjestehavn med strøm og en frekk pub som att på til var åpen helt til kl 2 om natten!!!


Klokken nærmet seg 18:30 og solen senket seg allerede mot fjellknausene. Kalesjen ble flerret av i rekordtempo og de to mannevonde V8-erne knurret pÃ¥litelig under dekk. En drøy halvtime senere etter febrilsk kartlesing gjennom urent farvann ankret 80-tallets sønner opp ved gjestgiveriet nøyaktig da solen takket for seg! For en timing! For en tur! For en festaften dette skulle bli!

Nei... De er ikke forlovet...
Endelig kunne den første (eller var det andre?) ølboksen jekkes opp! Gasskomfyren ble tent og de 2 hypermoderne guttene satte i gang et Tapas-marathon uten like! Aldri før hadde nok den slags mat satt sine føtter i en av 80-tallets Draco'er? Nei her ombord var de nok langt mer fortrolig med Trøndersodd pÃ¥ boks, Karbonade pÃ¥ skive eller kanskje Toro's Jægergryte med lever - om det skulle være virkelig fint? Aldri hadde vel heller en sÃ¥nn mengde hvitløk fÃ¥tt fritt spillerom i byssen. En sydlandsk eim spredde seg over hele Nordhordaland denne aftenen. Fremmed-skepsisen kom til syne. Innbyggerne skalket vinduer, dører og luftekanaler i frykt for at de var blitt invadert av Iran, Irak eller Spania.

En time eller tre senere sto middagsbordet endelig dekket med spicy kjøttboller i frekk chilitomat, lakserull-lefser med urteost, fylte olivener, dadler i røkt bacon og en soltørket tomatsalat. Selvfølgelig akkompagnert av en nitidig temperert rødvin fra Châteauneuf-du-pape, etter sigende til en verdi tilsvarende båtens nypris i 1981... På stereoanlegget buldret alt fra TnT, via Tindrum til Stage Dolls. Den perfekte taffelmusikk.


Det mysne blikket var allerede pÃ¥ plass! Det var pÃ¥ høy tid Ã¥ oppsøke denne tilsynelatende heidundrane nattklubben som antageligvis hadde herjet Kjelstraumen siden oppstarten i 1610! Men først: oppvasken! Ja du hørte riktig!!! Moderne gutter foretrekker nemlig renhet og orden pÃ¥ gutteturer... Blomsterstjernen lever da ogsÃ¥ etter "alt som er gjort er gjort"-prinsippet. Og ingenting hindrer jo en liten bonus-øl under oppvasken?

Kysten lÃ¥ klar! Nordhordaland skulle gjøres utrygg! De to kumpanene holdt ustø kurs mot vepsebolet; nattpuben! Men lange i gjeipen mÃ¥tte de raskt konstatere at høsten nok ikke var like attraktiv her ute i havgapet som den sydende fellesferien... Den forjettede nattklubben lÃ¥ nærmest brakk! Det eneste som rørte seg der inne var fire gamle fordrukne sjøulker som attpÃ¥til la beina pÃ¥ nakken da de kjente hvitløkseimen som fulgte i vÃ¥re fotspor. Men en ting skal de ha her ute ved kysten! NÃ¥r man spør etter en halvliter, ja sÃ¥ fÃ¥r man en halvliter! Ikke 0.45, 0.40, 0.33 eller 0.25 som er trenden innaskjærs...


Etter endt plikt var det bare til å returnere duknakket men fornøyd tilbake til skipet, spanjolenes nordligste fort. Og etter nok en runde med nattlig tungrock og iskald nattpils var det tid for kahytten. Blomsterstjernenen passet visstnok perfekt i "akterkabinen" nærmest motorene da han i følge kompanjongen også hørtes ut som en dieselmotor nattestid... En av oss sov veldig godt. Den andre hadde øreverk.

Og omtrent sånn endte da også denne moderne gutteturen. Kanskje ikke helt sånn man holdt på på 1600-tallet? Da vi våknet neste morgen skinte solen like fint og brorparten av alle drikkevarene sto uåpnet i kjøleskapet. Verden er tydeligvis i forandring! Men guttetur-idéen lever likevel videre: "det gjelder å løsrive seg fra dagliglivets plikter og regler". Så også ved frokostbordet... For når sant skal sies har det vel ALDRI hendt at tannlege-konemor serverer Cola og sjokoladepålegg til frokosten!



Men til sjøss er alt lov! Takk og pris...

God fredag og "Dra te sjøss"!










P.S. For alle dere som lurer sÃ¥ kan jeg røpe at det ble benyttet Nugattis superdigge nyhet pÃ¥ morgenbrødet: "Melke-sjoko"






          Quase uma neném, tesão de ninfeta        

Trabalhando em uma produtora de vídeo, gravando uma campanha política, sempre é necessário passar por situações inusitadas, por exemplo, cobrir um café da manhã com pastores evangélicos, em que o candidato majoritário recebe a benção(?) dos pastores presentes.
Em um desses cafés da manhã eu vi ajudando nos preparos das mesas uma bela ninfetinha, uma das bundas mais perfeitas que já vi na minha vida, redondinha, sob uma calça colada, tinha peitinhos pequenos, mas era muito linda. Moreninha, por volta de 1,60m, 44kl aproximadamente, um tesãozinho mesmo.
Após a gravação, ela veio conversar comigo, disse que ninguém gostava dela, que se achava feia e coisas do tipo, tive que dizer que ela é linda, que os garotos não gostavam dela por serem idiotas.
Neste mesmo dia, seria complicado qualquer tipo de aproximação maior, portanto, trocamos telefone e no dia seguinte, que estaria de folga liguei e marcamos de sair. Na verdade não era bem sair, e sim, aproveitar que o pai dela trabalharia o dia todo para podermos ficar juntos e “nos conhecermos melhor”.
Menina novinha, 16 aninhos, tem que ter muita calma para não assustar, então nesse dia e em mais três semanas ficamos apenas em beijos e abraços, e sempre muito bom, aquele beijo macio que só as virgens tem, que inclusive já relatei nos contos anteriores.
Eis que em mais um dia de folga eu disse que daríamos uma volta, já tinha preparado as coisas em casa, sabia que não haveria ninguém, portanto ela poderia gemer muito, trouxe-a para cá, sempre com muita calma, fomos nos beijando, e depois do quarto beijo comecei a tirar as peças de sua roupa, isso muito lentamente, cada beijo era uma peça, ela fazia o mesmo, tirando minha roupa aos poucos.
Quando percebemos estávamos os dois completamente nus, deitados de lado, um de frente para o outro, eu bolinando-a e ela sem muita experiência acariciando minha pica, que em poucos minutos estaria completamente enterrado dentro daquela chaninha linda e cheirosa.
Ficamos assim por cerca de dez minutos, quando eu a deitei com a barriga para cima e lentamente fui descendo, beijando sua orelha, beijando e lambendo seu pescoço, descendo mais um pouco e sugando seus pequenos seios com muito carinho, beijava primeiro um enquanto apalpava e apertava o outro, em seguida trocando, chupando o outro e apertando o primeiro, e continuei descendo, precisa sentir o sabor daquele suquinho maravilhoso e doce que tinha naquela rachinha, e foi o que fiz lambia muito aquela chaninha fechadinha, com poucos pelos, lambia e brincava com seu clitóris, ela só me pedia que não parasse, que estava muito bom.
Quando percebi que já estava bem preparada fui subindo carinhosamente beijando-a cada milímetro daquele corpinho perfeito, dei-lhe um beijo na boca e pedi que ficasse apenas me beijando, que ela iria adorar aquilo que estava para acontecer. Ela me pediu apenas que fosse com cuidado pois nunca tinha feito, coisa que eu já sabia no primeiro dia que havíamos nos beijado, prometi que tomaria cuidado, e assim o fiz.
Apontei meus 17,5cm na entradinha da sua chaninha e fiquei brincando com ela, sem enfiar ele todo, apenas com a cabecinha dentro, para deixá-la com mais vontade, não agüentando mais ela disse “para com isso, coloca tudo, por favor” e foi o que fiz, lentamente fui colocando quando eu senti seu hímem dei uma pequena pausa, comecei a beijá-la e forcei a entrada com força mas ao mesmo tempo de forma muito carinhosa.
Mesmo com todo o carinho que fazíamos ela urrou de dor, gritou muito, pedindo para que eu parasse, eu buscava acalmá-la com beijinhos e aos poucos ela foi sentindo mais confiança e voltei a colocar de forma bem lenta, para poder sentir perfeitamente cada milímetro daquela até então grutinha inexplorada, bombava lentamente, dando de vez em quando uma bombada mais rápida, sempre ao mesmo tempo que a beijava e enfiava minha rola na sua chaninha eu apertava aquela bundinha deliciosa.
Cada enfiada que eu dava era um beijo gostoso que ela me dava, ela pedia que fizesse sempre gostoso daquele jeito que ela seria minha para sempre. Eu respondia que seriamos um do outro eternamente e que ela teria sempre prazer enquanto me desse prazer. Ficamos nisso por uns 10 minutos, quando eu percebi que estava prestes a gosar, pedi que ficasse de quatro, ensinei a ela como fazer, vendo aquela bundinha linda toda a minha disposição, dei uma mordida bem gostosa em cada uma de suas nádegas, me levantei um pouco e enfiei meu pau todo na sua rachinha maravilhosa.
Algumas poucas bombadas e eu tirei de sua chaninha e coloquei a cabeça do meu pau na entrada do seu cuzinho, ela assustou, porque suas amigas sempre diziam que doía mais, eu a acalmei dizendo que não iria colocar tudo, e não coloquei mesmo, empurrei a cabeça para dentro do seu cuzinho, dei uma brincadinha tirando e colocando e gosei, gosei muito no cuzinho dela, sentindo minha porra inundando seu anus ela deitou me puxou para sue lado e disse “eu te amo, obrigado por me dar a tarde mais perfeita de minha vida” descansamos alguns minutos e comecei tudo de novo. Gosei 4 vezes praticamente seguidas nesse dia, mas com receio de engravidar uma menina tão nova não gosei nenhuma vez na bucetinha dela. Ficamos juntos por quatro meses e meio, comigo ela aprendeu a chupar, e como chupava gostoso, deu seu cuzinho para mim várias vezes. Era muito bom quando eu ia para casa dela e na frente de sua casa nos trepávamos no carro, ela fazia tudo que eu queria, por isso, mesmo não estando juntos mais, nos amamos, e sempre que é possível marcamos de sair para podermos matar a saudade.
B – Itaguaí - RJ
          Fui Arrombada por Dois        

Olá pessoal, depois de um tempão sem escrever, estou de volta. Meu relato aconteceu não tem muito tempo, espero que gostem. Eu sempre tive um desejo secreto de dar pra dois ao mesmo tempo, via em filmes pornos e ficava louca com aquilo, ser arrombada por duas picas ao mesmo tempo, fico toda molhada so de pensar. Mas eu nunca tive coragem de falar pro meu namorado, nós sempre nos demos muito bem na cama, ele é um tesão, pele branca, cabelos escuros cortado bem baixinho, 1.80 de altura, corpo bem definido, mas essa fantasia minha eu matinha em segredo, por que tinha medo da reação dele, achava que ele iria pensar nisso como uma especie de traição. Então me contentava em ver filmes as vezes, escondidos dele. Ele é policial, e quando está de plantão, eu fico só em casa, em um desses dias que ele estava de plantão, eu sozinha a noite, peguei alguns filminhos e fui assistir, tava louca de tesão, me masturbando, vendo aquela cena, uma vadia sendo comida por dois, equelas duas picas arrombando ela, eu tava viajando naquilo. E nem notei que meu namorado chegou em casa, eu não estava esperando, mas naquele dia ele resolveu trocar de serviço com um amigo e voltou pra casa. Como eu estava "muito ocupada" nem percebi que ele havia chegado, então ele entrou no quarto e se deparou com a cena, eu levei um susto, fiquei congelada, ai ele só disse: "Isso tudo é minha falta", e já veio pra cima de mim com tudo. Eu já estava tão excitada que quando ele meteu aquela vara em mim, mal começou bombar e eu gozei. E ele ficou tão tarado com, aquela situaçao, bombava com força, eu quase explodi, ele me colocou de quatro e falou "agora quero arrombar esse cuzinho", e meteu com tudo, de um vez, eu soltei um grito, de dor e tesão ao mesmo tempo... Aquela noite foi otima, ele sempre foi uma delicia na cama, e se superou, foi uma foda e tanto. No outro dia ele não comentou sobre o filme, eu fiquei aliviada por ele não ter ficado bravo comigo, e feliz por que compensou. Depois de alguns dias, eu cheguei em casa do trabalho, como todos os dias, ele estava em casa, pois não estava de plantão. Quando cheguei ele já foi dizendo que tinha um presente pra mim, e falou pra eu tomar banho, por que o presente já estava pra chegar. Eu nem imaginava o que seria, mas ansiosa, fui tomar meu banho, tomei um banho bem demorado, e enquanto estava no banho ouvi a campainha tocar, entao me apressei pra sair do banho, imaginando que fosse meu presente. Então sai só de roupão, nem me sequei direito, e fui atras dele pra saber o que era, curiosa como sou. Ele me mandou ir pro quarto e esperar que ele ia trazer... Eu fiquei esperando, até que ele entrou no quarto de mãos vazias, e eu perguntei "cadê meu presente?" ele virou pra porta e disse "entra". Quando olhei fiquei paralisada, supresa, não sabia como reagir, era um amigo dele, que eu já havia conhecido a algum tempo, moreno claro, mais ou menos quase da mesma altura do meu namorado, corpo sarado, ombros largos, estava de camiseta e bermuda jeans, que marcava bem seu bumbum e cochas. Meu namorado quebrou aqueles segundos de total estatica minha perguntado "gostou do presente?", eu nem disse nada. Então meu namorado que já estava só de bermuda, tirou e ficou só de cueca, ele já estava com aquele pau enorme totalmente duro, até saindo pra fora da cueca box preta, e disse pro seu amigo Daniel (vou chama-lo assim), "vamos dar o que essa vagabunda quer". O Daniel tirou a bermuda e a camiseta, ficou só de cueca também, que era branquinha e dava um contrate perfeito com aquela pele morena, ele não estava muito atras do meu namorado, seu pau já estava duro também. Nesse meio tempo eu já estava encharcada, com a xaninha latejando de tesão. Então eles vieram pra cima de mim, meu namorado pela frente, me beijando e passando a mão pelos meus seios, depois desceu pra minha xaninha e começou chupa-la, passando a ligua na portinha e depois no grelinhos. Enquanto o Daniel me pegou por tras, me abraçou mordendo meu pescoço, e acariciando meus seios, que ja estavam durinhos, e encostava aquele volume na minha bunda. Aquilo tava me deixando maluca, o Daniel deitou na cama, tirou a cueca e eu vi aquele cacete cor de chocolate, duro como pedra, era um pouco menor que do meu namorado, mas era mais grosso, e ele me pediu pra engolir, eu cai de boca, e meu namorado veio por tras, na minha xaninha, que tava tão melada, que estava ate escorendo pela minha cocha, e ele começou bombando bem devagar, depois foi almentando o ritimo, e ao mesmo tempo foi enfiando o seu dedo no meu cuzinho. Tava uma delicia, como nós filmes que eu via e fantasiava, sempre sonhei com aquela situação, duas picas só pra mim, eles me chamando de vagabunda, vadia, nossa, eu tava amando aquilo. Até que veio o que eu mais esperava, o Daniel me colocou pra sentar naquele pau, meu namorado ficou olhando enquanto ele me fodia, e falava "tá gostado né vagabunda, você é muito puta mesmo", e veio por cima, e começou penetrar no meu rabinho, eu fui ao delirio, duas picas dentro de mim ao mesmo tempo. E eles fodiam com força, sem dó, eu gemi como uma puta, eu virei uma verdadeira puta na verdade, nas mãos daqueles dois machos. Meu macho e seu amigo, me arrombando ao mesmo tempo, me pegaram sem dó, foram metendo forte e eu não segurei e gozei, nossa, uma gozada deliciosa, com aqueles dois cacetes me fudendo. Depois trocaram de lugar, e o Daniel foi no meu cuzinho, nossa, aquela pica era muito grossa, tava me rasgando, do meu namorado é grande, mas não tão grossa quanto a do Daniel, e eu comecei gritar e gemer ainda mais, e meu namorado me segurando pelos cabelos e metendo da minha xaninha falou pra Daniel meter de uma vez. Nem tive tempo de dizer não, ele deu uma estocada só, e meteu tudo, eu soltei um grito abafado pela mão do meu namorado que tampou minha boca, e as lagrimas escorreram no meu rosto. Eles não pararam, foi uma foda demorada, e maravilhosa, gozei tres vezes naquelas picas deliciosas, até eles gozarem, me labuzaram toda de porra, no rosto e em todo meu corpo. Foi uma delicia, eu fiquei exausta, toda vermelha e inchadinha, e não acabou por ai, mas depois eu conto a prorrogação. Isso é que é presente, se eu soubesse tinha contado antes pro meu namorado que queria ser comida por dois. Espero que tenham gostado, até a próxima. Beijos... By: Jú Morena
          Tudo começou num Boquete Inesperado        


A Historia que vou contar é verdadeira e, embora pareça improvável, aconteceu comigo de maneira surpreendente. Ao longo de meus relacionamentos ocorreram várias situações relacionadas e igualmente curiosas. Irei relatá-las à medida que os leitores demonstrarem interesse. Bem, em certa época de minha vida, após ter sofrido alguns desenganos, acabei ficando meio deprimido e chateado por algum tempo, o que me levou a procurar algo para preencher o vazio que estava sentindo. Como dois de meus irmão eram religiosos naquela época, resolvi procurar a mesma igreja para tentar preencher tal vazio. Foi uma época muito boa de minha vida. Só não esperava que iria ter uma experiência nada religiosa a esta altura da vida! Após algum tempo na igreja, comecei a procurar alguma garota para estabelecer um relacionamento que fosse exemplar na congregação e gozasse de boa reputação, assim como é recomendado pelos líderes da igreja. Bem, após algum tempo escolhendo e conversando com as pessoas para pegar referencias cheguei a minha decisão! Ela era magra, muito bonita, lindos cabelos lisos que lhe chegavam à cintura, com uma reputação acima de qualquer suspeita!!! Todos diziam que se tratava de alguém que era religiosa desde a infância e muito dedicada! Bem, após algum tempo de cortejo e muitas recomendações por parte de todos! Iniciamos o namoro. A religião era muito séria e nós éramos incentivados a jamais sairmos sozinhos, não nos beijar em público e etc. Sexo então! Até pensar era pecado! Tudo ia muito bem e eu já havia passado pelo pior período da abestinencia. Agora tudo estava bem suportável. Até a masturbação era um recurso pouco utilizado naquela época. Até que um belo dia nós saímos com uns amigos e, na volta eles acabaram não podendo voltar com a gente por causa de uns problemas e acabamos tendo que voltar sozinhos para casa. Para mim não teria problemas, pois a distancia era curta e logo eu a entregaria em casa sã e salva. Ela ficou meio constrangida, relutou um pouco, mas como não havia outra saída, optou por voltarmos sozinhos mesmo. Bem, até aí tudo lindo. Eu todo feliz com a minha “andorinha” toda puritana e virgem que só fazia o que era correto e se guardava para o dia em que seria apenas minha! Assim como ditavam as regras! Entramos no carro conversando, alegres. Coloquei uma musiquinha. Passei a mão direita pelo pescoço dela enquanto dirigia com a mão esquerda, e puxei ela um pouquinho para se aconchegar no meu ombro enquanto eu dirigia. Derrepente ela olha para mim com o aquele olho assustado e diz: Não!... Eu, inocentemente, imaginando que ela estava pensando na sua reputação (já estávamos sozinhos, ainda por cima abraçados!?) insisti com um sorriso. _Vem cá...não tem nada de mais... Então, ao invés de por a cabeça no meu ombro ela se deita no meu colo, coloca a mão no meu pau, por cima da calça e começa a massageá-lo! Imaginem o meu susto! A garota mais puritana da igreja! Que nunca tinha chegado nem perto de um homem!!!... Fiquei meio desconcertado, sem saber o que fazer. Mas depois de tanto tempo em branco, a vontade falava mais forte e eu deixei para ver no que dava. Comecei a fazer carinho nos seus cabelos e ela muito tranquilamente tentou abaixar o zípper da calça, mas não conseguiu devido a minha posição. Não acreditava no que estava acontecendo! Levantei um pouco o corpo, abri o zípper e desabotoei a calça, porém não tirei ele para fora. Nem precisou. Ela enfiou a mão por baixo da minha cueca, tirou o danado para fora e, sem fazer muita cerimônia, abocanhou a cabecinha e começou a brincar com a língua bem devagarzinho. Eu fiquei louco! Fui aos céus! Depois de tanta fissura eu estava sendo chupado divinamente por aquele delicinha de menina! Ela chupava muito bem, brincando com a língua em volta da cabecinha. Tirava da boca e passava a língua por toda a extensão, colocava a cabecinha na boca enquanto batia uma punheta bem de vagarzinho, depois segurava na base e enfiava tudo na boca! Comecei a me animar e enfiei a mão por dentro a roupa dela, apertei seus peitos deliciosos por cima do sutian, depois puxei eles para baixo para poder brincar a vontade! Estava tudo uma delícia! Eu preocupado com os carros que passavam do lado e ela nem aí. Toda sua concentração estava em me proporcionar uma bela chupada! Acariciei bastante seus peitos, passei a mão na sua cintura e, fui deslizando até enfiar a mão na parte trazeira de sua calça. Ela usava uma calça bege clara que era amarrada na cintura por um barbante (era modinha naquela época). Soltei o barbante, enfiei a mão e ela deu uma paradinha e reclamou, mas não convenceu em nada...eu disse pra ficar tranqüila e ela logo voltou a me chupar divinamente. Que delicia, passei a mão naquela bundinha deliciosa, inicialmente por cima da calcinha. Acariciei aquele montinho gostoso da sua bucetinha e notei que ela já estava completamente molhada! Lentamente coloquei a mão por dentro da calcinha, ela não disse nada então continuei, passei a mão na danadinha, acariciei seu clitóris bem de levinho e em seguida procurei enfiar o dedo médio bem de levinho. Foi aí que constatei o que ela já havia dito. Ela era virgem! Mas como uma virgem que nunca ficou com ninguém aprendeu a chupar daquele jeito??? Bem, naquele momento isto não era a minha maior preocupação. Deslizei a mão para o seu reguinho, acariciei seu anelzinho bem de leve, ela não reclamou, então fiquei ali mais um pouquinho até conseguir enfiar a pontinha do dedo. Neste momento não agüentava mais de tezão, queria gozar! Tirei a mão de dentro de sua calça, peguei em seus cabelos e comecei a forçar a sua cabeça para fazer movimentos mais profundos e mais rápidos! Ela assustou um pouco no começo mas eu disse para agüentar e disse que era para ela engolir tudo. Ela quis reclamar mas eu fiz de conta que fiquei meio bravo e como eu ainda a segurava pelo cabelo, virei sua cabeça novamente em direção ao danado e empurrei com força pedindo para ela abrir a boca. Ela fez um pouquinho de resistência mas logo voltou a chupar divinamente! Neste momento eu não agüentei! Acelerei os movimentos como se estivesse metendo na boca dela e gozei! Gozei maravilhosamente! E gozei muiito!!! Ela fez gesto de querer tirar da boca mas eu não deixei. Segurei sua cabeça e continuei com o pau na boca dela, terminando de gozar....falei pra ela que queria que ela engolisse tudo e ela obedeceu direitinho! Engoliu tudo. Até um pouquinho que escorreu no canto da boca, eu pedi para ela passar o dedo e chupar e ela obedeceu com uma carinha que quase me deixou de pinto duro de novo!!! A esta altura estávamos chegando no bairro e nos recompomos rapidamente para entrar no bairro. Não conversamos muito. Só disse que foi delicioso e logo a deixei em frente a sua casa. Fui embora sem entender como ela podia ter feito aquilo, e confesso que naquele momento até fiquei com um pouco de peso na consciência, mas o que mais me encabulava era como e onde ela aprendeu aquilo! Uma coisa eu tinha certeza: aquela moça toda recatada e exemplar poderia até ser virgem, mas já tinha aprendido muita coisa! Inocente era a última coisa que ela poderia ser! Bem, após este acontecimento meu interesse por ela mudou completamente! Afinal ela havia traído minha confiança quando disse que jamais havia ficado com um homem. Era óbvio que isso não era verdade! Passei então a querer descobrir qual era a sua verdadeira história! Daí pra frente nossos encontros foram ficando mais e mais quente, nossas carícias aumentavam cada vez mais e eu já chupava aquela bucetinha virgem e enfiava meu dedo naquele cuzinho fazendo-a gemer e sussurrar, mas o cabacinho dela continuava intacto pois só admitia perdê-lo quando se casasse e eu respeitei. Ficamos um bom tempo namorando até que resolvemos nos casar. Já casados fomos para nossa lua de mel onde eu pude finalmente depois de dar um belo trato, mandar aquele selinho da xana dela pro espaço. Gozamos muito na nossa primeira noite real de amor e nos entendemos muito bem na cama até os dias de hoje, mas o que ela gosta e gosta muito mesmo é que eu derrame todo o meu leitinho na boca dela, que engole tudo até não sobrar nenhuma gota. Atualmente não somos mais evangélicos.
J.C – Nilópolis - RJ
          O primeiro menino na nova cidade        

Após minha primeira estória contando como foi minha iniciação (Inocência perdida), passo a contar como as coisas se sucederam na nova cidade.
O fato era que eu já estava viciado em levar uma rola no cuzinho. Gostava muito de sentir meu buraquinho sendo fodido desde os meus treze anos de idade. Meu “professor de 17 anos na época” me ensinara muitas coisas sobre sexo ou pelo menos aquilo que ele sabia melhor do que eu. Nunca revelei nosso segredo a ninguém e tivemos muitos momentos de extrema felicidade, embora, às vezes, eu achasse que os outros meninos desconfiassem de mim.
Nova cidade, novo bairro cheio de garotos, nova escola, a vida seguia em frente, mas eu já me incomodava com a vontade de ser enrabado de novo.
Eu agora já estava com 18 anos, meu corpo se desenvolvia, minha bunda estava mais arrebitada e rechonchuda que nunca e, embora eu agisse como um garoto “normal” (não era afeminado e nem agia como um viadinho), não demorou para que os outros rapazes começassem a fazer comentários a respeito de como eu tinha um traseiro gostoso e essas coisas todas. Era corriqueiro levar passadas de mão e encoxadas, mas eu me mantinha firme e procurava não dar bandeira sobre meus desejos mais profundos. Eu tinha sido bem instruído pelo meu mestre quanto ao modo de agir na frente de outros rapazes. Então sempre que um vinha com aquelas brincadeiras eu revidava ou fingia ficar irritado para manter as aparências, de modo que não desconfiavam que na verdade aquilo me dava um enorme tesão.
Passaram-se os meses, eu já tinha feito alguns amigos e nada tinha acontecido ainda.
Um belo dia, um garoto chamado Zé Paulo de 24 anos que era amigo do meu irmão mais velho foi procurá-lo em casa, mas ele não estava e ficamos os dois conversando. O papo foi evoluindo e eu percebia que vez ou outra o cara esfregava o pinto, o que atraia o meu olhar. Ele usava uma bermuda um pouco apertada o que demonstrava o volume que aos poucos se formava dentro dela. Era ele tocar no cacete e meus olhos imediatamente seguiam seu movimento. Claro que não demorou para o Zé Paulo perceber meu “incômodo” e foi levando o papo para o lado que ele queria. Perguntou se eu sabia brincar de troca-troca e eu respondi que não, então ele me disse que se eu quisesse ele poderia me mostrar. Eu quis saber como era aquela brincadeira e ele me explicou que primeiro ele colocaria o pinto na minha bunda e depois eu colocaria o pinto na bunda dele. Quando ouvi aquelas palavras meu cuzinho piscou de desejo e eu nem vacilei para topar brincar com ele. Ele reagiu com um sorrisinho maroto e sugeriu que fôssemos procurar um lugar para brincar.
Lugares escondidos eram o que não faltavam, pois havia muitas casas em construção (o bairro estava se desenvolvendo) e também muitos terrenos com mato relativamente alto que serviriam de esconderijo para esse tipo de brincadeira. Saímos dali e nos dirigimos a um terreno próximo onde ninguém poderia nos ver.
Achamos um lugar ideal e quando Zé Paulo tirou a bermuda, saltou para fora um pinto bem maior que aquele com o qual eu estava acostumado (devia ter uns 20 cms e era um pouco grosso, com uma cabeça grande e vermelha). Meus olhos brilharam ante aquela visão e ele percebendo meu êxtase pediu para eu pegar nele. Sem qualquer pudor agasalhei aquela carne dura com minha mão pequena. Estava quente e babava um líquido transparente. Instintivamente comecei uma punheta de leve naquele mastro o que foi suficiente para a pergunta dele: “Você já pegou num cacete antes né?”. Meio sem graça por ter sido desmascarado respondi que sim e contei a ele sobre minha experiência anterior. Seu rosto ficou iluminado de felicidade e então ele disparou: “Você gosta muito de rola?”. Respondi que gostava e sentia muita vontade de pegar numa fazia muito tempo, mas ainda não tinha tido coragem e ele era o primeiro rapaz do bairro para quem eu fazia aquilo. Ele me disse: “Então chupa seu pirulito porque eu sei que você deve gostar também”. Sem vacilar abocanhei a cabeça do caralho que pulsava na minha frente e como já tinha alguma experiência, comecei a chupar com todo o cuidado para não raspar os dentes. Seu caralho era um pouco grande para minha boquinha pequena, mas eu me esforçava para proporcionar prazer para aquele machinho delicioso. Ele elogiava: “Nunca um viadinho me chupou tão gostoso. Desse jeito vou querer sempre”. Não respondi nada, pois tinha a boca ocupada e não pretendia parar de chupar, já que sentia tanto tesão naquilo. Após algum tempo mamando, ele me pediu para parar senão ele acabaria gozando e estava a fim de fazer outras coisas comigo. Ele falou: “Bom, eu te chamei para fazer troca-troca, mas na verdade eu quero mesmo comer seu cuzinho. Deixa eu enfiar em você?”. “Claro que deixo”, respondi tremendo de tesão. “Você ta viciado em pinto. Vou te comer tão gostoso que você vai querer sempre meu cacete enterrado em você. Tira toda a roupa e fica peladinho que eu quero ver o meu troféu”, ordenou. Fiz como ele mandou e ele elogiou muito o que viu: “Nossa, caralho! Que bundinha maravilhosa você tem! Quero ficar horas metendo nesse cuzinho delicioso. Fica de quatro pra mim fica!”. Fiquei de quatro na sua frente, arrebitando bem o traseiro e expondo meu buraquinho o máximo possível. Ele se aproximou e começou a me lamber. Aquela sensação nova eu não conhecia e fui às nuvens com aquele cunete. Meu corpo tremia a cada passada de língua. Quanto mais metia língua mais eu me entregava a ele e percebendo meu bem estar, perguntou: “Acha que vai agüentar meu pau dentro do seu cu?”. Respondi: “Acho que sim apesar de ser grande e grosso”. Ele cuspiu várias vezes no próprio pinto e passou bastante saliva no meu furinho. Encostou a cabeça da rola começou a pressionar. Eu reclamava um pouco da dor, ele passava mais saliva, me segurava firme pela cintura e voltava a tentar enfiar aquele cabeção dentro de mim. Tentou e tentou até que conseguiu fazer passar pelo anel. Eu vi até estrelas e gemi um pouco mais alto. Ele pediu silêncio para que ninguém nos ouvisse e continuou forçando até estar metade dentro de mim. Lágrimas rolavam pelo rosto, mas eu não estava disposto a perder a chance de levar novamente uma rola na bunda, de modo que agüentei como pude e fiz o possível para receber aquele pedaço de carne delicioso no rabo. Agora eu já sentia seus pentelhos encostando nas polpas da minha bunda e suas bolas batendo nas minhas próprias bolas. Ele se movimentava devagar até eu acostumar com todo aquele volume me penetrando e rasgando e aproveitava para dizer umas barbaridades:” Caralho! Nunca meti num cu tão gostoso. Você tem mesmo que dar esse rabinho de ouro. Como sua bunda é generosa. Engoliu toda minha piroca. Ta tudo atolado!”. Eu não dizia nada, só ouvia e gemia no compasso do vai-e-vem que estava me proporcionando um prazer imenso. Sentia arder por dentro, mas nem de longe queria que ele parasse. Zé Paulo não parou, continuou aumentando aos poucos seus movimentos. Agora eu já não sentia mais dor alguma, só mesmo tesão de estar invadido de novo por trás e como eu gostava daquilo. Sentir o caralho alojado lá dentro, entrando e saindo, rasgando e fazendo arder de prazer. Eu estava nas alturas. Depois de uns 20 minutos me fodendo, ele estocou bem forte meu cuzinho e gozou sua porra quente dentro de mim, gemendo e urrando de prazer.
Eu já sabia que ele tinha me inundado de porra, mas nem me preocupava, pois estava acostumado a levar esses jatos quentes que eram o meu prêmio por ser obediente.
Saciado, ele se sentou ainda sem a bermuda e com o pau meio amolecido. Eu me sentei de frente para ele e começamos a conversar. “Obrigado por deixar eu meter em você. Levanta e deixa eu ver uma coisa”. Levantei, ele me colocou de costas para ele, abriu minhas nádegas e foi conferir o estrago que seu pinto tinha feito. “Seu cuzinho ta arrombado, mas acho que eu não machuquei você. Ta doendo muito?”. Sentei-me novamente à sua frente e respondi: “Ta ardendo um pouco, mas depois passa. É que seu pinto é muito grande. Nunca tinha experimentado desse tamanho”. “Você gostou?”, ele quis saber. “Gostei e quero fazer de novo quando você quiser”. “Você ta viciado mesmo em levar no rabo né sua bichinha. Pode deixar que eu vou querer comer sempre. Essa sua bunda merece um cacete todo dia. Não esquece que esse vai ser nosso segredinho, se contar pra alguém a gente se ferra”. “Pode deixar que eu não vou contar. Eu sei o que pode acontecer se meu pai souber disso”.
Ficamos ali ainda algum tempo, eu completamente pelado, ele sem bermuda, conversando sobre o que faríamos na próxima vez, quase sussurrando para não alertar nossa presença ali.
Depois de um tempo resolvemos que era melhor nos vestir e sair pra não chamar a atenção.
Alguns dias depois nós teríamos uma nova trepada, mas contarei como as coisas aconteceram em outra oportunidade.
Os fatos relatados aqui são reais e aconteceram há pouco tempo.
Comentários são bem vindos: ca.brasil2007@hotmail.com.
          Delicias de um final de semana na praia        

Olá! Meu nome é Simone e sempre me deliciei lendo contos eróticos. Esse é o primeiro conto que escrevo, uma experiência tão excitante que só de lembrar fico toda molhadinha. Mas antes de tudo deixa eu me apresentar não é? Tenho 37 anos, 1 metro e 75 de altura, seios médios e (ainda) durinhos, bundinha proporcional e empinadinha, cabelos lisos, semi longos e castanhos médio, um pouco queimados do sol e olhos cor negros e modéstia parte, lindos. Bem, tudo aconteceu nas férias de janeiro de 2006. Na época eu estava tendo um relacionamento sério com o meu grande amor até hoje, “S”, um gato, alto, moreno, queimado de sol e super inteligente com ótima formação escolar. A gente tava junto a mais de um ano, mas morando cada qual na sua própria casa e resolvemos tirar um fim de semana para acampar numa praia da periferia. Queríamos um fim de semana só nosso e com muuuito sexo! Tanto eu, como ele queríamos uma transa difrente, num clima diferente dos tradicionais em meu apê e motéis, sempre com muito amor e carinho e acima de tudo prazerosas. Eu estava super excitada e anciosa por este fim de semana, imaginando mil e uma loucuras diferentes que iríamos fazer naquela barraca e resolvi me preparar bem: depilei toda minha bucetinha, deixando ela bem lisinha e separei os meus biquínis mais inspiradores... Na sexta feira bem cedinho eu e meu amor seguimos então de carro rumo a praia, ao nosso recanto do fim de semana. Como já estava cheia de tesão e queria provocar meu gato, caprichei na roupa pra viagem: blusinha branca colada, saia jeans curtinha e um biquíni preto de bolinhas brancas de lacinho.. Foi tiro e queda. Quando me viu ele ficou todo animadinho: “Que delicia Sí. To doido pra chegar logo nessa praia e fazer um amor bem gostoso com você, o fim de semana inteiro”. E como não sou nada boba falei com cara de sapeca: “Porque esperar chegar lá?” e como ainda estávamos em meu apê, coloquei a mão dele na minha bucetinha já ensopada de tanto tesão. Ele ficou louco e sem perder tempo, começou a fuder minha bucetinha com dois dedos bem gostoso durante alguns minutos e parou. “Ôh Sí, não faz isso comigo não, minha delícia, assim eu ficou louco e não vou conseguir dirigir”. “Ta bom gato, por enquanto eu me viro sozinha, com um brinquedinho que depositarei nela até chegarmos lá... mas só se você me prometer que quando chegar na praia vai me fuder TODA, mesmo antes de armarmos a barraca”. “Prometo, minha delícia, vou te fazer gozar como uma putinha”. Nisso descemos, entramos no carro, abaixei um pouco o banco, apoiei a perna direita na lateral da porta e retirei minha calcinha e fiquei me tocando. Me masturbei a viagem toda, “S” foi a loucura, e sempre que dava me ajudava e enfiava os dedinhos com gosto e depois chupava sentindo o meu gosto. Gozei muito com aquela brincadeira na estrada. Chegamos na praia pegando fogo de desejo. Procuramos um lugar mais afastado e tranqüilo e antes de armarmos a barraca buscamos a sombra de uma árvore e estiquei uma canga enorme no chão. “S” tava tão louco que arrancou minha blusa ali mesmo na praia e começou a chupar meus peitinhos. Ele lambia e mordia gostoso, parecia uma criança faminta. Puxei ele e pedi pra se deitar, fiquei de quatro com a bundinha bem perto do rosto dele e fui tirando a saía devagarzinho enquanto rebolava. Ele me puxou com força pelo cabelo e falou sussurrando no meu ouvido. “Rebola essa buceta na minha cara, minha putinha, quero te chupar bem gostoso, te fazer gozar com minha língua, minha gostosa, vem cá, vem minha delícia”. Aquilo me deixou doida. Comecei a rebolar devagarzinho minha buceta no rosto dele e na primeira lambida que ele deu no meu grelhinho me arrepiei toda e gemi baixinho. ”S” me chupava deliciosamente, ora brincando com meu grelhinho, ora enfiando aquela língua quente e grossa no meu cuzinho apertadinho e na minha bucetinha que já pingava de tanto tesão. Eu gemia baixinho e me contorcia toda, enquanto ele dava uns tapinhas na minha bunda quando eu rebolava. Ai como gozei naquela boca, me arrepiava toda de tesão. Aquela chupada tava uma delícia mas também queria fuder o pau dele com minha boquinha. Sai devagarzinho de cima dele deixando-o com cara de cachorro pidão e todo melado do meu gozo “Ei ei.. vai pra onde minha putinha, volta aqui”. Ai peguei um dedo dele e comecei a lamber com cara de safada. “Calma gostoso. Deixa eu brincar um pouquinho também”. Ele logo sacou o que eu queria e foi abrindo a bermuda que tava quase estourando. O pau dele era e certamente continua sendo lindo. Tem 18 ou 19 cms, rzoavelmente grosso e com uma cabecinha rosada e perfeita, que dava água na boca so de olhar. Comecei a lamber aquela cabecinha com gosto, passava a língua devagar e batia a rola na minha boca. Ele gemia gostoso, puxava meu cabelo, e implorava pra eu não parar de chupar. Chupei aquela rola grossa toda que pulsava de tesão na minha boca. Fiquei um tempão chupando o pau dele com muito gosto, mas minha buceta pedia uma rola, precisava sentir o caralho dele bombando dentro de mim. Foi ai que me acocorei em cima dele e comecei a brincar com a cabecinha do pau dele na entrada da minha buceta encharcada. Ele se tremia de tesão e tentava socar o pau na minha buceta mas eu não deixava.. ficava so enfiando a cabecinha e tirando. Gemia gostoso e ele implorava pra eu fuder logo de uma vez. “Quer minha bucetinha quer, meu gato gostoso?”, “Quero essa bucetinha toda meu amor, me fode logo vai.. isso já é tortura, to estourando de tesão aqui”. Sentei de uma vez naquele pau gostoso.. fiquei um tempo rebolando devagarzinho com aquele pau todo dentro de mim e me levantei. “S” enlouqueceu na hora. Tentou me puxar de volta, mas ignorei. Arrumei meu biquíni e fui em direção a barraca. Ele veio atrás, meio artodoado ainda: “o que você ta fazendo minha gata? Volte aqui!”. “Quero tomar um banho de mar antes de armarmos a barraca. Ainda é cedo, vem comigo”. Ele ainda de pau na mão, levantou-se, deu um sorriso, levantou a sunga, segurou minha mão e a gente entrou no mar. A maré tava baixa e o mar tava calmo sem muitas ondas. Ele então me abraçou bem forte, apertando o meu corpo contra o dele e beijou meu pescoço e minha orelha me arrepiando toda. Daí comecei a sentir a mão dele tocando a minha perna e subindo até a minha bucetinha. Ele me tocou um pouco por cima do biquíni e depois foi desamarrou o lacinho. Fiquei louca com aquilo. Ele começou a me tocar e a brincar gostoso com meu grelinho, fazendo-me gemer baixinho no seu ouvido. Eu tava completamente entregue, sentindo um tesão que me queimava por dentro. Não tava agüentando mais, precisava sentir aquele pau me fudendo e falei baixinho no ouvido dele: “fode minha bucetinha, meu amor.. me fode todinha vai.. tou derrentendo de tanto tesão”. Ele carinhosamente me beijou deliciosamente, afastou sua sunga pro lado deixando o cacete livre, então eu abracei ele com as pernas e ele começou a meter devagarzinho.. Como aquilo era gostoso. Eu rebolava devagarzinho enquanto ele metia na minha bucetinha molhada e enfiava o dedo bem gostoso no meu cuzinho. Gozei como nunca. Me arrepiava toda a cada bombada que ele dava na minha bucetinha. “S” gemia gostoso no meu ouvido, puxava meu cabelo, lambia meu pescoço.. e gozou muito na minha bucetinha. Ficamos ali no mar, abraçados.. se tocando e sentindo o nosso tesão se misturando com a água do mar. E esse foi só o começo do nosso fim de semana, que foi recheado de aventuras e muito, mas muito sexo e prazer dentro da nossa barraca, minha boca, meinha buça e meu cuzinho que o diga.
Sí – A. dos Reis - RJ
          A primeira vez que mamei num caralho        

Meu nome é Leticia, tenho 16 anos, sou morena , baixinha (1.55 cm de altura), olhos verdes, cabelos compridos e um corpo estilo violão, bem tesudinho. Eu moro no interior de SP, numa fazenda com meus pais. Desde pequena eu sempre fui muito inocente e não maldava as coisas que aconteciam ao meu redor, mas o tempo foi passando e eu comecei a perceber certos fatos... Eu sempre adorei beber um leitinho quente colhido da vaca, certa vez um peão da fazenda me disse que as vaquinhas estavam doentes e que não poderia recolher leite para mim, eu finjir chorar dizendo que queria o meu leitinho, daí o peão chamado Pedro, por sinal um gato, em tom de brincadeira já que somos amigos e eu dava esta liberdade a ele, perguntou se eu conhecia \" leite de tora\" e que se eu quisesse ele me dava leitinho e eu não tanto, mas fingindo inocencia, disse que não sabia o que era \"tora\" e que até então só tomara leite da minha vaquinha. Passei o dia pensando na insinuação do peão, e naquela noite eu dormi decidida a experimentar o tal leite. De manhã como sempre fazia, fui direto para o celeiro e falei com o Pedro que já não aguentava mais ficar sem meu leitinho quentinho e que queria experimentar o tal leite de tora. O Pedro me olhou e perguntou se eu tinha certeza disso. Disse-lhe que sim, que ia adorar provar. Ele então disse que meus pais iriam na capital buscar visitar a minha avó e que assim que eles fossem, eu o procurasse no celeiro que ele me daria o leite de tora e sorriu. Lá pelas 10:30 da manhã meus pais partiram para visitar a minha avó que estava internada, eles queriam me levar, mas eu disse que estava com uma dorzinha de cabeça enjoada e não queria pegar estrada, pois preferia ficar na fazenda, mas no fundo eu tava doida para experimentar o tal leitinho misterioso, que eu imaginava de onde ia sair, afinal eu era virgem e inexperiente, mas não tão inocente como Pedro achava que eu era, afinal já estava concluindo o segundo grau. Assim que meus pais seguiram viajem, fui no meu quarto e troquei de roupa, colocando uma sainha jeans e uma camisetinha sem soutien. Daí fui ao celeiro onde chamei o Pedro que apareceu de prontidão, me chamou para os fundos do celeiro e disse que já voltava. Eu me sentei na palha e fiquei esperando um tempinho imaginando o que ele estava preparando. Quando ele retornou, notei que estava com as calças abertas e falei para ele, que disse saber, pois tinha de estar assim para poder me dar o leitinho. Neste instante não tive mais dúvida de onde eu beberia o leitinho e deixei rolar. Ele então aproximou-se de onde eu estava e quando estava de pé na minha frente onde eu estava sentada, aproximou-se do meu rosto e colocou para fora das calças um enorme e duro cacete que pulsava de tanto tesão. Senti minha xota enxarcar na hora e fingi tentar me esquivar , mas ele segurou no meu braço e disse que eu já era muito grandinha para beber leitinho de vaca e que já era hora de experimentar leitinho de tora e por isso iria me ensinar me a mamar na tora dele. Então aproximou seu rosto do meu e começou a me beijar de mansinho. Eu que já estava excitada, comecei a sentir um arrepio subindo pelas pernas e sentia minha xana molhar cada vez mais. Ele passou a me beijar com vontade e eu cheia de tesão, correspondia, pois embora eu ainda fosse virgem, conversava muito sobre sexo com minhas amigas da escola, sem falar na quedinha que eu sentia pelo Pedro, um gatinho de 20 anos, filho de um casal que a anos trabalham na fazenda. Mesmo inexperiente, aos poucos fui me soltando, ele então tirou minha blusa e começou a acariciar meus peitinhos pequenos e durinhos de tesão, eu comecei a gemer baixinho igual uma gata no cio, ele parou de me beijar e começou a mamar meus peitinhos me chamando de vaquinha safada e tesuda. Eu já estava com as pernas moles e ele colou o corpo no meu, foi quando eu senti aquele caralho duro roçando nas minhas coxas, nisso a minha xoxotinha já estava ensopada de tesão e eu pude sentir molhar a minha calcinha. Percebendo a minha excitação, o Pedro me disse. – Você ainda quer beber leitinho? Como sabia a qual leitinho ele se referia, eu disse que adoraria experimentar. Ele então disse, vem, mama aqui na minha tora, vou te dar leite quentinho. Então me fez ajoelhar e botou aquele caralho imenso na minha boca ( fiquei sabendo depois, 23x6) e me falou para mamar. Mesmo inexperiente e sem jeito, afinal nunca tinha visto ao vivo e muito menos pego num cacete de verdade, segurei aquela tora e coloquei na boca, começando a chupá-la pela cabeçona vermelha que já estava toda melada, chupava devagar, meio que com medo de machucá-lo, mas como sou espertinha fui pegando o jeito e mamava sem parar, engolindo a cabeça daquele caralhão igual uma bola de sorvete. Quanto mais eu mamava, mais alto o Pedro gemia e com mais tesão eu ficava. Eu já estava ficando experiente e agora já mamava sem medo, engolindo aquela tora maravilhosa e lambendo tudo, cabeça, saco, pau, tudo, até que o Pedro disse para eu me preparar que ele iria gozar e me daria o leitinho que eu tanto queria. Ouvindo aquilo, mamei com mais vontade ainda, de repente senti o Pedro começar a tremer e meter todo aquele caralho maravilhoso na minha boca e gozar de forma fenomenal, eu mamei tudinho, cada gotinha daquele leitinho quente e gostoso que ele me dava. Quando ele acabou de gozar, eu já estava empanturrada de tanta porra que mamei. Daí ele me deu um beijo na boca e perguntou se eu havia gostado do leitinho de tora, e eu mais que satisfeita disse que sim, embora fosse um pouquinho amargo, então ele virou pra mim e disse que se eu permitisse, agora era ele quem queria mamar meu leitinho. Sabendo a pretensão dele, disse que sim e nisso ele já foi me deitando na palha, retirando minha calcinha e após arreganhar minhas pernas, caiu de boca na minha xoxotinha toda melada, chupando o meu grelinho, passando a lingua em volta e metendo um dedo na entradinha da minha grutinha, nessa hora eu já estava gemendo alto como uma verdadeira putinha safada e apenas pedi para que tomasse cuidado e não focasse a entrada, pois eu eravirgem e queria continuar assim. Ele mesmo respeitando meu pedido, enterrou a lingua na minha xoxota e sugava os lábios dela e meu grelinho, fazendo o meu tesão aumentar cada vez mais até que não agüentei mais e tive o meu primeiro orgasmo. Foi uma delícia a sensação, quando eu gozei foi demais e o Pedro mamou todo o meu melzinho...depois de algum tempo nos vestimos, mas antes de eu ir para casa, o fiz prometer que me daria "leitinho de tora" novamente, sempre que eu quisesse. Ele disse que era só chamá-lo. Foi assim que eu comecei a gostar de mamar num caralho e desse dia em diante continuo tomando leite de vaca, mas adoro mesmo beber é o leitinho de tora, que é mais saudável, hoje não só o do Pedro, pois já experimentei o de alguns amiguinhos da escola. Ah querem saber se ainda sou virgem, sou sim na minha xota pois o selinho do meu cuzinho, o Pedro já mandou pro espaço. Depois eu conto como foi. Esse é o primeiro relato que eu mando, espero que vocês tenham gostado. Quem quiser uma deliciosa mamada ou trocar experiencias deixe comentário com o email ou telefone.
Beijinhos para todos
Letícia – São Paulo - SP
          Trepei com a minha vizinha que estava bêbada        

Era um sábado à noite em Salvador, tava curtindo uma garrafa de vinho barato na varanda de minha casa vazia...2 horas e 2 garrafas de vinho depois, isso já pelas 03:30 da madrugada, eu vejo surgir no final da rua uma silhueta feminina rebolando sensualmente com uma bolsa na mão...cabelos soltos na altura dos ombros, negros como a noite que a envolvia, usava uma micro-saia de couro marron, e uma blusa com cadarso na frente como se fosse um corpete daqueles dos tempos da vovó que teimavam em sufocar um par de seios loucos pra pular pra fora, porém não escondia uma barriga perfeita com pelinhos que segundo minha imaginação desciam até onde mora o tezão.
A medida que ela se aproximava, eu ia notando mais detalhes, pele morena, coxas grossas, alta, 1,75m no mínimo, quadris largos o que denunciavam uma bunda empinada e nada pequena. Percebi lindos olhos verdes, e pra minha surpresa eu conhecia aquela escultura viva!! Era minha doce e casada vizinha! No dia anterior eu escutei de casa a briga dela com seu marido que culminou com a saída dele de casa, mas o que teria acontecido de tão grave pra que aquela mulher tão respeitável estivesse literalmente vestida como uma prostituta, e cheirando a álcool como naquele momento?
Bom, isso ela mesmo me respondeu com uma voz balbuciante de quem já havia tomado umas 8 doses de wisky:
- Marcos, aquele desgraçado disse pra mim que eu não desperto interesse nos homens... ao que respondi:
- Isso passa, foi só uma briga de casal...
- só uma briga? Então vc vai querer me convencer que isso é motivo pra que ele me deixe sem sexo por 3 meses ?
Quando houvi isso, meu sangue gelou... aquilo soou nos meus ouvidos como um convite pra uma noite de sexo, já reparava aquela minha vizinha a algum tempo, mas nunca havia visto ela usando roupas tão reveladoras, nesse momento ela já estava dentro da varanda da minha casa, de frente pra mim, encostada com um pé na parede, eu tava sentado na escada e aquela posição dela revelava suas coxas com pelos loirinhos, e de tão pequenina a saia quase me dava uma visão de sua calcinha, nesse momento,meu pau estava duro e podia sentir minha cueca começando a se melar...
A partir daí pensei: porque não tirar proveito daquela situação, uma vez que ela se mostrava louca pra extravazar o tesão que a enchia e eu pra realizar meu grande fetiche por mulheres casadas, e de quebra, me vingar da minha namorada que havia brigado comigo sem um bom motivo.
Resolvi pôr meu plano em prática... fiz com que ela se acomodasse ao meu lado na escada e ofereci vinho pra ela, bêbada como ela estava, foi fácil deixa-la bem a vontade e passou a se abrir, rir e contar mais da sua vida... tratei de dirigir logo o papo pro lado do sexo e ela deixou claro que desde que casou, vivia de papai-e-mamãe com seu marido, mais surpreso ainda fiquei quando ela me confidenciou que seu marido a chamou de puta quando ela tentou fazer sexo oral nele, e que daquele dia em diante ela não sabia o que era o gosto de uma pica na boca, e tava muito infeliz, pq ela adorava sexo e sexo oral pra ela é o que mais a excita!! Fiquei louco com aquilo tudo, já que adoro sexo oral tanto quanto ela, tratei de deixa-la a par disso... ela rindo muito, me olhou de cima a baixo e me falou com a voz mais sensual que já ouvi: - isso é um convite?, já não agüentando mais aquela situação respondi: -não, isso é uma ordem!
Então ela me olhou fundo nos olhos, largou o copo que segurava e passou a acariciar e apertar meu pau por cima da bermuda, fechei os olhos e respirei fundo, enquanto ela falava que queria me ver todo nu pra saber o quanto eu era gostoso (palavras dela... efeito do álcool hehehe!)
Levantei e tirei a camisa, sou moreno claro, tenho 1,83m de altura, peso 82kg, tenho cabelos e olhos castanhos, frequento academia, por isso tenho um corpo forte, tenho 26 anos e ela me revelou que tava fazendo 29 naquela noite, meu pau mede uns 18cm, eu acho, nada descomunal como os de alguns contos que li nesse site, mas é bem grosso, minha namorada vive reclamando disso!
Sugeri que fossemos pra dentro de casa e ela aceitou entrando na frente... tranquei a casa, me certificando que ninguém havia nos visto entrar, ela sentou no sofá, e me puxou pra ficar em pé de frente pra ela... abriu minha bermuda, abaixou até o pé, e ficou apertando meu pau e falando coisas que só ela entendia... meu tezão era tamanho que a cabeça do meu pau tava saindo da cueca por cima, ela ficou passando o polegar na abertura e espalhando o melado que escorria dele, e perguntou com voz de menina dengosa: - Marcos, deixa eu matar meu desejo? Quero muito esse pau na minha boca!! Não respondi, apenas segurei sua cabeça e tentei meter em sua boca, ela não deixou, primeiro tirou minha cueca, me deixando todo nu, surgiu um pau duro e melado na frente dela, ficando a poucos centímetros dos seu rosto, em seguida ela passou a lamber minhas coxas de baixo pra cima metendo a lingua entre minhas verilhas até que colocou minhas bolas na boca... nossa!! Que delícia!! O calor daquela boquinha pequena e molhada engolindo meu saco quase me fez gozar, meu pau pulsava e meus quadris faziam movimentos inconscientes de vai-e-vem como se já fudesse sua buceta. Ficou assim um bom tempo, e depois seguiu lambendo do saco até a cabecinha, engolindo por completo, chupou, chupou, chupou e tirou da boca deixando um fio de baba da ponta de sua língua até a cabeça do pau, e falando que tava louca de saudades daquele gostinho segundo ela: (gosto de macho) que a enlouquecia nos seus sonhos eróticos. Segurei sua cabeça e passei a bombar e fuder sua boca feito louco, ela segurou o pau com uma mão e sugar com muita força! Me sentia metendo numa buceta virgem tamanha era a pressão q meu apu sofria daquela boca gulosa... 2 minutos nesse movimento e um jato de porra grossa enchia sua boca, eu tava gozando! Meus olhos reviraram, minhas pernas enrrigeceram, tentei tirar meu pau de dentro pra gozar o que faltava no seu rosto, mas pra minha surpresa, ela fez algo que nenhuma outra mulher fez antes: ela engoliu meu pau até o talo fez ele sumir todinho dentro da boca encostando os lábios nos meus pelos pubianos, sentia a cabeça do pau descer e encostar na sua garganta, segurou minha bunda com as duas mãos não permitindo tirar meu pau de dentro de sua boca!! Sinceramente, eu nunca gozei como naquele momento e talvez jamais volte a gozar de novo!! Cheguei a gritar de tanto tesão, e meus movimentos de estocadas fortes foram diminuindo, diminuindo, e quando parei, ela foi tirando o pau de dentro da boca e lambendo como se quisesse prosseguir uma nova chupada, caí deitado no sofá com as pernas duras quase dando câimbras, e ela rindo me disse: - Você acha que depois de tanto desejar um pau na boca, eu perderia um leitinho tão gostoso? Gargalhou, bêbada, e me pediu cerveja, prontamente trouxe as cervejas e depois de uns 25minutos já tínhamos tomado quatro latas cada um e eu fui ao banheiro, quando voltei ela tava dormindo deitada no sofá, sua saia havia subido revelando um volume enorme embaixo da bela calcinha rendada, dourada e de lacinho que ela usava , meu pau voltou a ficar duro, me aproximei e aquele cheiro de cerveja que exala dela me deixou muito mais louco, passei a acariciar sua xota por cima da calcinha e vi que aquele volume todo era de uma buceta carnuda de pelos ralos, lisinhos e bem aparados, com lábios grandes e pela calcinha encharcada pude comprovar o tezao q ela sentiu quando me chupava... me coloquei sobre ela e passei a desamarrar o cadarso de sua blusa, até ver surgir um belo par de seios com marcas de biquine branquinhas contrastando com sua pele morena , os bicos eram lindos e tavam durinhos como facas afiadas, não resisti e resolvi chupar ! chupei, chupei, chupei muito, e vi os bicos duros cada vez mais duros... livrei seu corpo totalmente da blusa e desci chupando tudo no caminha da xotinha até chegar no umbigo, me concentrei ali, metendo a língua e fazendo movimentos circulares, esperando q ela acordasse e compartilhasse do tezao que era só meu! Mas o único sinal de vida que ela me mandava eram arrepios pelo corpo...
Resolvi descer até a xaninha alagada dela, levantei mais sua saia e passei a morder e lamber sua buceta por cima da calcinha, aquele cheirinho de buceta melada me enloquece, puxei a calcinha de lado e um fio de baba da buceta foi junto com a calcinha... louco de tesão, caí de boca e chupei e lambi o quanto pude... pentrava minha língua fundo na xota e sentia as contrações na minha língua, e o gosto delicioso daquela bucetinha apertadinha... chupava os lábios da buceta com força e sentia o clitóris enrrigecer-se na minha boca, nesse momento o corpo dela se contorcia e ela erguia os quadris como se quisesse ser penetrada pela língua... com o pau já muito duro , resolvi ir mais mundo naquela delicia que tava babando de tesão!, dormindo como estava, aquele mulherão tava muito pesado... me ajeitei no sofá, pus suas pernas nos meus ombros e vi meu pau se enterrando e sumindo naquela buceta ... o barulho de melado que fazia me deixava pirado, tava adorando fuder aquela mulher maravilhosa enquanto ela dormia!! Dava um ar de estupro, já não queria que ela acordasse, passei a bombar com grande velocidade, como um cachorro quando trepa numa cadela... o suor escorria, seus seios balançavam, o barulhinho de melado, eu chegava a tirar e botar o pau inteirinho dentro dela, metia com muita vontade e até com uma certa violência... aí ouvi ela sussurrar baixinho: - to gozandoooooo! Vi seu corpo se arrepiar e sua buceta contrair com força meu pau, o tesão era imenso pra eu parar naquele momento! GOZEI!!! Gozei muito, e com muita força!! Gozei vendo ela morder os lábios e chupar a propria língua!! Gozei em espasmos fortes, longos, gozei tudo dentro dela!! Bem no fundo daquela xota! Meus quadris prosseguiam bombando inconscientes depois de tanto gozo, a cebeça da pica doía... eu caí sobre ela exausto e molhado de suor, sentir seus braços me enlaçando e seus bicos dos peitos ainda duros contra os meus...
Adormecemos assim...No domingo pela manhã fui despertado por ela (Ana) repetindo a chupada que ela havia feito horas atrás. Aí tive a certeza que apesar de ela estar bêbada, estava muito consciente do que fizera!!
Desejei pra ela um bom dia, mas ela me interrompeu dizendo: - cala a boca! , o único som que quero ouvir de sua boca são seus gemidos!! Nossa ! que tesão me bateu!! Dessa vez eu não me deixou gozar!! Tirou o resto da roupa, e ficou ajoelhada no sofá com o rosto pra parede e a bunda bem empinada, e me puxou pra me posicionar atrás dela, quando tava posicionando pra enterrar de novo naquela xota, pra minha surpresa, ela pegou meu pau começou a pincelar o buraquinho do cu! Imaginei: ora!! Se o marido não deixava ela nem chupar um pau, seguramente aquele cuzinho nunca tinha vista uma pica!
Voltei com força a enterrar na xota, fazendo ela e conseqüentemente me melar junto, baixei e chupei com tesão aquele cuzinho, tentava penetra-lo com a língua, mas era muito apertado pra isso... levantei e atendi seus pedidos pra que eu fizesse dela mulher. Comecei a forçar mas a cabeça grande do meu pau dificultava, aí falei pra ela parar de tentar sugar meu pau com o cu e fazer o contrario, tentar expelir!! Ai sim senti a cabeça enterrando dilatando aquele cu... o corpo dela tremia e ela me xingava de desgraçado e que eu tava rasgando ela em duas bandas...
Mas finalmente e pau entro até a metade e comecei a movimentar num vai e vem e cada vez mais lubrificado, a dor que ela e que também eu sentíamos passou a ser prazer, só prazer!! Segurei seus peitinhos e passei a bombar com força e rapidez e ela pedindo pra q eu gozasse q ela não tava agüentando de dor!! Via sangue no meu pau e resolvi parar!! Ela se voltou pra mim e disse:
- se vc parar agora eu mato vc!! Me fode porra!! Rasga meu cuzinhooooooo!!!
Ouvindo isso, eu enterrei o Maximo que pude e comecei a gozar com estocadas fortes, gozei muito!! Ficamos grudados como cachorros depois da trepada..., algum tempo depois fui tirando o pau de dentro e vi escorrer porra e sangue entre suas pernas... eu sentei no sofá e ela entre minhas pernas... ficamos abraçados um tempo... com versamos um pouco e depois fomos tomar banho...
Depois que ela se vestiu, veio até mim pra se despedir e só aí ela veio e me beijou!!
Saiu em seguida, a rua tava deserta, fiquei na varanda olhando ela entrar em casa, e nesse momento percebi feliz da vida que não havia sido só mais uma trepada, eu havia ganho uma amante!!
Espero que gostem e mandem suas opiniões!
J.P – Salvador - BA
          Meti na minha sobrinha enquanto ela fingia dormir        

Como já consta em meus relatos anteriores, sou um coroa muito bem apessoado, e fissurado em fofas. Isso vem desde minha infância, quando ficava super ligado em minhas professoras. Adorava ver aqueles \"rabões\" enormes andando para lá e para cá durante as aulas. Estou muito bem financeiramente, moro em São Paulo, na zona oeste, e todos os relatos que envio, os faço em retribuição aos inúmeros contos de bom nível que encontro neste eem outros sites do gênero, que me entretem e ao mesmo tempo erotizam os pensamentos. Este relato, ocorreu há poucos dias atrás, e foi tão envolvente que resolvi dividí-lo com os amigos. Tive que passar uns dias hospedado na casa de minha irmã adotiva, porque seu marido fora vítima de um acidente automobilístico. Nada muito grave, mas como eles moram em uma casa na praia de Itanhaem, fui convidado para ficar por lá durante uns dias, tanto por motivos de segurança, quanto para ajudá-los até a recuperação do marido da minha irmã. A casa embora muito confortável, estava em reforma, e apenas dois quartos estavam disponíveis, ou em condição de uso normal. Na suite principal ficava minha irmã adotiva, e no outro, que não é suite, ficava minha sobrinha. Dezenove anos, bonita, olhar profundo, tímida, fofinha tímida, que se preparava para o vestibular de enfermagem, deve ter 1,70m, uns 84 quilinhos de puro tesão. Seios grandes e empinados, coxas largas, e o que sempre me atrai muito....aquele bundão. Sugeri que eu dormisse na sala, mas esta proposta foi recusada logo de partida, e acabei tendo que aquiescer em ficar no quarto da minha sobrinha, Elisa. Visitamos o marido da minha irmã, e voltamos para casa, por volta das nove horas, e como ainda estava sem sono, tomei uma bela ducha. Tomei um livro emprestado da minha sobrinha e me deitei disposto a ler até o sono aparecer. Elisa entrou no quarto algum tempo depois e ficou teclando algo no computador. O sono veio aos poucos, e em pouco tempo eu joguei o livro de lado e cai no sono. Algumas horas depois, acordei meio sonolento ouvindo alguns ruidos estranhos. Abri os olhos levemente, e me deparei com a Elisa conversando pelo celular com alguém, e se masturbava gemendo e se contorcendo toda. Estava dominada pelo tesão, e o papo que a envolvia decorria de algum amigo da internet mesmo. Acho que ela sentiu intuitivamente que eu estava acordando e saiu na ponta dos pés para o banheiro. Deixou o computador ligado. Sutilmente me levantei e olhando para o histórico descobri que ela estava teclando numa sala de sexo. Voltei rapidamente para minha cama, e nem pude me cobrir totalmente porque ouvi seus passos, retornando ao quarto. Entrou e ficou olhando para mim. Eu estava deitado, descoberto, e sem dúvida o pau ficara duro, e saliente, denunciando o tesão que eu sentia naquele momento. Ela se aproximou de mim. Eu protegido pela quase escuridão, e com os olhos semicerrados a fitava. Ela olhava sedenta para o meu pau que estava empinado. E, com muito cuidado ela tocou meu pau, e neste mesmo momento senti o tremor do seu corpo todo. Ela estava dominada pelo tesão. Seu corpo tremia todo, e não era de frio. Provocativamente me movimentei na cama. Ela se assustou, e voou para sua cama. Fiquei frustrado, não era isso que eu esperava. Forcei uma pequena tossidinha, e ela respondeu fingindo dormir, soltando um pequeno roncadinho do lado de lá. Fiquei assim alguns minutos, levantei-me e fui até o banheiro. O celular estava lá. Desligado. Voltei na ponta dos pés, e quando entrava no quarto notei que ela estava se masturbando. Deu um movimento brusco quando sentiu minha presença. Fui para perto da sua cama. Com dificuldade, consegui ver que ela estava semi descoberta, sem a calcinha, e com a camiseta levantada quase à altura dos seios. Com cuidado e muito tesão encostei minhas mãos em seus seios. Ela fingia dormir. Os bicos dos seios estavam a ponto de furar o tecido da camiseta. Ela sentiu meu contato e seu corpo se movimentou denunciando seu tesão, mas ainda fingia dormir e era isso mesmo que eu queria. Apalpei o seio todo. Curvei meu corpo sobre o dela e beijei os seios. Ela fazia sons de quem dormia e sonhava, mas eu sabia que era puro fingimento, e fui em frente. Beijei os dois biquinhos que ficaram ainda mais destacados. Eu não os via, mas sentia tudo. Enquanto eu sugava e acariciava seus seios, ela lutava para controlar o movimento das pernas que entreabertas estavam ávidas por envolver um homem. Sabendo disso fui baixando meus lábios em direção ao seu ventre, e ela quase perdia o controle da respiração e dos movimentos do corpo. Tentava se controlar e eu fingia que ela dormia. Encostei meus lábios sobre a sua bucetinha. Deixei a respiração morna ser forçada contra seu sexo apenas para provocá-la ainda mais. Ela quase levantava o quadril buscando minha boca. Dei um beijinho bem sobre a bucetinha. Senti que estava molhada, e inchadinha. Com uma das mãos abri a fenda. Estava mesmo muito molhada. Abri bem, deixando escancarada. Ela se mexeu toda levantando o quadril todo direção minha boca. Eu encostei a lingua na fenda e a fiz correr do fim para o começo e toquei de leve com a ponta da lingua o seu grelinho que estava totalmente empinando e ensopado de suco. Ela não consegui segurar um gemido e o corpo se empinou todo. Fiquei chupando sua bucetinha, fazendo a lingua deslizar pela fenda toda, e no final massageava com muitos toques com ponta da lingua seu grelinho. Ela agora mantinha os olhos fechados, simulava dormir. mas o seu corpo e sua respiração a desmentiam. Era um jogo. Eu apenas jogava. Fui aumentando a velocidade do passeio da lingua na sua fenda, e de repente ela endureceu o corpo todo....e gozou sem ligar para os gemidos e as contorções do corpo todo. Jogou seu corpo de volta para a posição e ficou estática. Parada por completo, e com a respiração lenta e preguiçosa de quem gozara para valer. Continuei com as mãos acariciando a bucetinha, e fui encostando meu corpo ao dela. Ela estava amolecida, prostrada. Encostei meu pau na fenda. Ela quase acordou de verdade tamanha era a vontade de me sentir dentro dela. Encostei o pau na fenda. Como estava muito molhado pela mistura do suco, e da minha saliva. Ele escorregou para dentro, entrando até a cabeça ficar toda agasalhada. Segurei um pouco a penetração para fingir que não queria acordá-la continuando o joguinho. Ela voltou a si, e senti seus quadris se mexendo forçando levemente o aumento da penetração. Aceitei a provocação e não enfiei tudo. Dei umas mexidinhas com o pau mantendo apenas a cabecinha agasalhada. Ela quase se descontrolava e perdia o joguinho. Dava umas contrações na musculatura pélvica e isso aumentava meu tesão. Estava para gozar de tanto tesão mas me controlava. De repente o tesão me dominou e enfiei de uma vez o que faltava. Escorregou de uma vez até o talo. Deixei o pau enfiado até o talo, e apenas dei umas contrações quando atingi o ponto extremo e ela deu uma respiradinha de satisfação de quem conseguira o que sonhara e queria naquele momento. Mal começamos a nos movimentar eu não consegui me segurar e gozei explodindo uma enormidade de porra dentro daquela bucetinha, enquanto ela soltava as pernas que envolviam minha cintura, e voltava á posição de quem estava dormindo.Fiquei com o pau atolado por alguns momentos. A porra escorria misturado com o suco e ela respirava leve...satisfeita. Voltei para minha cama. Acordei com o sol entrando pela janela mal fechada. Ela também acordou. Sorriu para mim. e disse que tivera uma bela noite, com sonhos (que ela sabia ter sido bem real) deliciosos, apesar de ainda estar preocupada com o pai no hospital. Levantou, foi até minha cama e me dando um beijinho no rosto, perguntou....gostou de dormir aqui tio?, disse-lhe que sim e ela disse: - eu adorei ...me senti mais tranquila...e espero que o senhor fique um bom tempo por aqui, quem sabe até o meu pai retornar para casa. Continuamos o joguinho por mais vinte dias, onde tive a oportunidade de meter naquele cuzinho lindo que ela tinha, até que meu cunhado retornou e eu tive de ir embora. Bem amigos por hoje é só....quando acontecer novo evento assim eu volto a relatar exatamente como ocorreu. Tudo isso para homenagear as fofas de qualquer idade ou condição....sou e sempre serei fissurado nelas.....
M.Mattos – São Paulo - SP
          Entreguei-me ao meu primeiro amor        

A história que vou relatar aqui é verídica. Há seis anos atrás eu morava no sitio com meus pais e estudava numa escola rural. Ao terminar o ensino médio fui para uma cidade vizinha, morar com uma tia, onde além de estudar ajudava-a nos afazeres de casa. Meu primeiro beijo aconteceu quando eu tinha dezesseis anos, com meu amigo de escola chamado Fernando (nome fictício), que sempre foi apaixonado por mim, mas que eu sempre ignorei por ser três anos mais velho que eu. Hoje estou com dezessete anos e mesmo morando na cidade grande, com novas amizades, continuo virgem. Certa noite quando cheguei em casa após o colégio, tinha uma carta das minhas amigas que deixei lá no interior, convidando-me para a festa de formatura delas e dizendo-me o Fernando continua apaixonado por mim, pois nunca deixa de querer saber notícias minhas. No dia seguinte escrevi para elas confirmando minha presença e no dia marcado lá estava eu de volta na minha cidadezinha. Minhas amigas estranharam um pouco o meu novo visual e a forma que eu me vestia, muito mais sexy e provocante. Meus pais então nem queiram saber o que eles falaram ao me ver. Passei a tarde com minhas amigas no galpão onde rolaria a festa, ajudando-as na decoração. Lá pudemos conversar sobre tudo, mas o Fernando era o tema principal, pois nos meses que eu fiquei fora, elas contaram-me que ele não namorara ninguém a sério, pois só ficava, certamente para se satisfazer e sempre dissera a elas que continuava me amando. Ouvindo tudo aquilo, não podia deixar de admitir que eu também tinha uma quedinha por ele e talvez fosse até apaixonada, mas nunca admitira, portanto sem falar nada a ninguém, eu também nunca o esquecera e sempre tinhas sonhos e pensamentos eróticos com ele, imaginando-o ser o meu primeiro homem, aquele que iria tirar o meu cabaço e me ensinar as maravilhas do sexo. Já a noite no galpão, a festa tava bombando e eu andava de um lado para o outro procurando pelo Fernando, que ainda não encontrei desde que voltei. As horas iam passando e nada. Fiquei numa aflição, prometendo mil coisas caso ele aparecesse, como já era bem tarde ele num aparecia eu fui dançar e curtir um pouco a festa, e ele nada. Quando foi bem mais tarde, e eu já sem esperanças vi ele chegando, tava ainda mais lindo do que quando o vi na última vez. Nossa, minha buça molhou na hora, minha vontade era de voar em cima dele, mas me contive, e assim a festa ia rolando, e ele nada de me procurar, talvez ressentido ainda pela forma que fui embora sem sequer despedir-me dele. Eu fiquei com o coração na mão e minutos depois decidi ir embora muito triste pois ele ainda não tinha me procurado. Despedir-me das minhas amigas e quando sai da festa ele estava do lado de fora do portão me esperando, e veio em minha direção falando: “preciso conversar com você, pode me ouvir?”, Disse-lhe que sim, mas antes queria um abraço bem forte dele, o que ele não pensou duas vezes em me dar. Disse que estava um pouco cansada, mas que poderíamos ir conversando enquanto caminhávamos. Ele então me acompanhava dizendo: “Porque você fez isso comigo? Você não percebeu e percebi que sou louco por você?, por favor diga-me alguma coisa?” Eu continuava andando sem nada falar, apenas ouvindo-o e quando chegamos na praça, ele se pos na minha frente, me parou, ergueu meu rosto e viu que eu estava chorando, então me abraçou falando: “porque você complica as coisas, eu amo você e sei que no fundo você também me ama. Te desejo desde aquela vez que ficamos juntos, mesmo que por alguns instantes e trocamos nosso primeiro beijo, o qual eu nunca esqueci” então aproximou seus lábios dos meus e me beijou, eu então baixei a guarda, abracei-o e correspondi com muita excitação. Ele disse que não via a hora de sentir meus lábios novamente e eu disse-lhe que eu também nunca esquecera aquele beijo. Continuamos a nos beijar e nas poucas palavras que trocávamos, ele disse saber que eu ainda era virgem e que nunca havia beijado outros rapazes, pois minhas amigas havia lhe dito sobre os meus medos e raiva que eu tinha de homem, devido meus traumas de infância, em seguida fomos para a praça onde não tinha ninguém, nos sentamos em um banco daquele e começamos a nos beijar, ele sabia como me deixar louca, eu não conseguia me soltar, mas ele com sua paciência aos poucos foi me relaxando, para que se eu quisesse me entregar a ele sem receio, ele mordiscava minha orelha, chupava, ia descendo pelo meu pescoço me deixando muito excitada. Resolvi me entregar de corpo e alma a ele, pois sempre sonhara com aquele momento, então comecei a soltar gemidos baixinhos, com vergonha dele perceber como eu estava cedendo aos seus encantos, eu respirava fundo e gemia, ele lentamente desceu sua mão em meus seios, eu delirei quando ele toucou eles pela primeira vez. Ele desceu sua mão até minhas pernas por entre as coxas e foi passando me fazendo gozar pela primeira vez naquela noite, sem ao menos ter me penetrado. Ele percebeu que me fez gozar e continuou a me tocar, em seguida ele devagar passou sua mão em minha xaninha por cima da calcinha, e viu como eu estava super molhadinha, e disse ao meu ouvido: “agora estou domando a minha menina” , então disse a ele: “quero ser sua, me doma” ele respondeu “já esta domada”, e ele me beijou na boca e desceu sua mão até minha xaninha e ficou alisando-a, depois tirou minha calcinha e colocou em seu bolso da calça e me pediu pra abrir minhas pernas, o que eu obedeci sem reclamar, pois eu queria muito que ele me penetrasse, mas não foi isso que ele fez, ele abaixou as alças de meu vestido e levou sua língua lambendo meus seios e depois chupando-os, eu gemia muito, não conseguia me controlar, minha xana estava muito molhada, ele passou sua mão nela enquanto sugava meus seios intumescidos, e eu urrava de desejo, estava como uma mulher vulgar em sua mão, ele voltou a me beijar na boca, com aquele beijo macio e molhado. Então ele abriu o zíper da calça e tirou aquele mastro pra fora e me pediu que eu olhasse para aquilo que seria todinho meu, eu olhei meio tímida e ele levou seu pau até minha boca e disse: “chupa meu pau minha menina, ele é todinho seu, hoje quero ter você por inteira e sem pressa, agora coloca sua boca nele e suga como se tivesse mamando” eu fiz o que ele pediu e meti minha boca naquele cacete enorme, chupei com muita vontade, como se fosse uma puta bem experiente, mas na verdade era a primeira vez que me via com um cacete na boca. Depois disso ele me pegou pelas mãos e disse: - Vamos para a minha casa, lá eu te farei mulher, a minha mulher e se quiser você será minha para sempre. Seguimos para a casa dele. Já na casa dele, fomos direto para o quarto dele, onde logo que entramos ele me virou de costas, beijou meu pescoço, foi tirando todo o meu vestido e continuou me lambendo e beijando nas costas. Então me deitou de bruços na cama e retirou meu vestido deixando-me nuazinha. Em seguida percorreu sua língua em minhas costas até chegar em meu rego e no meu cuzinho, deixando-me enlouquecida. Ele então começou a se despir e já livre das roupas, com aquele cacete duro feito pedra na minha frente, fez-me segurar e colocar na boca, chupando-o novamente. Vez ou outra ele parecia querer me furar a garganta, pois empurrava aquela vara até minha goela, fazendo-me ânsia de vômito. Depois de um tempo,veio por cima de mim, abriu minhas pernas e encostou seu mastro em minha xaninha, me levando a loucura, e ali ficou roçando e me beijando, eu comecei a chorar de prazer e respirar ofegante como se tivesse faltando algo me mim, e ele dizia: “chora minha menina, que agora você vai ser minha pra sempre” e de repente ele forçou a entrada de seu pênis em minha xana enfiando apenas a cabecinha, depois eu comecei a rebolar em seu pau para que o resto entrasse, mas ele retirou seu pau, e eu comecei a gemer alto e entre gemidos eu dizia: vai, por favor, me faz tua mulher, eu quero ser sua e nunca mais vou ti ignorar, não me deixe assim” ele ouvindo o que disse retornou seu pau em minha xana e forçou sua entrada, aquilo queimava minhas entranhas, ele tentou me penetrar mas não entrava, afinal eu ainda era cabaço e eu comecei a chorar de dor e prazer e ele me beijava e voltava e a me penetrar, e não conseguia e eu comecei a falar: “pode meter tudo em mim de uma vez que eu agüento, mas não me deixe sem sentir você, preencha esse vazio que esta entre minhas pernas” ele obedeceu enfiou novamente forçando a entrada, as lagrimas escorriam de meu olhos, mas aquela dor e prazer que eu senti foi enorme, me senti sair do meu corpo, como se fosse desmaiar, ele me beijava, e eu sentia cada centímetro de seu pau rasgando a minha xana, ele enfiou tudo e esperou um pouco para que eu pudesse relaxar e começou num movimento de vai e vem bem devagar, e ao mesmo tempo ele me beijava e segurava meus cabelos fortemente, aquilo pra mim era um sonho. Eu gozei múltiplas vezes insanamente, naquele pau gostoso e ele vendo aquilo todo melado tirou seu pau pra fora e se pos a chupar e lamber minha xoxota, eu me contorcia de prazer até que gozei em sua boca, depois ele meteu seu pau em mim novamente e bombou bem rápido dizendo: “vou gozar minha menina ahhhhhhhhh, você agora é minha mulher, eu ti fiz minha mulher ahhhahhaahhh” e começou a gozar dentro da minha buceta e também sobre ela. Sentindo aquele leitinho quentinho no meu interior e sobre meu corpo, comecei a gemer feito uma alucinada e mais uma vez gozei gostoso. Depois de tudo terminado ficamos coladinho um ao outro com ele fazendo carinho. A sua porra escorria entre minhas pernas, eu passei a mão em minha xana e pude notar que tinha um pouco de sangue pelo meio, ele notou que eu vi e começou e me explicar que aquele sangramento era normal, afinal eu acabara de ser deflorada. Depois de uma meia hora nos limpamos e nos vestimos e ele levou-me até minha casa. No dia seguinte acordei feliz da vida e quando pensei em ligar para ele, o meu telefone tocou e era ele, perguntando-me se estava tudo bem e convidando-me para almoçarmos juntos na pensão de um amigo nosso num bairro vizinho. Disse-lhe que sim. Mas tarde nos encontramos, almoçamos e depois fomos para um hotel onde mais uma vez entreguei-me a ele e desta vez além de minha bucetinha recém desvirginada, ele colocou-me de quatro na beirada da cama e arregaçou o meu cuzinho, tirando-me todas as pregas e depois fazendo-me chupar e engolir toda a porra dele na hora de gozar, o que fiz sem nojo e sem receio, afinal eu sempre o amei e não queria perdê-lo. Daí pra frente assumimos nosso relacionamento e depois de quatro meses de namoro, resolvemos morar juntos numa casinha modesta, mas nossa, que construímos num terreno que ele tinha. Hoje somos felizes e realizados sexualmente, pois sabemos como nos completar.
Luana – Rio Claro - RJ
          GOZOU ENQUANTO EU FINGIA DORMIR        

Num certo final de semana, eu e meu marido, junto a alguns cais de amigos, fomos para o nosso sítio tomar um banho de cachoeira, queimar uma carne e saborear algumas cervejinhas bem geladas. Neste dia, para a minha surpresa, além dos casais que convidamos, meu marido convidou um amigo dele de trabalho, chamado Henrique, para ir também. Logo que chegamos no sítio, como estava um dia ensolarado e muito quente, enquanto os homens aprontavam a churrasqueira e colocavam as cervejas na geladeira, eu e minhas amigas nos livramos das roupas, ficando só de biquínis e fomos direto para a cachoeira que cortava o nosso sítio. Já banhávamo-nos algum tempo, quando os homens chegaram trazendo-nos algumas cervejas. Tive uma grata surpresa ao ver o Henrique só de sunga, pois além dele ser um gato, bem mais novo que o meu marido, era portador de um belo volume entre as pernas. Fiquei cheia de tesão na hora e passei a imaginar aquele cacetão que ali se escondia, adentrar meus buraquinhos. Em certos momentos minhas amigas falavam comigo e eu estava fora de órbita, mas não deixei-as perceberem o porque da minha distração. Virava e mexia, olhava para aquele gato e depois de um certo tempo, percebi que ele também não tirava o olho de mim, pois também eu me insinuara o tempo todo para ele, provocando-o. Ficamos ali na água por quase duas horas, até que a fome começou a bater e resolvemos ir para a casa, onde acendemos a churrasqueira para começarmos a fazer o churrasco. Enquanto assava a carne, minhas amigas e eu fomos pra cozinha preparar o restante dos complementos, tipo arroz, farofa, maionese, etc. Henrique de vez enquanto vinha na cozinha buscar mais cerveja para a turma e eu vendo-o ali, meu tesão aumentava ainda mais, então resolvi dar o tiro de misericórdia nele, deixando-o doidinho por mim. Observando que onde ele estava sentado, via o banheiro do meu quarto, deixei minhas amigas na cozinha com a desculpa que estava muito calor e que ia jogar uma água no corpo e fui pro quarto, entrando no banheiro e deixando a porta propositalmente aberta para que ele me visse. Retirei meu biquíni, entrei embaixo do chuveiro e comecei a me ensaboar e tocar minha xana, masturbando-a lentamente. Meu plano havia dado certo, olhei na direção dele e lá estava ele olhando-me fixamente. Como achei que fosse acontecer. Provoquei-o por alguns minutos e depois ainda saí peladinha mostrando-me por completa para ele. Encostei então a porta do quarto, coloquei um minúsculo shortinho e uma blusinha sem meu soutien e voltei para encontrar a turma. Henrique não tirava o olho de mim. Depois que comemos, colocamos uns forrozinhos para rolar e começamos todos a dançar. Era a oportunidade que eu queria para ralar minhas coxas naquele gato e sentir o volume do seu cacete, mas lógico que isso depois de eu dançar com o meu marido e com os maridos das minhas amigas. Finalmente chegou a vez dele que já havia dançado com duas das minhas amigas. Mal começamos a dançar, senti seu cacete pulsar,encostado nas minhas pernas. Maliciosamente, disse-lhe baixinho, desvie o pensamento senão vai acabar a música e você vai ficar em má situação com este cacetão duro. Ele nada falou e continuou a dançar. Aos poucos percebi seu mastro se aquietando. Terminada a música, fui dançar novamente com o meu marido e ele com uma das minhas amigas. Foi um domingo maravilhoso aquele, mas ficamos só naquilo. Já era noite quando voltamos para as nossas casas. Confesso que não me esqueci daquele gato um dia sequer e para minha surpresa, na quarta feira seguinte, Alfredo, meu marido chegou em casa e foi na cozinha onde eu me encontrava preparando o jantar, dizer-me que tínhamos visita para o jantar, pois iriam assistir o jogo do Fluminense que iria passar na tevê. Terminei de colocar o arroz no fogo e quando fui na sala ver quem era a tal visita, era ele, o gato dos meus sonhos, o Henrique, em carne e osso ali na minha frente. Ele educadamente levantou-se, veio até mim e cumprimento-me com dois beijinhos no rosto, confesso que quase gozei na hora, senti minha calcinha encharcar, mas me segurei e disse-lhe para sentir-se a vontade e que o jantar não demoraria sair. Pedi licença a ele e retornei para cozinha, e fiquei imaginando ele me fudendo, pois depois daquele dia em que assistiu eu me masturbando lá no sítio, certamente ficou ainda mais tarado por mim. Pouco antes do jogo começar, servi o jantar. Henrique não tirava o olho de mim quando tinha oportunidade. Terminamos, eu fui lavar as louças e eles se acomodaram na poltrona, não sei se estrategicamente ou coincidentemente, o gato dos meus sonhos sentou-se na poltrona que dava visão para o meu quarto, mas precisamente para a cama. Como eu estava cansada, tinha feito uma faxina geral na casa e não sou muito chegada a futebol, pedir-lhe desculpas e disse ao meu marido que iria dormir. Entrei no quarto me preparando para dormir, propositalmente deixei a porta entre aberta e percebi que quando meu marido foi na cozinha buscar mais umas cervejas para eles, Henrique não tirava os olhos da minha cama. Cheia de tesão, resolvi deixar o Evandro doidinho! Coloquei uma camisolinha fininha, deixei o abajur ligado, apaguei a luz principal e me deitei de um jeito em que a camisolinha levantasse até a altura da cintura deixando a minha bundinha distraidamente à mostra, para a exata visão de onde Henrique estava, já que a porta do quarto ficava de frente para a sala de tv e o sofá de frente para porta do quarto, o que de onde o Evandro estava dava pra me ver deitada na cama. Eu fingia dormir e já estava molhadinha só de pensar que ele estava me tarando com os olhos de ver minha bundinha de fora. Então pra provocar mais ainda dobrei a perna levando o joelho até a minha barriga de forma que a minha bucetinha ficasse aberta para ele. Sentia o meu tesão escorrendo no meio das minhas pernas, encharcando minha calcinha. Estava super excitada com aquele joguinho, o que embora o meu cansaço, impedia-me de dormir. Quando estava para terminar o primeiro tempo, vi meu marido falando pra ele ficar a vontade, pois nom intervalo iria tomar um banho enquanto não iniciava o segundo tempo. Foi o juiz dar o apito final pro intervalo, meu marido foi para o banheiro, tomar banho. Como eu sei que o Alfredo demora muito tempo no banheiro quando entra pra tomar banho pensei: Oba, pelo menos quinze minutos terei para provocar este gatinho e deixá-lo louco de tesão por mim. Como eu o provocava, fingindo dormir, de repente senti uma respiração ofegante bem perto da cama. Fiquei imóvel, me segurando para não gemer, afinal eu fingia dormir. Não demorou muito eu senti algo quente espirrando em minha bunda e em minhas pernas. Não é que o taradinho havia tocado uma punheta e gozado em cima de mim. Percebendo o que acontecera tive um orgasmo duplo, mas não pude me manifestar senão ele perceberia que eu ainda estava acordada. Na mesma hora o barulho do chuveiro ligado parou. O Alfredo já havia terminado o banho. O gatão então saiu rapidamente do quarto e eu na mesma hora gozei gostoso novamente, gemendo baixinho. Passou alguns minutos ouvi o Alfredo de volta na sala comentando sobre o primeiro tempo com ele. Iniciou o segundo tempo e saiu gol do Fluminense, os dois vibraram bastante e eu aproveitei para fingir ter acordado com o barulho, para me limpar. Levantei-me, fui no banheiro e depois coloquei meu roupão de banho por cima e fui até a cozinha beber água. Na volta perguntei quanto estava o jogo e fui deitar-me novamente. Acabei adormecendo e só despertei pela manhã na hora do meu marido sair para o trabalho. Mal ele virou as costas e saiu no carro, sentei-me na poltrona onde o Henrique estava na noite anterior, e lembrando do que acontecera e da gozada dele nas minhas coxas e bunda, comecei a me masturbar gostoso, até que gozei fartamente, pensando no quanto seria bom ter o cacete daquele gato, na minha boca,na minha xota e no meu cuzinho. Dias se passaram e num certo sábado fui ao mercado fazer umas compras e para minha surpresa, encontrei o meu gato de consumo Henrique. Nos cumprimentamos beijando-nos no rosto e propositalmente no cantinho da boca e ele me passou o número do telefone, dizendo que queria muito transar comigo e sabia que eu também queria transar com ele, pois eu disfarçava muito mal estar dormindo, portanto se eu resolvesse marcar era só ligar para ele que não pensaria duas vezes em enfiar seu cacete nas minhas entranhas. Ele sorriu, deu-me um outro beijo, desta vez selinho e foi embora. Querem saber se aconteceu algo entre nós? Acabou acontecendo, mas conto outra hora.
Putinha baby – Nova Iguaçu - RJ
          Los cinco bombazos third party para Wii        


Publicado originalmente en La Gran N

Nadamos en la abundancia. 2010 es el año de la re-consagración de las third parties ( 2009 ya sentaron precedente ) y también el año en que Nintendo vuelve a estar en forma. Los dos flancos lo dan todo por un catálogo más extenso y de mayor calidad, pero como suele suceder cuando Nintendo lanza sus megatones ( léase Galaxy 2, Other M o el recurrente Zelda ), las third parties desaparecen para el público. Nintendo es muy Nintendo, y si tenemos Wii es por sus juegos, pero además de nueva epopeya de Link, hay muchos otros juegos que bien pueden ganarse un hueco en nuestras juegotecas de cara a fin de año, porque otros más cercanos como el monstruo del márketing Monster Hunter Tri o la venganza desesperada de No More Heroes 2 lo harán en cuestión de semanas. Estos son los cinco títulos de third parties que están dispuestos a seguir la estela de calité que las desarrolladoras vienen demostrando estos meses de 2010.




Conduit 2 ( High Voltage, Sega, finales 2010 )

La secuela del juego polémico del 2009. Lo que es cierto es que High Voltage y los jugones hemos aprendido la lección; tanta expectación puede acabar girandóse en contra y acabar por consumir tu juego. Independientemente del resultado final, The Conduit era un loable intento de llenar un hueco vacío en Wii y nadie le quita el mérito de divertir durante horas en su juego online. Tanto HV como Sega saben que ahora se tendrán que ganar el favor del público cuando el juego salga a la venta y no antes, pero lo poco que se sabe hasta ahora de él ( un multijugador en red y local cooperativo, personalización de personajes, mayor variedad de escenarios ) y la humildad que hasta ahora está teniendo HV entonando un mea culpa, puede llevar a tener fe y esperar que un shooter sin asperezas esta vez.



NBA Jam ( EA Tiburon, EA Games, finales 2010 )

Boom Shaka-Laka ! EA saca de la tumba los mates incendiarios de NBA Jam y los recupera en Wii con una nueva entrega capitaneada por su creador Mark Turmell, que se une a EA Iiburon porque nadie como él entiende el básquet arcade on fire. Personajes cabezones, una plantilla formada entre jugadores actuales y clásicos ( Larry Bird y Magic Johnson serán jefes finales ) y la posibilidad de jugar con un control similar al de Wii Sports Resort en la prueba de triples. Pero tranquilos haters del movimiento, también podréis encestar con control clásico. Lo que aun está por ver es si incluirá juego online, lo que le daría un plus enorme a su básquet tan particular.



De Blob 2 ( Blue Tongue, THQ, principios 2011 )

El juego del blandiblú colorista logró hacerse un hueco en el corazón de más de medio millón de jugones el pasado 2008, y si consigue esto, también se gana un rinconcito en el de THQ. Aunque la política de la editora californiana se aleja de adaptar sus exitazos a Wii, con De Blob piensan a lo grande. Serie de televisión y merchandising hasta con los Happy Meals a partir de 2011. Todo un producto del entertainment, donde el videojuego deja de ser la pieza principal para ser una más de todo el engranaje comercial. Los australianos de Blue Tongue repiten como desarrolladores en este plataformas tutticolori. Es el juego más enigmático de la lista, pero se dice por ahí que el cooperativo puede ser su principal novedad.



Epic Mickey ( Junction Point, Disney Interactive, otoño 2010 )

La estrella third party de Wii el regreso a escena del gurú Warren Spector tras seis años en la sombra. Pintar, borrar, y volver pintar a tu albedrío en escenarios reconocibles y repletos de personajes ( conocidos o no ) del mundo de Mickey Mouse, dónde él será la víctima y no el héroe triunfante. Aunque tú podrás elegir qué será según tus acciones, cambiando así las facciones u habilidades de la mascota de Disney. A medio camino entre el rol, las plataformas ( con fases 2D ) y la aventura, el padre de Deus Ex pretende crear el juego definitivo de Mickey Mouse y todo su mundo que lleva alrededor.



Tales of Graces ( Namco Tales Studio, NamcoBandai, otoño 2010 )

El segundo Tales of que Namco lanza en Wii, solo que esta vez no se trata de una secuela descafeinada. Los combates siguen siendo en tiempo real pero con los añadidos de poder moverte libremente por el mapeado de combate y no jugar en plano lateral y alternar dos estilos de combate, asignados al botón A o B respectivamente. Los combates se actualizan, los gráficos también, dejando de lado las texturas en baja resolución y luciendo todo tipo de efectos dinámicos y mapeados extensos. Todo un RPG épico japonés con mucho de digital: vía contenido descargable podrás jugar a un minijuego gratuito ( Kamenin Merchant ) de mazmorreo para cuatro jugadores con tu DS así como trajes alternativos para los protas, estos si previo pago de puntos Nintendo. Dicen las malas lenguas que septiembre sería una fecha ideal para tenerlo por Europa.

En el backstage:
Trauma Team ( no confirmado para Europa, mayo en Norte América ), Trackmania Wii ( septiembre ), Arc Rise Fantasia ( no confirmado en Europa, junio en Norte América )

          FUTEBOL NA GUERRA        

Em tempo de Guerra o futebol teve vez até no front




Pegando o gancho do post anterior sobre centenário, em 2014 também marca um século do início da I Guerra Mundial, conflito sangrento ocorrido principalmente na Europa e que deixou um saldo de milhões e milhões de mortos entre soldados, civis e até animais. 

De um lado os "Aliados", compostos por França, Grã-Bretanha, Rússia, Bélgica, Sérvia, Itália (começou o embate como adversária, mas se aliou em 1915) e Estados Unidos; do outro, Alemanha, Áustria-Hungria, Império Otomano e Bulgária formavam as "Potências Centrais". O confronto bélico se iniciou em 1914 e só veio ter fim em 1918 com a derrota das Potências, a queda dos otomanos e a consequente assinatura do Tratado de Versailles por parte dos alemães em 1919.

Contudo, mesmo em tempos de guerra o futebol continuava a ser praticado - não só nos países com seus campeonatos locais, mas também no campo de batalha. Foram vários relatos, documentos, registros fotográficos e livros tratando do assunto, quando soldados aproveitavam os breves momentos de descanso e/ou cessar fogo não-oficiais para se divertirem com a bola nos pés.

O cartaz acima foi uma motivação para os jovens ingleses ingressarem no front, visto a declaração do jornal germânico "Frankfurter Zeitung" de que os britânicos "não eram de nada". Já a foto é de 25 de dezembro de 1915, num campo próximo à Salonika na Grécia, numa das chamadas "Tréguas de Natal", em que soldados de ambos os lados faziam um cessar fogo para celebrarem os festejos de fim de ano.

O 17º Regimento de Middlesex ficou conhecido como o "Batalhão do Futebol" ou "The Extremers" ("Os Extemados") devido à maioria de seus componentes serem à época jogadores de futebol. Tal ideia partiu de William Joynson-Hicks, membro do Parlamento britânico. O objetivo principal era despertar o nacionalismo através do futebol. Dirigentes dos clubes e árbitros também se alistaram.

O grupo teve como um de seus líderes o escocês Richard McFadden, atacante do Clapton Orient (hoje Leyton Orient) que entre 1911 e 1915 era o ídolo maior do clube e seu maior artilheiro. O jogador morreu durante os confrontos e hoje é reverenciado pelos torcedores do modesto time inglês ao lado de dois colegas de equipe também mortos na guerra, William Jonas e George Scott.

Os jogos nos terrenos castigados pela guerra muitas vezes eram à base do improviso: bolas feitas de lata, entulhos diversos e arames; as traves muitas vezes eram apenas as botas dos soldados alinhadas e os combatentes corriam atrás da vitória mesmo com seus pesados uniformes. 


Ingleses e alemães rivalizavam também nas peladas durante a guerra



O ex-combatente Ernie Williams, em uma entrevista à rede BBC inglesa há alguns anos, recordou uma das partidas mais famosas da época. "Uma bola foi lançada do lado dos alemães e, em poucos instantes, vários soldados começaram a jogar. Havia umas 200 pessoas e todas pareciam estar se divertindo. Ninguém com más intenções entre nós e não havia juiz, nem placar". 

Vários jogadores britânicos, que inclusive atuavam por suas seleções, estiveram no "Batalhão do Futebol" durante as batalhas de Deville Wood e Guillemont  - essas duas na Batalha do Somme - e na Batalha de Arras em 1917. Nomes como o do já citado escocês McFadden, do zagueiro Frank Buckley (Bardford City e Inglaterra), do meiocampista Lyndon Sandoe (Cardiff City e País de Gales) e todo o time do Hearts of Midlothian da Escócia engrossaram as fileiras nas trincheiras da I Guerra Mundial.


Exeter City de 1914: sete dos jogadores que enfrentaram o Brasil foram à guerra



Na postagem anterior  relembramos os 100 anos de história da Seleção Brasileira de futebol. E em sua primeira partida o adversário foi o inglês Exeter City, com vitória brasileira por 2 a 0 no campo da Rua Guanabara, atual Laranjeiras, no Rio de Janeiro. A I Guerra estava em seu começo no dia 21 de julho daquele ano, mas devido às dificuldades de comunicação da época os britânicos ainda não tinham conhecimento do conflito - só ficaram sabendo quando estavam retornando à Europa a bordo do navio Alcântara.

Relatos de alguns dos jogadores deram conta de que com o navio portando uma bandeira inglesa em seu mastro houve o temor da embarcação ser atacada pelas forças inimigas. Porém, felizmente a viagem foi realizada sem transtornos e os únicos tiros ouvidos foram de navios franceses como advertência para o confronto durante a passagem pelo Canal da Mancha.

Aidan Hamilton, autor do livro "Have you ever played Brazil? - The story of Exeter City's 1914 tour to South America" ("Você já jogou contra o Brasil? - A história da turnê de 1914 do Exeter City pela América do Sul", inédito no Brasil), relata que 7 dos 11 jogadores que entraram em campo no histórico jogo contra os brasileiros foram convocados para a guerra: o goleiro Reg Loram, o médio e capitão do time Jimmy Rigby, os zagueiros Jack Fort e Sammy Strettle, e os atacantes Charlie Pratt, Billy Lovett, Fred Goodwin e Fred Whittaker - estes dois últimos integrando o "Batalhão do Futebol". Ainda segundo Hamilton, Goodwin sofreu sérios ferimentos nos confrontos e jamais voltou a atuar. 

Afora estes citados, quatro atletas dos quadros do clube inglês que não estiveram presentes na excursão ao continente americano, também se alistaram: William Kirby, Arthur Evans, Fred Hunt e Kadie White - todos mortos no conflito.


Todo o time do Hearts, da Escócia, participou da I Guerra




O alistamento militar na Grã-Bretanha não era obrigatório até 1916, por isso o governo teve que apelar para o nacionalismo aliado ao futebol, já que era a principal prática esportiva da ilha europeia naquele tempo. Atraídos por esse chamamento patriótico, todos os jogadores do escocês Hearts alistou-se em 1914 no "Batalhão do Futebol" para os combates contra os alemães e seus aliados.

O galês Bertie Felstead, outro ex-combatente da I Guerra, registrou em um relato encontrado após sua sua morte em 2001 que "não era um jogo propriamente dito, eram todos contra todos em que chutávamos a bola sem objetivo. Poderia haver uns 50 de cada lado, eu acho. Eu joguei porque realmente gostava de futebol. Não sei quanto tempo durou. Provavelmente uma meia hora, e ninguém estava contando o placar". 

Ou seja, o futebol serviu como instrumento de integração e paz entre as forças rivais, tal qual como aconteceu em fevereiro de 1969, quando o Santos de Pelé fez uma excursão pela África. Na ocasião o time paulista conseguiu que o Zaire (atual República Democrática do Congo), que vivia um grande conflito interno entre blocos étnicos e políticos, vivesse um dia de cessar fogo para que a população pudesse acompanhar o maior jogador do planeta e seus companheiros em campo.

O "Batalhão do Futebol" foi desmobilizado em 1918, ano do fim da guerra, e contabilizou várias perdas para o esporte britânico. Em 2010 foi erguido o memorial para o 17º Regimento de Middlesex na cidade francesa de Longueval, no norte do país. Placas de granito com nomes dos atletas/combatentes mortos encontram-se no local para que os fãs de diversos clubes possam prestar homenagens aos seus heróis das batalhas nos campos de futebol e de guerra.




Cartaz: Johnson, Riddle & Co., Ltd., de Londres/ING
Foto 1: Getty Images
Foto 2: Chester Chronicle
Fotos 3 e 4: Autor desconhecido


          IRMÃOS SEPARADOS POR UMA COPA        


Kevin e Jerôme Boateng: irmãos separados pela Copa




É normal dois irmãos se enfrentarem em nível de clubes, como já ocorreu com os holandeses Ronald e Frank de Boer, os dinamarqueses Michael e Brian Laudrup, aquio no Brasil entre o volante Fernando (ex-Flamengo) e o meia Carlos Alberto (ex-Vasco), entre muitos outros. Mas seria inimaginável dois irmãos nascidos no mesmo país, criados juntos, atuarem por duas seleções diferentes e se enfrentarem, concordam? Pois os irmãos Kevin-Prince e Jérôme Boateng se tornaram pioneiros nesta prática numa Copa do Mundo.. 

Ambos são nascidos em Wilmersdorf, vilarejo nos arredores da capital alemã Berlin, filhos de mãe alemã e pai ganês. Kevin-Prince nasceu em 6 de março de 1987, enquanto Jérôme, em 3 de setembro de 1988. O primeiro, meia, começou a dar seus primeiros passos no futebol nas categorias de base do amador Reinickendorfer Füchse e logo após ingressou nos juvenis do Hertha Berlin. Já o segundo, que é zagueiro, deu seus primeiros chutes no Tennis Borussia Berlin e logo depois juntou-se a Kevin nas escolinhas do Hertha.

A separação dos irmãos começou quando o mais velho foi contratado pelo inglês Tottenham Hotspur em 2007 após duas temporadas entre os profissionais do clube alemão. Jérôme permaneceu em Berlin por mais alguns meses até ser negociado com o Hamburgo. Pelo bom futebol apresentador pelos dois naturalmente foram convocados para a seleções de base da Alemanha. Kevin defendeu as cores sub-21 germânicas até 2007, enquanto seu irmão atuou até 2009 e conseguiu o título europeu na categoria.

Jérôme foi convocado para a seleção alemã principal pela primeira vez em outubro de 2009 para uma partida diante da Rússia - neste jogo foi expulso após receber dois cartões amarelos. Já Kevin havia sido preterido devido à forte concorrência no setor de meio-campo alemão, que já contava com nomes de bastante qualidade como Ballack, Schweinsteiger, Trochowski, Khedira e etc.

Em 2009, mesmo após conselhos de seu ex-treinador do Hertha Berlin Dieter Hoeneß de optar por defender seu país natal, Kevin-Prince comunicou ao atual técnico do selecionado Joachim Löw que vestiria a camisa de Gana para disputar a Copa do Mundo de 2010 na África do Sul. Já seu irmão caçula, que à época acertou sua ida para o Manchester City, continuava a disputar as partidas eliminatórias para o torneio pela Alemanha e foi convocado para a disputa da competição, assim como Kevin. Curiosamente, este último, então atleta do Portsmouth, foi responsável pelo corte do capitão alemão Michael Ballack do Mundial, quando atingiu de forma violenta o "conterrâneo" do Chelsea, que teve os ligamentos de seu tornozelo lesionados, na decisão da FA Cup inglesa.

Quis o destino que alemães e ganeses caíssem no mesmo Grupo D da Copa e em 23 de junho de 2010, na cidade de Joannesburgo, pela primeira vez na história do futebol dois irmãos se enfrentassem por duas seleções distintas. Jérôme Boateng se deu melhor que Kevin-Prince Boateng e os alemães venceram os ganeses por 1 a 0.

Jerôme defende as cores do Bayern de Munique desde 2011 e está novamente entre os 23 convocados por Löw para a disputa do Mundial aqui do Brasil. Já Kevin-Prince deixou o Portsmouth logo após a Copa de 2010 rumo ao italiano Genoa. Depois passou por Milan e hoje veste a camisa do alemão Schalke 04. Neste dia 21 de junho de 2014 em Fortaleza, apenas 2 dias antes de se completarem 4 anos exatos do primeiro embate histórico, irmãos separados por uma Copa voltarão aos gramados defendendo suas nações, seja de nascimento ou de adoção.

Abaixo, dados e estatísticas dos irmãos em lados opostos na Copa do Mundo.


* Nome: Jérôme Boateng

* Nascimento: 3 de setembro de 1988 em Wilmersdorf/ALE

* Posição: zagueiro

* Clubes (4): Hertha Berlin (2006/07), Hamburgo (2007 a 2010), Manchester City/ING (2010 a 2011) e Bayern de Munique (desde 2011)

* Títulos (10): Campeonato Europeu de Seleções sub-21 (2009), FA Cup (2011), Supercopa Alemã (2012), Liga dos Campeões da Europa (2012/13), Supercopa da UEFA (2013), Mundial de Clubes (2013), Copa da Alemanha (2012/13 e 2013/14) e Campeonato Alemão (2012/13 e 2013/14)

* Seleção alemã: 40 partidas e nenhum gol desde 2009


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* Nome: Kevin-Prince Boateng

* Nascimento: 6 de março de 1987 em Wilmersdorf/ALE

* Posição: meio-campo

* Clubes (7): Hertha Berlin (2005 a 2007), Tottenham Hotspur/ING (2007 a 2009), Borussia Dortmund (2009), Portsmouth/ING (desde 2009), Genoa/ITA (2010), Milan/ITA (2010 a 2013) e Schalke 04 (desde 2013)

* Títulos (3): Copa da Liga inglesa (2007/08), Campeonato Italiano (2010/11) e Supercopa da Itália (2011)

* Seleção ganesa: 6 partidas e 2 gols desde 2010



Obs.: Dados atualizados até 20/06/2014 


Foto 1: Alessandra Tarantino/AP
Foto 2: TheFA.com

          INTERNACIONAL EM QUATRO DÉCADAS        
 Jari Litmanen: a serviço de seu país em quatro décadas




Nos dias de hoje é cada vez mais improvável um jogador manter o alto nível ao ponto de ser convocado para a sua seleção nacional por 5, 10 ou 15 anos. E quando chegam a mais de 15 e até 20 ou mais anos? Aí sim vira um fato digno de nota. Poucos foram os que ultrapassaram tais números, mas nenhum outro conseguiu o feito do finlandês da foto acima.

Este jogador é Jari Litmanen, ex-meiocampista do Ajax, Liverpool e Barcelona e que ganhou quase tudo o que o um jogador profissional sonha disputar. O ex-atleta, afora os incríveis 21 anos de serviços prestados à sua seleção, é o único da história do futebol até hoje que detém a marca de atuar internacionalmente em quatro décadas distintas.

Nascido em Lahti, capital da região de Päijänne Tavastia na Finlândia, em 20 de fevereiro de 1971, a bola já estava no DNA do então garoto, pois seus pais eram jogadores profissionais de futebol no país. Seu pai, Olavi Litmanen, foi um meia de sucesso no Reipas Lahti e da seleção da Finlândia nos anos 60 e 70. Sua mãe, Liisa, também era futebolista do Reipas Lahti - atuava de líbero no time feminino nos anos 70 e também foi bem sucedida. Ou seja, "filho de peixe, peixinho é" como diz o conhecido ditado popular.

Tanto que aos 6 anos Litmanen já dava seus primeiros chutes no clube que revelou seus pais, o Reipas. Foram vários anos nas categorias de base sempre enchendo os olhos dos treinadores e olheiros com sua habilidade rara para um país com pouca expressão no futebol. Sua estreia como profissional se deu em 1987 na Liga Finlandesa. Mesmo com todo seu talento, o novato por pouco não começou sua carreira de forma melancólica, já que seu time terminou a competição em 10º lugar - uma acima dos rebaixados KePS Kemi e Koparit Kuopio.

Depois de 13 anos entre base e profissional no Reipas Lahti sua condição de grande jogador já merecia vôos mais altos, apesar de não ter conquistado nenhum título com o clube. Tanto que em 1991 assinou contrato com o HJK, maior time da Finlândia. Porém, sua relação com os azuis da capital durou apenas uma temporada em sua primeira passagem, mas de muito sucesso com seus gols e assistências, apesar do modesto 5º lugar da equipe na liga nacional. O MyPa foi o próximo destino de Litmanen, onde conseguiu seu primeiro título como jogador profissional em 1992 com a Copa da Finlândia.

Nesta decisão da Copa contra o FF Jaro, inclusive, havia um olheiro do poderoso Ajax de Amsterdã observando o então jovem e talentoso camisa 10 da equipe da cidade de Kouvola. Resultado final: 2 a 0 para Litmanen e companhia e um gol do astro finlandês que convenceu o holandês a contratar o jogador.

Apesar das ótimas recomendações, Jari Litmanen chegou ao Godenzonen para atuar entre os reservas - o treinador era o polêmico Louis Van Gaal. Entretanto, o meiocampista começou a ganhar seu espaço substituindo o ídolo local Dennis Bergkamp que sofreu uma contusão. O jogador não perdeu a oportunidade e agradou o técnico, que passou a utilizá-lo muitas vezes no time titular.

Com a saída de Bergkamp para a Internazionale de Milão em 1993, Litmanen ganhou definitivamente o posto de titular e não demorou para se tornar o principal jogador da equipe de Van Gaal nas próximas temporadas.



"Litti" na sua fase áurea com o Ajax




Jari Litmanen não só herdou a idolatria da torcida de Bergkamp como também sua camisa 10 e fez jus à mítica do número às costas. Retribuiu a confiança e expectativas de Van Gaal sendo artilheiro da Liga Holandesa na temporada 1993/94 com 26 gols. Não só ajudou o clube da capital a faturar o título nacional como foi eleito o jogador do ano no país.

Litti, como ficou conhecido, foi peça chave no tricampeonato holandês entre 1993 e 1996 e na conquista da Liga dos Campeões e do Mundial de Clubes em 1995. O meia cravou seu nome na história nesta ocasião tornando-se o primeiro jogador da Finlândia a ser campeão continental e mundial de futebol. Ainda ficou em 3º lugar na eleição do melhor jogador do mundo naquele mesmo ano.

Os anos passavam-se e a contribuição de Litmanen para o Ajax só crescia com seus números. Entretanto, um vilão viria começar a atrapalhar a trajetória do jogador: as constantes contusões. Não à toa também ficou conhecido como Homem de vidro tamanha sua facilidade de contrair lesões. Sua primeira passagem pelo Ajax terminou em 1999 com a ida de Louis Van Gaal para o Barcelona, que aproveitou a viagem e levou na bagagem o talentoso finlandês junto com outros holandeses como Bogarde, Kluivert, Ronald e Frank de Boer, Cocu e Reiseger. Foram 136 gols em 7 anos em Amsterdã, sendo 26 deles em competições europeias.

No Barcelona Jari Litmanen passou muito longe de reeditar as atuações genais dos tempos de Ajax, muito por conta das recorrentes contusões. Foram pouco mais de 20 jogos, apenas 3 gols em dois anos na Catalunha e nenhuma conquista. Com a saída de Van Gaal e a chegada de Llorenç Serra Ferrer no comando técnico dos Blaugranas em 2001 acabou definitivamente a estada do meiocampista no Campo Nou.

O caminho de Litmanen depois da Espanha foi a Inglaterra para atuar pelo Liverpool. Em Anfield Road chegou a ter boas atuações e aumentar sua galeria de troféus como a Liga Europa, a Supercopa da Europa e a FA Cup. Contudo, novamente o fantasma das contusões fazia uma marcação implacável no jogador, que ficou de fora em diversas ocasiões de partidas dos Reds. Desta forma clube e jogador acharam por bem acabar a relação em 2002 após uma temporada e incríveis cinco títulos pelo clube inglês.

Já diz o ditado que "o bom filho à casa torna", e eis que Jari Litmanen voltou a vestir a camisa alvirrubra do Ajax em 2002. A Holanda sempre foi o refúgio das grandes atuações do meia finlandês, tanto que foi fundamental para a excelente campanha do time na Liga dos Campeões na temporada 2002/03, quando chegou às quartas de finais, até voltar a sofrer com as insistentes lesões que o impediam de atuar no seu costumeiro alto nível. Por conta de sua passagem mais constante no departamento médico do que no campo de jogo, não teve seu contrato renovado em 2004. Assim Litmanen resolveu voltar para sua terra natal.

Voltando para a Finlândia, Litmanen foi recebido como um verdadeiro rei pela torcida do FC Lahti, clube oriundo do Reipas, que fundiu-se com o FC Kuusysi em 1996 para criar o novo clube. Tamanha a reverência que o jogador recebeu a alcunha de Kuningas Jari Litmanen, ou rei na língua finlandesa.

Após um ano no FC Lahti sua carreira começou a declinar em clubes de menor expressão na Europa como Hansa Rostock da Alemanha, Malmö FF da Suécia, Fulham da Inglaterra, retornando ao Lahti e, finalmente, encerrando a sua brilhante carreira aos 40 anos no HJK de Helsinque em 2011. Neste último conquistou o seu único título da liga finlandesa.



Camisa de Litmanen exposta no Museu do Esporte da Finlândia




Mas foi na carreira internacional que Litmanen chegou ao seu grande marco. Por jogar numa seleção com pouquíssima tradição no futebol ficou alijado de grandes competições como Eurocopa e Copa do Mundo. Tal dificuldade também pode ser observada em grandes jogadores como o galês Ryan Giggs, o liberiano George Weah, o norte-irlandês George Best, entre outros. Ainda assim conseguiu entrar para a história com a camisa da seleção da Finlândia.

Sua trajetória com os Huuhkajat (corujas, como é conhecida a seleção finlandesa) durou 21 anos como já citado. Porém, a diferença é que o período compreendeu-se entre 1989 a 2010 que o torna o único jogador da história a atuar por sua equipe nacional em quatro décadas diferentes. 

Sua estreia se deu com apenas 18 anos em outubro de 1989 contra Trinidad Tobago num jogo amistoso. Apesar de seu grande talento o primeiro gol só saiu quase dois anos depois numa partida diante de Malta. Em 1996 assumiu a braçadeira de capitão da equipe e só veio largá-la quando a deixou em 2010. Sua marca histórica de quatro décadas diferentes defendendo a Finlândia foi alcançada em 19 de janeiro de 2010 na derrota por 2 a 0 para a Coréia do Sul em jogo amistoso. Sua última atuação, e último gol, pela seleção aconteceu na goleada por 8 a 0 contra San Marino em 17 de novembro do mesmo ano pelas eliminatórias da Eurocopa 2012. Nesta mesma partida chegou a outra marca: o de jogador mais velho da Finlândia e da história da fase qualificatória para o torneio continental a balançar as redes.

Ao todo pela Finlândia foram 32 gols em 137 jogos que o colocam como o maior artilheiro e jogador que mais vestiu a camisa finlandesa em todos os tempos.

Abaixo, dados e estatísticas do craque finlandês que reinou absoluto nos gramados durante quatro diferentes décadas.


* Nome: Jari Olavi Litmanen

* Apelidos: Litti, Kuningas

* Nascimento: 20 de fevereiro de 1971 em Lahti/FIN

* Posição: Meia-atacante

* Clubes (10): Reipas Lahti (1987 a 1990), HJK Helsinki (1991 e 2011), MyPa (1992), Ajax/HOL (1992 a 1999 e 2002 a 2004), Barcelona/ESP (1999 a 2001), Liverpool/ING (2001 a 2002), FC Lahti (2004 e 2008 a 2010), Hansa Rostock/ALE (2005), Malmö/SUE (2005 a 2007) e Fulham/ING (2008)

* Títulos (18): Copa da Finlândia (1992 e 2011), Campeonato Holandês (1993/94, 1994/95, 1995/96 e 1997/98), KNVB Cup (1992/93, 1997/98 e 1998/99), Liga dos Campeões da Europa (1994/95), Supercopa da Europa (1995 e 2001), Mundial Interclubes (1995), Copa da UEFA (2000/01), FA Cup (2000/01), Copa da Liga Inglesa (2000/01), FA Community Shield (2001), Campeonato Finlandês (2011)

* Seleção Finlandesa: 32 gols em 137 partidas entre 1989 e 2010

* Principais honras pessoais: Jogador finlandês do ano (1990, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998 e 2000), Jogador do ano na Holanda (1993), Artilheiro do Campeonato Holandês (1993/94) e Artilheiro da Liga dos Campeões da Europa (1995/96)



Fotos 1 e 3: Autor desconhecido
Foto 2: Fred Ernst/AP

          O ADEUS AO PANTERA NEGRA        



Eusébio, o Pantera Negra: maior nome do futebol português




O futebol mundial perdeu neste domingo, dia 05, mais um de seus geniais artistas. Morreu em Lisboa, vítima de uma parada cardiorrespiratória aos 71 anos, o ex-atacante português Eusébio, mais conhecido como Pantera Negra, ídolo máximo do Benfica e da seleção lusa. Fez história ao liderar o alvirrubro lisboeta ao título europeu em 1961/62 e Portugal ao honroso 3º lugar na Copa do Mundo 1966, quando foi seu artilheiro com 9 gols.

Eusébio da Silva Ferreira é natural de Moçambique, nascido a 25 de janeiro de 1942 em Lourenço Marques, hoje Maputo, então capital da colônia portuguesa na África. Como a maioria dos garotos africanos, Eusébio gostava de jogar bola com seus amigos pelos campos de sua cidade. Tanto que em meados dos anos 50 o grupo de colegas formou o clube Brasileiros, em homenagem à seleção vice-campeã mundial de 1950.

O talento do atacante era latente e chamou a atenção de algumas pessoas ligadas ao futebol profissional de Moçambique. Tanto que foi levado para testes no Desportivo de Lourenço Marques, clube que era uma espécie de filial do Benfica de Portugal e que tinha em seu histórico a revelação para o mundo do meia Mário Coluna, ídolo português nos anos 50 e 60 e que, futuramente faria uma grande parceria nos gramados com Eusébio.

Contudo, a comissão técnica do Desportivo não se interessou pelo futebol do jovem jogador e o dispensou após a temporada de treinos. Eusébio então foi levado ao rival Sporting para mais testes e logo encantou os olheiros do time, trazendo o então promissor garoto para suas categorias de base em 1957.

Sua performance dentro de campo já demonstrava todo seu potencial para ser um gênio da bola. Tanto que um observador da poderosa Juventus de Turim já queria levá-lo para a Itália ainda em 1957. Entretanto, sua mãe Elisa Anissabeni não permitiu a sua ida para a Europa naquela ocasião.

Eusébio atuava tanto no time de baixo quanto no principal e assim ajudou o Sporting a conquistar o campeonato de Moçambique no ano de 1960, seu primeiro título dos vários que viria a conquistar como jogador de futebol. No clube foram impressionantes 77 gols e 43 jogos.

Outra vez o futebol brasileiro entraria na vida do atacante moçambicano: depois de observar as suas atuações durante uma excursão ao país, o então treinador da Ferroviária de Araraquara Bauer (ex-craque do São Paulo e da seleção brasileira convidou Eusébio para jogar no São Paulo, ideia refutada pelo atleta.

Quem teve a imensa sorte de contar com o futebol do futuro craque foi o Benfica de Portugal, clube de infância de Eusébio e onde jogava seu ídolo Coluna. Porém, sua contratação pelos Águias foi bastante conturbada, tendo em vista o Sporting de Lourenço Marques ser uma espécie de filial do homônimo português e maior rival dos Encarnados do Estádio da Luz. Daí o alviverde de Lisboa pretendia levar o jogador como júnior e os benfiquistas apelaram para a sua mãe com dinheiro a fim de que o jogador vestisse a camisa vermelha - e assim aconteceu. Tal episódio criou um mal estar entre os dois adversários da capital.

Com a camisa do Benfica Eusébio atuou por 15 anos e consagrou-se de vez. O fã ultrapassou o ídolo (Mário Coluna) e tornou-se o maior jogador da história do clube e do país em todos os tempos. O mínimo para quem durante todo esse período marcou 638 gols em 614 jogos - média impressionante de mais de um por partida - e faturou quase 20 títulos entre Liga e Copa Portuguesa e torneios europeus. Além de inúmeros prêmios individuais de artilharia (entre elas 3 de Copa dos Campeões da Europa) e melhor jogador de torneios.

Em 1975 deixou o clube que o elevou aos maiores patamares que um atleta do futebol pode levar e, aos 33 anos, o Pantera Negra foi se aventurar em solo norte-americano para atuar por Boston Minutemen e Toronto Metros, com uma rápida passagem pelo mexicano Monterrey entre os dois. No clube canadense teve sua última grande atuação na carreira marcando 18 gols na Liga dos Estados Unidos e faturando o título. Em 1976 voltou para Portugal e assinou com o modesto Beira-Mar. Mas aos 34 anos o físico já não ajudava o craque de chute certeiro e habilidade descomunal. Muitas lesões começavam a acompanhá-lo e prejudicavam suas exibições. 

Em 1977 retornou para a América do Norte e até 1980 ainda vestiu a camisa do Las Vegas Quicksilvers, do New Jersey Americans e do Buffalo Stallions, com uma rápida volta ao futebol de seu país na segunda divisão com o União de Tomar. Aos 38 anos o Pantera Negra encerrava sua brilhante passagem pelos gramados e deixava um enorme legado para o esporte.

Pela seleção de Portugal, Eusébio (que por ter nascido em colônia lusitana tinha direito à cidadania portuguesa) marcou época em sua passagem de 12 anos entre 1961 e 1973. Estreou na seleção das Quinas diante de Luxemburgo na surpreendente derrota por 4 a 2 no dia 8 de outubro em partida válida pelas Eliminatórias para a Copa de 1962. E já no seu jogo inicial deixou sua marca.

Mas foi no Mundial de 1966 que Eusébio entraria de vez para a galeria dos grande gênios do futebol. Na Inglaterra o Pantera só não fez chover e liderou Portugal rumo ao 3º lugar logo na estreia do país na competição. De quebra foi o artilheiro do torneio com 9 gols e fez parte da seleção dos melhores jogadores da Copa.

Depois de pendurar as chuteiras, Eusébio sempre esteve ligado ao Benfica e à seleção portuguesa, equipes que foram marcantes em sua rica trajetória como jogador. Uma estátua em tamanho natural foi erguida no Estádio da Luz, mostrando a idolatria do povo lusitano ao seu craque maior. Porém, sua saúde começou a sofrer com problemas vasculares a partir de 2007, quando deu entrada em um hospital em Lisboa. Desde então a hipertensão e o colesterol alto passaram a ser os grandes adversários do craque lusitano.

Em 2012, durante a Eurocopa na Ucrânia e na Polônia sofreu um Acidente Vascular Cerebral (AVC) e foi socorrido para um hospital em Poznań, na Polônia. Recuperado, passou a ter cuidados intensivos desde então. 

Mas na madrugada do dia 04 para 05 de janeiro de 2014 uma parada cardíaca enquanto dormia em sua residência em Lisboa finalmente parou o atacante que tanto ultrapassava as barreiras que seus adversários defendiam nos gramados com tanta facilidade.

Eusébio receberá todas as homenagens possíveis durante seu funeral, que começará no Estádio da Luz ainda neste domingo, e que foi o palco principal de suas grandes façanhas com a bola nos pés. O Pantera Negra foi e é inspiração não só para os portugueses, mas para todos os torcedores ao redor do mundo. Um exemplo de caráter e grande dedicação ao esporte mais popular do planeta. Foi-se o homem, mas seu legado é imortal.

Abaixo, dados e estatísticas do maior jogador do futebol português - e um dos maiores da história.


* Nome: Eusébio da Silva Ferreira

* Apelido: Pantera Negra

* Nascimento: 25/01/1942 em Lourenço Marques/Moçambique (atual Maputo)

* Posição: atacante

* Clubes (10): Sporting de Lourenço Marques/MOC (1957 a 1960), Benfica (1960 a 1975), Boston Minutemen/EUA (1975), Monterrey/MEX (1975), Toronto-Metros/CAN (1975 a 1976), Beira-Mar (1976), Las Vegas Quicksilvers/EUA (1976 a 1977), União de Tomar (1977 a 1978), New Jersy Americans/EUA (1978 a 1979) e Buffalo Stallions/EUA (1980)

* Títulos (19): Campeonato Moçambicano (1960), Campeonato Português (1960/61, 1962/63, 1963/64, 1964/65, 1966/67, 1967/68, 1968/69, 1970/71, 1971/72, 1972/73 e 1974/75), Taça de Portugal (1961/62, 1963/64, 1968/69, 1969/70, 1971/72), Copa dos Campeões da Europa (1961/62) e Liga norte-americana (1976)

* Seleção portuguesa: 41 gols em 64 jogos entre 1961 e 1973

* Principais honras individuais: Jogador do ano na Europa (1965), Chuteira de Ouro da Europa (1968 e 1973), Bola de ouro da Copa do Mundo (1966) e "FIFA 100" (lista dos 125 maiores jogadores de todos os tempos promovida pela FIFA e escolhida por Pelé, o maior jogador da história)




Fotos 1 e 2: Autores desconhecidos
Foto 3: P. Fernandes

          FUTEBOL TAMBÉM TEM SEUS MOMENTOS DE TRISTEZA        

Fim de semana de futebol que quase termina em tragédia pelo Brasil




Nem sempre o futebol é só alegria para torcedores e profissionais que trabalham no meio, seja dentro dos próprios clubes, prestam serviços (como policiais, vendedores, etc.) ou na imprensa. No fim de semana que passou dois fatos lamentáveis aconteceram no que deveria ser apenas mais uma rodada do esporte mais popular do país.

De um lado o poderoso Palmeiras, amargando a Série B em 2013, enfrentando o menos tradicional ABC em Natal no estádio Frasqueirão (1ª foto). O que se viu foi um "ensardinhamento", se é que podemos falar assim, de torcedores no portão de entrada C do estádio. As imagens não mentem e só comprovam que houve falta de bom senso e de organização do evento, colocando em risco o real motivo de existência do futebol: o torcedor. Jovens e adultos correndo perigo de esmagamento contra o alambrado do estádio, relembrando a tragédia de Hillsborough na Inglaterra, em 1989, em que quase 100 pessoas morreram ora asfixiadas, ora esmagadas por superlotação. Enquanto isso dirigentes do time natalense, Polícia Militar e demais envolvidos diretamente com a organização do evento ficam jogando a culpa uns nos outros.

Do outro, pela Série A, o maior clássico do estado do Paraná: Atlético e Coritiba - o "Atletiba". O que também era pra ser uma disputa apenas na bola passou para as arquibancadas - e de maneira nada saudável. Uma briga entre torcidas no estádio da Vila Capanema (2ª foto) provocou vários feridos, inclusive com queda de alambrado e policiais atirando em direção às pessoas com balas de borracha. Por pouco outra tragédia não acontecia nos gramados brasileiros e alguma providência deve ser tomada para se encontrar os culpados pelos graves ocorridos.

Dessa forma como se pode popularizar o esporte no país? Crianças ficam traumatizadas e adultos não vão mais por temerem outras confusões parecidas com riscos até de morte. E olha que ambas as cidades são sedes da próxima Copa do Mundo. É assim que os gestores do nosso futebol querem fazer a "maior Copa da história"? Muito complicado.

Aproveitando o mote relembro uma postagem deste blog de fevereiro de 2012 que tratou das maiores tragédias da história do futebol mundial. E vejam que algumas são bem parecidas com os tristes acontecimentos do sábado e do domingo aqui no Brasil - que por sorte não entraram nas péssimas estatísticas que serão mostradas a seguir.


NEM SEMPRE O FUTEBOL TRAZ ALEGRIAS

Postagem de 04/02/2012



Infelizmente nem sempre o futebol traz alegria e emoção ao torcedor. Assim como qualquer outra atividade na vida tem seus momentos de tristeza e amargura, como o que vimos na última semana em Port Said, no Egito, onde 74 pessoas morreram e outras centenas saíram feridas após uma partida pela liga local entre Al-Masry e Al-Ahly.

A história mostra, ao lado de triunfos e da euforia de equipes e torcidas vitoriosas, que os problemas dentro e fora dos estádios são bem antigos. Sejam por má gestão da organização do evento, estruturas precárias, pela fúria desenfreada de vândalos travestidos de torcedores ou, simplesmente, por ineficiência da segurança no local. E o fato lamentável ocorrido em solo egípcio foi mais um a entrar nas estatísticas do lado triste que o futebol tem – e que pelo visto vai demorar muito a ficar sem solução, não sei se por negligência das autoridades ou por falta de civilidade de quem frequenta esses locais.

O primeiro desastre oficialmente registrado em estádios ocorreu em 1902 na Escócia, no Ibrox Stadium. Algum tempo depois tivemos os desastres em Burnden Park, na Inglaterra, na década de 40, no Heysel Stadium em Bruxelas, na Bélgica, e em Hillsborough em Sheffield, na Inglaterra nos anos 80, na Guatemala em 1996, pelo continente africano e até aqui no Brasil – mais precisamente na Bahia – na década passada, entre outros.

Ou seja, o esporte já testemunhou em mais de um século diversos problemas desta natureza em ambientes que deveriam se restringir à prática desportiva. Sempre é assunto recorrente a (in)segurança do público nos estádios de futebol. Por isso mesmo o blog vai relembrar algumas das principais tragédias ocorridas na história do futebol por ordem cronológica.


Ibrox Stadium (Glasgow/ESC) – 05 de abril de 1902


Vista da arquibancada que desabou



No decorrer de uma partida entre a seleção escocesa e a inglesa um lance de arquibancadas recém inauguradas do estádio desabou, ferindo 517 pessoas e matando outras 25. O motivo foi o colapso da estrutura de madeira, que alicerçada por vigas de aço, após um intenso temporal que caíra sobre a cidade na noite anterior ao jogo, que foi suspenso no início do segundo tempo e reiniciado no dia 03 de maio no estádio Villa Park em Birmingham na Inglaterra. Tal evento motivou as federações de futebol de todo o Reino Unido a abolir o uso das vigas metálicas nas arquibancadas e substituí-las por estruturas de concreto.



Burnden Park (Bolton/ING) – 09 de março de 1946


Mortos e feridos após tumultuo em Bolton



Durante as quartas-de-final da FA Cup entre Bolton Wanderers e Stoke City milhares de pessoas entraram no estádio sem pagar ingresso, causando superlotação. Cerca de 85 mil espectadores se amontoaram num espaço projetado para receber 70 mil e o resultado foi o desabamento de uma das arquibancadas, que resultou na morte de 33 pessoas e em aproximadamente 500 feridos. Até então era a maior tragédia ocorrida em gramados ingleses em todos os tempos. Por incrível que pareça a partida foi interrompida após o acontecimento e recomeçou depois de algum tempo – terminou empatada em 0 a 0.



Estádio Nacional (Lima/PER) – 24 de maio de 1964


Lima 1964: maior tragédia dentro de um estádio da história do futebol



As seleções do Peru e da Argentina duelavam por uma vaga nos Jogos Olímpicos de Tóquio e os donos da casa jogavam por um simples empate para se classificarem. Entretanto, os argentinos abriram o placar, mas perto do fim da partida os peruanos empataram para delírio da torcida presente. Só que o árbitro da partida invalidou o gol, minando completamente as chances peruanas de irem ao Japão. Os torcedores se revoltaram e começaram a atirar tijolos e pedras para o gramado e a polícia local revidou com gás lacrimogêneo. Dois portões do estádio estavam trancados onde um segurança ficava no local. O tumultuo foi aumentando e com as duas saídas fechadas as pessoas começaram a ser esmagadas e asfixiadas com o amontoamento de gente em pânico. Foi a maior tragédia da história do futebol dentro de um estádio: 318 mortos e cerca de 500 feridos. 



Ibrox Stadium (Glasgow/ESC) – 02 de janeiro de 1971


Vítimas da segunda tragédia em Ibrox sendo socorridas



Rangers e Celtics faziam o Old Firm, tradicional clássico escocês cuja rivalidade entre as torcidas é uma das maiores do planeta (assunto já retratado aqui no blog) – se não a maior – e requer todos os cuidados, quando os Bhoyz fizeram 1 a 0 aos 44 minutos da etapa final. Com a iminente derrota vários torcedores dos Gers começaram a se deslocar para a saída do estádio, entretanto, nos acréscimos, o atacante Colin Stein empatou a partida, provocando o retorno em massa de muitas pessoas que já tinham se deslocado para comemorar o gol da igualdade. O resultado foi um tumultuo generalizado na escadaria número 13 do Ibrox, que culminou com o esmagamento e morte de 66 pessoas – entre elas várias crianças – por asfixia e deixando outras 150 feridas.



Valley Parade (Bradford/ING) – 11 de maio de 1985


Pânico após incêndio em Bradford



Após conquistar o retorno à segunda divisão inglesa naquela temporada, o Bradford City jogava contra o Lincoln City pelas rodadas finais da “Terceirona”. O que era para ser um jogo festivo para os torcedores virou tragédia após supostamente uma ponta de cigarro atirada por um torcedor embaixo das arquibancadas principais, feitas de madeira, ter dado início a um incêndio de grandes proporções. O jogo foi suspenso e o saldo final foi de 56 mortes e 256 pessoas feridas.



Heysel Stadium (Bruxelas/BEL) – 29 de maio de 1985


Tragédia de Heysel: a mais conhecida



Certamente a tragédia dentro de estádio mais conhecida da história, pois envolveu uma final de Copa dos Campeões da Europa (atual Liga dos Campeões) entre Juventus/ITA e Liverpool/ING. Nos dias que antecediam a decisão as autoridades belgas, já sabedoras das possíveis conseqüências do encontro das duas torcidas, anunciaram uma série de medidas a fim de se evitar o confronto: revista em todos os espectadores na entrada para o jogo, proibição de venda de bebidas alcoólicas nas cercanias do estádio e um destacamento de 1500 policiais para garantir a segurança. Contudo, alguns bares próximos ignoraram as recomendações e serviram normalmente os torcedores. Fora do Heysel os distúrbios já começaram entre os Hooligans (os baderneiros) de ambas as equipes ao ponto de uma joalheria na vizinhança ter sido saqueada. Havia um planejamento para uma grande divisão das torcidas nas arquibancadas, entretanto, o que se viu foi a tribuna norte apinhada de torcedores dos dois clubes, separados apenas por uma simples grade de alguns policiais. Os britânicos começaram a provocação e o tumultuo ganhou proporções sem controle. Os confrontos começaram ali mesmo entre ingleses e italianos, tanto que a grade que separavam os rivais cedeu à pressão. Vários torcedores da Juventus foram agredidos pelos ingleses, inclusive com barras de ferro. Tamanho o pânico na torcida que o muro também cedeu e levou junto mais algumas dezenas de pessoas. O resultado do ocorrido foi a culpa do incidente imputada aos ingleses, um balanço final de 38 mortos e um número não confirmado de feridos. A polícia não deteve ninguém, mas os clubes ingleses sofreram uma dura punição: banimento das competições européias por um período de 5 anos. O jogo, relegado ao segundo plano, terminou 1 a 0 para a Vecchia Signora.



Hillsborough (Sheffield/ING) – 15 de abril de 1989


Hillsborough: mais um caso de superlotação no estádio



Mais uma vez uma FA Cup via uma tragédia dentro de um campo de futebol. Desta vez valendo pelas semifinais, Liverpool e Nottingham Forest iam se confrontar no campo do Sheffield Wednesday FC, que tinha capacidade para quase 40 mil espectadores. A polícia local dividiu as torcidas nas arquibancadas e abriu um portão para a saída, que resultou num tumultuo generalizado com torcedores do Liverpool entrando por ele, causando uma superlotação do setor Lepping Lane Ends reservado aos fãs dos Reds. A pessoas iam sendo esmagadas no alambrado que separava o público do gramado até que a estrutura cedeu à pressão. A partida foi cancelada. O saldo foi de 96 mortos e 766 feridos, configurando-se na maior tragédia em estádios britânicos da história.



Estádio Armand Césari (Bastia/FRA) – 05 de maio de 1992


Arquibancada feita de Ãºltima hora destruída em Bastia



Bastia e Olympique de Marselha iam se enfrentar pela Copa da França e a diretoria dos donos da casa resolveram de última hora aumentar a capacidade do estádio em 50%, tendo em vista a importância do confronto. As autoridades locais aprovaram a nova estrutura sem nenhuma restrição. Momentos antes do jogo o novo setor já estava sendo tomado e não suportando o peso do público desabou matando 18 pessoas e ferindo aproximadamente outras 2300.



Estádio Mateo Flores (Cidade da Guatemala/GUA) – 16 de outubro de 1996


Avalanche humana na Guatemala



Guatemala e Costa Rica iam se enfrentar pelas Eliminatórias para a Copa do Mundo de 1998 e o estádio estava com público bem acima de seus 30 mil lugares. O motivo foi o derramamento de ingressos falsos nas mãos de cambistas que desencadeou numa avalanche humana para dentro de campo. Vários torcedores foram esmagados e pisoteados e o balanço final da tragédia foi de 150 pessoas feridas e 83 mortas.



Ellis Park (Johanesburgo/AFS) – 11 de abril de 2001


Ellis Park: quase o dobro da capacidade máxima



Em outra grande rivalidade do futebol, Kaiser Chiefs e Orlando Pirates iam se enfrentar no Ellis Park e um grande público era esperado para o confronto. O estádio tinha capacidade para 60 mil pessoas, mas incrivelmente recebeu segundo relatos da época de 90 a 120 mil espectadores. A situação já era desconfortável para a torcida presente com o pouco espaço e só piorou quando os Pirates marcaram um gol. Vários torcedores dos Chiefs revoltados quiseram invadir o gramado e o que já era uma bomba relógio prestes a explodir foi à tona! O policiamento tentou reprimir os revoltosos lançando gás lacrimogêneo sobre os invasores, mas a o tumultuo só aumentou. Muitas pessoas foram pisoteadas na confusão – 43 morreram e cerca de 150 ficaram feridas.



Accra Sports Stadium (Accra/GAN) – 09 de maio de 2001


Incidente em Gana foi o maior da história do continente africano



Poucos dias depois da tragédia no Ellis Park foi a vez do futebol ganês viver momentos de terror dentro do estádio de futebol – e em mais um clássico local. Accra Hearts of Oaks e Asante Kotoko se enfrentavam para uma casa lotada e a partida terminou em 2 a 1 para os anfitriões. Indignada com o resultado, a torcida visitante começou um tumultuo nas arquibancadas e passou a arremessar assentos e garrafas de plásticos para o gramado. O policiamento local reagiu com gás lacrimogêneo e provocou pânico generalizado nas pessoas presentes, que tentaram fugir desordenadamente. Com os portões fechados vários torcedores se amontoaram, causando a morte de 127 pessoas por esmagamento e asfixia. Esta foi a maior tragédia dentro de um campo de futebol da história do futebol africano. O detalhe mais triste é que não havia mais equipe médica no estádio – eles haviam deixando o local minutos antes da confusão.



Fonte Nova (Salvador/BRA) – 25 de novembro de 2007


Salvador: estádio em péssimo estado de conservação



Em jogo válido pela fase final da Série C do Campeonato Brasileiro, Bahia e Vila Nova/GO se enfrentavam em campo e o jogo estava 0 a 0 para um público de cerca de 60 mil pessoas. Aos 43 minutos do 2º tempo uma parte das arquibancadas do estádio desabou matando 7 pessoas e ferindo 40. O laudo divulgado posteriormente constatou que o estado das estruturas da Fonte Nova era péssimo.



Port Said Stadium (Port Said/EGI) – 01 de fevereiro de 2012


Port Said: jogadores são alvos da ira dos revoltosos



Depois da vitória de 3 a 1 do anfitrião Al-Masry sobre o Al-Ahly vários torcedores do clube local invadiram o gramado e atacaram a torcida e os jogadores visitantes e a polícia com pedras, artefatos de fogo, facas, garrafas, pedaços de pau e até espadas. Os atletas fugiram para o vestiário. Milhares de revoltados transformaram o estádio em uma praça campal de guerra, que teve como saldo final 79 mortos e mais de 1000 feridos. As autoridades egípcias investigam o caso e abriram a possibilidade do motivo do confronto não ser apenas esportivos, mas também político, visto que o país recentemente passou por um sangrento processo de mudança no governo.



Foto 1: Augusto Gomes - G1/RN
Foto 2: Geraldo Bubniak - Fotoarena
Foto 3: Autor desconhecido
Foto 4: Merseyside Potters
Foto 5: TPS
Foto 6: Daily Record
Foto 7: Bradford Timeline
Foto 8: Daily Mail
Foto 9: Bleach Report
Fotos 10 e 11: TVXS
Foto 12: Odd Culture
Foto 13: Futura Press
Foto 14: Reuters


          O FUTEBOL NO RÁDIO BRASILEIRO        
Futebol e rádio: duas paixões nacionais lado a lado




Hoje, 25 de setembro, é um dia especial para todos os comunicadores do país. Comemoramos o "Dia do Rádio", homenagem mais que justa à data de nascimento de Edgar Roquette-Pinto, considerado o "Pai da radiodifusão brasileira". E foi graças ao pioneirismo de Roquette-Pinto que esse veículo revolucionou a comunicação no país e mexeu com os sonhos e com o imaginário da população.

Em 2009 este blog publicou uma postagem a respeito do futebol brasileiro nas ondas do rádio, contando um pouco de sua história e mostrando sua evolução ao longo dos anos com áudios históricos de profissionais que fortaleceram/fortalecem a paixão nacional pelo futebol, que muito contribuiu para que o esporte se popularizasse por todo o Brasil. Desta forma, em homenagem ao Dia do Rádio, vamos reproduzir o post logo a seguir.


O FUTEBOL BRASILEIRO NO RÁDIO

Postagem de 11/12/2009

A história do futebol, tema principal deste blog, não se passa apenas dentro do gramado. Muito da paixão arrebatadora mundo a fora se deve às irradiações radiofônicas levadas ao 4 cantos do planeta por profissionais extremamente competentes e que deixaram - ou estão deixando - importantes legados para o esporte. O que seria da modalidade esportiva se no século 19, pouco tempo depois da "oficialização" do futebol na Inglaterra, não fossem esses aparelhos que divulgavam os eventos esportivos e informavam e transmitiam-nos aos mais longínquos apreciadores?

Aqui no Brasil o rádio deu seu primeiro passo em 7 de setembro de 1922, no centenário da independência, durante uma grande feira internacional que recebeu visitas de empresários americanos trazendo a tecnologia de radiodifusão para o conhecimento dos brasileiros. Para testar o novo equipamento, até então desconhecido entre os nativos, os cientistas norte-americanos instalaram uma antena receptora no alto do Corcovado, no Rio de Janeiro (então Capital Federal), e transmitiram um discurso do presidente à época Epitácio Pessoa. O responsável direto pela primeira transmissão radiofônica no país foi o médico legista, professor, antropólogo, etnólogo e ensaísta brasileiro Edgar Roquette-Pinto (1884-1954). Sua primeira reação ao ouvir, emocionado, a transmissão das palavras presidenciais naquele dia foi dizer: "Eis uma máquina importante para educar nosso povo".

A primeira transmissão por rádio de um jogo de futebol em solo brasileiro se deu na data de 19 de julho de 1931 pela Rádio Educadora Paulista através da voz do locutor Nicolau Tuma, que narrou o confronto entre as seleções de São Paulo e do Paraná no Campo da Floresta, na capital paulistana. Infelizmente não há registro gravado deste importantíssimo feito, mas ficou marcado na história da radiodifusão esportiva brasileira através das letras. Naquela época as transmissões futebolísticas se resumiam a boletins informativos para os ouvintes. Relatam os historiadores que Tuma foi o "pai da narração esportiva no Brasil", pois foi o pioneiro na idéia de irradiar um jogo na íntegra. Foi ao vestiário antes do início da partida para anotar as características físicas de cada jogador (naquele tempo ainda não se usavam os números às costas nas camisas dos clubes) e assim poder identificá-los no decorrer da narração. O radialista, que ficou conhecido como o "locutor metralhadora" por seu estilo rápido de transmitir as partidas, aproveitou a ocasião para explicar as regras do esporte que ainda estava engatinhando rumo ao sucesso no país. O jogo terminou em 6 a 4 para os donos da casa.

Com o passar do tempo a qualidade do som das transmissões e da narração dos locutores foram melhorando significativamente. Equipamentos mais modernos faziam com que as irradiações dos principais jogos de futebol no Brasil a fora fossem conquistando cada vez mais adeptos. Do chiado constante da década de 30 à transmissão praticamente sem ruídos da atualidade, o rádio passou por grandes modificações ao longo do tempo, especificamente nessa postagem no aspecto locução como veremos adiante. Desde Tuma, Gagliano Neto e Ary Barroso no início do século passado até José Carlos Araújo, Luís Penido, Oscar Ulisses, entre tantos outros nos dias atuais.

Como exemplo trouxe para vocês 5 locuções esportivas em diferentes tempos para análise. Para ouví-las basta clicar no link correspondente. No primeiro, o leitor poderá acompanhar uma narração feita por Armando Pamplona, no distante ano de 1934, pela Rádio Educadora de São Paulo, durante uma partida amistosa entre a Seleção Paulista e o Bologna da Itália.


Percebam que a qualidade da transmissão é precária, mas que ainda assim conseguimos ouvir e entender as palavras de Armando Pamplona. A narração é bem no estilo "mestre de cerimônias", como uma espécie de apresentador, tratando até os espectadores como "senhores" e "senhoras" e fazendo uso de palavras rebuscadas e praticamente sem uso nas locuções esportivas da atualidade.

Na seguinte temos as locuções de Jorge Curi e Antônio Cordeiro pela Rádio Nacional do Rio de Janeiro em 1950, na fatídica final da Copa do Mundo entre Brasil e Uruguai no estádio do Maracanã. Na ocasião a Rádio Nacional inovara no método de transmissão de um jogo de futebol, em que envolvia dois narradores ao mesmo tempo para irradiar cada um o seu lado do campo. No link abaixo ouviremos o áudio com o começo da narrativa de Cordeiro, que estava no lado do ataque brasileiro, e terminando com o gol do uruguaio Gigghia (o do título) trazido por Curi.


Nesta parte notamos que a narração ficou mais dinâmica, mais rápida, e a qualidade do som é bem maior. Ainda assim o aspecto de cerimônia, de trazer a partida de futebol irradiada como informação, digamos, pura, não como entretenimento também, persiste no final da narrativa.

No seguinte ouviremos a voz de Pedro Luiz Pauliello na final da Copa do Mundo de 1962 entre Brasil e Tchecoslováquia pela Rádio Bandeirantes de São Paulo. Não custa lembrar que a Seleção Brasileira tornou-se bicampeã mundial na ocasião.


Nesta locução fica cada vez mais nítida a eloquência do narrador, que passava a torcer pelo time em campo quase como um torcedor que estava nas arquibancadas e pela tentativa de levar o máximo de emoção possível aos ouvintes do que se passava em campo.

A seguir vamos ouvir o áudio de um dos verdadeiros "monstros sagrados" do rádio esportivo brasileiro em todos os tempos. Waldir Amaral, então na Rádio Globo, trazendo a decisão do Cameponato Brasileiro de 1974 entre Vasco da Gama e Cruzeiro, vencida pelo clube carioca.


Amaral narra o confronto com extrema rapidez, dado o contínuo aumento da velocidade do jogo com o passar dos anos, mas com bastante clareza. Tenta fazer com que o ouvinte que estava fora do estádio ouvindo pelo rádio se sinta dentro dele trazendo a partida nos mínimos detalhes.

Por fim, no século 21, a narração do também brilhante José Carlos Araújo, da Rádio Globo do Rio de Janeiro em 2001, na partida entre Flamengo X Vasco da Gama válido pelo Campeonato Carioca daquele ano, trazendo para os espectadores toda a emoção do gol histórico de falta do meia sérvio Dejan Petkovic que deu o título ao rubronegro. Atenham-se à narração, já que o vídeo apenas traz slides a respeito do confronto citado.


É notório que atualmente um espectador pode tranquilamente ligar sua TV, baixar o volume, e ouvir pelo rádio a transmissão da partida. O dinamismo na narração é tão latente que o ouvinte se sente completamente em campo. São muitos detalhes descritos pelos narrador, interação dos comentaristas que praticamente dividem a irradiação com o locutor oficial, dos repórteres e do próprio público, sem contar a nítida qualidade sonora nos tempos atuais.

Enfim, o rádio ainda é um meio de comunicação que encanta e traz informação em tempo real. A inserção e o consequente sucesso do futebol no nosso país muito se deve ao seu poder de comunicação, sem distinção de pobre ou rico, negro ou branco, já que um pequeno radinho de pilha pode ser comprado pelo mais simples até o mais abastado trabalhador - eu mesmo sou um apaixonado por esses aparelhinhos que irradiam som e não passo um dia sequer sem sintonizar as emissoras. Todos envolvidos pela mesma magia transmitida através de ondas em AM ou FM.



Foto (José Carlos Araújo): Bastidores do Rádio


          FUTEBOL NO PARAÍSO TURÍSTICO        

Tahiti: estreante em competições da FIFA




A Copa das Confederações da FIFA aqui no Brasil se avizinha, dia 15 próximo teremos o pontapé inicial do torneio em Brasilia na partida entre Brasil e Japão. E nesta competição teremos um integrante bastante inusitado que algumas pessoas sequer ouviram falar: o Tahiti (Taiti no "português brasileiro").

O Tahiti se encontra na Polinésia Francesa, território semi-autônomo pertencente à França na Oceania, mas com administração, legislação e economia próprias e uma badalada região turística que atrai milhares de viajantes o ano inteiro por suas paisagens paradisíacas, natureza exuberante e praias de águas cristalinas. É a maior ilha do arquipélago das Ilhas Sociedade e sua capital é Papeete. Sua população total é de pouco mais de 178 mil habitantes, seu regime de governo é o presidencialista, sua economia baseia-se no turismo e sua moeda é o Franco do Pacífico. 

As práticas esportivas na ilha polinésia são pouco disseminadas. A modalidade mais popular é o Va'a, ou canoa em português, que consiste numa espécie de canoagem. Outros esportes também são bastante praticados no Tahiti, como o surf, o rugby, o basquete e o futebol. Este último, inclusive, alcançou um feito notável em 2012 conforme veremos adiante.

O futebol tahitiano é bastante recente se comparado com a maioria dos países pelo mundo. E as informações disponíveis são bastante escassas como boa parte dos países da Oceania. A FTF (Federação Tahitiana de Futebol - ou Fédération Tahitienne de Football na língua local) foi fundada em 1938, mas a seleção nacional só veio estrear nos campos 14 anos depois num amistoso contra a Nova Zelândia. Ainda atuando sob o nome de Polinésia Francesa os tahitianos empataram com os neozelandeses por 2 a 2 em seus domínios. A primeira vitória oficial da seleção foi em 1953 sobre Vanuatu (então Novas Hébridas) por 4 a 3 na casa do adversário. Em 1971 o Tahiti protagonizou uma das maiores goleadas da história do futebol entre seleções: 30 a 0 nas Ilhas Cook em Papeete.

Os números, como já informado, são escassos sobre o futebol do Tahiti, inclusive na página oficial da FTF. Lá não há registros sobre os recordistas de gols e de participações com a seleção e os sites que têm algum tipo de informação não possuem fontes oficiais. O pouco que se tem conhecimento é de suas participações em competições, sobretudo nas organizadas pela OFC, a entidade que rege o futebol na Oceania. Até 2009 as participações tahitianas se resumiam à Copa das Nações da Oceania ou às Eliminatórias para Copa do Mundo, quando estreou em 1992. Participou há 4 anos pela primeira vez em sua história de um campeonato promovido pela FIFA: o Mundial sub-20. Em âmbito continental seu histórico é bastante razoável com três vice-campeonatos e um 3º lugar. Entretanto, no ano passado essa história mudou de patamar com a conquista inédita da Copa das Nações, tornando-se o primeiro país a faturar o torneio além das poderosas Nova Zelândia e Austrália. Os tahitianos levaram a taça diante da Nova Caledônia na grande decisão e novamente fizeram história ao se classificarem pela primeira vez para um campeonato com as seleções principais organizado pela FIFA: a Copa das Confederações.

Em 2012 o Tahiti conseguiu seu grande êxito em seus 61 anos de existência ao vencer a Copa das Nações da Oceania nas Ilhas Salomão. Os principais destaques da conquista heroica foram os atacantes Steevy Hue (autor do gol do título na final) e Lorenzo Tehau, os meias Jonathan e Alvin Tehau, o defensor Nicolas Vallar (capitão do time e eleito o melhor jogador do torneio), além do treinador Eddy Etaeta, ex-jogador da seleção de 43 anos e grande responsável pela campanha vitoriosa dos tahitianos.

Como já citado não há registros oficiais dos recordistas de jogos e gols pela seleção polinésia, mas podemos aqui citar alguns jogadores que, de alguma forma, tiveram destaque atuando pela equipe ao longo dos anos: o atual treinador Eddy Etaeta, Reynald Temarii (ex-presidente da OFC), o defensor Samuel Garcia, os atacantes Félix Tagawa e Tetahio Auraa, entre outros. No atual elenco todos os atletas atuam no futebol local, predominantemente no AS Dragon, principal clube do Tahiti, com exceção de um: o atacante Marama Vahirua de 33 anos, tahitiano radicado na França que chegou a atuar nas categorias de base da seleção francesa, e que defende o Panthrakikos da Grécia. Vahirua, inclusive, fará sua estreia com os polinésios nessa edição da Copa das Confederações, cuja equipe está no Grupo B ao lado de Espanha, Nigéria e Uruguai. Outro dado curioso é que apenas o mesmo Vahirua é jogador profissional, visto que todos os demais são amadores, ou seja, possuem outras ocupações como professor, bombeiro e bibliotecário, além da prática futebolística.

A seleção tahitiana joga no modesto estádio Hamuta, localizado na capital Papeete, que tem capacidade para cerca de 10 mil pessoas e é multi-uso. Após o título da Copa das Nações da Oceania no ano passado sua posição no ranking da FIFA deu uma boa guinada: hoje é a 138ª colocada. Além desta taça, a equipe da Polinésia Francesa ainda possui conquistas dos Jogos do Pacífico Sul.

Por fim, para quem é bem mais conhecido como um paraíso turístico, nada mal fazer turismo também atuando num torneio internacional em outro destino bastante visitado: o Brasil. Será uma atração e tanto em terras brasileiras.

Abaixo, dados e estatísticas da seleção que pode ser seu próximo destino nas férias.


FÉDÉRATION TAHITIENNE DE FOOTBALL (FEDERAÇÃO TAHITIANA DE FUTEBOL)

* Fundação: 1938

* Presidente: Eugene Haereraaroa

* Estádio: Hamuta (Papeete/TAH - 10 mil pessoas)

* Treinador: Eddy Etaeta

* Uniformes: Camisas brancas com detalhes vermelhos, calções vermelhos com detalhes brancos e meiões brancos com detalhes vermelhos (titular) / Camisas vermelhas com detalhes brancos, calções brancos com detalhes vermelhos e meiões vermelhos com detalhes brancos (reserva)

* Títulos (6): Jogos do Pacífico Sul (1966, 1975, 1973, 1983 e 1995) e Copa das Nações da Oceania (2012)

* Principais nomes: Eddy Etaeta, Reynald Temarii, Samuel Garcia, Nicolas Vallar, Lorenzo Tehau, Jonathan Tehau, Alvin Tehau, Félix Tagawa, Tetahio Auraa e Steevy Hue




Escudo: arquivo pessoal
Foto: Fifa.com

          A LIGA FAROESA        



HB Tórshavn: maior vencedor da Liga Faroesa




Depois de um longo e tenebroso inverno, eis que apareço novamente nesse espaço tão bacana com informação sobre a história de curiosidades do futebol. Recebi comentários, tweets e até e-mail questionando o porquê da não atualização periódica do blog. Então retorno hoje para contar um pouco mais sobre o esporte mais popular do planeta.

O futebol existe está presente nos quatro cantos do mundo, desde nas superpotências econômicas mundiais como EUA, Japão e Alemanha, até nos mais exóticas e remotas nações como Vanuatu, Taiti, Guam, entre outros. Cada lugar tem sua liga local com suas regras específicas – algumas simples e outras bem complexas e pouco inteligíveis. Nelas podemos ver times que certamente a esmagadora maioria dos amantes do esporte jamais ouviu falar, como FC Tobol Kostanay, FK Jedinstvo, Erakor Golden Star, Quality Distributors, Inter Moengotapoe, Mtibwa Sugar, entre outros. Como informação os clubes citados são respectivamente do Cazaquistão, de Montenegro, Vanuatu, Guam, do Suriname e da Tanzânia.

No post de hoje vamos falar sobre outro campeonato de nível técnico obscuro e praticamente desconhecido do restante do planeta, mas cujo país é um dos mais fascinantes no quesito paisagens naturais: o das Ilhas Faroe. Em 2009 este blog já teve publicada uma postagem sobre a seleção da região autônoma da Dinamarca, e você pode conferi-la clicando aqui.

Como dito, as Ilhas Faroe é um país pertencente à coroa dinamarquesa, entretanto é autônomo politica e economicamente falando. É um arquipélago situado entre a Noruega e a Islândia que tem aproximadamente 1400 km² de extensão e uma população de pouco mais de 50 mil pessoas segundo dados oficiais de 2012. É uma região com paisagens exuberantes com seu mar de águas azuis e montanhas verdejantes recobrindo boa parte do território. Sua capital é Tórshavn e sua moeda é a Coroa Dinamarquesa.

O desporto é bastante praticado nas Ilhas Faroe, entretanto os atletas têm que disputar modalidades olímpicas e paraolímpicas com a bandeira da Dinamarca. E como normalmente acontece na maioria dos paises pelo mundo a fora, o futebol é o esporte mais popular entre os faroeses. Sua seleção ocupa o 161º lugar no ranking da FIFA atualmente; já a liga nacional tem o 51º coeficiente pela UEFA. 

O campeonato nacional existe desde 1942, entretanto os clubes participantes só passaram a disputar competições europeias somente 50 anos depois. Entre o ano de estreia e 1975 a primeira divisão do torneio era chamada de "Divisão dos Campeões", ou Meistaradeildin em faroês. Na primeira edição apenas quatro times disputaram a taça: TB Tvøroyri, B36 Tórshavn, HB Tórshavn e KÍ Klaksvík - sendo este último seu primeiro campeão nacional. Muitas das equipes que participam da liga faroesa surgiram antes da criação da disputa, por isso disputavam o campeonato dinamarquês até seu início. A segunda divisão passou a ser disputada em 1943, contudo não havia acesso nem descenso. Até 1971 o certame envolvia apenas quatro clubes, quando a ISF, a Associação de Esportes das Ilhas Faroe, aumentou o número de participantes para 6. Cinco anos depois mais uma vaga foi aberta para a disputa e o nome da liga de elite mudou para 1.deildin (Primeira Divisão) e o sistema de rebaixamento e acesso foi introduzido - a segundona local passou a se chamar 2.deildin. O NSÍ Runavík teve o desgosto de ser o primeiro time rebaixado da história do futebol faroês, enquanto a honra da primeira promoção coube ao Fram Tórshavn.

Em 1979 foi criada a FSF, a Associação de Futebol das Ilhas Faroe, que passou a reger o campeonato faroês e, por conseguinte, já aumentou o número de equipes da primeira divisão para oito até 1988, quando finalmente o torneio passou a contar com 10 participantes, além de fazer com que dois times caíssem e subissem de divisão. Até 1992 os vencedores da 1.deildin não entravam nos torneios continentais, contudo, neste ano, a UEFA abriu vagas para os clubes faroeses disputarem tanto a Liga dos Campeões (o campeão nacional) e a Copa da UEFA (o campeão da Copa), atual Liga Europa, na primeira fase preliminar de ambos. KÍ Klaksvík e B36 Tórshavn foram os primeiros clubes da história das Ilhas Faroe a jogarem uma fase, respectivamente, da Liga e da Copa, porém sem passarem da primeira etapa.

A partir de 2006 o nome da competição sofreu algumas mudanças por motivos de patrocínios, passando a se chamar Formuladeildin entre 2006 e 2008, Vodafonedeildin entre 2009 e 2011, e Effodeildin desde então. A segunda divisão passou, então, a receber o nome de 1.deildin. A fórmula de disputa é simples e padrão na maioria das ligas europeias: jogos em turno e returno com os dez participantes em pontos corridos. O vencedor se habilita a participar da primeira fase eliminatória da Liga dos Campeões, enquanto o segundo e o terceiro lugares vão encarar a fase inicial de qualificação da Liga Europa. Os dois últimos colocados, como já visto, são relegados para a segundona nacional.

O maior vencedor da Liga Faroesa desde 1942 é o HB Tórshvan com 21 títulos, seguido do KÍ Klaksvík com 17. O atual detentor da taça é o EB Streymur. Já os maiores artilheiros de uma única edição são os ex-atacantes faroeses Uni Arge, pelo HB Tórshavn em 1997, e Fríði Johannesen, pelo B68 Toftir em 1995, ambos com 24 gols. Como não poderia ser diferente, a liga conta com alguns brasileiros, notadamente o atacante carioca Clayton Nascimento, de 34 anos, saído da base do Tigres do Brasil/RJ e desde 2002 no ÍF Fuglafjørður, artilheiro da última edição com 22 gols; e o zagueiro baiano Alex dos Santos, de 32, que começou a carreira na Portuguesa de Desportos em 2002 e hoje veste a camisa do HB Tórshavn.

Abaixo, dados e estatísticas da Liga Faroesa de futebol.


LIGA FAROESA - 1ª DIVISÃO (EFFODEILDIN)


* Fundação: 1942

* Organização: FSF - Associação de Futebol das Ilhas Faroe (Fótbólutssamband Føroya em faroês)

* Fórmula: pontos corridos com 10 clubes jogando entre si em turno e returno

* Clubes participantes em 2013 (10): 07 Vestur, AB Argir, B36 Tórshavn, EB Streymur, HB Tórshavn, ÍF Fuglafjørður, KÍ Klaksvík, NSÍ Runavík, TB Tvøroyri e Vikingur

* Campeões: HB Tórshavn (21), KÍ Klaksvík (17), B36 Tórshavn (9), TB Tvøroyri (7), GÍ Gøta (6), B68 Toftir (3), EB Streymur (2), NSÍ Runavík (1), SÍ Sørvágur (1) e VB Vágur (1)

* Maiores artilheiros de uma edição: Fríði Johannesen (pelo B68 Toftir em 1995) e Uni Arge (pelo HB Tórshavn em 1997) com 24 gols



Foto 1: UEFA.com


          Festas dos aniversariantes do primeiro semestre.        
Que a alegria acompanhe vocês por todos os momentos e que Deus continue guiando todos os seus passos e iluminando cada vez mais os seus pensamentos. Faça com que a sua simpatia possa contagiar ainda mais pessoas, você é uma pessoa de muito brilho e a humanidade merece que sua luz seja compartilhada.


















          Parabéns aos alunos e família pela realização da Festa dos Professores         


         Professor !

                                                A vida é um caminho longo, onde você é mestre e aluno. 
                               Algumas vezes você ensina e todo dia você aprende. Que o Senhor Deus continue te iluminando!!!
Nosso muito obrigado!!!!!

Parabéns !!!!!1
















































          Infectia sinusurilor sau sinuzita – simptome si tratament        
Sinuzita reprezinta inflamarea mucoasei care imbraca sinusurile si fosele nazale. Sinusurile sunt spatii goale, localizate in jurul ochilor, obrajilor si a nasului. Cand mucoasa se inflameaza, aceasta blocheaza drenajul fluidului din sinus spre nas si gat, determinand durere si presiune in sinusuri. Bacteriile si fungii gasesc atunci un teren prielnic in sinusurile incapabile sa dreneze […]
          Conny, 28, blÃ¥slagen efter att ha släpats efter bil i ny typ av vansinnesdÃ¥d i Malmö – ”De pratade bra svenska”        
MALMÖ En fraktur i foten, skrapsÃ¥r pÃ¥ armar ben, knän, fötter och i svanken, ett sÃ¥r i bakhuvudet och tre veckors sjukskrivning. Det blev tacken för att 28-Ã¥rige Malmöbon Conny Andersen försökt hjälpa tvÃ¥ män att hitta i staden. Polisen utreder just nu tre liknande fall senaste dagarna. Det var vid halv sex-tiden igÃ¥r morse […]
          Curso Lógica e Programação com Fernando Anselmo        
Topic: Curso Lógica e Programação com Fernando Anselmo

Author: ticomti
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          Peces con cds para colgar        
Perfectamente sabemos que es muy importante reciclar o re utilizar muchos de los elementos que la mayoría de las veces simplemente tiramos a la basura para tratar de no seguir contaminando nuestro medio ambiente, y por eso en el día...
          INGLEWOOD ARTWALK NOVEMBER 8TH 2008        
Artists Kenneth H. Ober and Renee A. Fox both graduates of Otis College of Art and Design in Los Angeles participated in and were instrumental in organizing the very first Inglewood Artist Artwalk and Open Studios in October of 2007.  One may visit their website by clicking www.rafkhostudios.com                
Photo by Ginger Van Hook, 2007

Renee Fox poses in front of one of her paintings exhibited in the Gallery 825 in Los Angeles, located at 825 La Cienega, hosted by the Los Angeles Art Association (LAAA) in conjunction with the 90th Anniversary Celebration for Otis College of Art and Design. 
Photo by Ginger Van Hook, 2008


Kenneth H. Ober, graduate of Otis College of Art and Design, Artist and Painter participating in the Inglewood Artwalk Open Studios Tour November 8th, 2008.

Kate Harding participated in the very first Inglewood Artwalk Open Studios Tour on October 13th, 2007. Kate Harding was born in Martinsville, Indiana. Before she was old enough to start school, she would draw while her mother painted realistic wildlife and landscape paintings. While in kindergarten, in 1986, Harding became the youngest person to ever hold a U.S. Patent, when she won The Weekly Reader National Invention Contest. Her invention, the "Mud-Puddle Spotter", took her to New York City for the first time, where she was on Late Nights with David Letterman.  After High School,  Harding moved to New York City to study fashion design at the Fashion Institute of Technology, but after a year and a half of fashion classes, found herself painting in her dorm room into the early hours of the morning. Taking the hint, she changed her major to fine art and received her Associate degree from FIT in 2001, then moved to Los Angeles to attend Otis College of Art and Design, receiving her bachelor of Fine Art Degree in Fine Arts in 2003.  Currently she is an artist practicing in Inglewood. 
The First Annual Inglewood Artist Artwalk and Open Studios Tour October 13, 2007  drew a number of participating artists and residents to view the studios and the artists studio spaces. Pictured from left to right are visiting artist Luke Van Hook, Mrs. Anderson, Sean Anderson and Isis and Sebastian, friends of Sean's. In the Anderson studios the artwork reflected paintings by both of the Anderson brothers, Benjamin and Sean.  Work from these two artists may be viewed by visiting www.benjaminanderson.com and www.seananderson.com.  Art by Luke Van Hook may be visited by clicking on www.lukevanhook.com.
Artist Benjamin Anderson is pictured with his wife and child to be (October 2007). Benjamin stated that the latest addition of art they were blessed with was a baby boy they named Luke Anderson. Benjamin Anderson is currently participating in the Inglewood Artist Open Studios Tour on November 8th, 2008.  Photo by Ginger Van Hook, 2007

Sean Anderson, posing by his artwork, Inglewood Artist Artwalk Open Studios, 2007. 
Photo by Ginger Van Hook


Benjamin and Sean Anderson, Inglewood Open Studios Tour, October 13, 2007.


Benjamin Anderson poses in front of one of his original paintings, October 13, 2007, Inglewood Artist Open Studios, First Annual.  
Photo by Ginger Van Hook, 2007



INGLEWOOD ARTISTS OPEN STUDIO second annual show!

It’s time for another open studios in Inglewood on Saturday the 8th of November.

THERE ARE quite a few more artists involved this year, 
so IT should be a good opportunity to have a behind the scenes look into some great artists…
(and possibly get some very affordable deals for the holidays)

To see the blog go to: http://inglewoodopenstudio.blogspot.com/

http://www.benjaminanderson.com




Inglewood Open Studios : 15 locations around Inglewood

Saturday November 8th, 2-7pm

Locations throughout Inglewood – see on-line map:

http://www.communitywalk.com/inglewood_cs/inglewood_open_studios/map/297303

Contact: Renée A. Fox

Email: reneeafox@sbcglobal.net



Participating artists:

Ben Anderson, Kavin Buck, Ericka Chapman, Rob Faucette, Renée A. Fox, Todd Gray, Cindi Gunadi, Ulysses Jenkins, Elisa Johns, Michael Massenburg, Gale McCall, Christopher Lawrence Mercier, Willie Middlebrook, Kenneth H. Ober, Claudia Parducci, Joan Robey, Dustin Shuler, Kyungmi Shin, Stanley Smith, May Sun, MonaLisa Whitaker, Edward Ewell.

Inglewood Open Studios is an all day event in which artists, with studios in Inglewood, will open their working spaces to the public. Recent work of these artists will be on view. Although Inglewood is not known for art, it has a sizable and vibrant artist community. There are also public art treasures throughout the city, such as Helen Lundeberg's 1940 mural "The History of Transportation", a detail of which is being used as the image for the 2008 Open Studios. Maps to Inglewood public art locations will be available at all participating studios.

Conceptually and materially diverse, these artists have the most common thread of proximity, however, they are also joined by the sense of a supportive community. Inglewood artists are professionals, teachers, business owners and students. A few are alumni of Otis College of Art & Design, whose modern campus is, like Inglewood, in the "Airport Area", but located in neighboring Westchester. Inglewood boasts a variety of commercial spaces amidst residential areas, perfect for artists, some of which can be seen on November 8th.

On Saturday, November 8th from 2pm-7pm, more than twenty artists will open their studios throughout the neighborhood. Maps, like the one attached, will be available at all sites, showing numbers of the locations of all studios open for the event. Each studio will display a large number on the outside of their building, to make them easy to find. Street parking is readily available throughout the city although visitors are urged to pay attention to street parking signs.

Drawing composed by Los Angeles Artist Steven Bankhead for his show at Circus Gallery 
April 5th - May 10th 2008 titled  "Battery" visit:    www.circus-gallery.com 323-96208506


Writer and Photographer Ginger Van Hook photographed beside her husband, Artist and Painter, Luke Van Hook, August 2008 for Luke Van Hook's show "Circle in the Square" exhibition at the Brand Library Art Gallery August 2nd, 2008.  Ginger and Luke Van Hook plan to attend the Inglewood Artists Second Annual Artwalk and Open Studios Tour November 8th, 2008.  Both Luke and Ginger Van Hook work in their Inglewood Studio in 
Los Angeles County, California. Visit them online at www.lukevanhook.com and www.gingervanhook.com as well as www.enildeingelsvanhook.com 
Photo courtesy of  Peter Bolten, 2008



Artists practicing and working in Inglewood have opportunities to buy supplies close by at 
CKS ARTIST PRODUCTS 

(A business run by artists for artists)
 address:
 1111 and 1115 North La Brea Avenue, Inglewood, California 90302-1212 
business phone: 310-677-3775  www.cksart.com)

          fotos do sarau        
HOMENAGEM A CLARICE LISPECTOR

CENA DE "O RETRATO DE DORIAN GRAY", DE OSCAR WILDE

POEMA DE MÁRIO QUINTANA

POEMA DE FERNANDO PESSOA

                  
Já há sete anos lecionando no curso de Letras, é possível perceber as transformações que vão se operando no graduando desta área do conhecimento. Muitos chegam sem a real compreensão do que trata o curso; outros parecem buscar apenas o certificado, alegando ser necessário, "hoje em dia", ter um curso superior; e ainda há aqueles vocacionados para as letras, que já chegam com certa bagagem de leitura e vontade de aprofundar seus conhecimentos linguísticos e literários. No meio da caminho, muitos desistem, pois não é fácil estudar Letras sem a devida dedicação; por outro lado, muitos daqueles que chegam sem o suficiente preparo acabam se identificando de tal maneira que se tornam exemplos de boa conduta, dedicação e entusiasmo. Ensinar literatura é o mesmo que ensinar a gostar de literatura? Até certo ponto sim, porém não depende apenas do professor, mas de um envolvimento do aluno para com as disposições teóricas e as leituras "obrigatórias"; um dos sintomas de que este envolvimento esteja acontecendo é quando eles não encaram mais as leituras como obrigatórias, mas como fontes de conhecimento e prazer. O aluno não deve aprender Fernando Pessoa pensando que precisa ensinar, depois, no Ensino Médio, as características de cada heterônimo; também não deve estudar Romantismo com a ingênua visão de que precisa saber responder, na prova, onde o movimento começou, quais as suas características, seus autores e obras. O aluno deve se abrir ao olhar transformador, compreeder as obras e as matrizes teóricas como formas de ampliar sua visão sobre o mundo e sobre si mesmo. Um estudante de literatura não pode ser alheio aos conteúdos, mas perceber-se como parte integrada de um "mecanismo" que leva em conta subjetividades, percepções e criações. Afinal de contas, o que faz das grandes obras o que elas são, é sua capacidade de "sempre dizer", de "não se fechar a um tempo"; ainda que se olhe para ela com o distanciamento de um crítico, é preciso compreender e aceitar que num primeiro momento deve-se senti-la. Ler um conto de Clarice Lispector desejando aplicar teorias é como encará-la do ponto de vista matemático, lógico, preciso. Entregar-se a uma leitura de forma desprovida, inicialmente, é devolver a ela sua originalidade e sua capacidade de surpreender. Digo isso pensando nos estudantes de Letras, que muitas vezes consideram as leituras como um "peso" a ser carregado durante alguns anos de graduação. Por outro lado, é de extrema satisfação acompanhar o progresso de tantos outros alunos que se percebem amantes da literatura, e devoram as obras, as aulas e os estudos como quem experimenta sempre o novo; é nítida sua mudança de postura e de habilidade verbal, além de seu refinamento de espírito. Por estes alunos, vale muito a pena propor discussões, análises e leituras; com eles, rememoramos o prazer proporcionado pela descoberta das "primeiras e eternas letras".

          Mister Entradas – compra de entradas        
 El portal de venta de entradas de A3 media, Misterentradas utiliza el mismo sistema especializado en la gestión informatizada de taquilla y venta anticipada de la compañía líder en ventas de entradas Ticketmaster.   Toda La información de los eventos de Misterentradas es gestionada de manera fácil y actualizada controlada automáticamente,  gestionando los eventos a través de filtros desde el […]
          end of the year list        


Hola friends! This year Microphones were not as active as usual due to many reasons, but we still listen a lot of music and always eager to share is with other souls through this world. Here is the list of albums we love and enjoy, music that gives inspiration and peaceful feeling of the life flow. No particular order, no ranks, just good vibes delivered by amazing artist all around the globe. Enjoy!

Braeyden Jae — Fog Mirror (Whited Sepulchre)
Ant'lrd — Sleep Drive (Whited Sepulchre)
Josephine Foster — No More Lamps in the Morning (Fire America)
Deep Magic & Mohave Triangles — Split (Diatom Bath)
Matthewdavid's Mindflight — Trust the Guide and Glide (Leaving Records)
Thousand Foot Whale Claw — Cosmic Winds (Constellation Tatsu)
Gamardah Fungus — Herbs And Potions (Flaming Pines)
Cloudsound — Static Sense & Wonder Stasis (ΠΑΝΘΕΟΝ)
Saåad — Verdaillon (In Paradisum)
Pandelindio & Bird People — Sporal Dispersal (Frente Al Fuego)
Les Halles — Transient + Sentient (Not Not Fun)
alineko — summer of love (ПANΘEON)
David Colohan — Hill of the Moon (Was Ist Das?)
Sarah Davachi — Dominions (Jaz Records)
David Parsons — Puja (Gterma)
Grykë Pyje — Fragments of High Sensitivity (Ikuisuus / Hyster Tapes)
Bear Bones, Lay Low — Hacia La Luz (Self-released)
Alone in the Hollow Garden — Receiving the 17 Daggers of Light (Self-released)
SONM — embody (Pearly Snowdrift)
Mathias Grassow & Closing The Eternity — Untitled tape (ΠΑΝΘΕΟΝ)
Directorsound — Sun Suites For a Rising Moon (ШАΛАШ)
Useless — HEXA (Terminal Dream)
TVVIN_PINEZ_M4LL — 植物波 - p l a n t w a v e (Adhesive Sounds)
Hong Kong Express — Hong Kong Express (TKX)
Hybrid Palms — Pacific Image (Sounds of the Dawn)
Lunaria — All is Dream (Sounds of the Dawn)
Julia Bloop — Bllop (Rotifer Cassettes)
Guenter Schlienz — Augenblicke (Sacred Phrases)
Guenter Schlienz ‎— Book of Dreams (Cosmic Winnetou)
Mårble — Looking for Marine Iguana (Echotourist)
Rod Hamilton and Tiffany Seal — Versatile Ambience (Ehse Records)
555 — Thee Omega Seed (MJMJ Records)
Kyle Landstra — Variables of Resolve (Moog Music)
Sunmoonstar & Inner Travels — Split tape (Scenic Rhythms)
Inner Travels — Clear Seeing (Inner Islands)
More Future Suffering — Self-titled (Winter Sea Label)
You C + Foresteppe — Seven Sleepers (ШАΛАШ)
A.Shark — 45 (Ominor Records)
Stag Hare — Velvet & Bone (Inner Islands)
Channelers — Space Makes Clearing (Inner Islands)
Ashan — Death is the New Life (Heavy Mess)
Sister Grotto — Blindside (Heavy Mess)
Eva Geist — Äquator System (Elestial Sound)
Tuluum Shimmering — Where the Turquoise Spring Sings Among Pebbles (Self-released)
Sun Cycles — It Cuts the Plow Reins (Psychic Troubles Tapes)
Paa Annandalii — Cavernous Fruits (Rotifer) 
Bird People — Down of the Hamsa (Eiderdown)
Чайник Болотных Богов — Гранатовый Сон (GV Sound)
Matthew Barlow — Sound Meditations (Sounds of the Dawn)
Jöns — Music For Euronews (Strategic Tape Reserve)

Support the artists and the labels, share music with friends, play your favourite tapes to Christmas tree!
Have a great year ahead! We wish you love & good vibes!

~ sincerely yours, microphones in the the trees team ~ 


          paa annandalii ~ cavernous fruits        

paa annandalii ~ cavernous fruits (rotifer, 2016)

I always had deep respect to Robert's work, first of all because of Mohave Triangles – it was so huge and intense and dazed and trippy... No words to describe its magic, just pure joy for any drone-maniac! After long hiatus Paa Annandalii appeared, continuing synth-driven drone journey even deeper, through caverns of human mind – searching for pineal treasures, subconscious revelations and simply relaxing the listener to the state of all-pervading radiance. Which we all are, as a matter of fact! No new age philosophy needed to explain that, just look at everything from the quantum physics point of view. And don't forget that the act of observation itself has an impact on observed. So there is no "reality" behind music actually, and that's why we can't live without it. Music reminds us our nature, especially if it is truly continuous music, reduced to basic formula of intertwined frequencies, breathing inside one cluster of tones. Going that way we may feel disembodied, omnipresent energy, that fills everything without any border. Have you ever felt that? It's refreshing and inspiring, no matter how often you do it! I suppose this is the point from where this music radiates, waving its way to unknown... And you always welcome to join that ship.

listen ~ buy

          89th Academy Awards        
An unexciting post for a largely unexciting Oscar year. La La Land is going to lap up Oscars left, right and centre this year. A movie which is all the more special to me because I watched it in a nice and cozy theater with my now fiancé, on an evening made even more special as we drove around the city past midnight with it's soundtrack softly humming on our car's stereo. :)

City of Stars
Are you shining just for me?

A rush
A glance
A touch
A dance

A look in somebody's eyes
To light up the skies
To open the world and send it reeling
A voice that says, I'll be here
And you'll be alright



Category // Prediction // My Pick // Hit or Miss

Best Film // La La Land // // hit, miss (LOL)

Actor // Casey Affleck, Manchester By The Sea // Ryan Gosling, La La Land // hit

Actress // Emma Stone, La La Land // // hit

Director // Damien Chazelle, La La Land // // hit

Supporting Actor // Mahershala Ali, Moonlight // // hit

Supporting Actress // Viola Davis, Fences // Octavia Spencer, Hidden Figures // hit

Original Screenplay // La La Land // // miss

Adapted Screenplay // Moonlight // // hit

Animation // Zootopia // // hit

Foreign Language // The Salesman // // hit

Cinematography // La La Land // Arrival // hit

Editing // La La Land // // miss

Production Design // La La Land // // hit

Costume Design // Jackie // // miss

Music // La La Land // // hit

Original Song // City of Stars, La La Land // Audition, La La Land // hit

Visual Effects // The Jungle Book // Kubo and The Two Strings // hit

Total:   13 / 17

          88th Academy Awards        
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Note 1: This is the fourth consecutive year when I am doing this. Hopefully this one will be much more readable compared to my previous attempts. Hopefully. (prev: 87th, 86th, 85th) This year, I also wrote a story with the tag-lines of the Oscar-nominated movies.

Note 2: I suspect the ratings for this year's Oscars are going to be very low. I mean, outside of #OscarsSoWhite, Studios and producers need to freakin' make the movies available for viewing online (or in theaters)! I will pay money to watch these movies BEFORE the Oscars goddamit! Events are successful when people talk about it. And to talk about it, people need context. What should we talk about instead of the movies themselves, Clooney's tux, JLaw's stumble, host's fumble, and hot cleavages?
------------


This is one of those years when I am not particularly attached to any movie that has been nominated. Atleast not for the big awards. But this year's Animated and Documentary nominations are a bunch of powerhouses compared to any year in recent history for these categories. It beats me why Inside Out didn't get a Best Picture nod. This just might have been a year when a Pixar movie, or any animated movie for that matter, won the top prize. Instead, we get Oscar-bait movies such as Room, Bridge of Spies, or even The Revenant. Mad Max getting in there is quite a surprise, not so much in retrospect. And yet, the top prize this year remains wide open, probable front-runners being Spotlight, The Revenant, and The Big Short, with the race getting more interesting than the movies themselves.

Emily Blunt's omission from Supporting Actress and Villeneuve's from Director (yep, I loved Sicario!) seems a little strange, but Villeneuve's time will come. His every successive movie gets better than the last! And Quentin, what did you do? He is forgiven though for getting too indulgent, considering that he might be nearing the end of his filmography. I hope though that I get to see him, among others, getting a Directing Oscar some day. Some day.

Right then.




Category / PickNomineesVishesh TippaniHit / Miss
Motion Picture


Spotlight

The Big Short

Brooklyn

Bridge of Spies

Mad Max: Fury Road

The Martian

The Revenant

Room

Spotlight
The Big Short: After The Wolf of Wall Street's rollercoaster ride, this seemed like pony carousel. I mean, we get it. Financial meltdown happened, and no-one responsible went to jail. Bravo! Selena Gomez explaining Collateralized Debt Obligations was cute though. Heh.

Brooklyn: It gets a lot of things right. Saoirse Ronan is an absolute delight to watch on screen, with a well-deserved Actress nomination for her. And the way the movie transports you to the 50s is incredible, effortlessly shattering a lot of things we take for granted today. And we are not talking about an ancient era, just 60-70 years ago. Brooklyn also does not resort to evil-looking people to further the plot in a way Titanic did, and in a way that makes the protagonists' struggles relatable, real, and very palatable - in a way that triggers a "Life is such," response rather than "They deserved this".
"I'd forgotten what this town is like. What were you planning to do, Miss Kelly?" 

Bridge of Spies: This is the "America is the best country in the World" movie for this year. Although both Tom Hanks and Mark Rylance nailed it with chiselled performances. Coen brothers wrote this, perhaps it would have been a much better movie if they directed it as well.
"Aren't you worried?"
"Would it help?"

Mad Max: Fury Road: This movie was an adrenalin-induced delight without end. Stunning camera work, absurdist humour, and louder than loudest everything, so much that one literally felt exhausted after the movie did not give any breathing space during.
"WITNESS ME!"

The Martian: Someone please explain to me why Inside Out is not in this category, and why The Martian isn't in the Best Animated movie category instead? What is the line between special effects and animation? Considering the state of the art for motion capture and 3D rendering techniques, maybe it's time we do away with the distinction. Anyway, The Martian falls flat compared to Gravity, or even Interstellar. Maybe it was just an excuse to rescue Matt Damon... again.

The Revenant: A lot of people, including the Academy, seem to be particularly fond of Iñárritu. I find his movies boring, the technical brilliance notwithstanding. Birdman was perhaps Iñárritu's most enjoyable movie, and I didn't want Birdman to win (Boyhood... sigh). If The Revenant wins this one, of which there is a more than significant chance, it will be several firsts, perhaps the most interesting one being successive wins by the same Director. Sure looks like Leo's year though.

Room: This was a hit or miss and all over the place. Some scenes were striking, in particular the one towards the end where Brie Larson goes back to the Room. Jacob Tremblay was spectacular until he was inside the room, and made his escape. After that it seemed like the director just didn't give a shit anymore.
"There's so much of "place" in the world."

Spotlight: This is my favourite movie from this category. Tense, crisp, great characters, performances, writing, Spotlight ranks high up there.
"We got two stories here: a story about degenerate clergy, and a story about a bunch of lawyers turning child abuse into a cottage industry. Which story do you want us to write? Because we're writing one of them."
Hit!
Director
Alejandro González Iñárritu, The Revenant

Adam McKay, The Big Short

George Miller, Mad Max: Fury Road

Alejandro González Iñárritu, The Revenant

Lenny Abrahamson, Room

Tom McCarthy, Spotlight
As much as I loved Spotlight, I am not sure if Tom McCarthy's time has come for a directing Oscar. The race mostly seems between Iñárritu and Miller, both of whom are really fine directors. If Iñárritu pulls this one off, back-to-back Director Oscars would be a tremendous feat.

Although, if I had my way, Duke Johnson and Charlie Kaufman (directors of Anomalisa),  Andrew Haigh (director of 45 years), would have found a spot here. And when-o-when will Denis Villeneuve's (Sicario) time come?
Hit!
Writing (Original)

Spotlight

Bridge of Spies

Ex Machina

Inside Out

Spotlight

Straight Outta Compton
Bridge of Spies is probably in here because... Coen brothers. Perhaps the movie would have been significantly better had they directed it as well.

Ex Machina had some really smart writing as well, reminded me of "Her" in a lot of ways.
Ava: "What will happen to me if I fail your test?"

I loved the fact that Inside Out got nominated for this, if not for Best Picture. They really got me from the moment the "train of thought" arrives. As cheesy as that is, really made me chuckle.
"Take her to the moon for me."

And as much as Tarantino would like to say "I truly believe in the material" for The Hateful Eight, he needs to sit on the bench for this one.

Spotlight though, crisp, taut, engaging from start to finish truly deserves this one.
"If it takes a village to raise a child, it takes a village to abuse them."
Hit!
Writing (Adapted)

The Big Short

The Big Short

Brooklyn

Carol

The Martian

Room
The Big Short is a no-brainer for this. I haven't read the book so I do not know how it reads, but this is one of those examples of an "adaptation", from a non-fiction, that would have truly meant a LOT of work.

Aaron Sorkin could have been slipped in here (for Steve Jobs), again adapting a non-fiction. Plus, in my opinion, his approach with the source material was remarkable and creative. With all the different sorts of issues Steve Jobs ran into during production, Sorkin was probably the only one who did the cleanest job for this movie.
Hit!
Actor

Leonardo DiCaprio, The Revenant

FINALLY, LEO! Boy am I waiting for his acceptance speech! SIXTH nomination, and what a journey! A story of survival, revenge, and life is also possibly the most fitting way he could have won this one!

But this doesn't go without mentioning the other quite remarkable performances in this category. Trumbo felt a lot like Argo, even besides the 'Hollywood making a movie about Hollywood thing' and John Goodman's huge (literally) presence. And I love this "genre" (if you may) too - Sunset Bldv., Chaplin, The Artist, to name a few.

Michael Fassbender did a fine job and literally saved the movie, but the most striking performance for me from this movie would definitely be that of Winslet's.

There are some roles where it is unimaginable for anyone else doing them except for Eddie Redmayne (you know, the kind of feeling we get quite often for Benedict Cumberbatch). I doubt anyone else would have been able to do Theory of Everything or The Danish Girl.
Hit!
Actress


Charlotte Rampling, 45 Years



Prediction: Brie Larson
Cate Blanchett, Carol

Brie Larson, Room

Jennifer Lawrence, Joy

Charlotte Rampling, 45 Years

Saoirse Ronan, Brooklyn
Brie Larson seems sealed for this category. She isn't on my top 3 out of these 5, so I will be a little bummed about this one.

I am conflicted between Charlotte Rampling and Saoirse Ronan for my top spot. 45 years is a stunning film, and deserved much more than the solitary nomination it received, but Charlotte is really the heart and soul of the film. After Emmanuelle Riva (Amour) lost to JLaw, I would be too pleased to see Charlotte win this one, for a movie that has too many similarities to Amour.

I wouldn't mind Saoirse winning this one either. Her nuanced performance in Brooklyn left you yearning for more.
Hit!
Supporting Actor

Christian Bale, The Big Short


Prediction: Sylvester Stallone
Christian Bale, The Big Short

Tom Hardy, The Revenant

Mark Ruffalo, Spotlight

Mark Rylance, Bridge of Spies

Sylvester Stallone, Creed
The one thing that I loved about The Big Short was Christian Bale's performance. In the very limited time that he occupies the screen, every freakin' scene is fireworks. He would be my pick for this one, but Sylvester Stallone makes for a great Oscar story, so yeah... Mark Rylance.
Supporting Actress

Kate Winslet, Steve Jobs


Prediction: Alicia Vikander
Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight

Rooney Mara, Carol

Rachel McAdams, Spotlight

Alicia Vikander, The Danish Girl

Kate Winslet, Steve Jobs
It's a shame that Alicia Vikander got nominated for The Danish Girl instead of Ex Machina. I am nuts about Alicia Vikander, she is what I would call "vanilla" beautiful. I know she is beautiful, I don't know why, and I find it hard to be able to figure it out. It's like she only registers when she's in front of me, but poof as soon as she's not, enigmatic almost. I think it was a stroke of casting brilliance to cast her in Ex Machina, a role which hinged significantly on this quality of hers in my opinion. You know, artificial... but not really, feels real... but can't put a finger on why.

But between her performance in The Danish Girl, and Kate Winslet's in Steve Jobs, my vote definitely goes to Kate. Them glasses. Sigh. And a performance that stands shoulder-to-shoulder with Fassbender's as Jobs, that's really something.
Hit!
Animated Movie

Anomalisa


Prediction: Inside Out
Anomalisa

Boy & The World

Inside Out

Shaun The Sheep Movie

When Marnie Was There
What a collection of movies in this category! This is a collection which is missing The Peanuts Movie and The Good Dinosaur - movies which in any other year would have made the nomination cut and might even have won!

I want to especially talk about three movie here, Anomalisa, Inside Out, and Boy & The World, although Shaun The Sheep and When Marnie Was There are brilliant movies in their own right.

Anomalisa is one of those movies that leave you going "How on Earth did they pull this off on screen?!" The stillness of this movie, the calm, the poise, the detail - both in the little things and the not-so-little things - is astounding. I could write at length about this movie, but anyone who has spent any time travelling to a smaller city in the US (especially to the mid-west) will get all intricate details they have managed to so gloriously capture. The absolutely shocking sex scene, the long takes, the movie playing almost in real time... Anomalisa is an anomaly done right when it comes to pushing the boundaries of what can be done on animation.

Talking about pushing the boundaries of animated films, Boy & The World is gorgeous! Such raw beauty, it is a spectacle to behold. Lovingly crafted hand-drawn animation, the colors, the playfulness, the airiness, the fireworks-y sparkle, the dazzle, every still of the film could be a framed painting in an art gallery. This is how, I wish, The Peanuts Movie had been made. HAND-DRAWN! I hope we get to see more of Alê Abreu's work.

Inside Out is almost surely going to win this one. Don't get me wrong, it is a great film, perhaps one of Pixar's top 3, if not the best. But it is going to win it for the wrong reasons. Animation has very little to do with what makes Inside Out a great film, which is why it was much better off getting a Best Film nod, along with the Writing nod that it deservedly received.
Hit!
Cinematography

Sicario


Prediction: The Revenant 
Carol

The Hateful Eight

Mad Max: Fury Road

The Revenant

Sicario
The Hateful Eight is on this list because... 70mm, Ben Hur lenses, yada yada yada. It's not the tooling that maketh a genius. Nope. But okay Quentin, you were indulging yourself, you are allowed to do that, of course.

It will be a big surprise if The Revenant does not win this one. The cinematography, after all, is one of the biggest reasons why it has been getting oh-so-much love. But, have you seen Sicario! Especially the one scene where they perform the extraction from Mexico, sent a chill down my spine. That is a scene in the same league as the car scene from Children of Men.
Hit!
Editing

Mad Max: Fury Road

The Big Short

Mad Max: Fury Road

The Revenant

Spotlight

Star Wars: The Force Awakens
If there is one award that Mad Max truly deserves, it's got to be this one. How do you even cut this movie?! Hit!
Production Design

Mad Max: Fury Road

Bridge of Spies

The Danish Girl

Mad Max: Fury Road

The Martian

The Revenant
Hit!
Score

Ennio Morricone, The Hateful Eight

Bridge of Spies

Carol

The Hateful Eight

Sicario

Star Wars: The Force Awakens
The Hateful Eight, again, is here because... Morricone. This is probably Academy's last chance to give a real Oscar to Ennio Morricone rather than the honorary one they had to give him a few years ago.

Sicario and Star Wars (obviously) truly deserve a special mention though.
Hit!
Visual Effects

The Revenant

Ex Machina

Mad Max: Fury Road

The Martian

The Revenant

Star Wars: The Force Awakens
This category is really losing its significance extremely fast. It is too hard to tell what's special effects and what's not, considering almost every movie undergoes huge transformation during post-production. Ex Machina.
Deserved!
Documentary

Winter on Fire: Ukraine's Fight For Freedom


Prediction: Amy
Amy

Cartel Land

The Look of Silence

What Happened, Miss Simone?

Winter on Fire: Ukraine's Fight For  Freedom
Just like the Animated Feature Film category, this was another powerhouse collection of films. I wouldn't mind Amy winning this one, Asif Kapadia is an accomplished director, his Senna ranks amongst my favorite movies. And, to be fair, Amy is an amazing movie, except, I didn't care a lot about the subject matter.

Winter on Fire, on the other hand, is a movie extremely relevant in today's day and age, and has managed to put together some really spine-chilling footage and beautifully. It also managed to give a first-hand glimpse into a country that we (I) know so little about, and around events that are being played out right now on the global political arena.
Hit!

Total: 13 / 15




          This is a true story        


Meet the little voices inside your headThe bounty hunter. The Hangman. The Confederate. The Sheriff. The Mexican. The little man. The cow puncher. The prisoner. No one to trust. Everyone to hate. The world's most dangerous times created the world's most dangerous group. Can a great man be a good man?

In a world on the brink the difference between war and peace was one honest man. One who has returned, as if from the dead. The dead are alive. When they tried to silence him, he made the world listen. Winning is the only option. Break the story. Break the silence. Blood lost. Life found. A heartbreaking journey. Bring Him Home. Midnight is just the beginning. Only the mad survive.

No One Comes Up Here Without a Damn Good Reason. Love knows no boundaries. The border is just another line to cross. Two countries, two loves, one heart. Her Story, Her Voice. Some people change your life forever. The girl behind the name.

Their spirit would never be broken. There is nothing more human than the will to survive. Find the courage to be yourself. Have the courage to love. Lose control. Your legacy is more than a name. Every generation has a story. The next generation of revolution. The future belongs to the mad.

What happens to me if I fail your test? Are you curious? Are you now or have you ever been...

We all dream in Gold. What a lovely day.




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I wrote this as an experiment and for fun, written solely from tag-lines of the Oscar-nominated movies of 2015. The heading is from The Big Short. For the rest, hover on them to reveal the movie names.

Before this, I have retold Where The Mind Is Without Fear using movie posters, and wrote a story just out of movies' names: Stranger than fiction.
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          one in a million        

Let's get realistic about love.

For this exercise, we will make certain broad assumptions, discounting exceptions and outliers. We will try to figure what's happening statistically when two people fall in love. We will also place our exercise in an Indian social and cultural context.

Let's start with the potential "universe" of people one can possibly fall in love with. We will start with the total population, and reduce for mutually exclusive groups. India has 1.2 billion people. ~50% for the opposite sex -> 600 million. India's median age is 27 years (50% population less than 27 years of age) . For this exercise, assuming that one intends to get married in the age range of 24-32, an 8-year span (our math won't vary much if we increase this window on either side by a few extra years, there is a bulge below this range), we are down to ~80 million.

It gets a little tricky from here. Remove for some semblance of economic backgrounds and we are down to ~8 million (80 lakh). Now from this, remove for religion & caste preferences (I am looking at you Brahmins), dietary preferences (no onion no garlic anyone?), height & weight preferences (taar bijli se lambe humaare piya), complexion preferences (it's only fair, right? Lovely), educational preferences, language barriers and north Indian and south Indian and Gujju and Mallu and Kashmiri and Jat preferences. And so far we haven't removed for people already married or in love with someone else who is not you. And after you have removed for all of the above, you need to be with a person with whom when you spend time, your emotional response to them lies between "surreal" and "I can stand this person" on a scale of butterflies, and the other person's emotional response also lies somewhere in the same ballpark. And whoever you are left with, you haven't even begun to find him/her yet. Given your life experiences of school, college, workplace, pubs, bars, travels, tinder and what not, and the count of people you potentially meet through these life experiences, what are the fuckin' odds.

I had always believed that the concept of "the one" does not hold. But given the odds, and given that there exists atleast "a" one, you are probably better off with a the. Two people falling in love with each other is a statistical miracle.


[from Watchmen] Miracles. Events with astronomical odds of occurring, like oxygen turning into gold. I've longed to witness such an event...; ...and out of that contradiction, against unfathomable odds, it's you - only you - that emerged. To distill so specific a form, from all that chaos. It's like turning air into gold. A miracle.


I hear "everything is great, but I am not so sure" ever so often that it's fuckin' unbelievable. I don't understand why anyone in their right mind would break up. You met someone and liked, and they liked you back, and you loved each other's company, and then you eventually started driving each other crazy and "it didn't work out"?! Huh?

For people who are single still, I feel sorry for you. The odds are stacked against you and there is little hope for you (lol). Live, is all, and maybe, just maybe lightning will strike (in this case, twice). And for people who are married or with someone and in love, go hug your Significant Other really hard right now right this moment, take a good look at them, smile, hold their hands, and know that they are your one in a million. You have witnessed a miracle.




          Beer, Music & Getting To Know Each Other        


You must remember this?

Once upon a time there was a boy. Once upon a time there was a girl. Both were fond of beer. Beer was simple and easy - no commitments. Given so many types, there is always something for everyone. And you never drink beer to get drunk; you drink beer to drink beer. Of all the beer joints, in all the towns, in all the world, they walk into this one. Two tall glasses of foggy weiss in front of them, the concoction still retaining the character of the grain it was made from, and the continuous effervescence making it look like an abstract display piece with a hypnotic magical potion swirling inside. Smiles, sips, and a little chit-chat. All three of which serve little or nothing towards "getting to know each other."

It is a confused term, really. Getting to know each other. If they are getting to knowing each other, well, when are they going to get there? And what are they going to know after they get there? And what are they going to do after they know they got there? And if they have gotten to it, what happens when there is nothing else to know? The term suffers from an extra preposition and an extra verb. It should be distilled down to just... getting each other. There's nothing more, either they get it or they don't.

Once upon a time there was a boy. Once upon a time there was a girl. Both got this.

A kiss is still a kiss.
A sigh is just a sigh.
The fundamental things apply


Once upon a time there was a boy. Once upon a time there was a girl. Both were fond of music. The boy and the girl both collected music, making playlists as they swam through life. It was as if music gave a soundtrack to their lives - important events, people - in a life otherwise only filled with background noise. The songs aged and matured as their surrounding evolved, with them. And curating music with someone made it all the more special.

When this boy and this girl met, the boy asked if he could propose a song. The girl asked which one. The boy extended "As Time Goes By". The girl said, "I think it is the beginning of a great playlist."

And when two lovers woo
They still say I love you
Moonlight and lovesongs never out of date

Once upon a time there was a boy. Once upon a time there was a girl. Both got this.

          87th Academy Awards        
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Note 1: Hello, and welcome to the annual edition of my pretending to understand how the average-age-55-years-white-American-old-men vote to find the best movie of the year! It's almost like how the new Pope is picked. Almost.

Note 2: Post 3.0 is going to be awesome, just like my previous two posts. Also, this year, a bunch of us got together to make an AWESOME app for Oscars - Award Street. Check it out!
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This year is pretty much going to be Boyhood vs. Birdman. A lot of people are going to get their predictions wrong this year depending on which way The Academy leans, unless your prediction is that a movie whose name starts with the letter 'B' is going to take home the grandest prize, and you can be sure about nailing it. Personally, I want to be screaming "It's a boy!" when it's announced. That man, Linklater, deserves a trophy by now. He got nominated for the last 2 movies of the 'Before' trilogy, and has made cult classics like Slacker, Dazed and Confused, Waking Life, and School of Rock. He might just walk away with 3 trophies in his hands this year and that would be AWESOME. If The Academy leans towards Birdman instead of Boyhood, it will be sad, and them trying incredibly hard to be cool. Boyhood is an achievement, period. A movie event we are going to be talking about for a long, long time. It will be fitting if Boyhood is announced for the Best Picture, and this plays:

I don't wanna be a big man
Just wanna fight like everyone else


No major controversies with the nominations, although no love for Nightcrawler, The Lego Movie, and no cinematography nod for Interstellar broke my heart a little. But then, what's an Oscar without a little heartbreak, right?

Right then, let's get on with it.




CategoryPredictionPickVishesh TippaniQuotesHit / Miss
Best Motion Picture of the YearBoyhood
I think this category isn't even a contest. Boyhood is by far the best movie on this list. Also, instead of the standard Film/Director split the Academy is known for doing, I think this year is going to see a Film/Writing split, between Boyhood and Birdman.'You know how everyone's always saying seize the moment? I don't know, I'm kind of thinking it's the other way around, you know, like the moment seizes us.'Miss. Birdman. Oh well.
Best Performance by an Actor in a Leading RoleMichael Keaton, Birdman
Another year, BC! This year's going cleanly to Mr. Keaton.'A thing is a thing, not what is said of that thing.'Miss. Well, I am glad. Great performance by Eddie Redmayne in Theory of Everything.
Best Performance by an Actress in a Leading RoleJulianne Moore, Still AliceRosamund Pike, Gone GirlThe chills Rosamund Pike gives you! Goodness. I wish she won this one, but she won't.From Gone Girl: 'I'm the cunt you married. The only time you liked yourself was when you were trying to be someone this cunt might like. I'm not a quitter, I'm that cunt. I killed for you; who else can say that? You think you'd be happy with a nice Midwestern girl? No way, baby! I'm it.'Hit!
Best Performance by an Actor in a Supporting RoleJ.K. Simmons, Whiplash
The only thing going for Whiplash. Simmons' powerful performance made this movie worth a while. His performance took me back to when I was in school.'There are no two words in the English language more harmful than good job.'Hit!
Best Performance by an Actress in a Supporting RolePatricia Arquette, Boyhood
Boyhood could very well have been called 'Motherhood', and it would have remained as true. Patricia deserves this gold!'I just thought there would be more.'Hit! YAY!
Best Achievement in DirectingRichard Linklater, Boyhood
Please. Starting to feel a little bad for Mr. Anderson though. Maybe Mr. Anderson is destined to be seventh time lucky another year.'I finally figured it out. It's like when they realized it was gonna be too expensive to actually build cyborgs and robots. I mean, the costs of that were impossible. They decided to just let humans turn themselves into robots. That's what's going on right now. I mean, why not? They're billions of us just laying around, not really doing anything. We don't cost anything. We're even pretty good at self-maintenance and reproducing constantly. And as it turns out, we're already biologically programmed for our little cyborg upgrades. I read this thing the other day about how When you hear that ding on your inbox, you get like a dopamine rush in your brain. It's like we're being chemically rewarded for allowing ourselves to be brainwashed. How evil is that? We're fucked.'Miss. Iñárritu, Birdman. Oh well. Another year, bigger movie, Linklater!
Best Original ScreenplayBirdmanBoyhoodThis is going to be a close call, but I think Birdman will pull through in the end. Also, if it does, the Best Picture announcement is going to induce double the nervousness. Writing/Film split seldom happens. The last time this happened was with Argo (2012), and Million Dollar Baby (2005) before that.From Boyhood: 'I mean, what makes you think that elves are any more magical than something like a whale? Yoy know what I mean? What if I told you a story about how underneath the ocean, there was this giant sea mammal that used sonar and sang songs and it was so big that its heart was the size of a car and you could crawl through the arteries? I mean, you'd think that was pretty magical, right?'Hit!
Best Adapted ScreenplayThe Imitation Game
The better crop are the ones in the original writing category. The adapted is pretty non-exciting, unless American Sniper takes it because of the emotions involved.'Do you know why people like violence? It is because it feels good. Humans find violence deeply satisfying. But remove the satisfaction, and the act becomes... hollow.'Hit!
Best Animated Feature Film of the YearHow to train your Dragon 2
No nomination for The Lego Movie was really disappointing. Nothing much here.
'Some of us were just born different.'Miss. Big Hero 6. Blah. I couldn't care less without The Lego Movie nomination.
Best Achievement in CinematographyBirdmanThe Grand Budapest HotelNo nomination for Interstellar was a disappointment. A win for Grand Budapest would redeem it.'You're looking so well, darling, you really are... they've done a marvelous job. I don't know what sort of cream they've put on you down at the morgue, but... I want some.'Hit!
Best Achievement in EditingBoyhood
This is a no contest. Editing footage spanning 12 years into this masterpiece!'I find myself so furious at all these people that I am in contact with just for controlling me or whatever but you know they are not even aware they are doing it.'Miss. Whiplash. :/
Best Achievement in Production DesignThe Grand Budapest HotelInterstellarWell, I am going to pick Interstellar for whichever category it's nominated in!From Interstellar: 'Mankind was born on Earth. It was never meant to die here.'Hit!
Best Achievement in Costume DesignThe Grand Budapest Hotel

'You see, there are still faint glimmers of civilization left in this barbaric slaughterhouse that was once known as humanity. Indeed that's what we provide in our own modest, humble, insignificant... oh, fuck it.'Hit!
Best Achievement in Makeup and HairstylingThe Grand Budapest Hotel
A lack of Theory of Everything here was a little bit surprising.'I must say, I find that girl utterly delightful. Flat as a board, enormous birthmark the shape of Mexico over half her face, sweating for hours on end in that sweltering kitchen, while Mendl, genius though he is, looms over her like a hulking gorilla. Yet without question, without fail, always and invariably, she's exceedingly lovely.'Hit!
Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original ScoreInterstellar
Zimmer's score made Interstellar more grandiose than it already was. Just 1 win for him from 9 nominations, I think he can use another win, and deservedly so. Theory of Everything has a good chance of taking it away.'Those aren't mountains, they're waves.'Miss. Grand Budapest Hotel. This movie is on a roll tonight! Desplat deserved a win, nominated for 2 movies this year, and 7 before this.
Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original SongSelmaThe Lego MovieI like 'Lost Stars' from Begin Again. But my pick is The Lego Movie because it was AWESOME, and these buggers did not give it a nod for Animated Feature.From The Lego Movie: 'All this is true because it rhymes.'Hit!
Best Achievement in Sound MixingInterstellar
There was a bunch of controversy around Interstellar's sound. It doesn't matter. A couple of IMAX viewings is what those buggers need.'You're telling me it takes two numbers to measure your own ass but only one to measure my son's future?'Miss. Whiplash. For not giving it to Interstellar, I tell you, Academy, "Not my tempo."
Best Achievement in Sound EditingInterstellar
see: above. Although, American Sniper might snatch this one. Also, I think Fury should have gotten a nod here.'And that our greatest accomplishments cannot be behind us, because our destiny lies above us.'Miss. Sniper made a headshot at TARS.
Best Achievement in Visual EffectsInterstellar
This is a no-contest. Why are there even other nominees?!'Do not go gentle into that good night; Old age should burn and rave at close of day. Rage, rage against the dying of the light.'Hit! Although it's sad that Interstellar might end its count with this.
Best Short Film, Live ActionThe Phone CallButter LampThis is the first time I got to watch all the live-action shorts before the event. Pretty great movies, all. My favorite's got to be Butter Lamp, for the sheer ingenuity of script.
Hit!
Best Short Film, AnimatedFeast
It's a dog's life.
Hit!




Total:
13 / 21


Who are you rooting for?


87th Academy Awards...

          Durbhaagya Haider ka (Kashmir ka rajkumar)        
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Note 1: It is after a long time that I want to write about an (Indian) movie!

Note 2: Considering that Haider is adapted from a well-known (and arguably the most famous) Shakespearean play, The tragedy of Hamlet, Prince of Denmark, I will go easy with spoilers and without warning. And for those unfamiliar with tragedies by Shakespeare, spoiler alert, everybody dies.
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I knew Vishal Bhardwaj has a fetish for Shakespeare. Haider is the final installment of his trilogy spanning Maqbool (Macbeth) and Omkara (Othello) before this. Shakespeare's influence on him is also evident in his outings not based on plays, most notably in Matru ki Bijlee ka Mandola, and less visibly in 7 khoon maaf, and Ishqiya among others. But this is also a man who truly loves cinema and adores the medium. So much that the characters of Rosencrantz and Guildenstern from the original play are depicted as Salman and Salman, a duo which run a VHS rental store, idling their time away to the moves of Salman Khan, the rising superstar from the 1990s. It is a fitting tribute to the time and place in which Vishal Bhardwaj grew up as a filmmaker.

I mention this because I wager this man is heavily influenced in his style by another man who adores cinema, Quentin Tarantino, a director famous for his revenge epics. With all the bloody gruesomeness that leaves its trail along a saga of revenge, the conflicts, the deliberations, the mess - how cool is it that our home-grown director does homage to Tarantino's trademark trunk shot and ends Haider with a sampling straight from his movies (edit: my bad. The sampling at the end of Haider is from Extreme Ways.)



Set in the mid-1990s in Kashmir, the story embeds itself flawlessly in the setting, rather than it just being a background setup for the events adapted from the original play.


Jhelum, jhelum dhoonde kinara
Jhelum, jhelum dhoonde kinara
Dooba sooraj, kin aankhon mein
Sooraj dooba, kin aankhon mein
Jhelum huya khaara



This has to be Shahid Kapoor's highlight performance of his career yet. I was skeptical about this casting choice from the trailers, but boy was I wrong. The amount of preparation he put behind this role shows. The monologue scene in front of an audience at the town square is exaggerated just the right amount, and the execution of the play-within-a-play exposition scene from the original is neat. His costumes, makeup, body language, all fit together seamlessly as he owns his character.



Hai ki hai nahi, bas yehi sawaal hai
Aur sawaal ka jawab bhi sawaal hai.

Dil ki agar sunoon to hai, dimaag ki to hai nahin
Jaan loon ki jaan doon, mai rahoon ki mai nahin.



And what a find Shraddha Kapoor is! Elegant, charming, poised, controlled, absolutely not afraid to let her eyes to the talking, and leaves you yearning for more. I wish I was there to see her keeping a straight face as she mispronounces 'loved' as 'love-edd' as they were filming it! I, for one, definitely want to see her do meaningful roles in the future. Irrfan Khan delivers a spirited punch during his meager screen time, playing the ghost from the play.


But the highlight performance in the movie has to be Tabu's, arguably her career's best, atleast in a very long time. A delight she is as she sets the screen on fire bringing her character to life. There is a scene in which she is trying to convince Haider to leave Kashmir for a better future. With her teary, swollen eyes, and a gun pointed to her head, she ultimately gets her way. I cannot imagine another actress from around here who can pull that off with such elegance.


"Vaishi bhediyaa ban chuka hai wo."
"Shukr hai aasteen ka saanp nahi banaa."


Vishal Bhardwaj, with his direction and music (for Gulzar's excellent lyrics), tops himself. Being true to the source material and still making it his own, he comes out triumphant. He is at the top of his game here. Kashmir has been shot so delicately! (I want to go there ASAP! And we we don't need foreign locations!) The gravedigger scene, in particular, is the crowning jewel, a scene which drips with his love and affection for his craft.


Arre aao na, ki jaan gayi, jahaan gaya, kho jaao
Arre aao na, ke thak gayi, hai zindagi, so jaao



I might have profusely appreciated the movie thus far, but the movie is not without its gripes. I'll start with the anachronisms. In one of the best and most important scenes in the movie, the play-within-a-play scene, there is a mobile cellular tower prominently visible throughout in the background. Forgetting for a moment that we did not have cellular networks in the 1990s, its presence is distracting. I would have expected this to come up in post-processing/editing, especially when a viewer is able to catch it in first viewing. This is the kind of attention-to-detail I would expect from a director of his caliber. Then, to depict Bangalore, they used footage of the iconic Domlur flyover here. Again, its construction hadn't started as late as 2003, and the footage of sprawling flyovers plastered suddenly coming from the valleys of Kashmir moments ago is jarring to say the least.

Also, in my opinion, the Oedipus aspects of the play were overplayed in the movie. It wasn't necessary. Not as much. But my major complaint is how they handled the character of Ophelia. Transforming it into a childhood love, and having scenes of brimming romance between Haider and Arshia feels out-of-place in a Shakespearean revenge epic such as Hamlet.

But hey, the movie is probably a little too "heavy" already for Indian audiences, and removing the little romance might have aggravated it, so what do I know? I am sure it took enough courage already to deal with the Censor Board's scissors and to release this film pitted against the 24,000-screens-release of multi-starrer blockbuster Bang Bang.


I can already read some negative Internet chatter around 1) The depiction of Kashmir; 2) It being a heavily political movie; and 3) "maa bete ka rishta". Please, folks, can we let art remain art? Pretty please?


I cannot recommend this movie enough. Please go watch it, something like this comes rarely in our country. Thank you Vishal Bhardwaj for making Haider.



          Where The Mind Is Without Fear (retold in 12 movie posters)        









Where the mind is without fear and the head is held high









Where knowledge is free









Where the world has not been broken up into fragments









By narrow domestic walls








Where words come out from the depth of truth








Where tireless striving stretches its arms towards perfection








Where the clear stream of reason has not lost its way








Into the dreary desert sand of dead habit








Where the mind is led forward by thee








Into ever-widening thought and action








Into that heaven of freedom, my Father,








...let my country awake.






--
Poem: Where The Mind Is Without Fear by Rabindranath Tagore
Movie posters belong to the creators. Please don't sue me. :)

          almost        


no margin for error, almost.

you failed, almost.

had to sleep hungry, almost.

best fondue you will ever have, almost.

so much money it was obscene, almost.

it rammed into the car, almost.

so funny i died, almost.

flew so high you could touch the clouds, almost.

it crashed, almost.

fifteen seconds of famous, almost.

so dark i was lost, almost.

it rained, almost.

so bad it was good, almost.

charlie bit my finger, almost.

so loud the earth shook, almost.

so faint it was a whisper, almost.

took your breath away, almost.

so far that there was no going back, almost.

so close, so close, almost.

dived so deep that you couldn't see the sun, almost.

'twas a huge fall and you slipped!, almost.

you caught it, almost.

so happy i could die, almost.

one things, almost.

human, almost.

it killed you, almost.


almost... so you keep going.


          A love letter to mother-in-law        



Dear (potential) mother-in-law,


I know you are madly in love with me. But you know what they say, "Love ain't enough, dufus." Ye zaalim duniyaa aur ye kaatil zamaana. Let's take a step back, okay?

Susheel padha-likhaa ladkaa who will take good care of your daughter jise aapne itne pyaar se paal pos kar badaa kiya hai, what's there to not love? I get it. I love myself too. And if that isn't love, it will have to do until the real thing comes along.





Look, I know you want nothing but happiness for your daughter. I know the pressures society puts on you. I'm aware about "log kya kahenge". Just let her breathe, okay? It might be that she doesn't want to get married right now. It might be that she wants to figure out other things in her life, instead of "settling down." There is hardly an "umar" to get married. And I really hope you didn't freak out if your Visakhapatnam-raised daughter told you that she was in love with a Bihari boy and wanted to marry him. All those apprehensions about different cultures, communities, languages, or if the guy earned enough or not - look, it doesn't matter. If she told you about him, let her go. You believe in love, right? Trust your daughter to make the right decision for herself and her family. If the guy loves your daughter, he cannot not love you too. You will be surprised at the number of times I have heard "We cannot go against our parents' wishes." That's you, silly. Doesn't it make you all teared up with joy? Because sanskaar.



Stop pestering her. Things have changed, you know, and it's okay. Really. Ladki ki bua ki baaton mai mat aaiye. I wouldn't blame her though, I blame an overdose of Ekta Kapoor soaps, where she gets her ideas from. Your love got you and me here. Love gets challenged all the time, and if your love for me is enduring and true, we will get through all of this too one day.

I am reminded of a dialogue from Scent of a Woman. No, no, not the "This is such a crock of SHIT." one. The other one. This one:

"Let her continue on her journey. 
You hold this girl's future in your hands. It's a valuable future. Believe me. 
Don't destroy it. Protect it. Embrace it. It's gonna make you proud one day, 
I promise you."


One day, I will meet your daughter at some CCD a couple of times, and we both will really like each other. When that day comes, I will take you to a fancy restaurant, I will kneel, hold your hands, look straight into your eyes, and sincerely ask you, "Will you let your daughter marry me?" Okay?

Looking forward to stuffing myself with the kachoris and the gulaab jamuns which you are going to prepare for me when I visit after becoming your damaad ji.


Love,
Me


          86th Academy Awards        
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Note 1: Well, I did a post on Oscars last year, so I am going to do one every year now. Talk about being clingy, heh.

Note 2.0: Post 2.0 is going to be bigger and better, aww yeah!
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It hasn't been a stellar year for movies compared to the previous year, neither there nor here. A year of massive snubs too (I weep for you, Coen brothers, Tom Hanks, Emma Thompson). '12 years a slave' emerges as the 'Lincoln' from last year, and TEN nominations for 'American Hustle', are you effing kidding me?! The race is wide open (which makes it mildly interesting), and my prediction is that this year predictions in general are going to go for a toss. My sentiments for this year's Oscars are best summarized by the movie nominated this year for Makeup and Hairstyling, a movie that will be selling DVDs with 'Oscar nominee' plastered on its cover - 'Jackass Presents: Bad Grandpa'.

The complete list of nominations is available here. This is going to be a difficult year for predictions, so whenever in doubt, I will stick to a golden rule - snub American Hustle!




CategoryPredictionPickVishesh TippaniQuotesHit / Miss
Best Motion Picture of the Year12 Years a SlaveThe Wolf of Wall StreetThe Wolf of Wall Street is by far the best movie of this year, its only fault being that it isn't "Best Picture material". F.U. American Hustle, I wish Jonah Hill peed all over you.From TWOWS: "My name is Jordan Belfort. The year I turned 26, I made 49 million dollars, which really pissed me off because it was three shy of a million a week."Hit! But they got it wrong. Time.
Best Performance by an Actor in a Leading RoleMatthew McConaughey, Dallas Buyers ClubLeonardo DiCaprio, The Wolf of Wall Streetsee: Best Motion Picture of the Year
P.S.: F.U. American Hustle.
From TWOWS: "I am not gonna die sober!"Hit! So disappointed for Leo!
Best Performance by an Actress in a Leading RoleCate Blanchett, Blue Jasmine
Kill me for saying it, but I don't think Amy Adams' cleavage deserves an Oscar. F.U."Who do you have to sleep with around here to get a Stoli martini with a twist of lemon?"Hit!
Best Performance by an Actor in a Supporting RoleJared Leto, Dallas Buyers Club
see: Best Achievement in Makeup and Hairstyling"Relax, I don't bite. I guess you're handsome, in a Texas, hick, white trash, dumb kind of way."Hit! 
Best Performance by an Actress in a Supporting RoleLupita Nyong'o, 12 Years a Slave
If only Scarlett Johansson was nominated. Sigh. And F. U. JLaw, Eff. You. You didn't deserve it last year, you don't deserve it this year.From Her:
"You know, I can feel the fear that you carry around and I wish there was... something I could do to help you let go of it because if you could, I don't think you'd feel so alone anymore."
Hit! So much deserve! 
Best Achievement in DirectingAlfonso Cuarón, GravityMartin Scorsese, The Wolf of Wall Streetsee: Best Motion Picture of the YearFrom TWOWS:
'The name of the game, moving the money from the client's pocket to your pocket.'
'But if you can make your clients money at the same time it's advantageous to everyone, correct?'
'No.'
Hit!
Best Writing, Screenplay Written Directly for the ScreenSpike Jonze, Her
The writing is just devastating. Devastating. Isn't that what great writing is supposed to be?"Sometimes I think I have felt everything I'm ever gonna feel. And from here on out, I'm not gonna feel anything new. Just lesser versions of what I've already felt."Hit!
Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published12 Years a SlaveRichard Linklater, Before MidnightAnyone who has followed the 'Before...' series will hardly contest that Linklater deserves this, but well...From Before Midnight:
"Like sunlight, sunset, we appear, we disappear. We are so important to some, but... we are just passing through."
Hit!
Best Animated Feature Film of the YearFrozen
♥♥♥♥♥
'Olaf! You're melting!'
'Some people are worth melting for.'
Hit! â™¥
Best Foreign Language Film of the YearThe Great Beauty
The Great Beauty is what To Rome with Love should have been, or rather what this movie should have been called.'We're all on the brink of despair; all we can do is look each other in the face, keep each other company, joke a little... don't you agree?'Hit!
Best Achievement in CinematographyGravity
Technical awards for Gravity is quite a no-brainer this year. From the camera-work to sound, Gravity is, without a doubt, going to sweep the technical awards.'Houston, I have a bad feeling about this mission.'
'Please elaborate.'
'Well, it reminds of a story.'
Hit!
Best Achievement in EditingGravityCaptain PhillipsCaptain Phillips' climax got close to Argo's climax. It's tough to beat Gravity for the technical awards this year.From Captain Phillips:
"Shut up, Irish. Too much talking."
Hit!
Best Achievement in Production DesignAmerican HustleHerHer was a surprise (and deserving) nomination for this category, and the minimalism in the look and feel of the movie only goes on to show how much thought was put into it. Oh, and yes, F. U. American Hustle.From Her:
"Your past is just a story you tell yourself."
Miss. The Great Gatsby.
Best Achievement in Costume DesignAmerican Hustle
Probably the only good thing about American Hustle. Yup, Amy Adams' cleavage wasn't one."But, you know I thought you were mysterious like my mother. Until, it turned out... the mysterious just meant depressed." Miss. Because in-your-face costumes are the way to go. :| The Great Gatsby.
Best Achievement in Makeup and HairstylingDallas Buyers Club
see: Best Performance by an Actor in a Supporting Role
Hit!
Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original ScoreSteven Price, Gravity
While I really wish Thomas Newman, after being nominated 11 times before this (including Wall·E), won this one for his great score in a music-heavy Saving Mr. Banks, I feel Steven Price deserves this one. Check it out.
Hit!
Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Song'Let it go', Frozen'Ordinary Love', U2, Mandela: Long Walk to FreedomThis is a tough one to pick, between 'Ordinary Love' and 'Let it go'. I do want to see U2 win, after they didn't win the last time they were nominated. And while you are at it, 'The Moon Song' from 'Her' is absolutely heart-breaking.
Hit!
Best Achievement in Sound MixingGravity
see: Best Achievement in Cinematography
Hit!
Best Achievement in Sound EditingGravity
see: Best Achievement in Cinematography
Hit!
Best Achievement in Visual EffectsGravity
see: Best Achievement in Cinematography
Hit!




Total:
18 / 20


Who are you rooting for?

86th Academy Awards...

          Starry Night        

Her hands were on his cheek, his hands around her waist, as they lay there facing each other.

She was gently slapping him on his cheek. He, smiling, gripped her hand and tried to shove it away. She burst out laughing. She managed to free her hand and once again, continued with her playful slapping, him giving up and playing along with her this time, she unable to contain her laughter.

Their baby, comfortably nestled between them, had his sleep broken. She shushed him hurriedly, and began to caress her child. She felt a little guilty now as they lay there silently. Their child fell asleep once more.

He murmured something, she listened intently. She re-assured him, and gently caressed his cheek. He smiled. He was happy. She was starting to fall asleep. He carefully adjusted her head-rest. He kept looking at her with his folded hands below his head, unable to fall asleep.

He will have to find someplace else for his family to sleep tomorrow.

Adjacent to the ledge they slept on, a person tried to squeeze his bike into the last remaining gap in the small parking area there. A car honked and zipped past, narrowly avoiding the person coming towards it on a bicycle. The last few shops began to pull their shutters down. A young professional, carrying a bag-pack after a long, tiring day at work, stopped at the corner paan-shop for a cup of tea and a smoke. A group of friends stood beside the shop as they laughed at each others' stories about their day, each holding a cup of tea in one hand and a cigarette in the other. There was a queue of annoyed people at the nearby A.T.M., waiting to withdraw money and go about their lives. Across the street, a fat middle-aged man alongwith his two spriteful children, followed by his wife and his old mother, slowly walked towards their car in the parking-lot to get back home after having a sumptuous dinner at the near-by gourmet restaurant. A street-light flickered. The leaves on the road-side trees rustled in the soft, gentle breeze. The sky was clear, but stars were not visible. They twinkled somewhere, silently, alone.

None of it mattered.


[Based on an eye-witness episode.]

          lost        

He hated midnight flights. On top of that, this was going to be a 16 hour long flight, straight to the other end of the world. Courtesy lost sleep and timezones, he would be miserable for days. He had been having nightmares about the journey. As they announced the call for boarding, he dragged himself towards the gate to be greeted by a mocking 'Enjoy your flight, sir.'. As if they knew.

He boarded the craft and walked towards his assigned seat. He had the middle one, the other two seats were unoccupied.

She made her way through the aisle, stopping near him. She struggled to put her luggage into the overhead bin. He tried to get up and help, but by then she had already managed it on her own. She pointed towards her window seat next to him, followed by a 2-minute awkward choreography of letting her get to her seat. As they took their seats, he turned to her and gave a well-do-we-have-any-other-choice smile, which she tried to acknowledge but pretty much ended up ignoring him. 'Alright, so be it.'

The safety announcements designed for 5-year-olds began. The craft taxied, sped along the runway, and took off. Entertainment was switched on, wine and dinner started being served, the air eased. He turned towards her to make a conversation. She was going to be next to him throughout the ordeal, so he might atleast make it not awkward.

'Hi.'
'Hi.'
'Do you fly along this route often?'
'Yes.'

It seemed to him as if she made too much effort to return a casual smile. 'Doesn't seem interested in a conversation', he thought. Fine.

The trolley stopped beside them. He asked for white wine to go along with the peanuts. She took red. He put on his headphones and turned his entertainment on. His pick was 'Wall·E'. She looked outside the window while they sipped their wine. 'Why do they make these peanut packets so difficult to open?!', he thought getting annoyed. Everytime! As he managed to open his after much struggle, he saw her beside him struggling too. He popped a peanut in, sipped his wine, and continued to watch his movie. After looking at her struggle some more, he took his headphones off.

'May I help you with that?'
She smiled sheepishly.
'There you go.'
'Thanks!'

Food was served soon. More wine was poured. As she started with the appetizers, she began...

'I love this movie.'
'Yes, it's an amazing movie! This is probably for the hundredth time that I am watching this.'
'Haha, really? I don't think I love it that much. Which is your favorite scene from the movie?'
'Dancing, surely. It's amazingly done.'
'Yes. For me it would be the last scene though. I swear I must have cried during that scene.'
'Haha. Well, for what it's worth, I didn't like how they ended the movie. Wall·E shouldn't have gotten his memory back. Sad endings are more real.'
'So, what are you? Clinically insane, or a sadistic psychopath?'
'Haha, c'mon! Firstly, neither. Secondly, I have a theory about movie endings...'
'...which is?'
'Most movies actually end about two or three scenes before they end the movie.'
'Uhuh.'
'See, for me this movie ends when we learn that Wall·E lost his memory. Everything after that is mostly appeasing the audience. This happens in so many movies!'
'Ah... I see. So you are a sadistic psychopath. Do you do it professionally or just as a hobby, being a psychopath?'
'It's a hobby.'
'I don't need to raise any alarms then. Yet.'
'Not at all! And if you needed to, you wouldn't have gotten the chance. I am that good.'
'Haha. Hey listen, I am sorry about earlier.'
'The peanuts?'
'No, before that. It wasn't nice of me.'
'I know. And the company of sadistic psychopaths doesn't help too much, does it?'
'Cut me some slack, will you?!'
'I will, if you stop taking it all too seriously.'

Both smiled. Paused. 'So...', they both began together. 'Please go on', he said.

'So...why do you hate flying so much?'
'How did you know that?!'
'It's hard not to know when it is written all over you.'
'16 hours in a metal tube being hurled across the sky, huddled like cattle and you can hardly sleep, with nowhere else to go. What is there to love about it?'
'How about the fact that you are going the reach the other end of the planet in less than a day, all the while dining, sipping wine, watching your favorite movie? And you're flying! Just look outside!' The moon followed them, the stars twinkled, and the clouds glistened.
'Haha, yes of course. Maybe travelling frequently makes you grumpy. Or maybe, the reason of the travel affects how you feel about the travel. You are right, I have no reason to complain. Do you travel a lot?'
'I do. I love travelling! More like, I like the journey as much, if not more, than the destination. Travelling gives you a lot of time to introspect. Sometimes you meet interesting people along the way.'
'I'll take it that you mean me (too) when you say that.'
'...and you had to ruin it. Bravo, monsieur!'
'Merci!'
'Haha. Alright, dinner's done. I'll see if I can sleep for a while.'
'Yes, the time-zone monster awaits us too.'



He finished the movie, and slept. Several hours passed before they woke up. He began...

'You know, I haven't slept with a girl before.'
'Wow, you did NOT just say that!'
'I did.'
'And it was a horrible pun.'
'I know.'
They both laughed. Paused.

'Do you love someone?', she asked.
'That is a little too personal, don't you think?'
'You did not think about that before sleeping with me?! And your reply makes me sure you don't.'
'I am not really sure what that means. Love. Everyone else seems to know.'
'Well, maybe you need to fall in love once to understand it.'
'...and that's exactly what everyone says! It's so pissing off! Do you? Love someone?'
'So it isn't personal if you ask?! Well, it's complicated. I don't think I would be able to explain.'

'Okay. Tell me, then, what do you think love is? Is there a definition? What is your definition of love?'
'Love is bottomless empathy, born out of the heart’s revelation that another person is every bit as real as you are. To love a specific person, and to identify with his or her struggles and joys as if they were your own, you have to surrender some of your self.' [link]

'It's like the way you feel about travelling.'
'Meaning?'
'That the journey is as much, if not more, important as the destination.'
'If you put it that way, yes.'

'That's what I feel about "Life".'
'As in?'
'As in, it's like a journey. People's paths cross with each other, and they become experiences for one another. I met you here, and I will remember this. But I don't know if we will ever meet again. In life we meet people who walk one-way with us. It's who comes back with you that counts. I think maybe that's love.'
'Then the movie doesn't really end there for you.'
'Meaning?'
'Two scenes before Wall·E ends, it doesn't end there for you. Wall·E comes back in the end, doesn't he?'
'I never thought about it like that before.'



He exited towards the terminal. It had been a long journey, but he felt surprisingly fresh. As he walked, suddenly, the airport was filled with piercing white light coming from a single source. He shut his eyes and almost knelt. The light began to fade, and when he could see again, he saw that he was alone there, and the airport deserted. He began to move hurriedly towards the exit, the place looked liked it had been ransacked. He came out from the exit, she stood in front of him. She was the only one there besides him. He didn't know what to do. She walked towards him, smiled, and gently said, 'Let's go back.'


          Aam Aadmi Party: the political start-up        


"Aaj hum yahaan aayein hain sabse ye kehne, ki kuch to karna hoga. Hum sabko kuch karna hoga."

"Koi bhi desh perfect nahi hota. Use perfect banaana hota hai. Police mai bharti honge, military join karenge, IAS banenge, politics ka hissa ban ke iss desh ki sarkaar chalaayenge. Ye desh badlega, hum badlenge ise."

-- Rang De Basanti (2006)


I quoted from Rang De Basanti, but it does not mean that this is going to be an incensed hysterical rant of a twenty-something someone which goes "Inquilab Zindabad!". Inquilab, sure. But let's put it into perspective and context. Inquilab will happen. One step at a time.


Election is coming.

It's easy to talk about politics sitting in our rooms, dissing any and everything that is happening around us. Heck, even this post qualifies. People here in India, and people abroad too - US, Europe, or farther east, you name it. "India has gone beyond a point-of-no-return." Sure, it must have sounded profound sitting in a room in a high-rise with a city skyline view in some sophisticated corner of the world, or here, in India. Sorry, no. But I have no interest in a conversation that begins or ends with that sentence, whether you live in India, or live abroad and intend to come back. It does not sound profound to me because I intend to spend my life in this country, by choice. Hopefully.

I would not care if haters and dissers shoot holes into this post. By all means, go ahead. I admit I don't know my politics or economics. Let the intellectual masturbation begin. But I will not engage you in a conversation unless you give me a viable choice in the upcoming Delhi elections in November. We'll talk about NaMo vs Rahul Gandhi, sure, after the Delhi elections.


It is really sad that after 66 years of our country's independence, the issues today, still, in the capital of India are Water, Electricity, Safety of Women, and Corruption. Forget Infrastructure, Public Health, or a healthy eco-system for entrepreneurs, we haven't afforded ourselves that luxury. Not yet.

We, the youth, are lucky to have been born at a very opportune moment in the history of our country. We have the privilege to be a part of the 'Indian growth story', to be the Indian growth story. Be a part of it. Engage. Of course, it is unreasonable to ask people to quit whatever they wish to do with their lives and set out "to clean the system". No. But help those who are trying, in whatever little way. You can still be a part of it. That's why I am writing this.

I know about a start-up that is trying to win the Delhi elections. I hope they do. It was unthinkable until a year ago, that a newly formed political party could think of forming a state government, let alone contesting elections with a strong foothold, or even fielding candidates in all the contested constituencies with confidence. Today, not so much. AAP doesn't have a long history, nor do they have the money or the adequate resources even, but they do have the passion and the will to do something. They believe they can, I believe they can. Sure, you or me might not agree with everything that they say or want to do, but do you agree with anyone a hundred percent? And if not them, who is your pick, and why? The question is whether anyone, anyone with the will and the passion can make a difference if they want? This is the test.

Santosh died. No, I am not using her name to sensationalize this and drive my point across. The fact is, a good person wanted to contest the elections, and she died. It is NOT trivial. Can you do something about it?

Take a look at their candidates list. Go ahead, look at their profiles. There is a commando who lost his hearing a hundred percent during 26/11, and was fired from the Army after that. Or this construction worker living in the slums, who is looking to contest from Rajouri Garden. And then, there is an ex-IRS IITian who championed the cause of RTI. He is pitting himself against Sheila Dixit. These people are getting their voice heard. We are getting our voice heard.

At the very least what I'm confident of is this, that these candidates won't be murderers or rapists, and that if they are deemed incapable or corrupt, they will be sacked by their own party. Atleast give these people a chance. One chance. And like all start-ups, they need money to scale. They have been angel funded by several investors, and are looking to mobilize resources through crowdsourcing.


What are you doing, Delhi? I'm jealous because you got this opportunity before I did. And things are happening and will, with or without you. Here's what the donations to AAP from our country looks like [link] :


Almost as much from Maharashtra as from Delhi?! And it's not even Maharashtra's elections! There is still time. Get on board with this, man.


1) You can donate in kind. There is much more than just money that is required to contest elections. You can give whatever you have to spare. [link]

2) You can adopt a constituency. From anywhere. [link]

3) You can make a recurring donation every month. [link]

4) Or, you can just donate once and be done with it. [link]

5) And the least you can do is get your voter i-card made and exercise your franchise. Vote. [link]


An incident happened not so long ago. Arvind Kejriwal was asked by a journalist, "What would you do if you don't win the Delhi elections?". He responded by saying, "If we lose, what will you do?"

Atleast we are talking about the right things.

So... what will you do?



Oh, and in this interview, Arvind Kejriwal answers most of the questions commonly posed by the haters and the dissers. Do watch. You might not agree with him or still be unsatisfied, but atleast hear what he has got to say.





If you know me personally, or have been following this blog, you would know that I am not someone who begs for likes and shares. But this one time, I will. If this post struck a chord, please share it. It's only a click, and is much less to ask than an Inquilab.



          loss        

It's almost evening.

The river rages relentlessly, its water white, its roar deafening.  

It's a normal world not too far from here. 

People must have gone to work, worked hard throughout, tired by the end of the day. It must be someone's first day at work, and they must have been excited about it. Someone must have gotten their first salary, and they must have been ecstatic. Someone must have been fired from their jobs for no fault of theirs. Someone must have gotten a raise or a promotion, and they must have felt really proud.

But here, here was different. Time didn't seem to move so quickly as it did out there, in the normal world. I have been sitting here since morning. I like doing that.

Children must have gone to schools, and their teachers must have taught them, about the world. There must have been exams for some of them, and some must have done really well. Meanwhile, a few others have not cared about their results. They will show the world their potential one day. One day. Or at least that's what they would like to believe. 

I had never been here before, here, isolated, not a soul for as far as eye could see, except birds, trees, and the River.

Someone must have met someone and must have been bowled over. Someone must have told how they felt about the person they loved, for the first time. Someone must have had a big fight with their partner, and must have said things which cannot be unsaid, and it must have gone irreparably wrong. Someone must have asked their partners to marry them, and their partners must have said 'yes', overwhelmed.

Someone must have gotten married today, to someone they deeply care about, with a promise to be together for life. Someone must have filed for a divorce today because it just wouldn't work. Some happy couples must have had a baby today, and they must have been feeling joyous. They must be thinking about doing their best, and giving their children the best possible future. Someone must have died. Their loved ones must have mourned, and remembered their legacy.

It happened when the moon and the sun were in the sky together. I saw smoke rising from distance, that dragged me out of my stupor. I started walking towards it first, and then running. I started to feel out of breath soon but I keep going. It looked bad.

As I began approaching it, I saw a burning hut, engulfed in high flames. There was hardly anything I could have done to save it, it was too late. A middle-aged uncouth man stood beside it, looking at it, smiling, naked. I stood stunned for a while, then I went closer and I frantically asked, shouting at the top of my voice to make myself heard above the din, "What are you doing?"

He looked at me, hardly surprised at seeing another person there. He didn't need to shout to make himself heard, and calmly said, "I lived in this hut for several years. This, and everything inside, is all I had come to have over the years. I burnt it."

"Why?"

As if I didn't see the obvious, he replied, "Now I have nothing to lose. I am free."

I couldn't think of anything to say.

A stream of water rose from the river, and started flowing mid-air towards us with an intimidating force. I didn't have much time to react. The stream flowing along its serpentine path, drowned the hut and the man. I remained untouched by water, and could hardly see or make sense of anything in all the chaos. In a flash, the stream receded, the river flowed as usual, the hut and the man disappeared.

          affection        

"Beautiful!", She said, as dawn cracked. A thick sheet of clouds hid the ground beneath, and it had tears from the rising jagged hills waking up to their morning elegance. "Just look at the colors, you! It's like someone has thrown random hues at the sky, and they all mix in a specific way and present themselves to us such that all of it makes sense. Like there is some hidden order in all this chaos, a greater purpose. Isn't it overwhelming?", She asked innocently.

I could only smile. To me, She, with all her charm, looked more beautiful than nature's art collection on display in front of us. She caught me smiling mischievously.

"What now, mister?", She asked.

"Haha, yes, yes. Of course. It is really beautiful. I am only slightly amused at the deep affection with which you were describing it.", I said.

"Affection? What does that mean?", She said, with a quizzical look on her face.

"You know, affection. Like, love. Gentle, tender, warm, fuzzy. Or, any other adjective that you may prefer."

She rolled her eyes. "Yes, mister. I have deep affection for the rising sun. More than I have for you, perhaps. Deal with it."

"I never really got how people use that word, you know. I have been thinking about it."

"Which word? Affection?"

"Uhuh."

"What is there to think about it? Like you said, it is like love."

"Well, yes. Maybe not the word affection, then. But the word that follows it in standard use - 'for'."

"For?! Now for what do you have a problem with for, now?"

The sun was up now, the morning brighter. It seemed like everything around us was getting off their beds, with ruffled hair, rubbing their eyes, in order to get ready to jump into action for a long, eventful day ahead. I took a deep breath, the fresh morning air acting like a stimulant.

"See", I began, with a demeanor of being about to say something really profound, "I think the word 'affection' is derived from 'to affect'. With that assumption, saying that one has affection for something, or someone, becomes grammatically incorrect. Because the effect of the affect is really on the self."

She turned to look away from me trying to hide her smile's genesis, into the far-away hills, which looked like they were getting all dressed up to leave for work.

I continued, "Whether I have affection for you or not, is really for you to decide. All I can know on my own really is whether I have affection from you, or, to put it reversely, whether you have affection for me. It works the other way round. So yes, when someone says that they have affection for someone, or something, they really mean that they have affection from them. You know, for that matter, every person I have met in my life, and each of my experiences with them has contributed to what I am at this moment, in however small, little way. All of that has led me to now. I have affection from all of them, really. There is no denying that."

She turned to look at me, smiling. After an extended pause, she said, "For once, you make some sense, mister."

"Haha, err, thank you?", I said casually.

"I think I understand now what you meant earlier."

I smiled. "I read a story some time ago. I want to recite a few lines from it which I really loved -
“Oh,” you said, a little let down. “But wait. If I get reincarnated to other places in time, I could have interacted with myself at some point.”
“Sure. Happens all the time. And with both lives only aware of their own lifespan you don’t even know it’s happening.”
It got me thinking. We have everyone's affection, afterall. Without us, or them, knowing it all the time. There is so much love in the world, and we fail to acknowledge it."

The clouds had started to thin, and everything around us was wide awake, ready, raring to go.

She grinned, now. "I will acknowledge it for you, mister. I have deep affection from you."

I laughed.

We turned around to go back home.

          mako        
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Note 1: So you got a Nexus 4. Congratulations. You have an incredibly powerful device in your hands. This post is not N4 specific, so you can try several of these with any top-of-the-line Android device. N4 because all of these have been field-tested on mine. If you've got interesting apps/uses to share, shoot in the comments, I'd love to hear 'em. Otherwise, if 'Angry Birds' is all you've done, read on, you must. ;)

Note 2: I'm sure someone at Google is huge Guillermo Del Toro fan. Galaxy Nexus was code-named 'toro', Nexus 4 is code-named 'mako' (ref: Pacific Rim).
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Part I: use mako

Part II: root mako

Part III: sudo mako



Part I: use mako


a) Lock screen

Widgets were always the strength of the Android ecosystem, and 4.2 Jelly Bean added the capability to add widgets on the lock-screen. There are several lock-screen widgets, but none standout like Roman Nurik's DashClock widget, which is beautiful, and isn't heavy on the battery. There are several extensions for this widget available in the store, so suit yourself.




















b) Home screen

I use the Android stock launcher. What you see in the background is the Ice Galaxy Live Wallpaper. This fellow, Maxelus, makes beautiful wallpapers. Most of the widgets are created using Zooper Widgets, and the icon pack is Minimalist.

Nova Launcher is a popular choice for launcher replacement. It gives you a lot of options to customize just about everything. A shoutout to Buzz Launcher, which attempts to create a marketplace for out-of-the-box homescreens, which you can download and apply in a flash! Worth checking out if you are among the lazy ones.


Head here for some inspiration.
















c) Computer-phone connectivity apps (Productivity)

Chrome to Phone - Send links from Chrome browser on desktop to your android phone.

Phone To Desktop - Send links from your android phone to Chrome browser on desktop.

Desktop Notifications - Get notifications from your phone on Chrome browser on desktop as desktop notifications.

AirDroid - Transfer files to/from phone to desktop over wi-fi. Send SMS, use phone camera as a webcam, manage contacts, apps, music et al, from your desktop.

TeamViewer - Remote control/remote desktop your computer from your phone over a data connection.

GOM Remote - Control GOM Player on your computer through a remote-like interface on your phone.

Unified Remote - Use your phone as a keyboard/mouse for your computer.



d) Travel apps

FlightTrack - Beautiful interface which shows flight path on a map. Gives schedule and gate information. Excellent, excellent app.

Currency - Offline currency conversion.

Google Maps / Google Translate - Their 'offline' mode is sweet! Download maps, and language packs for offline use! Very, very handy if you are planning a foreign holiday soon!

Triposo - Travel guide.



e) Special mention

SMS Backup+ (backs up SMS, call logs, and now WhatsApp messages to Gmail!),
Clean Master (clear system cache),
Battery Doctor (battery optimisation),
CamScanner (excellent app to get scanner level quality for documents through the phone camera),
TrueCaller (it's creepy how they get the unknown numbers right, but they do),
Light Manager (customise phone's LED notifications),
SphereShare (photosphere images sharing community),
TV Show Favs (track TV show episodes), and
Default App Manager (manage default apps for any phone action).


...and since you will install so many apps, it is easy to get lost. Enter: App Dialer, yep, an app to find apps installed on your phone!




Part II: root mako


Rooting gives you the ability to flash custom ROMs on your phone. I haven't flashed any custom ROMs yet, I am pretty happy with the stock ROM. But rooting allows you to make full backups of your phone, and some pretty nifty apps. Most of the methods of rooting Nexus 4 factory resets the phone, and guides are easily available if you google it.


The method I used doesn't factory reset the phone. (Motochopper method)

1: Get motochopper and the drivers from here.

2: Root. Yep, that simple. A full guide here (they even have a video!). The guide is for Galaxy S4, but it works just the same for Nexus 4 (I've done it!).


All the other methods unlocks bootloader first, and then applies root. Hence the factory reset.

Motochopper roots without unlocking the bootloader. Once you have achieved root, you can unlock your bootloader using BootUnlocker (yep, there's an app for that!). Android 4.3 update was announced today, so there's a decent chance you'll lose root after the update. You can use Voodoo OTA RootKeeper to preserve root during the OTA update.








Part III: sudo mako

Well... you have a rooted phone. What now?

ShareKM - My favorite root app's gotta be ShareKM. It's brilliant! It connects the phone to your computer over wi-fi/data/bluetooth. Slide the mouse pointer from the edge of the screen, and voila!, the mouse pointer jumps to your phone! You can now use your computer's keyboard to type on your phone, or copy text from one to the other. It's really neat, you should check it out if you have a rooted Android device. Video of this app in action embedded below:





OBackup - Nandroid Backup - Nandriod backup means a full image backup of your phone. So if you mess up something tinkering, you can always restore the phone exactly to how it was. OBackup does cloud backups and you can schedule your backups, which is pretty neat.



LMT - LMT enable features on stock Android that are typically available on custom ROMs, and is often the reason why people do install custom ROMs. It isn't avaialble on Google Play, but can be downloaded from here. A full review here, and video of the app in action below:






Spend time configuring your phone, it'll be worth it. Tinker. Enjoy.

mako...

          7 things wrong with our country        
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Note 1: If you are looking for a government/politician-bashing rant, or a discussion about corruption consuming our nation, or a list which enumerates education, poverty, development et al, this post is not going to touch any of those things.

Note 2: This list is relative to things often found in other countries on most accounts.
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#7 Pull-to-open bags

This is a bag of delectable chips.


This is how it should be open-able...



...so we can enjoy our chips like this...



...NOT ruined by this.



If other countries in the world can have this, why can't we?! I mean, how difficult is it?!



#6 Coca-cola

This:

Just look at this. How can you not want to have this refreshing drink with lunch and dinner, and to go alongside the chips in #7. (I skipped mentioning breakfast for the risk of it being an overkill.) For most countries, bottomless coke, or for that matter, any drink other than water is offered alongwith meals by default. Water is the last thing you should be drinking, with the evolution of man.



#5 Airports

They suck. And before you go all "T3" on me, again, they suck. Travelling, especially air-travel, should be an experience, not a punishment. Travelling by air is the pinnacle of human achievement. Think about it, you are flying at 30,000 ft, half-way across the world in less than 24 hours, at more than 900 kms per hour, while dining and watching movies along the way, even watching cat videos on youtube, and liking others' updates about their amazing lives. Not to mention the spectacular views and the perspective you get on our planet.

Airports should present it as such. It should be huge, unlike anything you might have seen before. While you wait for your flight, you should have a magnificent view of the craft from the gate, through big glass panels, so you can marvel at its sheer size, filled with a childlike wonder. Not shoved into buses which take you on a tumbling ride towards your craft. There should be enough seating, clear signs and directions. The immigration should be polite, welcoming to its own citizens, a small "Welcome home." with a smile. The security should not feel derogatory. The experience should be welcoming. It's the pinnacle of human achievement, afterall.




#4 Public Signs/Addresses

A metro station should say "metro station", an airport or a railway station should be navigable from anywhere in the city, with signs that say "Airport -> 15 kms", and a bus-stop should say "Bus Stop". It made me think when a Chinese guy visiting India asked me at a bus stop, "How do you know that the bus will stop here?", and the only response I could give was, "Ummm, because this is where everyone else is standing.". It shouldn't be this way. 

And the addresses should make sense, with numbered streets and crossings. Do away with the MG roads! Use more numbers, PLEASE! This should not be how my address looks/sounds:

Opp. XYZ Hospital,
Near ABC Hotel,
Quite close to Forum mall,
Come straight from PQR Flyover, and take 2nd right, then left.

NO.

My address should look like this:
42, Lush Meadows Residence
7, Riverview Road, Bangalore.

That's IT.




#3 Utility stores / Vending Machines

Fewer malls, please? And more utility stores. Where I can go, pick things, pay money, and get out with minimal turnaround time. Maybe 7/11's at petrol pumps? And every other 100 meters too? And vending machines! Aaaargh. Quick turnaround time!




#2 Breakfast

There are CRORES of people who go to work every day. And they want breakfast. The corn-flakes, and the dosas and the idlys, and the paratha-sabzi are okay. People need to be able to grab a bite in the mornings, and quickly. Croissants, muffins, selection of juices and sandwiches, salads, fruits, as pre-packaged take-away, available close to any means of public transport. Also, coffee. How can so many other countries get this right, except us?! I will not even touch the despicable state of our lunches and dinners, but we can always work around that. Breakfast is the most important meal of the day, remember?




#1 Respect for workers

Cheap labour, right? Be kind to the people working at your house. Give the auto-waalas 20 extra bucks. Talk to them, chat with them. Listen to their stories, they have several. Make a joke or two, and see them smile. Trust them. Offer them a glass of water, tea, or food after a few hours of hard manual work by default, which shouldn't be seen as an act of generosity, but of responsibility and of respect from a person, to another. Give them gifts on festivals, give them leaves. Give them a raise when you get one. Share your happiness with them, and be a part of theirs.

So many poor Indians go abroad to work as sweepers, cleaners, carpenters, construction workers, and they do that with their heads held high, with pride. They don't want to come back. Give them that opportunity here. Make them feel that they belong, and that we are fellow-countrymen.




7 things wrong with our country...

          Stranger than fiction        



Before sunset.

Good morning. It's a wonderful life, jackass. High and low since you went away. Gone with the wind, the lady vanishes. Dazed and confused. That was then... this is now. Devil wears prada, following breakfast at Tiffany's. I'm not there. Wish you were here, the best years of our lives. Stand by me, life is beautiful.

My life as a dog. Coffee and cigarettes. Thank you for smoking up in the air. Kiss kiss bang bang. What's up, Tiger Lily? 'I know where I'm going!'. Whatever works.  Man on wire, walk on the wild side. Small time crooks take the money and run! Breathless chase. Speed. Snatch. Catch me if you can. Dirty rotten scoundrels. There will be blood. Kill! Carnage, pulp fiction. Extremely loud & incredibly close. Anatomy of a murder, blood simple. The act of seeing with one's own eyes, eyes wide shut. Shame, the killing. Anything else? Apocalypse now.




Before midnight.

Hunger. The unbearable lightness of being.

It happened one night, October sky, the Milky Way, city lights. Through a glass darkly, I saw the odd couple. The boy in blue, that girl in yellow boots. A beautiful mind, little miss sunshine - the dreamers. He said, she said - "I love you to death", "I love you too, like crazy." Stolen kisses. Night on Earth, stranger than paradise, bigger than life. Spellbound. And the ship sails on. Play it again, Sam.




Before sunrise.

A walk with Love and Death. The green mile. The long walk home. A night to remember.

Once. 2 or 3 things I know about her. Great expectations. Letter never sent, somewhere lost in translation. The silence, the prestige, unforgiven. Bad timing. Do the right thing. Make it right being there. Requiem for a dream. The pursuit of happyness, love, and other impossible pursuits. Finding Neverland. Inherit the wind, eternal sunshine of the spotless mind singin' in the rain. Dil chahta hai the road to El Dorado, days of Heaven, city of God. Good morning. It's a wonderful life.

Amour.
Hollywood ending.



          Kai Po Che!        
Kai po che! (2013) on IMDb
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Note 1: This post is going to be short, like the movie, and sweet, like Amrita Puri.

Note 2: What a weekend this is going to be for cinema! Kai Po Che! here, 85th Academy Awards there.
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1) I hereby resolve to never bash Chetan Bhagat. Curse him all you like, but his work formed the basis of 3 Idiots earlier, and Kai Po Che now. If anything, his work is atleast giving film-makers a skeletal plot to make brilliant, original movies. And delight for people like us when we see "Based on a novel" in the opening credits (of an Indian movie). Also, gives us hope about writing being taken seriously in our country.

2) Detailing. It is true to the time and place it has been set in, and (almost) none of it looks cheap. Way better than the half-assed attempt in Special 26. Also, they took a source material and made it shine. Unlike Matru ki Bijli ka Mandola or Special 26 where potential was thrown into the toilet and flushed. Twice.

3) Music and score. Amit Trivedi. Need I say more?

4) Raj Kumar Yadav. Sheer brilliance as an actor, stands out in a film filled with good performances (brilliant casting choices) all over the place.

5) Abhishek Kapoor. Also gave us Rock On, knows how to make a movie with a tight running time (125 minutes for this one), brilliantly pacing the story, without introducing unnecessary song-and-dance sequences, as is typical with movie-making in our country.

6) Avoids the obvious pitfalls for such a movie. Deals with the parallel events spectacularly.

7) Amrita Puri! Boy is she cute! If I do a '7 girls...' post like I did last year, she is definitely going to be on it.


Kai Po Che...

          most beautiful        
I
-

I will say that you are the most beautiful girl in the world, and it will not be true.


In an absolute sense, that is. For one, to call you the most beautiful girl in the world, I would have to see (meet?) all the girls in this world. Not that I don't like this idea, but it would be an impossible thing to do. And that is not the only problem. I mean, you could easily dismiss it as me talking in hyperbole, not that you would have a problem with it, would you? And even otherwise, it could be dismissed as me being cheesy, albeit in a good way, cheesy still. Or, it could be challenged by anyone, no?


II
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What songs, what words, sentences should I write?
She walks with unsaid words and unshed eyes;
A few steps behind me in the moonlight.
She knows, and that I know not, yet she shies.
Behind me, even the moonlight cries;
So her lips unseal, eyes weep, wrong made right.
She knows, and that I know not, yet she shies.
Doth mystery revealed make romance bright?
Her silence I hear and away I glide.
Romance be mystery, and mystery tries
the truth of my heart, healing from hurt pride.
The shadow remains still, the water dries...
Songs, words, sentences I could never write
A few steps behind me in the moonlight.


III
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"I love you."

Heh, saying it even in front of the mirror is seeming so ridiculous, and I can only imagine how ridiculous it would be in front of her. Maybe I could put it differently.

"Jab se tumse milaa hoon, bas tumhaare hi khayaalo mai khoya rehta hoon. Tumhaare bina mera naa aar hai naa paar. Mai tumse aur sirf tumse pyaar kartaa hoon." Yeah, right. Bollywood would be such a perfect way to go. Damn you, Bollywood! Real cinema, please?


I have to get every expression, every gesture right. It has to be perfect. I will put on a smile first, give an elegant pause, look into her eyes, and just say it. If only I had some practice before! How, I know not, this mirror thing is surely not helping me.

I should also be prepared for everything that she could say. I have to play every scenario in my head, and have an appropriate response for her every response, so that I do not look like a fool after saying it. She could say "Huh?! What?!", and then maybe leave or something. I am a little scared of this scenario, I wouldn't know what to do or say. Well, I kind of know what to say.

I know that I have to tell her. She must know.

On an off-chance, she could also say, "I love you too." And that would make me the happiest person on this planet, not that it is going to happen. But if I am getting prepared for everything, I might as well do an exhaustive job.

We think that a number coming on a dice is a random event. It is not. It is a direct function of how a dice is thrown, and we could come up with a perfect model which could exactly predict the outcome on the dice. This, on the other hand, is a completely random event for me. For I have absolutely no control over it, nor am I in a position to predict the outcome. It has to be lived through to know.


I met her in the evening. She looked beautiful, like always. It is amazing how when I meet her even today, I still feel like how I felt when I met her for the first time. It is such an amazing feeling, something one would want to hold on to for life.

We ordered something to eat, while I was still trying to figure out the perfect time to pop the words. I was nervous. No matter how much prepared one is, when the time comes, it seems like an impossible thing to do. I decided to say it between the food and the dessert, that way, atleast the evening would surely end on a sweet note. And while I made this decision, a part of me hoped that the food never finishes.

Time passed quickly, as is always the case when I am with her, and we ordered dessert. I now had a small window within which I had to say it. How?! My heart was racing! I think I let my nervousness show, even. "I love you", I said. The world around me moved in slow motion, and it seemed like there she was, in front of me, in suspended animation.

Phew, here comes the dessert.


IV
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When I met you for the first time, I remember the electricity. You looked beautiful. Enchanting, really. I don't really remember the major parts from that evening, what we talked about etc. But I remember such minor details that I amaze myself. Details which would never matter otherwise. I remember the sounds of your laughter. I remember the heating up of my ears when I embarrassed myself because of something really stupid I said, and you giggled still. And how I kept on going about something so obvious and trivial, and you looked and smiled. And how you kept going about something so obvious and trivial, while your hands rolled a chocolate-wrapper, which we had had then and there, before finishing up the whole box. I remember how you said that you needed to leave in another 5 minutes, and then stayed on for half-n-hour. And then before leaving, gently added, "So when do I see you again?". I remember how the entire evening felt like 2 minutes. The minor things about that encounter were the major parts of the evening, really.

And then so many other times.

People say that love is nothing more than a bunch of chemical reactions in our head. But isn't it amazing, that this other person could cause such strong feelings? I mean, if we were to dismiss love like this, then we should also dismiss having good food, coffee, chocolates, life, us, because even those are just a set of chemical reactions.


I remember when we met one afternoon, and we were just walking along the street. It was just you between me and the setting sun. The sun-rays trickled through your hair, glistening. I couldn't look away. It seemed like nothing else in the world really mattered in that moment. And in that moment, in that one, single moment, you were the most beautiful girl in the world, in an absolute sense. And then several such times, again.

I'll tell you every day of my life, that you are the most beautiful girl in the world. And when I do, I do not mean right then. I would really mean the moment in which you really were, and I would mean that because I have seen you in those moments, and so many such moments we would have spent together in which you would have been.


I will say that you are the most beautiful girl in the world, and it will be true.

          85th Academy Awards        
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Note 1: This is probably for the first time that I have watched almost all the movies in contention for the Oscars before the Oscar ceremony, so I might as well do a prediction post, with a healthy 2 weeks till the event. Just for the kicks, and maybe some "pre-Oscar discussion", not that it matters.

Note 2: In every category, I will list one name if my prediction is same as my vote, two otherwise.
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CategoryPredictionPickHit / Miss
Best Motion Picture of the YearArgoAmourHit! Yay! \m/
Best Performance by an Actor in a Leading RoleDaniel Day-Lewis, Lincoln
Hit!
Best Performance by an Actress in a Leading RoleJessica Chastain, Zero Dark ThirtyEmmanuelle Riva, AmourMiss. JLaw, oh well. :|
Best Performance by an Actor in a Supporting RoleChristoph Waltz, Django Unchained
Hit! Waltz, aww yeah!
Best Performance by an Actress in a Supporting RoleAnne HathawayLes Misérables
Hit! Hathaway! ♥
Best Achievement in DirectingSteven Spielberg, LincolnAng Lee, Life of PiWoohoo! Ang Lee for Life of Pi! \m/
Best Writing, Screenplay Written Directly for the ScreenQuentin Tarantino, Django Unchained
Hit! T.A.R.A.N.T.I.N.O. \m/
Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or PublishedTony Kushner, LincolnDavid Magee, Life of PiMiss. But Argo, deserved!
Best Animated Feature Film of the YearBrave
Hit! Pixar FTW!
Best Foreign Language Film of the YearAmour
Hit!
Best Achievement in CinematographyClaudio Miranda, Life of Pi
Hit!
Best Achievement in EditingWilliam GoldenbergArgo
Hit!
Best Achievement in Production DesignLife of Pi
Miss. Lincoln, seriously? :|
Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original ScoreMychael DannaLife of Pi
Hit! \m/
Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original SongAdeleSkyfall
Hit!
Best Achievement in Sound MixingSkyfall
Miss. Les Misérables - deserved.
Best Achievement in Sound EditingDjango Unchained
Oh well, a tie! And both misses. (ZDT and Skyfall)
Best Achievement in Visual EffectsLife of Pi
Hit! 
Best Documentary, FeaturesSearching for Sugar Man
Hit!
Best Short film, AnimatedPaperman
Hit!


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85th Academy Awards...

          Dil Chahta Hai        
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Note 1: For those special few people.

Note 2: 'Dil Chahta Hai' is very dear to me. Its organic quality has led my movie's interpretation to evolve as have I. I doubt anything else comes even close.
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Agar mai tumse kahoon ki mai tumse pyaar karta hoon, tab bhi nahi?
Mai tum se aur sirf tumse pyaar karta hoon. Meri har saans, meri har dhadkan, mere har pal mai tum aur sirf tum ho.
Mujhe yakeen hai ki sirf isliye janma hoon ki tumse pyaar kar sakoon, aur tum sirf isliye ki ek din meri ban jao.
Tum meri ho, aur agar tum apne dil se poochogi to jaan logi ki mai sach keh raha hoon.




College was great. Sleepy days, crazy, sleepless nights. Nothing could stop us, and we could face everything. We were the world and we needed nothing else. It seemed complete. The balance had been achieved.


Mai kabhi soch bhi nahi sakta tha ki hum dono kahin aise baith ke baatein kar rahe honge.




We set out on our own individual paths, trying to make our own destiny, fighting our own fights, running our own races. Along the way, maybe we had left the things close to us far behind. Struggling, really. Without a clue about what hit us and when. Without realizing that time didn't run as slowly as it used to. And irreparably so, maybe. Maybe. Life happened?

It wasn't complete, and the balance wasn't perfect.




We all have, or eventually will, meet someone. And we will know we have met that someone when:

1) An 'I hate you' from her, to which you can reply with a smile, 'No you don't', comes second only to a 'I love you too' when you say 'I love you' to her.

Tum bhi naa, daraa diyaa naa bechaare ko.
I hate you.